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Canavese
La torre campanaria dell'Abbazia di Fruttuaria
Stato
Regione
Capoluogo
Superficie
Abitanti
Sito del turismo

Canavese è un territorio storico dell'arco alpino piemontese, nella provincia di Torino, rivolto verso la Francia e la Valle d'Aosta.

Da sapere[modifica]

Il Canavese è un vasto territorio che spazia dalla pianura, sulle sponde del fiume Po, fino alle aspre montagne della Valle Orco passando per le dolci colline di Ivrea. In questo territorio, così vario nei paesaggi, trovano spazio borghi, laghi, vigneti e castelli intrisi della storia di questa ricca regione. Molte sono, inoltre, le mete turistiche, alcune rinomate a livello internazionale, come il Parco nazionale del Gran Paradiso e la città di Ivrea.

Cenni geografici[modifica]

Lago di Ceresole Reale

Il territorio, solcato dai fiumi Dora Baltea, Chiusella, Soana, Orco e Malone, è dominato dall'Anfiteatro morenico di Ivrea e dal massiccio del Gran Paradiso, che contornano la vasta area pianeggiante intorno a Chivasso. Numerosi i laghi glaciali, tra cui spiccano quello di Candia Canavese e quello di Viverone al confine orientale con il Biellese.

La "capitale" storica del Canavese è la città di Ivrea, città di origine celtica che divenne Municipium romano nel I secolo a.C., mantenendo il nome di Eporedia, da cui il termine eporediesi con cui sono definiti i suoi abitanti. Nonostante ciò, il toponimo Canavese deriva dall'antico abitato di Cuorgnè, Canava, posto sulle rive del torrente Orco o, più probabilmente, sulle pendici del monte Quinzèina, dove ancor oggi si trova l'abitato di Nava. Secondo alcuni potrebbe invece essere legato all'antica coltivazione in zona della canapa. Gli abitanti della regione sono detti canavesani.

Quando andare[modifica]

Il Canavese può essere visitato in tutte le stagioni. In inverno per la pratica dello sci, alpino o nordico, e per la gastronomia. Da febbraio inizia l'escursionismo in collina e montagna. Inoltre in qualunque stagione è possibile visitare il ricco patrimonio culturale e naturalistico, diffuso in tutta l'area.

Cenni storici[modifica]

Battaglia delle arance, rievocazione storica della cacciata di un feudatario tiranno di Ivrea ucciso da una giovane mugnaia.

Il popolamento umano si consolidò nel corso dell'età del bronzo; tra i reperti risalenti a questo periodo particolarmente ben conservati sono quelli ritrovati nei pressi di bacini lacustri tuttora esistenti o che con il tempo si sono trasformati in torbiere. Di notevole importanza sono per esempio le ricerche effettuate sui villaggi palafitticoli di Viverone e di Bertignano, dove furono anche rinvenute alcune piroghe.

In epoca pre-romana il Canavese fu abitato dai Salassi, un popolo di origine celtica. Il primo scontro con Roma risale al 143 a.C., quando i Salassi resistettero alle truppe del console Appio Claudio Pulcro. Nei successivi quarant'anni non vi furono battaglie degne di nota, ma certamente proseguì la penetrazione economica di Roma, che permise al Senato di fondare nel 100 a.C. la colonia romana di Eporedia (l'odierna Ivrea) su un preesistente villaggio fortificato dei Salassi.

Tra il 400 e il 410 si assistette alle invasioni dei Visigoti, degli Ostrogoti e degli eserciti imperiali in lotta. Il Canavese fece parte di un ducato longobardo e di una contea franca (verso la fine dell'VIII secolo d.C.) e acquisì notevole importanza sotto Arduino, re d'Italia tra l'anno 1000 e il 1015.

Chiesa Santo Stefano a Candia Canavese

Nel Trecento la regione fu teatro delle rivolte dei Tuchini, gli abitanti dei piccoli Comuni rurali che si ribellarono contro lo strapotere dei signori feudali.

Nel Basso Medioevo il territorio fu frammentato tra la dominazione dei Vescovi di Ivrea, dei Marchesi del Monferrato, dei Principi di Acaia e dei Savoia; questi ultimi ne acquisirono il dominio a partire dal XIV secolo.

Nel periodo che segna la transizione tra Medioevo e Rinascimento il Canavese, anche grazie alla relativa stabilità politica assicurata dallo stato sabaudo, conobbe una discreta crescita economica; tra le varie opere realizzate all'epoca sono da segnalare i numerosi castelli e monasteri edificati a partire del XV secolo, e il Naviglio di Ivrea, la cui costruzione come canale navigabile fu avviata da Amedeo VIII su disegno di Leonardo da Vinci con lo scopo di collegare la città di Ivrea a quella di Vercelli.

Verso la fine del Settecento i francesi invasero il Canavese e vi imposero le nuove leggi ed i costumi giacobini della rivoluzione; il 16 aprile 1814 vi rientrarono i Savoia. Nel XIX secolo si svilupparono nuove industrie e rifiorirono l'artigianato e l'agricoltura, lasciando tracce indelebili nel paesaggio della regione. Il Canavese fu poi interessato, specie a partire dal secondo dopoguerra, da una diffusa crescita dell'edificato, specie nelle aree pianeggianti, e dalla costruzione di varie infrastrutture tra le quali l'autostrada Torino-Aosta e la A4/A5 - Diramazione Ivrea-Santhià, ovvero la cosiddetta Bretella.

Lingue parlate[modifica]

Oltre all'italiano è molto diffuso l'uso della lingua piemontese, nella versione dialettale canavesana. Nelle valli montane si parlano anche dialetti appartenenti all'area linguistica franco-provenzale.

Territori e mete turistiche[modifica]

Il Canavese si articola amministrativamente in più di cento comuni, alcuni di ridottissima popolazione.

Geograficamente si divide in:

Centri urbani[modifica]

Le località principali sono:

  • 1 Agliè — Borgo medievale caratterizzato dal Castello ducale e dal suo grande parco costruito nel 1642 dal conte Filippo di Agliè. Nel settecento diventò residenza estiva dei Savoia e ora è annoverato fra i patrimoni mondiali dell'UNESCO.
  • 2 Castellamonte — Il borgo sorge sulle rive dell'Orco e conserva al suo interno importanti testimonianze romaniche come il campanile o i ruderi del castello. Il paese è conosciuto per la produzione di stufe in ceramica e nella piazza si trova il Monumento alla stufa di Ugo Nespolo.
  • 3 Ceresole Reale — Situato in alta valle Orco, il piccolo paese fa parte del Parco nazionale del Gran Paradiso e sorge sulle rive di un piccolo lago artificiale. Un tempo base di caccia del re Vittorio Emanuele II, oggi è una rinomata località di villeggiatura invernale ed estiva.
  • 4 Chivasso — Importante città, da sempre nodo fondamentale dei collegamenti in tutto il Piemonte, possiede un raffinato centro storico con eleganti portici e numerosi negozi e pasticcerie. Il centro è dominato dalla grande Torre ottagonale e dal duomo di Santa Maria Assunta con la sua stretta facciata. Da vedere anche la grandiosa opera di presa delle acque del Po, all'imbocco del canale Cavour.
  • 5 Cirié — Cittadina di origine romana che conserva ancora al suo interno qualche edificio di quell'epoca. Di interesse è senza dubbio il Duomo di San Giovanni Battista, in stile gotico, dichiarato monumento nazionale. Poco distante dal centro si trova la cappella di Santa Maria di Spinerano risalente all'anno mille decorata con pregiati affreschi.
  • 6 Cuorgnè — È un borgo di origine medievale in cui è conservata la Casa di Re Arduino e la cilindrica Torre Carlevato. Le due sponde del torrente Orco sono collegate da un antico ponte a quattro arcate in pietra.
  • 7 Ivrea — Racchiusa dall'anfiteatro morenico che si apre dalla Valle d'Aosta, Ivrea rappresenta la capitele e il cuore del Canavese. Il suo centro storico medievale, campeggiato dal castello "delle rosse torri" e dalla Cattedrale di Santa Maria, diventa teatro di entusiasmanti rievocazioni come il famoso carnevale con la battaglia delle arance. Non da meno è la tradizione industriale che l'ha vista capofila nella rivoluzione industriale italiana, tanto che la città industriale del XX secolo è stata stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO.
  • 8 Noasca — È un piccolo nucleo abitato nell'alta Valle dell'Orco. Vi si trova il centro visite del Parco nazionale del Gran Paradiso. Poco sopra al paese, nel bosco, si trova la cascata della Noaschetta.
  • 9 Rivarolo Canavese — Il paese è noto per il Castello di Malgrà, con preziosi affreschi quattrocenteschi. Degna di una visita è anche la settecentesca chiesa di San Michele costruita da Bernardo Antonio Vittone
  • 10 Traversella — Piccolo paese in Valchiusella che conserva ancora l'architettura originale. L'ecomuseo del ferro e della diorite raccoglie testimonianze del passato minerario del paese.

Altre destinazioni[modifica]

  • 1 Lago di Candia — Piccolo lago dichiarato parco provinciale. È uno delle zone umide piemontesi con la maggiore biodiversità. È meta di ciclisti e amanti del jogging.
  • 2 Lago di Viverone — È il lago più grande del Canavese e vi sono state rinvenute tracce di insediamenti palafitticoli. Sulle sue rive sorgono caratteristici paesi lacustri come Roppolo e Viverone con diverse strutture balneari.
  • 3 Parco nazionale del Gran Paradiso — È il primo parco nazionale ad essere stato istituito (nel 1922) ed è uno dei più selvaggi. Un tempo era la riserva di caccia della Casa Savoia, ora è la meta preferita da escursionisti e sciatori.
  • Val Soana
  • Valchiusella
  • Valle Orco


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Aeroporto di Torino Caselle, quindi prendere Ferrovia Torino-Aeroporto-Ceres linea A, quindi autobus GTT sino alla stazione ferroviaria Porta Nuova e infine servirsi della linea 1 del Servizio Ferroviario Metropolitano che porta fino a Pont Canavese.

In auto[modifica]

Il Canavese è raggiungibile:

In treno[modifica]

Da Torino, si può prendere il treno della linea SFM Torino/Chivasso-Aosta.

In autobus[modifica]

Collegano Torino e i comuni del Canavese le autolinee del Gruppo Torinese Traporti (orari sul sito GTT).

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castello di Masino

Area di collegamento tra i territori di Torino e Aosta, conserva molte testimonianze storiche, artistiche e culturali. Il contributo portato da chi transitava si è spesso innestato con le tradizioni autoctone, determinando la ricchezza del patrimonio storico-artistico locale, che spazia dall'arte di valenza internazionale a testimonianze fortemente radicate sul territorio.

  • 1 Castello di Masino, @ . Dimora signorile di origine medievale, oggi è una delle meglio conservate di tutto il Piemonte. È stata elegantemente rinnovata a metà del cinquecento e oggi conserva splendidi affreschi ed ricche sale da ballo. Nel grande parco del castello a maggio si tiene un'importante mostra floreale. Castello di Masino su Wikipedia castello di Masino (Q2969832) su Wikidata
  • MaAM (Museo all'aperto di architettura moderna), Via Piave, 10, Ivrea, +39 0125410311. È stato inaugurato nel 2001 con l'intento di valorizzare il "lascito culturale" della Olivetti, che si distinse sin dagli anni cinquanta per i progetti d'avanguardia realizzati nel campo dell'urbanistica e dell'architettura industriale e civile. Gli edifici raccolti dal MAAM sono: Palazzo Uffici 1 e 2 (sede dell'Olivetti), le Officine e centrale termica ICO, l'asilo nido, la mensa, il centro studi, il quartiere residenziale Crist, l'Unità Residenziale Ovest, chiamata popolarmente Talponia (consistente in un complesso ad arco interrato da un lato e a vetrate aperte sulla collina dall'altro) e numerose altre abitazioni per dipendenti e dirigenti.
  • La casa di Re Arduino.


Cosa fare[modifica]

Parco nazionale del Gran Paradiso
  • Escursioni in montagna. Il Canavese offre agli escursionisti di ogni preparazione una vastissima gamma di itinerari che attraversano in lungo e in largo le bellezze naturali del territorio.
  • Sci. La Valle Orco presenta alcuni impianti sciistici
  • Sport estremi. Sport estremi con un alto grado di pericolo individuale, come la risalita delle cascate di ghiaccio ad esempio nella zona di Novalesa. In estate vi viene praticato il torrentismo.


Infrastrutture turistiche[modifica]

Pochi Hotel e Bed and Breakfast, concentrati a Ivrea, sul Lago di Viverone e nelle Valli Orco, Soana e Chiusella. Come qualità dell'offerta, professionalità e cordialità spaziano dall'ottimo al pessimo. Sconsigliato scegliere a caso, è molto opportuno verificare attraverso l'agenzia Turismo Torino o tramite conoscenze dirette.

A tavola[modifica]


Sicurezza[modifica]


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