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Muggia

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Muggia
Veduta della città e del suo porticciolo arrivando via mare da Trieste
Stemma e Bandiera
Muggia - Stemma
Muggia - Bandiera
Stato
Regione
Territorio
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Abitanti
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Prefisso tel
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Patrono
Posizione
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Muggia
Muggia
Sito istituzionale

Muggia è una città del Friuli-Venezia Giulia.

Da sapere[modifica]

In una insenatura del Golfo di Trieste, con subito alle spalle il confine con la Slovenia, alla quale ha dovuto sacrificare praticamente la metà del suo territorio, la città ha un bel nucleo antico e un importante porto turistico.

Cenni geografici[modifica]

Muggia (Milje in sloveno) è il comune più a sud della regione Friuli-Venezia Giulia. Giace su una penisola esposta a nord-est con tipico paesaggio collinare digradante verso il mare: dalle propaggini occidentali si può godere dello spettacolo (raro in Italia) del tramonto sul Mare Adriatico. Il territorio comunale muggesano si allunga sul versante settentrionale dell'omonimo promontorio dei Monti di Muggia, di fronte alla città di Trieste, da cui è separato dalle acque del Vallone di Muggia. È l'ultimo lembo d'Istria – oltre alle modestissime frazioni di Caresana e Crociata in Comune di San Dorligo della Valle/Dolina – rimasto all'Italia dopo la seconda guerra mondiale ed in seguito al Memorandum di Londra (1954) ratificato dal Trattato di Osimo (1975). Dista 12 km da Trieste, 10 da Capodistria.

Cenni storici[modifica]

Muggia sorse probabilmente come castelliere (villaggio fortificato) protostorico (età del ferro, VIII-VI secolo a.C.). Dopo l'inizio della penetrazione romana nel Friuli e la fondazione di Aquileia nel 181 a.C., il territorio venne conquistato insieme al resto dell'Istria con le campagne condotte nel 178-177 a.C. I Romani vi posero un accampamento, Castrum Muglae, per difendere le vie di comunicazione con la colonia dalle incursioni degli Istri e degli Avari.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, a Muggia si avvicendarono le dominazioni del goto Teodorico, dei Longobardi, dei Bizantini e dei Franchi. Nel 931 fu donata dai re d'Italia Ugo e Lotario al Patriarcato di Aquileia. Nel 1354 subì un attacco da parte dei Genovesi e scelse di passare nel 1420 con la Repubblica di Venezia. Alla fine del XV secolo, l'abitato sul colle fu progressivamente abbandonato e gli abitanti si trasferirono sulla riva del mare, presso il "Borgo Lauro", dove tuttora si trova la città.

Dopo la fine della Repubblica di Venezia (1797) e la brevissima parentesi napoleonica (1805-1814), passò sotto il dominio asburgico, sotto il quale sviluppò una fiorente industria cantieristica navale, continuata fino alla crisi solo nella seconda metà del XX secolo, in seguito alla mutata politica italiana del dopoguerra in merito alle strategie produttive. Dopo la chiusura del Cantiere S.Rocco dove fu varata la prima corazzata in ferro della marina Asburgica (con trasferimento di molte maestranze al Cantiere "San Marco" di Trieste), e di quello chiamato Felszegy, sopravvisse solo il piccolo Cantiere Matassi che ha cessato un'attività piena solo nel 1990.

Nell'Ottocento il dialetto muglisano, una parlata ladina, si estinse. Le testimonianze delle ultime persone che parlavano il Muglisano sono state raccolte dall'abate Jacopo Cavalli nel 1889. L'ultimo dei "Muglisani" fu Niccolò Bortoloni che fu una delle fonti, la più attendibile, a cui attinse il Cavalli e che morì all'inizio del 1898. Va rilevato che per lungo tempo il muglisano convisse con l'attuale muggesano, dialetto di tipo istro-veneto.

Terminata la prima guerra mondiale il territorio di Muggia passò come l'intera Venezia Giulia al Regno d'Italia. Dopo l'8 settembre 1943 il territorio passò sotto l'amministrazione tedesca diventando parte dell'Adriatisches Küstenland. Il sentimento antinazista fu subito fortemente sentito, al punto che numerosi cittadini diventarono combattenti per la libertà, aiutando però di fatto un'altra occupazione, quella jugoslava, salutata festosamente da certa parte della cittadinanza inneggiante all'annessione alla VII Repubblica Federativa. Fu grazie anche a concittadini fra i quali Vittorio Vidali se la linea del Partito Comunista Jugoslavo non trovò applicazione e Muggia rimase italiana.

Con la cessione dell'Istria alla Jugoslavia Muggia amputazioni territoriali a seguito del trattato di pace del 1947. Le definitive rettifiche territoriali previste dal Memorandum di Londra (1954), con la definitiva assegnazione della Zona B del Territorio libero di Trieste all'amministrazione jugoslava, furono effettuate a spese di Muggia (più di 10 km² circa con 3 500 abitanti) perdendo gli abitati di Albaro Vescovà, Ancarano e la zona di Valdotra che sino ad allora si trovavano nella Zona A del Territorio libero di Trieste. Tenendo conto che oggi il Comune di Muggia ha 13 km², perse nelle due fasi la metà del suo territorio. Il 10 novembre 1975 fu firmato il trattato di Osimo da delegati italiani e jugoslavi per accordarsi definitivamente riguardo al confine.

Oggi la città di Muggia punta sul turismo e sul commercio, grazie all'apertura delle frontiere e ai numerosi progetti di collaborazione transfrontaliera.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Quel che resta del suo territorio comunale ospita, oltre alla città, i paesi di Aquilinia (Žavlje), Belpoggio (Beloglav), Chiampore (Čampore), Farnei, Lazzaretto-San Bartolomeo (Lazaret-Sveti Jernej), Rabuiese (Rabujez), Santa Barbara (Korošci), Vignano (Vinjan) e Zindis, che portano anche il nome slavo essendo il Comune bilingue.

MUGGIA - ressa di imbarcazioni nel porticciolo turistico vicino al centro


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

In nave[modifica]

  • Italian traffic signs - icona porto turistico.svg È collegata da regolari linee di navigazione di battelli con Trieste

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione ferroviaria, a Trieste.

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Ha collegamenti con Trieste


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Muggia - Il Duomo
  • 1 Duomo dei Santi Giovanni e Paolo. Costruito sui resti di un edificio sacro precedente a tre absidi, venne consacrato dal Vescovo di Trieste Arlongo dei Visgoni il 29 dicembre 1263. L'edificio d'impianto romanico fu arricchito a metà del Quattrocento con il rivestimento della facciata in lastre di pietra bianca; si creò così un prezioso esempio di stile gotico-veneziano. La chiesa subì un totale rimaneggiamento tra il 1444 ed il 1467.
In facciata mostra rilievi, sempre in pietra bianca, nella lunetta del portale; domina il tutto un imponente rosone in tipico stile gotico con al centro l'immagine della Madonna con il Bambino contornato da tre epigrafi. Quella di sinistra ricorda l'impegnativo restauro del 1865, quella sopra l'inizio dei lavori della facciata sotto il Vescovo Nicolo' (appartenente forse alla famiglia degli Aldegardi) mentre quella di destra menziona il podesta' Pietro Dandolo (1466-1467), che segui' il completamento dell'opera.
La parte superiore ha la forma di tribolo. Lo stesso motivo è presente negli archetti del rosone, nelle bifore dei finestroni e nelle due finestre scoperte nel 1937 sotto le malte sul fianco. Nella parte bassa, due eleganti e slanciate finestre gotiche affiancano il portale, cui e' sovrapposto un lunettone ad arco inflesso, nel cui interno è situata in alto rilievo un'originale rappresentazione della SS. Trinità adorata dai Santi Giovanni e Paolo.
L'interno, diviso in tre navate, è stato riportato all'essenzialità alla fine degli anni trenta del Novecento dopo i consolidamenti, i restauri e l'asportazione degli altari barocchi laterali. Si può osservare un frammento dell'eccezionale affresco del sec. XIV, che in antico occupava la navata centrale. Lungo le pareti si conservano alcuni dei fanali processionali dei secoli XVIII e XIX appartenenti alle antiche confraternite.
La chiesa di Santa Maria Assunta nel parco archeologico di Muggia Vecchia
  • 2 Parco archeologico di Muggia Vecchia (Castrum Muglae). Realizzato sul colle ospita una chiesa dedicata a Maria Assunta, unico edificio rimasto in piedi, e le tracce archeologiche dell'abitato medioevale. Si narra che Muggia Vecchia cessò di essere luogo abitato dopo la sua distruzione avvenuta da parte dei Genovesi e di Paganino Doria nel 1353. Si disse pure che fu distrutta, lasciando in piedi la basilichetta dai triestini in perenne lotta contro i muggesani, causa le saline. Prima dell'attuale chiesa doveva esserci una precedente del VIII o IX secolo, della quale esistono alcuni elementi: l'ambone, il leggio e due grandi e larghi pilastri, a destra ed a sinistra dell'ingresso, dopo il rifacimento avvenuto nelsecolo XIII. I resti del borgo medioevale sono stati rimessi in luce dalle indagini archeologiche: un tratto di strada su cui si aprivano diverse distinte case, su un lato della strada appoggiate alle mura di cinta, un'abitazione che conserva resti del piano superiore, accessibile da una scala esterna in muratura e presumibilmente sede dell'officina di un fabbro al piano terra.
Gli scavi hanno rimesso in luce anche tracce di frequentazione nell'VIII secolo, ovvero una cava da cui furono scavate lastre di arenaria, successivamente sistemata con murature di contenimento. I rinvenimenti testimoniano la presenza di un centro abitato dell'età del ferro, collocabile tra l'VIII e VI-V secolo.
Il castello
  • 3 Castello. Il castello di Muggia, che si affaccia sul porto, è di proprietà privata e viene aperto al pubblico in particolari occasioni, specie per iniziative culturali e musicali. Il primo nucleo del castello fu una torre fatta erigere dal patriarca di Aquileia Marquardo di Randeck nel 1374, nella zona chiamata Borgolauro. Successivamente venne aggiunto un quadrilatero di mura e delle torri di guardia per ospitare una guarnigione di soldati, la cui costruzione si protrasse sino al 1399. I merli della torre sono piani, ovvero di tipo guelfo. Nel 1701 fu avviato un primo progetto di restauro, curato dal conte Giovanni Polcenigo, che però fu effettuato solo nel 1735, su spinta del governo della Serenissima, nella cui orbita Muggia gravitava. Nell'Ottocento, il castello ricadde in uno stato di abbandono, nel quale rimase sostanzialmente sin quasi alla fine del secondo millennio, quando gli attuali proprietari lo riportarono all'originale splendore.





Eventi e feste[modifica]

  • Carnevale muggesano. Lo si fa risalire addirittura al XV secolo. Il sapore di un multicolore spettacolo popolare è però rimasto la caratteristica principale di questa festa. Nella sua formula attuale il Carnevale è organizzato come un concorso a premi per carri e gruppi in costume che, bandito dall'apposito comitato organizzatore, sfila per le strade di Muggia la domenica di carnevale; le compagnie carnevalesche sono (in ordine alfabetico) : Bellezze Naturali, Bora, Brivido, Bulli & Pupe, Lampo, Mandrioi, Ongia, Trottola.
La Brivido e l'Ongia sono le compagnie che sfilano da più anni; infatti sono le due più in competizione l'una con l'altra.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Nel suo territorio si produce un ottimo olio di oliva; Muggia fa parte dell'Associazione nazionale Città dell'olio.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 2 Poste italiane, Viale Venticinque Aprile 2/b, +39 040 3369832, fax: +39 040 330031.


Nei dintorni[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).