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Patrimoni mondiali dell'umanità in Giappone

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Questa è la lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità presenti in Giappone al 2019.

Introduzione[modifica]

Logo UNESCO
Bandiera nazionale

Il Giappone ha accettato la Convenzione UNESCO per i Beni dell'Umanità il 22 agosto 1974.

Lista dei patrimoni dell'umanità[modifica]

Sito Anno Tipo Criteri Descrizione Immagine
1 Monumenti buddisti nella regione di Hōryū-ji 1993 Culturale (i)(ii)(iv)(vi) Ci sono all'incirca 48 monumenti buddisti nell'area di Horyu-ji , nella prefettura di Nara. Molti di essi risalgono al VII-VIII secolo, il che li rende alcuni dei più antichi edifici in legno ancora esistenti al mondo. Questi capolavori dell'architettura in legno non solo solo di grande importanza per la storia dell'arte ma illustrano anche l'adozione in Giappone del buddismo di origini cinesi, arrivato qui per tramite coreano. Horyu-ji11s3200.jpg
2 Castello di Himeji 1993 Culturale (i)(iv) Il castello di Himeji è uno splendido esempio di castello del XVII secolo, costituito da 83 edifici con uno straordinario sistema di difesa e ingegnose tecniche di difesa che risalgono all'inizio del periodo Shogun. Il castello in se è un esempio mirabile dell'architettura in legno che combina sapientemente un delicato gusto estetico con le sue funzioni militari. La bellezza architettonica è il frutto della combinazione delle mura bianche con i livelli multipli dei tetti. Château de Himeji01.jpg
3 Yakushima 1993 Naturale (vii)(ix) L'isola di Yaku, in giapponese Yakushima, si trova alla confluenza delle ecozone paleartica e orientale; l'isola ospita una ricca flora con circa 1900 specie e sottospecie tra cui sono compresi i cedri giapponesi (i sugi). Yakushima è anche habitat di un pezzo della foresta calda temperata, un tempo molto più estesa, unica in questa regione. Jhomonsugi in Yaku Island Japan 001.JPG
4 Shirakami-Sanchi 1993 Naturale (ix) Sito sulle montagne dell'Honshu settentrionale, questo sito sperduto include l'ultima foresta vergine della zona temperata fredda con esemplari di faggi giapponesi che un tempo ricoprivano tutte le montagne e colline del nord del Giappone. Il sito è anche habitat per l'orso nero, il capricorno e 87 specie di uccelli. Sirakami santi.JPG
5 Monumenti storici dell'antica Kyoto (città di Kyoto, Uji e Otsu) 1994 Culturale (ii)(iv) Costruito nel 794 sul modello delle antiche capitali della Cina, Kyoto fu capitale dell'Impero giapponese fino alla metà del XIX secolo. Essendo stato centro della cultura e della politica giapponese per un millennio, Kyoto illustra magnificamente l'evoluzione dello stile architettonico giapponese, con i suoi edifici in legno (soprattutto templi) e dell'arte dei giardini che ha influenzato la progettazione dei paesaggi nel mondo intero. Byodo-in Uji03bs2640.jpg
6 Villaggi storici di Shirakawa-go e Gokayama 1995 Culturale (iv)(v) Situati in una regione montuosa, quasi tagliata fuori dal resto del mondo per un lungo periodo, questi villaggi con le loro abitazioni in stile Gassho hanno basato la loro sussistenza sulla coltivazione del gelso e sull'allevamento di bachi da seta. Le case locali con i tetti spioventi in paglia sono esemplari unici in Giappone. Al di là delle avversità economiche che la regione ha superato, i villaggi di Ogimachi, Ainokura e Suganuma sono esempi mirabili di uno stile di vita perfettamente adattato all'ambiente circostante. Ogi Shirakawa-gō, Gifu, Japan.jpg
7 Memoriale della pace di Hiroshima (Genbaku dome) 1996 Culturale (vi) Il memoriale della pace (Genbaku dome) è l'unica struttura rimasta in piedi nell'area in cui esplose la prima bomba atomica il 6 agosto 1945. Grazie allo sforzo di molte persone, inclusi gli abitanti di Hiroshima, l'edificio è stato conservato nello stesso stato in cui si trovava immediatamente dopo il bombardamento. Non è soltanto un simbolo forte ed eloquente della forza distruttiva nelle mani dell'umanità; esprime anche la speranza per un mondo di pace e per una totale dismissione delle armi nucleari. HiroshimaGembakuDome6747.jpg
8 Santuario shintoista di Itsukushima 1996 Culturale (i)(ii)(iv)(vi) L'isola di Itsukushima nel Mare interno di Seto è un luogo sacro allo shintoismo sin dalla sua nascita. I primi edifici di culto e pellegrinaggio furono qui eretti nel VI secolo. Gli edifici oggi visibili risalgono al XII secolo e dimostrano le grandi capacità tecniche e artistiche dei loro creatori. Il santurio crea anche un pittoresco contrasto in colori e forme con gli elementi naturali circostanti, illustrando il concetto giapponese di bellezza scenica che combina natura e creatività umana. Itsukushima torii distance.jpg
9 Monumenti storici dell'antica Nara 1998 Culturale (ii)(iii)(iv)(vi) Nara è stata capitale del Giappone dal 710 al 784. Durante questo periodo, il potere in Giappone si consolidò e Nara ne approfittò vivendo un'epoca di grande prosperità. I monumenti storici della città, tra cui templi buddisti, santuari shintoisti e i resti dell'antico palazzo imperiale, forniscono un'immagine vivida della vita nella capitale giapponese dell'VIII secolo, periodo di profondi cambiamenti culturali e politici. Kofukuji0411.jpg
10 Santuari e templi di Nikkō 1999 Culturale (i)(iv)(vi) I santuari e templi di Nikkō, insieme con il loro ambiente naturale, sono da secoli un luogo sacro, famoso per i suoi capolavori architettonici e decorativi. I siti sono strettamente connessi con la storia degli shogun Tokugawa. Taiyuin nitenmon gate.jpg
11 Siti Gusuku e beni associati del reame delle Ryukyu 2000 Culturale (ii)(iii)(vi) Cinquecento anni di storia Ryukyuan (XII-XVII secolo) sono sintetizzati e illustrati da questo gruppo di siti e monumenti. Le rovine di castelli, su ambienti elevati, sono la prova della struttura sociale di quel periodo, mentre i luoghi sacri offrono una tacita testimonianza della sopravvivenza di un'antica forma di religione in età moderna. L'ampia portata dei contatti economici e culturali delle isole Ryukyu in quel periodo ha dato luogo a una cultura unica di cui questi siti danno testimonianza. Naha Shuri Castle16s5s3200.jpg
12 Siti sacri e vie dei pellegrini nella penisola di Kii 2004 Culturale (ii)(iii)(iv)(vi) Situati nelle fitte foreste dei monti Kii, affacciati sull'Oceano Pacifico, tre luoghi sacri - Yoshino e Omine, Kumano Sanzan e Koyasan - collegati da antichi percorsi di pellegrinaggio alle antiche capitali di Nara e Kyoto, riflettono la fusione dello shintoismo con l'antica tradizione del culto della natura in Giappone, e con il buddismo, che è stato introdotto dalla Cina attraverso la penisola coreana. I siti e il loro paesaggio forestale circostante riflettono una tradizione persistente e straordinariamente ben documentata di presenza umana su queste montagne sacre per oltre 1.200 anni. L'area, con ricca di torrenti, fiumi e cascate, fa ancora parte della cultura religiosa del Giappone ed è molto visitata da gente che qui celebra i suoi rituali e da turisti s'avventurano su queste montagne. La regione raggiunge un massimo di 15 milioni di visitatori ogni anno. Ciascuno dei tre siti ospita santuari, alcuni dei quali risalenti al IX secolo. Kongobuji Koyasan07n3200.jpg
13 Parco nazionale di Shiretoko 2005 Naturale (ix)(x) La penisola di Shiretoko è situata nella parte nord-orientale di Hokkaido, l'isola più settentrionale del Giappone. Il sito si estende dalla parte centrale della penisola fino alla sua punta (Capo Shiretoko) e l'area marina circostante. Questo sito fornisce un eccellente esempio di interazione degli ecosistemi marini e terrestri e della produttività d'un ecosistema straordinario, in gran parte influenzato dalla formazione stagionale di ghiaccio marino. L'area è anche particolarmente importante per un certo numero di specie marine e terrestri, alcune delle quali in via di estinzione ed endemiche, come il gufo pescatore di Blakiston e piante come la Viola kitamiana. Il sito è importante per alcune specie di uccelli marini minacciati e uccelli migratori, un certo numero di salmonidi, e per i mammiferi marini, tra cui leoni di mare di Steller e alcune specie di cetacei. 140829 Ichiko of Shiretoko Goko Lakes Hokkaido Japan01s5.jpg
14 Miniere d'argento di Iwami Ginzan e paesaggio culturale 2007 Culturale (ii)(iii)(v) Le miniere di Iwami Ginzan a sud-ovest di Honshu si trovano su di un gruppo di montagne, alte fino a 600 m ed intervallate da profonde valli fluviali. Qui sono ospitati i resti archeologici delle miniere d'argento, siti di fusione e di raffinazione e gli insediamenti dei lavoratori attivi tra il XVI e XX secolo. Il sito conserva ancora anche i percorsi per il trasporto del minerale d'argento lungo la costa verso le città portuali da cui veniva spedito in Corea e Cina. Le miniere hanno contribuito grandemente allo sviluppo economico del Giappone e del sud-est asiatico nei secoli XVI e XVII. L'area mineraria è ora ricoperta da boschi. Inclusi nel sito ci sono fortezze, templi, parti del sistema di trasporto di Kaido e tre città portuali, Tomogaura, Okidomari e Yunotsu, da dove il minerale veniva spedito. Iwami Ginzan Silver Mine, Shimizudani Refinery Ruins 001.JPG
15 Hiraizumi – Templi, Giardini e Siti archeologici del Buddhismo 2011 Culturale (ii)(vi) А Hiraizumi sono situati cinque siti protetti dall'UNESCO tra templi, giardini e siti archeologici, incluso il monte Kinkeisan. Il monte ospita i resti degli uffici governativi in uso dall'XI al XII secolo quando Hiraizumi era centro amministrativo del regno del Nord del Giappone e rivaleggiava con Kyoto. Tutti gli edifici, templi e giardini in questa regione seguono l'ideale della Terra Pura buddista che si diffuse nell'VIII secolo. Rappresenta la terra a cui i credenti buddisti aspirano nell'aldilà, simbolo di pace per lo spirito già in questa vita. I frutti di quest'ideale, combinati con i preesistenti edifici shintoisti hanno dato vita a un modo di concepire la pianificazione dei giardini unica e propria solo del Giappone. Mōtsū-ji.JPG
16 Isole Ogasawara 2011 Naturale (ix) In questo sito sono comprese più di 30 isole divisibili in tre gruppi che insieme coprono un'area di 7.939 ettari. Le isole offrono una varietà di paesaggi e ospitano un gran numero di specie animali tra cui la volpe volante, un pipistrello in pericolo di estinzione, e 195 specie di uccelli in via di estinzione.Più di 400 taxa di piante autoctone sono state documentati nelle isole, le cui acque offrono un habitat ideale per molte specie di pesci, cetacei e coralli. L'ecosistema delle Isole Ogasawara riflette e documenta una serie di processi evolutivi che hanno interessato diverse specie vegetali importate sia dal sud-est che dal nord-ovest dell'Asia, insieme a molte altre specie endemiche. Minamijima, Ogasawara, Tokyo.jpg
17 Fujisan, luogo sacro e fonte di ispirazione artistica 2013 Culturale (iii)(vi) La bellezza del monte Fuji, solitario, spesso innevato, di origine vulcanica è conosciuta in tutto il mondo. Il monte si erge al di sopra di villaggi, su spiagge costellate di alberi e panorami lacustri, fonte d'ispirazione per generazioni di artisti e poeti. Il sito consiste di 25 luoghi che riflettono l'essenza del panorama artistico sacro del monte Fujisan. Nel XII secolo, Fujisan diventò centro di addestramento per gli asceti buddisti anche se tutt'intorno si notano elementi shintoisti. A quota 1500 metri, in un paesaggio di montagne alte 3700 metri, si incontrano i sentieri dei pellegrini e alcuni santuari, tra cui quello di Sengen-jinja e Oshi, con i loro fiumi di lava e alberi considerati ancora oggi sacri. La loro rappresentazione nelle fonti e nell'arte giapponese risale all'XI secolo ma è la ricorrenza delle loro rappresentazioni nelle stampe e incisioni del XIX secolo ad aver reso Fujisan un'icona internazionale del Giappone e della percezione occidentale del Giappone. Lake Motosu04.jpg
18 Mulino da seta di Tomioka e siti correlati 2004 Culturale (ii)(iv) Il Mulino in questione è un centro storico della sericoltura e industria della seta, creato nel XIX secolo nella prefettura di Gunma, a nord-ovest di Tokyo. Il sito consiste di 4 elementi che corrispondono alle diverse fasi della lavorazione della seta. Un Chan si gong, l'avvolgitore del filo di seta importato dalla Francia, una fattoria sperimentale per l'allevamento di bachi da seta, una scuola per gli apprendisti e un magazzino per la conservazione delle uova. Il sito illustra il desiderio di rapido sviluppo del Giappone nel campo della produzione di massa e diventò un centro importante per l'ammodernamento dell'industria della seta in Giappone nel XIX secolo, facendo entrare l'intera nazione sul mercato globale, cliente appetibile di grandi potenze europee e americane. Tomioka Silk Mill Infirmary 01.JPG
Siti Meiji della rivoluzione industriale del Giappone: ferro e acciaio, costruzione navale e miniere di carbone 2015 Culturale (ii)(iv) Il sito comprende una serie di 23 parti che lo compongono, principalmente localizzate nel sud-ovest del Giappone. Questo sito testimonia la rapida industrializzazione del Paese a partire dalla metà del XIX secolo all'inizio del XX secolo, attraverso lo sviluppo della siderurgia, cantieristica e l'estrazione del carbone. Il sito illustra il processo attraverso il quale il Giappone feudale cercò di trasferire la tecnologia europea e americana a partire dalla metà del XIX secolo, e come questa tecnologia fu adattata alle esigenze del Paese e alle tradizioni sociali. Il sito testimonia quello che è considerato essere il primo trasferimento con successo dell'industrializzazione occidentale a una nazione non occidentale. Nirayama-Hansharo.jpg
19 L'opera architettonica di Le Corbusier, un contributo eccezionale al Movimento Moderno 2016 Culturale (i)(ii)(vi) Scelti dal lavoro di Le Corbusier, i 17 siti che comprendono questa proprietà seriale transnazionale sono distribuiti in sette paesi e sono una testimonianza dell'invenzione di un nuovo linguaggio architettonico che ha fatto una rottura con il passato. Furono costruiti in un periodo di mezzo secolo, nel corso di ciò che Le Corbusier descrisse come "ricerca paziente". Il Complexe du Capitole a Chandigarh (India), il National Museum of Western Art, Tokyo (Giappone), la House of Dr Curutchet a La Plata (Argentina) e l'Unité d'habitation a Marsiglia (Francia) riflettono le soluzioni che il movimento moderno ha cercato di applicare nel corso del XX secolo alle sfide di inventare nuove tecniche architettoniche per rispondere ai bisogni della società. Questi capolavori del genio creativo attestano anche l'internazionalizzazione della pratica architettonica in tutto il pianeta. National museum of western art05s3200.jpg
20 Isola sacra di Okinoshima e siti associati della regione di Munakata 2017 Culturale (ii)(iii) Situata a 60 km al largo della costa occidentale dell'isola di Kyūshū, l'isola di Okinoshima è un eccezionale esempio della tradizione di culto di un'isola sacra. I siti archeologici che sono stati preservati sull'isola sono praticamente intatti e forniscono una cronologia di come i rituali eseguiti lì siano cambiati dal IV al IX secolo d.C. In questi rituali, oggetti votivi sono stati depositati come offerte in diversi siti sull'isola. Molti di loro sono di squisita fattura e sono stati portati da oltreoceano, a testimonianza di intensi scambi tra l'arcipelago giapponese, la penisola coreana e il continente asiatico. Integrata all'interno del Grande Sacrario di Munakata, l'isola di Okinoshima è considerata sacra fino ad oggi. Munakata-taisha, shaden.JPG
Siti cristiani nascosti nella regione di Nagasaki
  • 21 Villaggio di Kasuga e luoghi sacri a Hirado (Villaggio di Kasuga e monte Yasumandake)
  • 22 Villaggio di Kasuga e luoghi sacri a Hirado (Isola di Nakaenoshima)
  • 23 Villaggio di Sakitsu ad Amakusa
  • 24 Villaggio di Shitsu a Sotome
  • 25 Villaggio di Ōno a Sotome
  • 26 Villaggi sull'isola di Kuroshima
  • 27 Resti di villaggi sull'isola di Nozaki
  • 28 Villaggi sull'isola di Kashiragashima
  • 29 Villaggi sull'isola di Hisaka
  • 30 Villaggio di Egami sull'isola di Naru (Chiesa di Egami e i soui dintorni)
  • 31 Resti del Castello di Hara
  • 32 Cattedrale di Ōura
2018 Culturale (iii) Situato nella parte nord-occidentale dell'isola di Kyūshū, questo patrimonio seriale è composto da dieci villaggi, resti del castello di Hara e una cattedrale, risalente al XVII al XIX secolo. Riflettono l'era della proibizione della fede cristiana, così come la rivitalizzazione delle comunità cristiane dopo la revoca ufficiale del divieto nel 1873. Questi siti portano testimonianza unica di una tradizione culturale nutrita da cristiani nascosti nella regione di Nagasaki che segretamente trasmettevano la loro fede durante il periodo di proibizione dal XVII al XIX secolo. Oura Cathedral 20180623.jpg
Gruppo di kofun di Mozu-Furuichi: tumuli funerari del Giappone antico:
  • 33 Aoyama Kofun
  • 34 Chuai-tenno-ryo Kofun
  • 35 Dogameyama Kofun
  • 36 Genemonyama Kofun
  • 37 Gobyoyama Kofun
  • 38 Hachizuka Kofun
  • 39 Hakayama Kofun
  • 40 Hakuchoryo Kofun
  • 41 Hanzei-tenno-ryo Kofun
  • 42 Hatazuka Kofun
  • 43 Hazamiyama Kofun
  • 44 Higashiumazuka Kofun
  • 45 Higashiyama Kofun
  • 46 Ingyo-tenno-ryo Kofun
  • 47 Itasuke Kofun
  • 48 Joganjiyama Kofun
  • 49 Komoyamazuka Kofun
  • 50 Komuroyama Kofun
  • 51 Kurizuka Kofun
  • 52 Magodayuyama Kofun
  • 53 Maruhoyama Kofun
  • 54 Minegazuka Kofun
  • 55 Mukohakayama Kofun
  • 56 Nabezuka Kofun
  • 57 Nagatsuka Kofun
  • 58 Nagayama Kofun
  • 59 Nakatsuhime-no-mikoto-ryo Kofun
  • 60 Nakayamazuka Kofun
  • 61 Nintoku-tenno-ryo Kofun, Chayama Kofun and Daianjiyama Kofun
  • 62 Nisanzai Kofun
  • 63 Nishiumazuka Kofun
  • 64 Nonaka Kofun
  • 65 Ojin-tenno-ryo Kofun, Konda-maruyama Kofun and Futatsuzuka Kofun
  • 66 Osamezuka Kofun
  • 67 Otorizuka Kofun
  • 68 Richu-tenno-ryo Kofun
  • 69 Shichikannon Kofun
  • 70 Suketayama Kofun
  • 71 Tatsusayama Kofun
  • 72 Terayama-minamiyama Kofun
  • 73 Tsudo-shiroyama Kofun
  • 74 Tsukamawari Kofun
  • 75 Yashimazuka Kofun
  • 76 Zenemonyama Kofun
  • 77 Zenizuka Kofun
2019 Culturale (iii)(iv) Situata su un altopiano sopra la pianura di Osaka, questo territorio comprende 49 kofun (vecchi tumuli in giapponese). Tumuli di varie dimensioni, il kofun può assumere la forma di serrature, capesante, quadrati o cerchi. Queste tombe erano per i membri dell'élite, contenenti una serie di oggetti funerari (come armi, armature e ornamenti). Sono stati decorati con figure di argilla, note come haniwa, che possono assumere la forma di cilindri o rappresentazioni di case, strumenti, armi e sagome umane. Questi kofun sono stati selezionati da un totale di 160.000 in Giappone e formano la più ricca rappresentazione materiale del periodo Kofun, dal III al VI secolo d.C. Dimostrano le differenze nelle classi sociali di quel periodo e riflettono un sistema funerario altamente sofisticato. NintokuTomb.jpg
Legenda Unesco
(i) Rappresentare un capolavoro del genio creativo dell'uomo.
(ii) Mostrare un importante interscambio di valori umani in un lungo arco temporale o all’interno di un'area culturale del mondo, sugli sviluppi dell'architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio.
(iii) Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.
(iv) Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana.
(v) Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture) o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto per effetto delle trasformazioni irreversibili.
(vi) Essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie dotate di un significato universale eccezionale.
(vii) Presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica.
(viii) Costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative.
(ix) Costituire esempi significativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini.
(x) Presentare gli habitat naturali più importanti e significativi, adatti per la conservazione in situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.

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