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Nanga Parbat

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Nanga Parbat
نانگا پربت‬
Vista di un laghetto montano con il Nanga Parbat sullo sfondo
Stato
Regione
Catena montuosa
Altezza

Nanga Parbat (in urdu: نانگا پربت‬) è situato nel Pakistan, nella catena dell'Himalaya.

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Da sapere[modifica]

È la nona montagna più alta della Terra ed il secondo ottomila (dopo l'Annapurna) per indice di mortalità, ovvero rapporto tra numero delle vittime e numero degli scalatori giunti in vetta, con un valore che si aggira intorno al 28%, tanto da essere spesso soprannominata anche the killer mountain (la montagna assassina).

Cenni geografici[modifica]

La montagna è impostata su una lunga dorsale principale, che compie un lungo arco con la concavità rivolta verso nord-ovest. L'arco origina a nord-est, con la cresta Chongra, che sale in direzione sud-ovest al Chongra Peak (m 6828) ed alle sue vette secondarie (Chongra Peak centrale m 6455 e Chongra Peak meridionale m 6488) e prosegue fino al punto nodale del Rakhiot Peak (m 7070). Qui la dorsale volge ad ovest raggiungendo il Dente d'Argento Est (m 7530) e quindi piega ad ovest-sud-ovest toccando l'Anticima (m 7910). Da questo punto volge direttamente a sud, toccando in successione la Spalla (m 8070), la Vetta principale (m 8126) e la Cima Sud (m 8042). Da quest'ultima, la cresta inizialmente si abbassa in direzione sud-ovest, poi prosegue lungamente verso ovest sempre intorno a quota 7000 metri con il nome di Cresta Mazeno, dopodiché compie una rotazione a nord-ovest andando ad esaurirsi sul fondo della valle Diamir. La cresta Mazeno è considerata la più lunga del mondo.

Flora e fauna[modifica]

Le zone di alta quota sono costituite da foreste di conifere, mentre nelle zone con poca luce solare si trovano betulle e salici nani.

Tra i mammiferi, sono presenti alcuni orsi bruni e cervi muschiati, specie in via di estinzione.

Quando andare[modifica]

Il periodo consigliato è quello estivo, con partenze da marzo fino a settembre/ottobre, per poter godere delle migliori condizioni climatiche in alta quota.

Cenni storici[modifica]

Il Nanga Parbat attirò tentativi di scalata relativamente presto. Nel 1895 Albert Mummery condusse una spedizione che raggiunse i 7.000 m dal versante Diamir. Più tardi morì insieme a due Gurkha mentre tentava di esplorare una via per passare al versante Rakhiot. La prima ascensione fu compiuta il 3 luglio 1953 dall'alpinista austriaco Hermann Buhl con una spedizione austro-tedesca guidata da Karl Maria Herrligkoffer. Il versante prescelto fu il Rakhiot a nord-est, passando per la Sella d'Argento e il SilberPlateau. Si tratta del primo ed unico ottomila raggiunto in prima assoluta da un solo scalatore e senza l'uso di ossigeno.

Reinhold Messner e suo fratello Günther nel giugno 1970 furono i primi a conquistare la cima salendo dal difficile versante meridionale (anche i primi italiani in assoluto su questa montagna), il Rupal; Günther fu però travolto da una valanga e morì.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

  • 1 Chilas — Situata a 1.276 m., famosa per le incisioni rupestri e base di partenza per il Nanga Parbat.
  • 2 Gilgit — A 1.500 m., è uno dei principali punti di partenza della regione per le spedizioni alpinistiche verso il Karakorum e l'Himalaya.
Vista dal sentiero che porta al campo base del Nanga Parbat


Come arrivare[modifica]

Requisiti d'ingresso[modifica]

  • Passaporto e visto d'ingresso rilasciato dall'ambasciata del Pakistan di Roma o dal consolato di Milano per 30 o 90 giorni con validità di 3 mesi.
  • Permessi per il trek in Pakistan rilasciati dal Ministero del Turismo Pakistano, che ha deciso di abolire il permesso di scalata (climbing permit) e la tassa per il diritto alla salita (royalty) di vette alte fino a 6500 m. allo scopo di promuovere il trekking e l’alpinismo. Il Ministero del Turismo ha stabilito tre tipi di zone per il trekking: le zone aperte, le zone a ingresso limitato e le zone chiuse.
    • gli stranieri possono fare trek ed escursioni in qualsiasi parte delle zone aperte senza bisogno di avere il permesso per il trekking dal Ministero e senza guida di montagna autorizzata;
    • per le zone limitate: i trekkisti devono avere il permesso dal Ministero del Turismo, che si può ottenere attraverso qualsiasi tour operator locale; il costo è di 50 US$ a persona, bisogna espletare le formalità, la riunione preventiva e quella consultiva al ritorno dal trek presso il Ministero del Turismo;
    • nelle zone chiuse è proibito fare escursioni o trekking: queste zone si trovano vicino al confine tra Pakistan e Afghanistan e vicino alla linea di controllo con la zona del Kashmir.

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

Fairy Meadows Road
Nanga Parbat

Seguire la Strada del Karakorum da Islamabad sino a Chilas (12 ore circa), proseguendo per 2 Raikot Bridge (2 ore), punto di partenza a 1.280 m. del percorso di avvicinamento al campo base su veicoli fuoristrada 4x4. Qui si inerpica una delle strade più pericolose al mondo, la Fairy Meadows Road che per 12. km. e in circa 2 ore conduce a 3 Tatto Village, da cui è necessario procedere a piedi per raggiungere il campo base del Nanga Parbat.

In autobus[modifica]

Servizio di autobus espletato da NATCO, tra le principali città della Strada del Karakorum.

Agenzie specializzate in Italia[modifica]

Agenzie specializzate in Pakistan[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]


Cosa fare[modifica]

Nanga Parbat a Fairy Meadows
  • 1 Trekking al campo base (Versante Raikot). Percorso turistico impegnativo molto frequentato dai pakistani. Da Tatto Village, ultima località fruibile con veicoli a motore 4x4, si prosegue la marcia verso 4 Fairy Meadows ("prati da fiaba") (3.300 m.) dichiarato dal governp pakistano parco nazionale, raggiungibile in 3-4 ore di cammino. Qui vi è la possibilità di dormire in cottage. Il sentiero porta quindi al 5 Nanga Parbat Base Camp (3.967 m), punto di arrivo dopo 10 ore circa di cammino: di fronte la grandiosa parete Raikot del Nanga Parbat.


Acquisti[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Fairy Meadows Cottages


Sicurezza[modifica]

Trekking verso il campo base Nanga Parbat

Il mal di montagna colpisce anche le persone giovani e in salute ed è un problema vero e proprio nella zona. Se si avvertono capogiri, si soffre di palpitazioni o di forti mal di testa, è necessario tornare subito a un'altitudine più bassa. Non prendete alla leggera il mal di montagna: può causare anche la morte!

Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Letture consigliate[modifica]

  • Michele Dalla Palma, Trekking: Guida con i migliori itinerari in italia e nel mondo, Hoepli, 2009.

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