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Pistoia e Montagna pistoiese
Monte Gomito e Rifugio della Selletta in inverno
Stato
Regione

Pistoia e Montagna pistoiese è una zona della Toscana.

Da sapere[modifica]

La Montagna pistoiese è una regione storico-geografica, della dorsale meridionale dell'Appennino tosco-emiliano (talvolta chiamata Appennino pistoiese), composta dai territori classificati come montani dei comuni di Abetone Cutigliano, Marliana, San Marcello Piteglio e Sambuca Pistoiese, con quelli parzialmente montani di Montale e Pistoia, infine con quelli a prevalenza collinare come Agliana, Quarrata e Serravalle Pistoiese ubicati nei dintorni di Pistoia. La patrona è Santa Celestina, martire romana, la cui salma riposa sotto l'altar maggiore della Propositura di San Marcello a San Marcello Pistoiese.

Cenni geografici[modifica]

La Montagna pistoiese occupa un'estesa area a nord e nord-ovest di Pistoia, sulla dorsale sud dell'Appennino tosco-emiliano fra la Media Valle del Serchio e la Calvana. Confina a Nord Ovest con la provincia di Modena (Frignano), a nord con la Città metropolitana di Bologna (Alto Reno, Appennino bolognese) e ad est con la Provincia di Prato. La vette più alte risultano essere il Corno alle scale (1.945 m s.l.m.) e l'Alpe Tre Potenze (1940 m s.l.m.) che segnano rispettivamente il confine tra le provincie di Pistoia e Bologna il primo, mentre con quelle di Pistoia, Modena e Lucca il secondo. La parte nord è segnata dal crinale dell'Appennino, oltre il quale c'è l'Emilia-Romagna con il Monte Cimone. A ridosso del crinale sono presenti il Lago Nero, il Lago Piatto, tutti di origine glaciale, ed il Lago Scaffaiolo.

La Montagna pistoiese è attraversata dal fiume Reno, dalla Lima, l'Orsigna ed il Sestaione, Limentra Orientale, Limentra Occidentale e dall'Ombrone Pistoiese.

La zona presenta un paesaggio montano ci circa 10.000 ettari, caratterizzato da boschi a bassofusto ed estese foreste di altofusto. Queste foreste sono ricche di acque potabili e di prodotti del sottobosco, quali mirtilli e funghi porcini.

Quando andare[modifica]

L'inverno dura da novembre a marzo ed è freddo e nevoso a quote superiori ai 500-600 metri. La temperatura media nel mese più freddo è di circa 0°, mentre si porta intorno a -5 °C al Passo dell'Abetone (qui non sono rari i picchi al di sotto dei -15°/-20°). I mesi più freddi sono caratterizzate da frequenti gelate e minime abbondantemente sotto lo zero; talvolta la temperatura non sale oltre 0° per tutte le 24 ore. Al contrario, l'estate è abbastanza calda nelle ore diurne (massime anche intorno ai 30°), ma le notti sono piuttosto fresche (10-15°).

Le precipitazioni sono molto elevate e in inverno sono frequenti e abbondanti le nevicate che investono la montagna, generalmente tra la fine novembre e la metà di marzo, ma eccezionalmente anche tra la fine di ottobre ed aprile; la caduta media di neve annuale supera il metro intorno tra i 700 e gli 800 metri e si porta intorno ai 2 metri nei dintorni del valico dell'abetone.

Cenni storici[modifica]

Il passato della Montagna pistoiese è caratterizzato dalla forte integrazione col territorio dei suoi abitanti, che hanno trovato fonte di sostentamento per secoli, sfruttando il freddo per la produzione del ghiaccio nelle ghiacciaie, l'energia idraulica per la lavorazione del ferro nelle ferriere, il legname presente in abbondanza, per la produzione del carbone di legna nelle carbonaie, oltre allo sfruttamento dei prodotti del sottobosco, lavorazione della pietra, agricoltura, pascolo, allevamento ovino, bovino e suino. Da sempre importante alimento di sussistenza, è stata la castagna, con la derivata farina di castagne, da qui l'appellativo di civiltà del castagno.

Prima dell'avvento dei romani, nell'area si registrò la presenza di Celti, come ad esempio i Boi, di Liguri e di Etruschi. Divenne provincia romana e dalla caduta dell'impero, passò in mano alla dominazione degli Ostrogoti e successivamente dei Longobardi. In seguito con la suddivisione dell'Italia, questo territorio entrò a far parte del Granducato di Toscana, trovandosi come terra di confine fra quest'ultimo, il Ducato di Modena, il Ducato di Lucca e lo Stato della Chiesa. Durante la seconda guerra mondiale, la Montagna pistoiese fu un punto cruciale, come passante della Linea Gotica, del movimento di Resistenza italiana. Sulle sue montagne agivano diverse brigate partigiane

Letture suggerite[modifica]

  • Franco Silvestri, Civiltà del castagno in montagna pistoiese, Luciano Pugliese Editore, Firenze 1992.
  • Simone Vergari, Gianna Dondini, Biodiversità sull'Appennino pistoiese, Il Lupo Cattivo, Pistoia 1995.
  • Marco Giovannelli (a cura di). Le migrazioni stagionali dalla Montagna pistoiese in epoca preunitaria: Strade mestieri e abitudini. 1812-1860, Pistoia 2002.


Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

Altre destinazioni[modifica]


Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Ponte sospeso (Nei pressi del paese di Mammiano Basso, nel comune di San Marcello Piteglio). Il Ponte sospeso è un attraversamento pedonale del Torrente Lima ed è un'applicazione ingegneristica di notevole valore: con i suoi 227 metri di lunghezza è uno dei ponti sospesi pedonali più lunghi del mondo. Costruito con cavi di acciaio ancorati a basi di calcestruzzo e da una passerella anch'essa in acciaio, raggiunge un'altezza massima è di 36 metri. Fu costruito, inizialmente in legno nel 1922. Esso serviva come scorciatoia, da una vallata all'altra, per permettere il passaggio degli operai che da Popiglio si dovevano recare a lavorare nelle fabbriche S.M.I. situate sul versante opposto. Dalla sua costruzione ad oggi si stima sia stato attraversato da circa due milioni di persone.
  • Maceglia. La Maceglia è un monumento ai partigiani (1.424 m s.l.m.) Sergio Giovannetti e Franco Prioreschi, membri della Brigata Gino Bozzi qui caduti il 14 luglio 1944. Questo monumento è raggiunto ogni anno nella tradizionale fiaccolata del 25 aprile, attraverso un cammino di 30 minuti dalla località di Pratorsi.
  • Castel di Mura (Sul Monte Castello, nei pressi di Lancisa).
  • Torri di Popiglio. Resti di un antico complesso castrense.
  • Sambuca Castello. Il luogo legato alla figura di Selvaggia dei Vergiolesi.
  • Borghi medievali. Sono molti i borghi medievali presenti nella zona come ad esempio Cutigliano, San Marcello, Sambuca, Serra Pistoiese, Piteglio e Popiglio.

Itinerari[modifica]

Nell'ecomuseo della montagna pistoiese comprende alcuni itinerari tematici:

  • Itinerario del ghiaccio — Contraddistinto dal colore azzurro, permette al visitatore di ripercorrere la storia della produzione del ghiaccio naturale, sviluppatasi nella Montagna Pistoiese dalla fine del '700 ai primi decenni del '900 che aveva il suo asse principale nella Valle del Reno. Per ottenere il ghiaccio, nei mesi invernali si deviava l'acqua del fiume Reno in appositi bacini, detti "laghi"; con il freddo della notte sopra i laghi si formava uno spesso strato di ghiaccio, che veniva poi spaccato e immagazzinato in blocchi all'interno delle ghiacciaie, dove si conservava fino all'estate, quando veniva venduto nelle città vicine (Pistoia, Firenze, Bologna) per usi alimentari e sanitari.
  • Itinerario del Ferro — Questo itinerario racconta la storia della siderurgia toscana in epoca pre-industriale: la tradizione della lavorazione del ferro sulla Montagna Pistoiese ha origini molto antiche e sembra risalire almeno all’Alto Medioevo. A partire dal XV secolo i Medici approfittarono dei fitti boschi e dell’abbondanza di acqua, che garantivano forza motrice e combustibile, per impiantare sul territorio numerose fucine e ferriere. Già nel XVI secolo la Montagna Pistoiese costituiva il primo polo siderurgico del Granducato di Toscana. Il ferro, proveniente dall’Isola d’Elba, veniva trasportato fino a Pisa a bordo di navi, per poi risalire il corso del fiume Arno e del Torrente Ombrone fino a Pistoia. Da qui proseguiva a dorso di mulo fino alla montagna. La lavorazione del ferro sulla Montagna Pistoiese proseguì fino al XIX secolo, quando ebbe avvio una fase di progressivo declino. Infatti gli stabilimenti toscani non furono capaci di competere con la moderna siderurgia europea che già da tempo aveva sviluppato tecniche di fusione più efficaci, fondate sull’uso del carbon coke.
  • Itinerario dell'Arte Sacra e della Religiosità Popolare
  • Itinerario della vita quotidiana — L'itinerario, contraddistinto dal colore giallo, permette al visitatore di confrontare le proprie abitudini moderne con quelle dei nostri predecessori, mettendo in evidenza come nell'arco di pochi decenni sia cambiato il nostro rapporto con il lavoro, con la manualità e con l'ambiente che ci circonda.
  • Itinerario naturalistico — Questo itinerario, contraddistinto dal colore verde, valorizza le specie botaniche e forestali tipiche dell'Appennino Pistoiese e documenta la presenza dell'uomo fin dall'età preistorica.
  • Itinerario della pietra — Contraddistinto dal colore grigio, conduce il visitatore in un viaggio a ritroso nella storia della montagna, camminando lungo il tracciato medievale della Via Francesca della Sambuca che parte da Pavana e arriva fino a Sambuca Castello, antico borgo medievale fortificato e recentemente restaurato; su richiesta è visitabile la vicina Chiesa di S. Cristoforo e di S. Jacopo dove è presente un dipinto della scuola di Guido Reni.


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]


Sicurezza[modifica]


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