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Biellese è un territorio dell'arco alpino piemontese.

Da sapere[modifica]

È un territorio esteso, che spazia dalle zone pianeggianti cosparse di risaie a sud, fino alle elevate valli alpine a nord. Il biellese è particolarmente ricco di storia, in particolare quella medievale, che si respira passeggiando nei borghi antichi oppure visitando i numerosi Sacri Monti. Uno dei principali fili conduttori che possono guidare una visita in questo territorio è l'archeologia industriale: il Biellese è stato da sempre legato alla produzione tessile, e in particolare laniera, che ha lasciato nelle città incredibili testimonianze di architettura industriale. Anche dal punto di vista escursionistico non manca di offrire splendidi panorami che si possono gustare salendo sulle sue montagne.

Cenni geografici[modifica]

Il Biellese è racchiuso a ovest e a nord dalla catena montuosa delle Alpi Biellesi che, dominate dal monte Mars e dal Bo, si affacciano sul vicino Monte Rosa e garantiscono al territorio sottostante notevoli risorse idriche e la presenza di numerose fonti sorgive. A sud-ovest la catena collinare di origine morenica denominata la Serra di Ivrea separa il Biellese dal Canavese; a est ed a sud si trovano invece pianure coltivate prevalentemente a riso e granturco.

L'altitudine massima del territorio provinciale è il Monte Mars (2600 m); l'altitudine minima, invece, è rappresentata dal comune di Gifflenga (187 m s.l.m.).

I principali torrenti sono l'Oropa, il Cervo, l'Elvo, lo Strona di Mosso e il Sessera.

Lingue parlate[modifica]

L'italiano è parlato comunemente nel Biellese anche se spesso sopravvive, soprattutto nei paesi più interni, l'uso frequente del dialetto piemontese.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

Il castello di Rosazza
Porta urbica di Salussola
  • 1 Biella (Bièla in piemontese) — Situata ai piedi delle Alpi Biellesi è un'antica città che raccoglie nel centro storico del "Piazzo" importanti edifici, come il battistero romanico e la basilica di San Sebastiano, senza contare le importantissime testimonianze di archeologia industriale.
  • 2 Candelo (Candèj in piemontese) — Importante città conosciuta per l'antico ricetto, una zona fortificata dove venivano conservati i prodotti e le ricchezze della città per proteggerli dalle razzie. È uno dei più grandi d'Italia ed è perfettamente conservato.
  • 3 Cavaglià (Cavajà in piemontese) — D'interesse è il castello fatto costruire alle porte del la città e completamente rinnovato in stile neo-medioevale alla fine del XIX secolo.
  • 4 Cossato (Cusal in piemontese) — La seconda città più grande della provincia è caratteristica per le sue borgate disseminate per il territorio, in cui gli edifici si raccolgono attorno ad un cortile, come ad esempio Fecia con la bella piazzetta, su cui si affaccia il palazzo dei conti.
  • 5 Crevacuore (Crevcheur in piemontese, Cravacòr nella variante valsesiana) — La leggenda narra che il suo nome derivi dalla morte per "crepacuore" di una principessa che perse il proprio figlio nel lago al posto del quale ora sorge il paese. Sopra al paese sorge il Santuario della Madonna della Fontana completamente immerso nel bosco.
  • 6 Graglia (Graja in piemontese) — Antico paese in cui è situato il Sacro Monte di Graglia. Poco distante dal santuario, in un punto ben preciso, può essere prodotto un'eco di addirittura 11 sillabe!
  • 7 Magnano (Magnan in piemontese) — Vi si trova un ricetto ben conservato, in cui, ad agosto, si svolge la Fiera medievale di San Rocco, una rievocazione storica per le vie del centro.
  • 8 Piedicavallo (Pidcaval in piemontese, Pickuvoal in lingua walser) — Ultimo paese della Valle Cervo, offre un centro storico molto suggestivo di impronta Walser.
  • 9 Rosazza (Arsassa in piemontese) — Definito come il paese più misterioso d'Italia è stato la casa natale di Federico Rosazza, Senatore e membro della massoneria, che vi ha costruito numerose opere in stile ottocentesco: il suo castello, il palazzo comunale, un cimitero monumentale e una chiesa, che le indiscrezioni suggeriscono essere stata utilizzata dalla sua Loggia come tempio per il loro riti. Per tutto il paese è possibile trovare molti simboli esoterici e massonici.
  • 10 Salussola (Sanisòla in piemontese) — Borgo medievale circondato da un'importante cerchia di mura. D'interesse la parrocchiale di Santa Maria Assunta e la porta urbica inferiore sormontata da una torretta di guardia.
  • 11 Sordevolo (Sordèivo in piemontese) — È divenuto eccezionalmente famoso per la rappresentazione della Passione di Cristo che si tiene ogni cinque anni. È rappresentata da più di trecento attori non professionisti tutti originari del paese. La prossima edizione della Passione si terrà dal 12 giugno al 26 settembre 2021.
  • 12 Valdilana — Composta da diverse frazioni è la porta di accesso per l'Oasi Zegna. Nella frazione Trivero vi si trova il santuario di Nostra Signora della Brughiera, mentre la frazione Valle di Mosso, ottimo punto panoramico, è presente un importante centro dell'industria tessile.
  • 13 Zumaglia (Zumaja in piemontese) — Vi si trova l'omonimo castello, di origine medievale, in cui è presente un giardino botanico con piante esotiche.

Altre destinazioni[modifica]

  • 1 Oasi Zegna — Oasi Zegna, tra la Valle di Mosso e la Val Sessera ha come obiettivo la tutela e la valorizzazione del territorio, comunicando con i visitatori attraverso un innovativo sistema segnaletico di "alfabeto visivo" che descrive animali, piante e minerali che popolano il territorio e illustra la storia locale. Grazie alla particolare conformazione naturale del territorio e la notevole dotazione di infrastrutture eco-compatibili, l'Oasi Zegna è un laboratorio all'aria aperta e luogo dove praticare, tutto l'anno, una serie di attività dedicate al tempo libero e allo sport: escursionismo, trekking d'altura, mountain bike, equitazione, palestra di roccia, percorsi avventura sugli alberi, aquilonismo e sport invernali.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono Milano-Malpensa e Torino-Caselle.

In auto[modifica]

  • Da Torino: autostrada A4, uscita Santhià, passare sulla strada provinciale 143, direzione Biella.
  • Da Milano e Novara: autostrada A4, uscita Carisio, passare sulla strada provinciale 230, direzione Biella.
  • Da Genova: autostrada A26, uscita Vercelli, passare sulla strada provinciale 230, direzione Biella.

In treno[modifica]

Lungo la linea Torino-Milano, dalle stazioni di Novara e Santhià partono rispettivamente due linee che raggiungono Biella e toccano le principali località della zona.

Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

Il biellese possiede una buona rete stradale che raggiunge tutte le località. In particolare la strada SP 232 panoramica Zegna collega in poco tempo la Valle Cervo con la Valle di Mosso e percorre un tratto in alta quota da cui si gode un eccezionale panorama su tutto il Biellese, fino alla pianura.

In autobus[modifica]

Tutti i comuni della provincia sono serviti da un servizio autobus locale (orari sul sito atap)

Cosa vedere[modifica]

Il Sacro monte di Oropa
  • Santuario di Oropa. Raggiungibile da Biella lungo una strada che risale la montagna attraverso i boschi, il sacro monte, dichiarato patrimonio dell'UNESCO è uno dei più grandi nel suo genere e conserva l'effige miracolosa della Madonna d'Oropa.

Itinerari[modifica]

Cammino di Oropa: un pellegrinaggio che partendo dalla pianura di Santhià raggiunge il Sacro Monte.

Cosa fare[modifica]

  • Sci. Il Biellese, nonostante le modeste altitudini, offre alcuni grandi impianti sciistici. I più importanti sono quello di Biemonte, situato a 1300 metri di quota, dove si trovano più di 10 piste e moderni impianti di risalita e quello di Oropa, sopra il Sacro Monte.
  • Escursioni. Il Biellese offre agli escursionisti di ogni genere una vastissima gamma di itinerari che attraversano in lungo e in largo le bellezze naturali delle sue valli. Qui un piccolo assaggio delle escursioni possibili.
  • Bungee Jumping (Veglio). Un salto da un ponte di 150 metri a strapiombo sulla Valle di Mosso.
  • Parco avventura Veglio. Grande parco avventura con percorsi sospesi sugli alberi.



A tavola[modifica]

La conformazione prevalentemente montuosa del territorio favorisce l'allevamento di bestiame (è possibile assistere ancor oggi nei periodi di primavera-autunno alla transumanza); notevole perciò la produzione di latticini (Toma e formaggio tipico Macagn) e insaccati (paletta biellese, originaria di Coggiola, salame di patate, moccetta ...). Tra i piatti locali, spiccano il ris en cagnon, il dolce palpitòn di Mongrando, la polenta concia (condita con burro fuso e formaggio) e la supa mitunà. E tra i dolci i canestrelli di Crevacuore, in Valsessera, nella variante biellese, vagamente simili a wafer, croccanti cialde di cioccolato pressate.

Bevande[modifica]

Per quanto riguarda gli alcolici spiccano il vino bianco DOC Erbaluce di Caluso (prodotto nella zona di Viverone e Roppolo), ed i rossi DOC Coste del Sesia (prodotto con varie uve autoctone come il nebbiolo, la vespolina e la croatina, in vari comuni orientali della provincia), il pregiato Bramaterra (unico vino prodotto dall'assemblaggio del nobile nebbiolo con un massimo del 30% di croatina, nei comuni biellesi di Masserano, Brusnengo, Villa del Bosco, Sostegno e Curino), e il blasonato Lessona, uno dei più grandi e antichi vini d'Italia, caduto in oblio per molto tempo ed oggi in ripresa costante, prodotto nel comune omonimo dal vitigno nebbiolo pressoché in purezza. Sono inoltre degni di menzione il Ratafià, liquore di ciliegie nere tipico di Andorno Micca e ora presente con altre varianti aromatiche.

Sicurezza[modifica]


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