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Thapsos
Tomba di Thapsos
Localizzazione
Thapsos - Localizzazione
Stato
Regione
Territorio
Superficie
Sito istituzionale

Thapsos è un sito archeologico della Sicilia.

Da sapere[modifica]

È uno dei siti protostorici più importanti della Sicilia, anche se non pienamente attrezzato per la fruizione turistica. Esso risulta infatti un sito per appassionati di archeologia e storia. Oltre alle grotte sepolcrali scavate nella roccia e a tracce di abitazioni, sono state trovate ceramiche, alcune delle quali sono di origine micenea (e prove di relazioni commerciali con Micene) e alcune sono state prodotte localmente.

Cenni geografici[modifica]

Thapsos si trova nella Penisola Magnisi, nel territorio di Priolo Gargallo e a pochi chilometri da Siracusa.

Quando andare[modifica]

Il sito è sempre visitabile anche se nel periodo estivo risulta essere faticoso a causa del caldo e dei pochissimi punti in ombra.

Cenni storici[modifica]

Ceramiche di Thapsos presso il Museo Paolo Orsi di Siracusa

Il centro di Thapsos sorge durante l'età del bronzo cioè tra il XIV e il XIII sec. a.C. come un emporio commerciale dell'antichità. Da questo luogo viene caratterizzata la cosiddetta Cultura di Thapsos che succede alla più antica Cultura di Castelluccio. I commerci erano diffusi in molte aree del Mediterraneo tra cui Micene da cui acquisisce diversi elementi culturali riscontrabili nei manufatti. Queste vicende ovviamente riguardano un'epoca prima della colonizzazione greca, il che mostra come l'area siciliana fosse ampiamente conosciuta dalle genti di Grecia. Probabilmente l'insediamento a seguito della colonizzazione greca di Siracusa dal 734 a.C. determinò l'abbandono del sito per giungere più a nord (a Megara Hyblea) e da lì, si ipotizza che la popolazione si sia ritirata nell'entroterra montuoso (compresa Pantalica), essendovi forme simili nelle grotte sepolcrali e nei frammenti di ceramica.

Dopo il periodo di Thapsos la penisola perde di importanza e l'insediamento viene abbandonato. La zona diviene un punto strategico nel corso delle vicende storiche di Siracusa fino alla Seconda Guerra Mondiale con lo sbarco degli inglesi che in questa zona troveranno qualche resistenza per la presenza di bunker e batterie antiaeree.

Nel dopoguerra la penisola è stata sfruttata parzialmente dall'industrializzazione dell'area e realizzato un pontile per la movimentazione di prodotti petroliferi. Oggi l'area è semi-abbandonata e ridotta al pascolo delle mucche nella speranza che il sito venga rivalorizzato.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono:

In auto[modifica]

L'ismo di accesso alla penisola. Sullo sfondo i Monti Climiti

La penisola di Magnisi è raggiungibile dalla A18 / SS114 Catania - Siracusa con uscita per Priolo. Da Priolo o anche da Siracusa, viene utilizzata l'uscita nord da viale Scala Greca, si arriva all'ex SS114, dove si svolta in direzione Thapsos proprio di fronte allo stabilimento ISAB sud. Da qui si percorre un lungomare che conduce al parcheggio (vedi in basso).

In nave[modifica]

La penisola di Magnisi ha coste rocciose e nessun porto adatto a imbarcazioni private. Il porto più vicino è quello di Siracusa.

In treno[modifica]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Priolo Gargallo sulla tratta Catania - Siracusa. La stazione dista circa 4 km dalla penisola.

In autobus[modifica]

Non sono presenti mezzi pubblici per raggiungere la penisola, salvo nel periodo estivo quando vengono attivate delle navette da Priolo Gargallo verso le vicine spiagge.

Permessi/Tariffe[modifica]

L'area dell'abitato è chiusa e non visitabile salvo una richiesta speciale alla:

L'area della necropoli e la penisola sono a libera fruizione.

Come spostarsi[modifica]

Mappa archeologica di Thapsos

All'interno della penisola sono presenti delle strade asfaltate ma un cancello all'ingresso impedisce l'accesso con l'auto. Pertanto è necessario lasciarla nel 3 parcheggio vicino alla spiaggia. Per il resto è necessario proseguire a piedi.

Cosa vedere[modifica]

Area Archeologica di Thapsos[modifica]

Ricostruzione di una capanna di Thapsos

I primi scavi della necropoli furono eseguiti da Paolo Orsi alla fine del XIX secolo, che definì questa cultura dell'età del bronzo come la cultura di Thapsos a causa dei reperti ceramici. Intorno al 1960-1980, gli scavi furono nuovamente condotti sotto Giuseppe Voza e Luigi Bernabò Brea, con particolare attenzione alla zona residenziale vicino all'istmo, dove si potevano identificare gli edifici più antichi con le capanne circolari e successivamente degli edifici rettangolari.

Capanna circolare
Ingresso di una delle tombe settentrionali
  • 1 Abitato di Thapsos (Area archeologica di Thapsos). Simple icon time.svg È possibile accedere all'area recintata con il permesso di Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa. Nell'area dell'insediamento di Thapsos ci sono testimonianze di tre tipi di capanne residenziali. Le capanne della prima fase di Thapsos del XV/XIV secolo a.C. i quali hanno una pianta circolare, con alcune delle fondamenta sono ancora visibili. Le capanne della seconda fase del XIII/XII secolo a.C. mostrano una struttura di solito a tre stanze a base rettangole attorno a un cortile pavimentato centrale. Nella terza fase dell'XI fino al IX secolo a.C. sono riconoscibili strutture edilizie secondo criteri di pianificazione urbana, le ceramiche trovate non provengono più dall'Egeo ma sono di produzione regionale.
I reperti di Thapsos sono esposti presso il Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa.
  • 2 Necropoli di Thapsos. Simple icon time.svg Libera fruizione. Le necropoli sono divise in tre aree, la Necropoli settentrionale, la Necropoli centrale e la Necropoli meridionale. Oltre alle tombe a pozzo, ci sono anche le cosiddette tombe a tholos, tombe a cupola con accesso simile a un passaggio (dromos), che ricordano le tombe tholos di Micene. All'interno di solito ci sono diverse nicchie distribuite attorno all'interno rotondo. Sono facilmente riconoscibili perché vicine alla costa (almeno quelle settentrionali).
Nella zona centrale della penisola le sepolture erano ad ad enchytrismòs dove gli inumati venivano posizionati senza corredo in recipienti ovoidali (pithoi) e sistemati in cavità naturali della roccia.
  • 3 Fortificazioni. In questa area erano presenti delle fortificazioni che correvano da nord a sud per cui sono visibili i resti di sei torri semicircolari.

Altro[modifica]

La torre Magnisi
  • 4 Torre Magnisi. Questa torre circolare solitaria venne edificata nel 1806 dagli inglesi durante il protettorato sull'isola per timore di un attacco francese. La torre è accessibile da un lato, si può raggiungere persino il tetto anche se si deve salire sul piano superiore arrampicandosi tramite appigli di fortuna. Dal tetto si gode di una bella vista sul promontorio.
Incavo per l'artiglieria antiaerea
  • 5 Bunker della seconda guerra mondiale (Accanto alla masseria e alla necropoli). Simple icon time.svg Libero accesso. La posizione strategica del promontorio ha favorito la creazione di una serie di bunker della seconda guerra mondiale per la difesa della costa. Sono ancora visibili diverse postazioni circolari dell’artiglieria antiaerea, molte di esse sono collegare a gallerie che portano a bunker e nascondigli.
  • 6 Fabbrica in disuso (All’ingresso dell’istmo). Questa fabbrica dismessa da anni rappresenta ricorda il passato industriale della penisola e lo sfruttamento intensivo del territorio seguendo il modello produttivo petrolchimico. Purtroppo gli edifici in rovina rimangono lì come una bruttura che degrada l’area.
  • 7 Pontile Magnisi. Questo pontile a sud-est dell'isola sorse in un’epoca in cui la sensibilità ambientale e archeologica era piuttosto scarsa. Oggi seppur molto ridimensionato nel suo utilizzo il pontile ci ricorda un modello di sviluppo in declino.
  • 8 Faro. Faro di segnalazione costiera.


Cosa fare[modifica]

Accanto al parcheggio, si trova una spiaggia balneabile. Anche in altre parti del promontorio, specie quelle a est si può fare il bagno, ma risultano meno facilmente accessibili.

L'intero promomtorio si presta per fare un giro in mountain bike lungo i sentieri sterrati.

Acquisti[modifica]

Non c'è nessuna attività commerciale in zona, salvo rivolgersi alla vicina Priolo oppure andare presso il centro commerciale Auchain.

Dove mangiare[modifica]

In estate la presenza dei lidi consente di trovare bar o ristoranti. Normalmente conviene andare a Priolo, Siracusa o presso l'Auchain.

Dove alloggiare[modifica]

La migliore località dove alloggiare è Siracusa, dove l'offerta di alloggi è ampia.

Sicurezza[modifica]

Panorama dalla torre Magnisi

Nelle calde giornate estive, è necessario avere con sé un cappello e della crema solare. Inoltre bisogna avere adeguata quantità di acqua potabile perché nell'intero promontorio non sono presenti alberi o punti in ombra.

In corrispondenza dell'ingresso alla penisola si trovano da anni stoccati cumuli di 4 polvere di pirite in qualità di rifiuto industriale. Questi cumuli pur essendo coperti sono danneggiati dal vento e dagli agenti atmosferici e la polvere può distribuirsi nei dintorni. Si sconsiglia di avvicinarsi alla polvere e di sostarvi troppo soprattutto se presente del vento da nord.

All'interno della penisola sono presenti mucche libere al pascolo.

Come restare in contatto[modifica]

Telefonia[modifica]

Il segnale telefonico è presente in tutta la penisola.

Nei dintorni[modifica]

Se siete interessati ai siti archeologici, consigliamo di visitare il museo archeologico nella vicina Siracusa, ma anche le necropoli di Pantalica e possibilmente anche gli scavi greci di Siracusa e Megara Hyblea vicino ad Augusta.

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3-4 star.svg Guida: l'articolo rispetta le caratteristiche di un articolo usabile ma in più contiene molte informazioni e consente senza problemi una visita al Sito archeologico. L'articolo contiene un adeguato numero di immagini, un discreto numero di listing. Non sono presenti errori di stile.