Scarica il file GPX di questo articolo

Europa > Italia > Italia nordorientale > Veneto > Pianura Veneta > Cologna Veneta

Cologna Veneta

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search

Cologna Veneta
Cologna Veneta -Castello scaligero e campanile
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Cologna Veneta
Cologna Veneta
Sito istituzionale

Cologna Veneta è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

È nota per essere la città del Mandorlato, famoso dolce natalizio e per trovarsi nella zona di produzione del vino Arcole DOC.

Cenni geografici[modifica]

Il fertile territorio pianeggiante in cui sorge, lambito dal fiume Guà, l'ha resa un importante centro agricolo. Dista 9 km da Lonigo, 11 da Pojana Maggiore, 12 da Montagnana, 16 da Noventa Vicentina, 17 da Legnago, 20 da Soave, 37 da Vicenza e 40 da Verona.

Cenni storici[modifica]

Il ritrovamento di reperti della Civiltà di Fiorano nei pressi di Santa Giustina (Museo Civico Archeologico) induce a credere che l'area su cui sorge Cologna Veneta fosse abitata già alla fine del V millennio a.C.

Per la contiguità con il territorio di Este) e alla luce della scoperta di una necropoli in località Baldarìa, sembra che la zona di Cologna Veneta sia stata abitata dagli Euganei (1000 a.C.) e dai Veneti (VII-IV secolo a.C.). Con i romani (I secolo a.C.) Cologna entrò a far parte dell'agro atestino di Este. Resti della centuriazione sono rintracciabili nella campagna ad est del centro abitato. L'insediamento conobbe un forte impulso a seguito della battaglia di Azio, nel 31 a.C., allorché Augusto stanziò nel colognese un certo numero dei suoi veterani.

Dopo la conquista di Padova da parte del Regno longobardo nel 602 tutto il territorio colognese fu occupato dal Ducato di Vicenza. NNel 1256 Cologna si ribellò al dominio di Ezzelino III da Romano. La resistenza fu guidata da Jacopo Bonfado e terminò con la disfatta dei colognesi. Nel 1406 il doge di Venezia Michele Steno decretò l'aggregazione di Cologna al Sestiere Dorsoduro di Venezia, per porre fine alle sanguinose contese tra le Signorie locali. Cologna rimase veneziana fino alla caduta della Serenissima (1797).

Nel 1882, dopo l'ennesima esondazione del fiume Guà (nome preso dall'Agno nel suo percorso attraverso Cologna), le autorità cittadine decisero di deviarne il corso. I lavori ebbero termine nel 1904. Nel corso degli scavi per lo spostamento dell'alveo, fu rinvenuta, nella frazione di Baldaria, una cospicua collezione di materiali preistorici, che consentì la nascita del Museo civico archeologico di Cologna Veneta.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comprende anche le frazioni di Baldaria, Sabbion, San Sebastiano, Sant'Andrea e Spessa.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Duomo di Cologna Veneta
  • 1 Duomo, piazza Duomo. Posata la prima pietra nel settembre 1803, fu terminato entra la fine degli anni Venti ed intitolato a Maria Nascente. È un esempio purissimo dello stile neoclassico: sorgono così colonnati, timpani, propilei simili alle costruzioni greco-romane, esprimendo eleganza nelle linee e bellezza nelle proporzioni.
La facciata, composta da dieci colonne alte 8 metri ciascuna, si presenta armoniosa ed imponente, con una gradinata di 25 gradini di pietra viva di Sant'Ambrogio. Il frontone raffigura la cacciata dei profanatori del tempio. Il progetto si deve a Giannantonio Selva e Antonio Diedo.
L'interno è voltato a botte ribassata, molto ampio e a croce latina, dotato di una navata centrale più due laterali. Molto particolari i movimenti degli archi, le curve a semicerchio, i dieci poderosi fasci di mezze colonne e lesene e gli ornamenti.
Torre civica e piazza Mazzini
  • 2 Campanile. Progettato dall’architetto Antonio Diedo, venne eretto su una delle torri angolari dell’antica Rocca, denominata la Mainarda. La sua base quadrangolare misura 8,37 metri. I lavori iniziarono nel 1841 per concludersi nel 1853. Simile al campanile di Venezia, quello di Cologna è alto ben 80,4 metri. È uno dei più alti del Veneto e dell'Italia: occupa infatti il 32º posto nella Lista delle torri campanarie più alte d'Italia. Porta cinque campane con un castello di ferro a ¼ di ruota. Durante la seconda guerra mondiale servì anche da rifugio.
  • 3 Torre civica. La vetusta costruzione in mattoni, quadrangolare, è situata al centro del complesso urbanistico, in Corso Guà. In origine era una delle dodici torri a due solai di legno della cerchia muraria che cingeva Cologna. Costruita nel 1555, venne portata a termine in due fasi successive: per tentare di risalire all’epoca della costruzione della prima parte è possibile notare uno stemma comunale sulla parte che guarda il Corso Guà, nella sua originale e primitiva composizione. In seguito venne collocata nella facciata che guarda Piazza Mazzini una sacra effigie della Madonna in legno. L’attuale orologio è in funzione dal 1914, mentre la campana originale trasportata dalla Serenissima venne sostituita nel 1590 a seguito di un danneggiamento da un campanone, detto di San Simon, che riporta una data: 1714.
Il Palazzo Pretorio, ora sede comunale
  • 4 Palazzo pretorio. Costruito in laterizi, denominato Capitaniato, fu antica residenza di Pretori e Governatori di Cologna. Si ritiene sia stato edificato per volere dell’ultimo rappresentante della dinastia scaligera Cansignorio della Scala. Durante la dominazione veneziana, dal 1405 al 1797, divenne residenza del Podestà-Capitano, il nobile che a turno per circa due anni rappresentava la massima autorità. Le sale, mirabilmente affrescate, erano adibite a vari usi; all’esterno, nella facciata che guarda i giardini, il muro è stato merlato nel 1793. Negli ultimi secoli divenne Biblioteca Civica, scuola di falegnameria, sede dei Vigili del Fuoco ed infine Comune.
  • Castello scaligero. Sorto verso l’XI secolo, venne distrutto verso il 1200 da parte dei Montecchi guelfi, fazione predominante della repubblica Veronese. Si dice che la riedificazione sia avvenuta con i resti del castello di Campiglia. Degli otto torrioni che componevano la rocca del castello scaligero, oggi ne rimane solamente uno, visibile vicino al campanile in via A.Papesso. Nella muratura si possono notare diversi strati di ciottoli che formano una scala, particolarità che distingueva le costruzioni scaligere.
Chiesa di San Bartolamio
  • Chiesa di San Bartolamio (San Bortolo o San Bartolomeo Apostolo), Via Niccolò Vecchietti. Ebbe origine nel 1418 e venne riedificata nel 1756. Nel 1431 fu occupata dalle suore Agostiniane, dette Pinzochere, per fondare un collegio per giovinette. La chiesa ebbe un rettore perpetuo dal 1439. L'altare maggiore di movenze barocche è dedicato a S. Bartolomeo Apostolo. Vicino all'altare è presente una pala nella quale è raffigurato S. Bartolomeo mentre è scuoiato. L'altare dell'Addolorata, a colonne corinzie con timpano triangolare, inquadra l'edicola che funge da cornice all'affresco Madonna dello Spasimo. L'altare in "cornu Epistolae" è dedicato invece a San Gaetano da Thiene ed è un barocco audace. Sulle cornici si librano angeli bellissimi.
  • Chiesa dei Santi Felice e Fortunato. Costruita intorno il XII secolo, nel 1445 fu concessa dal vescovo di Vicenza ai Padri Serviti che eressero un convento. I Padri restaurarono più volte la chiesa e vi tennero diversi Capitoli Generali. Molti nobili colognesi vennero qui sepolti; nel 1769 il convento venne demolito a seguito della Bolla di Papa Clemente XIII. Nel 1842 l'arciprete di Cologna acquistò la chiesa, Santuario della Madonna del mandamento, meta di numerosi pellegrinaggi. Oggi il convento è quasi scomparso e la Chiesa dipende direttamente dalla Parrocchia di Cologna Veneta; in questa chiesa la Madonna si festeggia in modo speciale nella solennità dell'Assunta, il 15 agosto.
  • Chiesa di San Pietro. Il monastero di San Pietro apostolo, fondato nel 1614, si trova vicino all'ex ospedale civile. Possiede tre altari, dei quali il maggiore è dedicato a S. Pietro e S. Paolo, ed è ricca di reliquiari. Il monastero fu soppresso nel 1810 e trasformato in scuola pubblica; nel 1849 fu adattato a Ospedale civile con il servizio psichiatrico, chiuso da qualche decina d'anni. Oggi non è accessibile, in attesa di ristrutturazione.
  • Chiesa di Santo Spirito, via Cardo. Venne edificata nel 1535 circa per le monache Agostiniane, dette Pinzochere, rimpiazzate nel 1553 dai Padri Serviti di San Felice. L'oratorio fu fondato nel '600 e successivamente ampliato. L'altare maggiore, barocco, è in marmo bianco della Val di Leogra. È stata restaurata recentemente.
Porta delle Cappuccine
  • Porta delle Cappuccine. Per favorire l'accesso delle suore al Duomo, venne aperta nel 1602; le Cappuccine delle Regola di Santa Chiara avevano infatti il loro convento al di fuori delle mura di Cologna. Si trova molto vicina al campanile, prima della canonica della Parrocchia.
  • 5 Teatro Comunale. Il Teatro Sociale, ora Comunale, fu iniziato nel 1856 ed inaugurato nel 1875, quando ancora il Guà scorreva per il centro del paese, prima della deviazione dell’argine all’inizio del Novecento. La sua pianta si presenta di forma rettangolare, le cui dimensioni sono di 39x17 metri circa. I muri esterni sono di pietra calcare dei Berici, rinsaldati da contrafforti dello stesso materiale. Nel 1993 venne restaurata la facciata. Ogni anno ospita rassegne teatrali, saggi e concerti; la galleria viene utilizzata per conferenze e mostre d’arte o fotografia. La proiezione delle pellicole avviene invece al Cinema C. Ferrini in via Papesso, a poche centinaia di metri dal teatro.
Facciata Museo civico archeologico
  • Museo Civico archeologico, Piazza Duomo 3, +39 0442 413511, fax: +39 0442 410811. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg 10.00-12.00 e 15.00-18.00 domenica (inverno); 10.00-12 e 16.00-19.00 domenica (estate). Le visite guidate nei restanti giorni settimanali sono possibili dietro prenotazione.. Ha sede nell'ottocentesco palazzo Monte di Pietà ed è il più antico museo della provincia: fu istituito nel 1892, a seguito delle scoperte archeologiche relative alla necropoli di Baldaria.
L'attuale sede museale fu stabilita nel 1991 e comprende tre sale: nella prima (dedicata a Anna Rinaldi Gruber, studiosa del territorio colognese), ospita materiali preistorici dal Neolitico sino all'età del bronzo finale; la seconda sala, intitolata a Cesare Cardellini, consigliere comunale, ospita reperti dell'età del ferro; la terza sala, dedicata ad Eusebio Checchetti (cittadino che ebbe il merito di salvaguardare numerosi reperti durante la seconda guerra mondiale), ospita oggetti di età romana e longobarda, provenienti soprattutto dalle necropoli della zona, e un miliario dell'imperatore Magnenzio.
Al museo archeologico è collegata gestionalmente una seconda struttura, il Museo lapidario, che ospita lapidi, iscrizioni, anfore romane e alcuni calchi, tra cui quello di un focolare preistorico e una copia dell'Obelisco nero del sovrano assiro Salmanassar III.
  • Museo Lapidario. Tramite il campanile del Duomo è possibile accedere a tale museo, nei sotterranei della Rocca scaligera; sono visibili elementi di acquedotto, mattoni, macine ed un cippo funerario di epoca romana; quattro capitelli gotici dell'antico Duomo (XVI secolo); una lapide del 1528 e due mascheroni in pietra di epoca rinascimentale. Nel periodo invernale il museo ospita la mostra dei presepi.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Pizzeria Al Chiosco, via Cavour 3, +39 0442 85078. Simple icon time.svg Chiuso lunedì.
  • 2 Pizzeria Baia del Re, Via Rinascimento 39, +39 0442 412509.
  • 3 Pizzeria trattoria Acquario, Via S. Andrea 25, +39 0442 85667.
  • 4 Pizzeria trattoria Venturini, Viale Della Produzione 2, +39 0442 84588.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Albergo Quari ristorante pizzeria, Via Quari Destra 3, +39 0442 85291, fax: +39 0442 85668.
  • 2 Hotel Relais La Torre albergo ristorante, Piazza Mazzini 33, +39 0442 410111, fax: +39 0442 411391.


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 7 Poste italiane, Piazzale Liberazione 6, +39 0442 413349, fax: +39 0442410945.



Nei dintorni[modifica]

  • Lonigo — Vanta due ville Pisani: una progettata dal Palladio è dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO assieme alle altre ville palladiane del Veneto; l'altra è nota anche come Rocca Pisana ed è dello Scamozzi.
  • Montagnana — Città murata, conserva intatto il quadrilatero di mura e le torri merlate. Ha un suggestivo centro storico che le è valso l'ingresso nel novero dei Borghi più belli d'Italia.
  • Noventa Vicentina — La nobiltà veneta fra Seicento e Settecento vi costruì numerose ville.
  • Pojana Maggiore — Vi si trova Villa Pojana, tra le prime opere di Andrea Palladio. Dal 1996 fa parte, assieme alle altre ville palladiane del Veneto, della lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
  • Soave - Città murata con il castello alto sul colle alle sue spalle. È famosa inoltre per il suo rinomato omonimo vino.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).