Scarica il file GPX di questo articolo

Europa > Italia > Italia nordorientale > Veneto > Pianura Veneta > Pojana Maggiore

Pojana Maggiore

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search

Pojana Maggiore
Villa Pojana a Pojana Maggiore L'edificio fa parte dell'elenco di Ville Venete che l'UNESCO annovera fra i Patrimoni dell'Umanità
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa dell'Italia
Pojana Maggiore
Pojana Maggiore
Sito istituzionale

Pojana Maggiore (si usa anche nella forma Poiana Maggiore) è un centro del Veneto.

Da sapere[modifica]

Situata nella Pianura Veneta, Pojana vanta la presenza di una delle più belle Ville venete, entrata nell'elenco UNESCO dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità.

Cenni geografici[modifica]

il territorio si presenta completamente pianeggiante con modesti corsi d'acqua a carattere locale, quali il Ronego e l'Alonte, che segna per un tratto il confine settentrionale e orientale del comune. In epoca storica la zona era attraversata dall'antico letto del fiume Adige, il cui corso si spostò a sud a seguito degli sconvolgimenti idrogeologici altomedioevali iniziati con la Rotta della Cucca (589 d.C.). L'antico passaggio dell'Adige e gli eventi ad esso collegati sono tutt'oggi testimoniati dai toponimi di alcune località del comune, come Sabbioni, Conche e Rotte. Dista 7 km da Montagnana, 16 da Este, 24 da Legnago, 27 da Badia Polesine, 44 da Vicenza.

Cenni storici[modifica]

I numerosi reperti rinvenuti in territorio pojanese suggeriscono che esso fosse già abitato in epoca preistorica. Le più antiche testimonianze della presenza romana risalgono alla fine del II - inizi del I secolo a.C. mentre la prima vera colonizzazione avviene durante il regno di Augusto, quando la zona di Este e le terre circostanti vennero concesse come premio di guerra ad alcuni soldati Aziaci. Il primo documento medioevale che testimonia la presenza di un borgo stabile, è l'autorizzazione imperiale all'erezione di un Castrum Pojanae, nel 917 d.C. A lungo conteso tra le autorità di Vicenza, Verona e Padova, il territorio pojanese entrò a far parte della Repubblica di Venezia nel XV secolo. Assieme al resto del Veneto, a seguito del Trattato di Campoformio (1797), Pojana passò sotto la dominazione austriaca (dal 1814 come parte del Regno Lombardo-Veneto). Nel 1866, al termine della Terza guerra di indipendenza, fu annessa al Regno d'Italia, seguendone successivamente le vicende storiche.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Cagnano e Cicogna.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Villa Pojana
Villa Pojana - sala degli Imperatori
Villa Pojana - Sala degli Imperatori
Di antichissima nobiltà, i Pojana fin dal Medioevo furono veri signori del luogo e successivamente vennero infeudati dalla Serenissima del territorio di Pojana "cum omnibus juribus et juridictionibus ad castellarium spectantibus" ("con tutti i diritti e le giurisdizioni spettanti al castellano").
L'edificio è specchio della committenza di origine militare, legata all'arte della guerra, anche se in parte convertitasi all'attività agricola, tanto che il "cavalier" Bonifacio Pojana richiese al Palladio una villa che nella sua composta eleganza rievocasse la sobrietà e l'austerità della vita militare. Anche negli interni si riprendono tematiche legate all'arte della guerra attraverso le decorazioni. Per altro, nell’area dove sorgerà la villa esisteva già una corte quattrocentesca dominata da una torre, dove campeggia tuttora l’insegna familiare.
Il complesso è completato nel Seicento, quando i discendenti di Bonifacio adattano l’edificio al loro gusto e alle loro necessità, con l'addizione di un corpo edilizio sulla destra della villa che ne riprende le modanature delle finestre. In tale periodo vengono aggiunte anche le due statue poste ai lati della scalinata dell'ingresso principale, opere attribuite a Girolamo Albanese nel 1658.
Disposta lontana dalla strada, all’interno di una profonda corte e fiancheggiata da giardini, la villa si innalza su un basamento destinato agli ambienti di servizio. Il piano principale è dominato da una grande sala rettangolare con volta a botte, ai cui lati si distribuiscono simmetricamente le sale minori coperte con volte sempre diverse.
In questa villa Andrea Palladio rinuncia quasi totalmente ai particolari decorativi: la facciata non è articolata in un loggiato o in un pronao sporgente, ma è chiusa, crea una architettura sobria, misurata, di grande armonia. Privo di capitelli e trabeazioni, l’ordine architettonico è appena accennato nell’articolazione essenziale delle basi dei pilastri. L’assenza di ordini e di parti in pietra lavorata (se non nei portali della loggia) deve avere assicurato una globale economicità nella realizzazione dell’opera, confermata dall’uso del mattone intonacato e del cotto sagomato, sul quale il recente restauro ha trovato traccia di policromie.
È Palladio stesso a documentare la decorazione interna come opera di Bernardino India (pittore, affrescatore delle grottesche), Anselmo Canera (pittore, affrescatore del salone) e Bartolomeo Ridolfi (decoratore, responsabile degli stucchi e dei camini).
Nell'atrio, eleganti cornici a stucco, i cui disegni floreali si intrecciano intorno a rilievi in trompe-l'œil, racchiudono monocrome di divinità fluviali, mentre qua e là appaiono macchie di un cielo popolato dalle altre divinità. Il busto di Bonifacio Pojana (forse opera di Ridolfi) guarda dall'alto in basso da oltre l'ingresso principale, e sopra di lui vi sono stemma e trofei militari della famiglia. Altre decorazioni raffigurano scene pompeiane con gli sfondi e paesaggi pittoreschi disseminati di rovine e di colonne spezzate, mentre figure monocrome di guerrieri fanno la guardia in nicchie in trompe-l'œil. Il soffitto dell'atrio, con l'allegoria della Fortuna, è attribuito a Giovanni Battista Zelotti.
Gli affreschi più significativi si possono trovare nella sala principale: chiamata Salone dell'Imperatore, ritrae una famiglia dei tempi classici, i cui membri sono vestiti di tuniche e toghe. Essi si inginocchiano davanti a un altare, mentre il pater familias spegne la fiaccola di guerra ai piedi della statua della Pace collocata sopra l'altare. Si tratta di una chiara allusione alla pace faticosamente raggiunto nel XVI secolo dopo la guerra della Lega di Cambrai, che ha consentito ai Veneziani di godere i piaceri della terraferma.
La cascina che conserva quanto rimane del castello
Chiesa parrocchiale
  • 2 Castello. Eretto per la prima volta intorno all'anno 1000, più volte abbattuto e ricostruito nei secoli, si trova a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria Nascente, sulla strada che conduce a Montagnana, di fronte a villa Pojana; è attualmente adibito ad azienda agricola ed è in stato di degrado.
Il castello fu costruito intorno all'anno 1000 per conto del vescovo di Vicenza signore del luogo che lo fece presidiare dalle proprie milizie. La costruzione era di forma quadrata, con 4 torri agli angoli, del tutto simili a quelle ancora esistenti a Montagnana. In seguito anche attorno al borgo vennero innalzate le mura di protezione e scavato un fossato.
Il feudo di Pojana passò di mano diverse volte: conti Maltraversi di Padova, Comune di Vicenza, Curia di Vicenza, nobile famiglia Pelli. Ezzelino da Romano nel 1240 assalì e distrusse il castello, trucidando tutta la famiglia Pelli.
Alcuni storici locali affermano che la Villa Pojana sia stata costruita sulle rovine del castello, e che quello che attualmente viene considerato come rimanenza del castello siano in realtà vestigia di una successiva fortificazione, costruita dopo la conquista di Ezzelino, chiamata nei documenti Roca Nova, contrapponendosi al Castrum Vetus.
Il castello ricostruito subì nuovi assalti, finchè nel Cinquecento, cambiati i tempi, fu rimaneggiato e divenne una residenza signorile che tuttavia dal Seicento, lasciata dai proprietari conti Miniscalchi di Verona nelle mani del fattore, iniziò il suo inarrestabile declino.
  • 3 Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente, via Roma. Nasce come cappella benedettina dipendente dalla Pieve di Santa Maria in Noventa (ridedicata successivamente a San Vito); diventa parrocchia nel XIII secolo. La chiesa venne riedificata a metà Cinquecento e nuovamente ampliata nel 1770. La sua struttura attuale è quella scaturita dalla ricostruzione fatta nel 1849, lavori che tuttavia conservarono inalterata la facciata precedente.

La curiosità

  • 4 Torre Eiffel (a Cagnano). Non è alta come quella di Parigi, ma la riproduce molto bene: è una piccola Tour Eiffel che si trova nella frazione di Cagnano (3 km dal capoluogo) e svetta nel piazzale di uno stabilimento, come si può vedere in Google Maps [1]


Eventi e feste[modifica]

  • Madonna di Settembre (a Pojana Maggiore). Simple icon time.svg L'8 Settembre. Sagra del capoluogo comunale
  • Ss.Pietro e Paolo (a Cagnano). Simple icon time.svg Il 29 Giugno. Sagra di Cagnano
  • Sagra di Cicogna (a Cicogna). Simple icon time.svg La terza domenica di giugno.
  • Festa della Birra. Simple icon time.svg Nel mese di luglio. con spettacolo rock


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • Mercato settimanale, Piazza IV Novembre. Simple icon time.svg Ogni venerdì mattina.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Pizzeria Visentin, Via Roma, 27, +39 0444 898559.
  • 2 Valentino's pizza, Via Broli 29, +39 0444 760889.
  • 3 Pizzeria La Margherita, Via Masotto 6, +39 0444 760133.
  • 4 Ristorante pizzeria Alla Busa, Via Matteotti 70, +39 0444 887287.
  • 5 Bergoncino, Via Bergoncino 1, +39 0444 887690.
  • 6 Pizzeria La Rustica, Via Carlo Porta 8, +39 0444 887998.
  • 7 Pizzeria Vecchia Stazione, Via Carlo Porta 76, +39 0444 860711.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 6 Poste italiane, Via Giacomo Matteotti 68, +39 0444 794146, fax: +39 0444794045.


Nei dintorni[modifica]

  • Noventa Vicentina — La nobiltà veneta fra Seicento e Settecento vi costruì numerose ville.
  • Montagnana — Città murata, conserva intatto il quadrilatero di mura e le torri merlate. Ha un suggestivo centro storico che le è valso l'ingresso nel novero dei Borghi più belli d'Italia.
  • Este — Culla degli Estensi, conserva il castello dei Carraresi con le fortificazioni. Mantiene un aspetto nobile datole dai palazzi Sei-Settecenteschi che vi costruì la nobiltà veneta.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

1-4 star.svg Bozza: l'articolo rispetta il template standard contiene informazioni utili a un turista e dà un'informazione sommaria sulla meta turistica. Intestazione e piè pagina sono correttamente compilati.