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Khiva

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Khiva
La porta dell'ovest, la più celebre delle 4 porte di Itchan Kala
Stato
Regione
Altitudine
Abitanti
Prefisso tel
Fuso orario
Posizione
Mappa dell'Uzbekistan
Khiva
Khiva
Sito istituzionale

Khiva è una città dell'Uzbekistan nella provincia della Corasmia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Khiva è un centro della provincia di Corasmia (Xorazm viloyati in lingua Uzbecha) vicino alla città di Urgench, capoluogo provinciale.

La città è in un'oasi ai margini del deserto di Kara Kum.e in prossimità della frontiera con il Turkmenistan,

Quando andare[modifica]

 Clima gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
 
Massime (°C) 1,7 4,7 12,1 21,9 29,2 34,2 36,3 33,7 28,1 19,2 11,2 4,2
Minime (°C) -7,2 -5,8 0,2 8,3 14,5 18,9 21,5 18,6 12,5 5,1 0 -1,3
Precipitazioni (mm) 9 9 20 19 11 3 2 1 2 5 9 13

Khiva ha un clima continentale come nel resto dell'Uzbekistan con inverni gelidi e lunghe estati torride. Le escursioni diurne sono rilevanti anche nel periodo estivo.

I migliori periodi per una visita sono le stagioni intermedie, la breve primavera e l'altrettanto breve autunno.

Cenni storici[modifica]

Khiva esiste almeno da quando esiste il commercio carovaniero e, secondo la leggenda, fu visitata da Sem, uno dei mitici figli di Noè. Il nome della città appare per la prima volta in cronache arabe del X secolo d.C.

Nel XVI secolo numerose tribù uzbeche si installarono nell'oasi circostante abbandonando la vita nomade e fondando poco più tardi il khanato della Corasmia. Alla fine del secolo l'emiro abbandonava la città di Kunya Urgench preferendo stabilirsi a Khiva con tutta la sua corte. Il nuovo regno soffrì di instabilità a causa dei dissidi interni tra le varie tribù uzbeche. Il Khan Abul Gazi, asceso al trono nel 1642, pose termine alle lotte intestine e l'opera di consolidazione del potere centrale fu proseguita dal figlio Anusha che tentò anche un'espansione territoriale ai danni del confinante regno di Bukhara. Il XVIII secolo vide un ritorno dell'anarchia tribale fomentata dai clan dei Kungrad e dei Mangit che vivevano nella regione del lago di Aral. Nadir, scià di Persia, conquistò Khiva nel periodo tra il 1740 e il 1747 dopo di ché il potere ritornò agli emiri uzbechi che nel XIX secolo promossero l'agricoltura con la costruzione di numerosi canali irrigui. Negli stessi anni si intensificò il commercio con la Russia zarista che portò grande prosperità al khanato. Khiva era però nota per essere un fiorente mercato di schiavi e anche un covo di feroci briganti.

Le mire espansionistiche della Russia zarista nella regione si manifestarono fin dal 1717, anno in cui lo zar Pietro il Grande decise di inviare nella regione truppe al comando del principe Alexander Bekovich-Cherkassky. La missione fallì miseramente ed il principe fu scuoiato vivo e la sua pelle servì a confezionare dei tamburi. I numerosi prigionieri russi furono venduti come schiavi al mercato di Khiva. Un secolo più tardi il generale Perovsky al comando di 5,000 soldati tentò di assoggettare il khanato per conto dello zar. Anche questa missione si risolse in un disastro prima di ancora di arrivare a destinazione: molti soldati perirono di freddo nell'attraversare le gelide distese del deserto di Kyzil Kum e la stessa sorte toccò ai 10,000 cammelli al seguito delle truppe. Finalmente il 29 maggio 1873 ingenti truppe russe al comando del generale Von Kaufman riuscirono ad espugnare Khiva, riscattando le onte del passato. La Russia permise al Khan di continuare a regnare sotto il suo protettorato.

Nel 1918 nella situazione di caos che seguì la caduta del regime zarista fu assassinato l'emiro Isfandyar. Il 27 aprile 1920 fu proclamata la repubblica popolare della Corasmia sotto l'egida dei Bolscevici, usciti vittoriosi dalla guerra civile che aveva insanguinato la Russia. Abdullah, ultimo Khan uzbeko fu costretto ad abdicare e terminò i suoi giorni in una prigione sovietica. L'opposizione ai nuovi padroni continuò sotto la guida di alcuni capi locali o basmachi fino al 1924. In quello stesso anno Khiva fu incorporata nella neocostituita Repubblica Sovietica dell'Uzbekistan.

Come orientarsi[modifica]

  • La città di Khiva è divisa in due parti:
    • Itchan Kala una città dentro la città recintata da mura ricostruite nel XVII secolo.
    • Dichan Kala l'abitato all'esterno delle mura.

Itchan Kala (Letteralmente: città vecchia) annovera almeno 50 monumenti e oltre 250 abitazioni private, le più vecchie delle quali risalgono al XVIII secolo.

A ovest di Itchan Kala c'è uno dei vecchi quartieri della città, anche se non antico come all'interno delle mura.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

Si può giungere Khiva da Urgengh in mezz'ora di taxi collettivo. Oppure provenendo dalle altre località vicine come Bukhara (6 ore). I taxi collettivi per Urgengh possono essere presi subito fuori dalla 2 porta est.

Mappa del collegamento tra Khiva e Urgench

In treno[modifica]

La stazione dei treni più vicina è a Urgengh da dove è possibile prendere dei treni notturni per Tashkent.

In autobus[modifica]

Comodi mashrutka fanno la spola tra Urgench, capoluogo provinciale e Khiva (35 km). Da tener presente che i mashrutka partono solo quando tutti i posti disponibili sono stati occupati e che il servizio termina alle 18:00. Non è consigliabile invece servirsi degli autobus perché i tempi di percorrenza sono lunghi, quanto più a buon mercato.

Altra possibilità è il filobus che collega Khiva a Urgengh. La fermata si trova accanto alla porta nord 3 Bogcha Darvoza di Itchan Kala. Tuttavia, anche questo mezzo di trasporto può risultare molto lento.

Come spostarsi[modifica]

Considerando il fatto che i principali monumenti della città si trovano a breve distanza, l'unico modo è andare a piedi. All'interno di Itchan Kala poi vige l'isola pedonale.


Cosa vedere[modifica]

L'accesso alla cittadella è libero, tuttavia per poter accedere ai vari monumenti e musei è necessario pagare un biglietto di 25.000 som a persona (più un supplemento per l'utilizzo della macchina fotografica). Il biglietto ha una validità di due giorni e contiene l'elenco esatto dei luoghi da poter visitare. In ogni luogo il custode appone un timbro e una firma. I luoghi esclusi dall'elenco sono a pagamento, come la visita al minareto Khoja. La biglietteria si trova all'interno della porta ovest (Ota Darvoza).

Porte di ingresso a Itchan Kala[modifica]

Ota Darvoza
  • 1 Ota Darvoza (Porta dell'Ovest). Ota Darvoza (porta del padre) è la porta di ingresso alla città vecchia (Itchan Kala) di Khiva) che si apre sul lato occidentale delle antiche mura. È la più celebre delle 4 porte della città antica, sebbene sia una costruzione del 1975 che riproduce l'originale distrutto dai sovietici nel 1920, nel loro tentativo di riappropriarsi degli antichi possedimenti zaristi in Asia centrale. Nelle immediate vicinanze della porta sta l'Orient Star, il più rinomato degli alberghi di Khiva, ricavato dall'antica madrassa "Mohammed Amin Khan" . Ota Darvoza su Wikipedia Ota Darvoza (Q12829445) su Wikidata
Bogcha Darvoza
  • 2 Bogcha Darvoza (Porta del nord). Bogcha Darvoza (Porta del giardino) è la porta di Itchan Kala che si apre sul lato nord. Misura 18x16 metri comprese le due torri che l'affiancano. Una scala interna permette di accedere agli spalti delle antiche mura. Bogcha Darvoza su Wikipedia Bogcha Darvoza (Q20536142) su Wikidata
Palvan Darvoza
  • 3 Palvan Darvoza (Porta dell'Est). Palvan Darvoza (porta gigante) è la porta che si apre sul lato orientale delle mura di Itchan Kala. Fu costruita tra il 1806 e il 1835 nelle vicinanze del mercato degli schiavi che rimase in funzione fino al 1873, anno in cui il khan di Khiva accettò il protettorato dell'impero russo.. Gli schiavi che avevano tentato di fuggire subivano la condanna a morte e venivano giustiziati proprio sotto la Palvan Darvoza. Palvan Darvoza su Wikipedia Palvan Darvoza (Q4342508) su Wikidata
Tosh Darvoza
  • 4 Tosh Darvoza (Porta del Sud). Tosh Darvoza (Porta di pietra) è la porta di Itchan Kala che si apre sul lato sud delle mura. Fucostruita nel 1830 per ordine del capo del khanato di Khiva, Alla Kuli Khan. Al tempo del commercio carovaniero sulla via della seta costituiva il punto d'accesso per le carovane provenienti dal Mar Caspio. La porta è fiancheggiata da due torri. Il tratto di mura adiacente conserva ancora le merlature originali. Tosh Darvoza su Wikipedia Tosh Darvoza (Q17639709) su Wikidata

Madrase e moschee[modifica]

Medressa del Khan Mohammed Amin e minareto Kalta Minor
  • 5 Madrassa del Khan Mohammed Amin. Costruita tra il 1852 e il 1855 l'edificio dà il benvenuto ai visitatori che entrano dalla porta Ata Darvasa che si apre nel settore occidentale delle mura. La scuola coranica poteva ospitare circa 250 studenti. Oggi questo storico edificio è stato adibito ad albergo di lusso (hotel Khiva), in grado di ospitare un centinaio di turisti e ospita anche un'agenzia di viaggi.e le celle degli studenti sono state trasformate in accoglienti stanze per visitatori stranieri nonostante l'opposizione dei dirigenti dell'UNESCO. Una volta valicato l'imponente portale d'ingresso, si entra in un ampio cortile ove un tempo venivano impartite le lezioni. A sinistra si trova la moschea che oggi ospita il bar dell'albergo. Madrasa Mohammed Amin Khan su Wikipedia Madrasa Mohammed Amin Khan (Q4287954) su Wikidata
La Madrasa Alla Kuli Khan
  • 6 Madrasa Allakuli Khan (Tra il bazar coperto Tim Alla Kuli Khan e Palvan Darvoza). Fu innalzata nel 1834 con fondi personali di Alla Kuli, al tempo khan di Khiva. La sua facciata principale si apre sul cortile della madrasa Khodjamberdy Bey ed è decorata con maioliche locali nelle tonalità del bianco e del blu. Le decorazioni sono delineate in nero e sono oiù evidenti nei timpani e nelle doppie arcate, Il cortile interno misura 30 x 34 metri e ogni lato reca un iwan (portale coperto). Madrasa Allakuli Khan su Wikipedia Madrasa Allakuli Khan (Q4287928) su Wikidata
Moschea Juma
  • 7 Moschea Djuma. La Moschea Djuma risale al X secolo ma fu ricostruita verso la fine del XVIII secolo. Fu restaurata tra il 1996 e il 1997 e in quell'occasione furono sostituite alcune colonne. L'edificio misura 55x46 m e il suo interno è costituito da un'unica, grande sala, con ben 218 colonne di legno i cui basamenti recano incisioni con scritte cufiche dei secoli X-XI . Il minareto della moschea raggiunge un'altezza di 47 m Moschea Juma su Wikipedia moschea Juma (Q4160568) su Wikidata
  • 8 Moschea Ak (Moschea bianca) (Vicino all'ingresso est). Piccola moschea Moschea Ak su Wikipedia moschea Ak (Q20536338) su Wikidata
  • 9 Moschea Said Niyoz Sholikorboy (Di fronte alla porta est di Itchan Kala). Piccola moschea all'esterno delle mura
  • 10 Madrasa Arab Mohammed Khan. Madrasa Arab Mohammed Khan su Wikipedia Madrasa Arab Mohammed Khan (Q4287930) su Wikidata
  • 11 Madrassa Emir Tura. Splendida madrassa in stato di abbandono.
Panorama di Khiva con i nomi dei principali monumenti

Altri monumenti[modifica]

Il minareto Kalta Minor
  • 12 Minareto Kalta Minor. Il minareto Kalta Minor (o Kaltaminâr), che significa "minareto corto" e chiamato anche "minareto verde", fu innalzato su commissione del khan di Khiva, Mohammed Amin il cui proposito era quello di far erigere il minareto più alto d'Oriente. Secondo il progetto doveva infatti raggiungere i 70, 80 metri di altezza e avere una forma affusolata con diametro decrescente. I lavori però si arrestarono quando il minareto aveva raggiunto i 29 metri di altezza e non furono più ripresi. Secondo lo storico Agakhi la costruzione fu interrotta a causa della morte del sovrano nel 1855 e secondo altri perché il minareto sarebbe crollato se fosse stato elevato ancora. Esiste anche una versione leggendaria, secondo la quale l'emiro di Bukhara, avendo appreso della costruzione del minareto, ne volle far costruire uno di altezza superiore nella sua città. Per raggiungere il suo scopo si accordò con l'architetto che stava dirigendo i lavori del Kalta Minor invitandolo presso la sua corte ma il Khan di Khiva, avuto sentore della trama, ordinò di uccidere l'architetto una volta completato il minareto. Questi però, dopo essere stato informato, fuggì subito, lasciando l'opera incompiuta. Il Kaltaminâr si trova sul lato est della madrasa Mohammed Amin Khan. Ciò che lo rende unico è la decorazione in maioliche smaltate nella tonalità del turchese. Minareto Kalta Minor su Wikipedia minareto Kalta Minor (Q4294004) su Wikidata
Interno del Mausoleo di Pahlavon Mahmud
  • 13 Mausoleo Sayid Alauddin. Costruito nel 1303 in onore di un famoso sheikh sufi del tempo, il mausoleo è il monumento più antico della città ancora in piedi. Presenta una pianta quadrata ed è sormontato da una cupola. Al suo centro sta la tomba del santo sufi interamente ricoperta di maioliche della prima metà del XIV secolo. Il ziaratkhaneh risale al XVII secolo. La tomba a fianco è un cenotafio destinato ad accogliere le spoglie del ceramista Amir Kulal che fu anche il costruttore del mausoleo. Il ceramista fu però sepolto a Bukhara, sua città natale. Mausoleo Sayid Alauddin su Wikipedia Mausoleo Sayid Alauddin (Q4273781) su Wikidata
  • 14 Statua di Al-Khwarizmi. Statua del matematico famoso per aver scoperto gli algoritmi, il cui termine deriva dal suo nome.
  • 15 Cimitero di Sud-ovest. Antico cimitero islamico entro le mura della città.
  • 16 Mausoleo di Pahlavon Mahmud. Mausoleo di Pahlavon Mahmud su Wikipedia Mausoleo di Pahlavon Mahmud (Q4273777) su Wikidata
  • 17 Palazzo Narallabay. Uno tra i pochi siti all'esterno delle mura. Palazzo Narallabay su Wikipedia Palazzo Narallabay (Q20536333) su Wikidata
  • 18 Palazzo Tosh-hovli. Palazzo Tosh-hovli su Wikipedia Palazzo Tosh-hovli (Q4155900) su Wikidata

Musei[modifica]

Uno dei cortili dell'Ark
  • 19 Kunya Ark (Vecchia fortezza). La vecchia fortezza fungeva da residenza agli emiri nei periodi di turbolenze civili. Fu eretta nel XII secolo da Ok Shihbobo e ampliata nel 1686 da Arang-khan. Essendo una reggia era costituita da diversi ambienti destinati ad accogliere l'harem, la zecca, le scuderie, l'arsenale, la moschea e la prigione. Oggi il complesso è un museo con ingresso a pagamento. Rimarchevole è al suo interno la moschea d'estate, risalente al 1838 e decorata con piastrelle smaltate riproducenti motivi floreali nei toni del bianco e del blu. La sala del trono del 1816 è situata in un cortile all'aperto, nel rispetto delle tradizioni nomadi degli Uzbechi. I bagni (hammam) sono del 1657. Kuhna Ark su Wikipedia Kuhna Ark (Q4247358) su Wikidata
La madrasa Mohammed Rakhim Khan
  • 20 Madrasa Mohammed Rahim Khan (Museo della storia di Khiva). La madrasa si trova a est della cittadella Kunya-Ark. Porta il nome del Khan che l'ha costruita, Muhammad Rahim Khan II (1845-1910), il suo nome completo era Saeed Mohammed Rahim Khan Bahadur, il suo popolo lo chiamava Madraïm Khan. Egli è salito al potere dopo la morte del padre nel 1864. Egli stesso ha scritto poesie con lo pseudonimo di Feruz o Feruz Shah. L'edificio è stato completato nel 1876, tre anni dopo la firma del Trattato del protettorato del khanato di Khiva da parte dell'Impero russo. La madrasa diventa allora una delle più grandi dell'Asia centrale con le sue settantasei celle per studenti di scienze coraniche. Si compone di due corti; nella corte interiore si trovano le celle, la corte posteriore ha un corpo di edificio su un piano più alto per le celle, con un portale (pishtak) che si impone sulla facciata principale. Madrasa include una moschea invernale e una estiva, delle biblioteche e dei darskhon. L'arte della maiolica viene utilizzata con grande delicatezza come ornamento. La corte principale rettangolare include un iwan al centro di ciascun lato e delle torrette agli angoli. I quattro angoli del cortile permettono a tutti l'accesso a tre celle. Il cancello d'ingresso è imponente ed è fiancheggiato da grandi ali con cinque campate con nicchie ad arco. Le celle della madrasa sono coperte con cupole, chiamate balkhi. Ognuna di esse include una camera da letto e una piccola sala per uso domestico. Gli iwan includono in alto un fregio con iscrizioni in stile nastaliq. La struttura esterna delle celle segue uno schema classico: una nicchia con una porta di legno intagliata, una barra trasversale, e al di sopra di una finestra a griglia geometrica di colore bianco. Nel mezzo del cortile principale vi è un giardino nei pressi di una fontana. Una sala ospita un museo di storia dei khan di Khiva. Uno spettacolo di funamboli, accompagnato da musicisti, è regolarmente organizzato nel cortile principale. Madrasa Mohammed Rahim Khan su Wikipedia madrasa Mohammed Rahim Khan (Q4287956) su Wikidata
  • 21 Madrasa Koutloug Mourad Inak (Museo delle belle arti). Al suo interno si trova un piccolo museo d'arte con dei dipinti di pittori che hanno rappresentato Khiva e l'Uzbekistan.
  • 22 Madrasa Abdullakhon (Museo Natura). Madrasa adibita a piccolo museo della natura, con animali impagliati e ricostruzioni. Poco interessante.
  • 23 Complesso Islam Khodja (Museo delle Arti Applicate di Khiva). Madrasa e minareto. E' possibile salire sul minareto per godere del panorama della città con un biglietto, mentre nella madrasa è presente il Museo delle Arti Applicate di Khiva con oggetti e abiti di Khiva. Complesso Islam Khodja su Wikipedia Complesso Islam Khodja (Q4287941) su Wikidata
  • 24 Madrasa Matpanoh boy (Di fronte all'ingresso della moschea Juma). Piccola madrasa con un museo di ritratti di personaggi della storia antica dell'Uzbekistan.
  • 25 Ex scuola. Piccolo museo con esposizione fotografica.
  • 26 Madrassa Kazi Kalyan. Museo degli strumenti musicali.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

Mettendosi d'accordo con dei taxisti o chiedendo negli hotel è possibile considerare un'escursione in giornata ai vicini castelli nei dintorni di Urgengh.

Acquisti[modifica]

  • 1 Mercato (All'esterno della porta est). Simple icon time.svg mattina. Mercato di frutta e verdura, ma anche di prodotti della casa.
  • 2 Allakuli Khan Tim Market (Accanto alla madrasa Allakuli khan). Bazar coperto per souvenir e tessuti.
  • 3 Market (Di fronte al Palazzo Narallabay (Dishan Kala)). Piccolo market in stile sovietico.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Café Farrukh. Cortile interno e yurta.

Prezzi medi[modifica]

  • 2 Khorezm Art (Presso la Medrasa Allakulikhan), +998 62 375 79 18. Buona qualità di cibo, presenza del wifi.

Prezzi elevati[modifica]

  • 3 Bir Gumbaz, +998 90 187 26 51. Ristorante e bar accanto al Kalta Minor. Si paga la posizione.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Islambek, Tosjpolatov 60, +998 62 375 30 23. Ecb copyright.svg US$ 15-20. Connessione alla rete gratuita. Shows folkloristici la sera.
  • 2 Arkhonchi, Pahlavan Mahmoud, 10, +998 62 375 2230. Uno dei primi alberghi privati a funzionare in Khiva. Splendide viste sulla città vecchia.
  • 3 Sobir Arkonchi, S.Markasi, 1, +998 62 3758766. All'esterno della città vecchia ma vicino alla porta del nord e alla fermata degli autobus.
  • 4 B&B Zafarbek, Tashpolatova 28, +998 62 375 6038, +998 97 510 0144.
  • 5 Isaak Hoja, A. Rachmanov Str 70, +998 62 375 9283. Con belle viste sulla porta dell'ovest e le antiche mura.
  • 6 B&B Meros, A.Boltaeva Str 57, +998 62 375 7642.
  • 7 B&B Mirzaboshi, P.Makhmud Str 1, +998 62 375 2753.
  • 8 B&B Lali Opa, Kalantarov Str, +998 62 375 4449.
  • B&B Otabek, Islam Hoja Str 3, +998 62 375 6177.
  • B&B Ganishon Afanshi, P.Makhmud, 3. Ricavato da una casa della città vecchia in stile tradizionale.
  • 9 B&B Orzu, 74 Tashpulatov Street (Nei pressi della porta est). Ecb copyright.svg 25-30€. Check-in: 14:00-24:00, check-out: 12:30. B&B molto pulito e confortevole.

Prezzi medi[modifica]

  • 10 Hotel Malika Khiva, 19A, P.Kori Street (Vicino alla Porta dell'Ovest, dal suo lato esterno), +998 62 375 2665. Arredato in uno stile che ricorda il più sontuoso Orient Star, l'albergo Malika dà la sensazione a chi vi soggiorna di stare all'interno di una antica scuola coranica sebbene la costruzione risalga al 2004.
  • Malika Khorezm, 5 Center (Vicino alla Porta del Nord e alla corrispondente fermata d'autobus), +998 62 375 5451. Ecb copyright.svg ~Singola da 64 000 som, doppia da 85 000 som. Uno dei pochi alberghi di Khiva in funzione dall'epoca dei Soviet ma sottoposto a un restauro accurato che ha eliminato ogni traccia dell'antico regime, quando era gestito dall'Intourist, l'agenzia sovietica per il turismo.
  • Schachrizofa, Islam Hoja Str 35, +998 62 375 9532. Boutique hotel in un edificio tradizionale con decorazioni in legno intagliato.

Prezzi elevati[modifica]

  • Orient Star Khiva, 1 Paklavan Makhmud (sul fianco del minareto Kalta Minor). Ecb copyright.svg ~Singola a partire da 64 000 som, doppia da 107 000 som. Incantevole albergo ricavato dalla madrassa Mohammed Amin Khan. Le stanze sono le celle un tempo occupate dagli alunni della scuola coranica. Fin da epoca sovietica era ritenuto il miglior albergo della città vecchia e lo è tuttora. Il suo asso nella manica è la posizione sul fianco della porta dell'ovest e questo è anche il motivo per il quale costa più degli altri.
  • 11 Malika Kheivak, 10 Islam Khodja (Vicino al minareto Islam Khoja). Ecb copyright.svg Singola da 71 000 som, doppia da100 000 som. Come l'Orient Star, anche il Malika Kheivak si distingue per la sua posizione proprio al centro della città vecchia che può essere ammirata dalla terrazza dell'ultimo piano.
  • 12 Asia Khiva, Kadir Yaqubova (All'esterno della città vecchia vicino alla porta del sud), +998 62 3757683. Ecb copyright.svg Singola da 67 000 som, doppia da 105 000 som. La non piacevole posizione di questo albergo è compensata da un maggior numero di servizi come la piscina con servizio bar, difficile da trovare tra i concorrenti.


Sicurezza[modifica]

L'illuminazione delle strade può risultare in alcune parti della città assai scadente, se non del tutto assente. Si raccomanda l'uso di torce tascabili o dell'illuminazione attraverso lo schermo del proprio cellulare. Il fondo di alcune strade infatti è abbastanza sconnesso e si rischiano delle storte o delle cadute.

Come restare in contatto[modifica]

Internet[modifica]

La connessione internet è presente degli alberghi tuttavia è quasi sempre molto lenta, salvo nelle prime ore del mattino quando il traffico dell'utenza è scarso. In alcuni locali è possibile utilizzare il wifi.

Tenersi informati[modifica]

  • 4 Ufficio informazioni turistiche (Vicino al minareto Kalyan). L'ufficio consente anche di prenotare delle escursioni nei dintorni.


Nei dintorni[modifica]

Toprak Kala
Ayaz Kala (Khorezm, Ouzbékistan) (5608879653).jpg
Kunya-Urgench - Mausoleo Turabek Khanum
  • 5 Toprak Kala. Rovine di una città di epoca Kushan, fiorente dal I al V secolo d.C. Per quanto gli scavi archeologici abbiano riportato alla luce reperti che hanno dimostrato le influenze di epoca ellenistica e achemenide dei barbari Kusan, il sito è di scarso interesse per i profani. Il paesaggio intorno è invece abbastanza singolare tra pianure semidesertiche eternamente battute dal sole.
  • 6 Ayaz_Kala. Una serie di tre fortezze situate sui monti Sultan-Uiz-Dagh, ai margini del deserto Kizilkum. Furono realizzate tra il IV secolo a.C. e il VII secolo d.C. La loro funzione era quella di difendere i popoli sedentari del sud dalle incursioni dei nomadi del nord
  • Atajan Tura
  • Chadra Hauli
  • Mausoleo dello sceicco Mukhtar Vali
  • Kubla Toza (residenza estiva del khan Mohammed Rakhim II)
  • Koi Krylgan Kala
  • 7 Kunya-Urgench (La vecchia Urgench). Rovine dell'antica capitale del regno della Corasmia, rasa al suolo da Gengis Khan nel 1221. Dal 2005 il sito figura nella lista UNESCO dei Patrimoni dell'umanità. Poiché le rovine si trovano oltreconfine nel territorio del Turkmenistan potrete fare questa escursione non da soli ma appoggiandovi ad un'agenzia locale, come prevedono le regole piuttosto restrittive di quel paese in materia di ingresso di visitatori stranieri sul suo territorio.


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).