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Mirabello Sannitico
Danza tradizionale
Stemma
Mirabello Sannitico - Stemma
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Mirabello Sannitico
Mirabello Sannitico
Sito istituzionale

Mirabello Sannitico è un centro del Molise.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Sulle alture dell'Appennino molisano nel Molise centrale, dista 8 km da Campobasso, 21 da Bojano, 47 da Guardialfiera.

Cenni storici[modifica]

Il più antico riferimento alla città compare in un registro ecclesiastico nel febbraio 1193, dove l'abate Ferulfo menziona la chiesa di San Salvatore di Mirabello, della quale sono oggi perdute posizione e rovine, adiacente al fiume Tappino. Numerose sanguinose battaglie furono combattute sui diritti d'acqua per la terra tra Mirabello Sannitico e Ferrazzano.

Molti terremoti hanno storicamente afflitto la zona; grandi sismi si verificarono nell'847, 1294, 1309, 1456, 1587, 1688 (in quest'occasione non ci fu nessuna morte, in quanto nel momento in cui si verificò il terremoto la maggior parte delle persone era nei campi) e 1794. Il 26 luglio 1805 un terremoto ha colpito la zona uccidendo quasi 6.000 persone in Molise e 300 in Mirabello, trasformando in macerie la chiesa già danneggiata di San Nicola.

Tra i personaggi storici di Mirabello Sannitico si ricorda in particolare il patriota Francesco de Feo (1828-1879). Altro personaggio storico fu Desiderio Mennone (1764-1825), sacerdote redentorista, rettore del collegio di Benevento, vescovo di Lacedonia (AV) dal 26 maggio 1824 al 12 aprile 1825.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A14 Italia.svg Autostrada Adriatica A14:
  • da nord uscire a Termoli, seguire la direzione Campobasso/Larino, seguire indicazioni per Campobasso percorrendo la SS 647 e la SS 87 (strada statale Bifernina), attraversare Campobasso, continuare sulla SP 165 e seguire indicazioni per Mirabello Sannitico (SP 57).
  • da sud seguire la direzione Pescara, continuare sull'autostrada A16, seguire la direzione Benevento, a Benevento continuare sulla SS 88, uscire a Campobasso, prendere la SS 87 (strada statale Bifernina) in direzione di Campobasso/Isernia, continuare sulla SS 17 sempre in direzione di Campobasso, proseguire per la SS 87, svoltare sulla SP 162, attraversare Monteverde e continuare seguendo indicazioni per Mirabello Sannitico (SP 135).
  • Autostrada A1 Italia.svg Autostrada del Sole A1:
  • da nord uscire a San Vittore, direzione Campobasso, raggiungere la SS 17 seguendo il cartello Campobasso, proseguire per la SS 87, svoltare sulla SP 162, attraversare Monteverde e continuare seguendo indicazioni per Mirabello Sannitico (SP 135).
  • da sud continuare sull'autostrada A16 e seguire le indicazioni come sopraindicate.
  • Da Campobasso percorrere la Stada Provinciale 165, svoltare sulla SP 57 in direzione di Mirabello Sannitico.

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg La stazione ferroviaria più vicina è quella di Campobasso (distante solo 7,5 km circa).

Collegamenti per Mirabello Sannitico in autobus con le Autolinee "Molise Trasporti".

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Monastero di Santa Maria di Monteverde. È un antico monastero benedettino dell'XI secolo crollato in gran parte a causa di terremoti, oggi chiesetta rurale nel territorio comunale di Vinchiaturo ma sul confine con Mirabello ..
La chiesa è situata a 1000 metri di altitudine sull'altura detta "La Rocca" in località Monteverde e si trova in posizione panoramica poiché domina ad est la vallata di Mirabello Sannitico, ad ovest quella di Bojano, a sud quella di Sepino e a nord quella verso Campobasso.
Nelle immediate vicinanze dell'attuale chiesetta sorgeva l'insediamento fortificato di Ruffirium al quale era stato affidato il controllo dei fondovalle e delle antiche vie di comunicazione. La presenza di numerose tracce di mura megalitiche, costruite con macigni a forma irregolare (mura poligonali), che presentano analogie con i perimetri di altri insediamenti del Sannio Pentro sono una ricca testimonianza.
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e le seguenti devastazioni causate dalle invasioni barbariche Monteverde piombò nella desolazione. Ma con il diffondersi del monachesimo dell'ordine dei benedettini tornò ad essere abitata. Gli storici affermano che nel 689 il monaco Dauferio, proveniente dal monastero di San Pietro Avellana fondò nei pressi dei resti dell'antico insediamento sannitico Ruffirium un cenobio dedicato a Santa Maria, che nel 1022 fu trasformato in vero e proprio monastero retto da un abate. Si ritiene che sia uno dei primi insediamenti sorto nel Molise, insieme a quelli di San Vincenzo al Volturno e di Santa Maria di Canneto (nei pressi di Roccavivara).
Nel secolo XII, il convento raggiunse grande notorietà, anche grazie alla costituzione di una corporazione di lavoratori della pietra operanti tra l'Abruzzo e il Molise.
Sin dalle origini il ruolo del centro monastico fu rilevante, anche grazie ai privilegi concessi dalle autorità ecclesiastiche, tra cui il papa molisano Celestino V. Nel 1321 fu papa Giovanni XXII a finanziare l'abbellimento della chiesa, la cui struttura risultava essere a tre navate, senza transetto, con absidi ornate da eleganti monofore strombate e facciata a salienti, affiancata da torre campanaria, la cui base grazie ai recenti lavori di consolidamento e conservazione effettuati nel 2008 hanno portato alla luce il pavimento in cotto. L'edificio presenta due ingressi: uno sul prospetto principale e l'altro sul lato destro. La lavorazione delle pietre, a filari di altezza diverse, è molto accurata. Con il trascorrere del tempo, i rovi hanno nascosto parte delle rovine, mentre frammenti architettonici e decorativi come colonne e capitelli sono stati depredati. Tra i reperti scomparsi vi erano alcuni capitelli con foglie e volute di buona fattura, che evidenziavano una notevole abilità di mestiere negli esecutori della corporazione di Monteverde.
Nel 2008 lavori di ricognizione e consolidamento dei resti dell'edificio hanno riportato alla luce l'intero impianto planimetrico, la parte absidale con le tre monofore, la torre campanaria e diverse sepolture. L'impianto planimetrico della chiesa risulta conforme agli schemi costruttivi benedettini. Le tre navate, infatti, erano divise da arcate a tutto sesto su colonne, tranne in prossimità della zona presbiteriale, dove si alzavano invece pilastri collegati tra loro e alle pareti laterali mediante archi trasversali. Inoltre nell'attuale chiesetta rurale edificata nel 1938 con materiale di reimpiego, accessibile direttamente dalla chiesa antica, viene conservata la bella lunetta (mt. 1,45 alla base) che decorava il portale principale. La lunetta raffigura l'agnello con la testa girata verso la croce, ad altorilievo, mentre fanno da sfondo a bassorilievo sul lato destro un'ancora ed un viticcio simbolo della salvezza dell'anima. Sul lato sinistro è raffigurato un motivo a zig-zag, simbolo della luce e della speranza.
In tale composizione vi è l'essenzialità nel motivo dell'agnello mistico che emerge sugli altri elementi allegorici, mentre in altre lunette esistenti nelle chiese molisane del periodo romanico le composizioni sono più complesse e l'agnello raffigurato si confonde con altri simboli: leoni alati, grifoni. Pertanto si ritiene che la lunetta della chiesa di S. Maria di Monteverde, per lo schematismo delle forme e l'essenzialità della composizione, sia tra le più antiche.
L'attività del monastero si interrompe alla metà del XIV secolo, quando nel 1349 un pauroso terremoto lo distrusse, lasciando però in piedi la chiesa e poche abitazioni di pastori. Un altro terremoto, precisamente nel 1456, distrusse le poche abitazioni rimaste. Ed è in seguito a questi eventi che la chiesa con le sue dipendenze venne data in commenda. I sopravvissuti all'evento calamitoso si trasferirono a valle, ove già si erano da tempo creati due gruppi di abitazioni di Mirabello Sannitico e Vinchiaturo. La chiesa invece fu fatta ricostruire dal Cardinale Vincenzo Orsini d'Aragona nel 1688. Per oltre un secolo la messa fu celebrata dal clero di Mirabello Sannitico come risulta da diversi atti notarili. Infine il terribile terremoto del 26 luglio 1805 causò il crollo definitivo della chiesa, dove trovò la morte l'eremita che in quel luogo viveva nella preghiera e nella contemplazione.
Del monastero sopravvivono parte dell'abside centrale, tracce del presbiterio e delle mura perimetrali. :Nell'odierna chiesetta una volta l'anno, precisamente l'ultima domenica di agosto, si celebra la messa e la statua della vergine sita al suo interno viene portata in processione per un percorso di un chilometro. In quel giorno le città una volta "antagoniste" di Mirabello e Vinchiaturo (di cui la chiesa delinea il confine) si ritrovano insieme a pregare simboleggiando la fratellanza tra i popoli. Monastero di Santa Maria di Monteverde su Wikipedia monastero di Santa Maria di Monteverde (Q3860559) su Wikidata
  • Chiesa dell'Abbazia di San Giorgio. Non si conosce la data di fondazione della chiesa per mancanza di testimonianze documentali, ma si suppone sia molto antica; è menzionata in un inventario inventario dell'epoca di Federico II di Svevia. A navata unica, vi furono successivamente aggiunti due altari in epoca sconosciuta..
  • Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta. Nell'inventario delle chiese ordinato nel 1241 da Federico di Svevia Santa Maria Assunta è menzionata; non si conosce tuttavia l'epoca della sua fondazione. L'edificio venne più volte modificato a seguito di eventi sismici. Conserva un fonte battesimale in pietra datato 1581 ed una preziosa croce d'argento del 1598 con cesellatura di scuola abruzzese, di gusto tardorinascimentale.
Di un certo interesse un quadro dell'Assunta della metà del Settecento.
L'aspetto della chiesa è quello dell'ultima ricostruzione a seguito del terremoto del 1805.
  • Chiesa della Santissima Annunziata. Menzionata nel 1626, a fine Ottocento era malridotta ed abbandonata. Conserva un altare in pietra.
  • Chiesa di San Rocco. Fu eretta entro le mura in occasione della peste del 1656 e vi era costituita la Confraternita di San Rocco. Conserva opere pittoriche di scuola napoletana del Settecento. La struttura dell'edificio mostra le forme originarie ad una sola navata; è scomparso il campanile.


Eventi e feste[modifica]

  • Sagra di San Giorgio. Simple icon time.svg 23 aprile. Si celebra la sagra con processione e accensione di falò a ricordo della protezione data al paese nel medioevo contro i saccheggi.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Bar Pizzeria Vicinanza, Via Roma, 105.
  • 2 Pizzeria "da Carmine", Via Mulino, 4.
  • 3 Ristorante "Il Veliero", Via Garibaldi, 8.
  • 4 Ristorante "Mira", Piazza Vittorio Veneto, 11.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Bed & Breakfast Chiaja, Via Napoli, 30, +39 0874 30255.
  • 2 Affittacamere Di Sisto, Via Salita Chiesa, 2.
  • 3 "Profumo D'Antico" - Affittacamere, Via Chiesa Matrice, +39 329 4156738.


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Campobasso — La città vecchia si sviluppa su un colle attorno al castello in posizione dominante. La città moderna si è sviluppata nel piano. È il centro più popoloso del Molise, di cui è capoluogo regionale.
  • Bojano — Fu potente città sannita, poi centro romano. Nel medioevo divenne sede episcopale. Conserva un bel centro storico ricco di chiese, oltre alla cattedrale.
  • Guardialfiera — Sorge a poca distanza dal lago omonimo, nato a seguito della creazione di una diga che ha prodotto così lo specchio d'acqua, completamente in territorio molisano, più grande della regione.


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