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Buscemi
Veduta di Buscemi
Stemma
Buscemi - Stemma
Stato
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Territorio
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Buscemi
Sito istituzionale

Buscemi è una città della Sicilia in provincia di Siracusa.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il paese sorge sul versante meridionale del Monte Vignitti (788 m s.l.m.), situato nella parte centrale dei Monti Iblei, fra il rilievo di contrada Contessa ed il fiume Anapo ed è circondato dai luoghi storici dell'antica Akrai, di Casmene e dalla Necropoli di Pantalica.

Cenni storici[modifica]

La storia del paese ha origine nell'Età del bronzo. Si rifà molto probabilmente al periodo bizantino il primo insediamento protourbano del luogo, sullo stesso sito in cui sorge attualmente il centro abitato. Restano di questo periodo la chiesa rupestre di san Pietro e un'ulteriore chiesa rupestre adibita nell'ultimo secolo a frantoio. Durante il devastante terremoto del 1693, Buscemi venne rasa completamente al suolo risultando uno dei paesi più colpiti. Con la ricostruzione del centro abitato, spostato rispetto al precedente sito, si ha la nascita della Buscemi contemporanea con gli esempi di architettura barocca religiosa e civile.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

Buscemi si trova 50 chilometri ad ovest di Siracusa, 45 a nord di Ragusa e 70 a sud di Catania. I comuni più vicini da raggiungere sono Buccheri e Palazzolo Acreide che distano entrambi meno di dieci chilometri.


Come spostarsi[modifica]

La città è molto piccola e la cosa migliore da fare è di parcheggiare e di proseguire a piedi.

Cosa vedere[modifica]

  • 1 Chiesa della Natività di Maria Santissima (Chiesa Madre), Corso Vittorio Emanuele. Chiesa madre del paese. Completata nel 1769, come si evince dalla facciata è di chiaro stampo barocco. Costituita da tre navate separate da colonne semplici che ricordano l'ordine dorico i cui capitelli sono invece un misto di ionico e corinzio. Le navate laterali sono riempite da altari sovrastati da dipinti di buona fatturazione. Uno di questi altari contiene il corpo imbalsamato di san Pio, proveniente dalle Catacombe di San Callisto di Roma.
  • Chiesa di san Giacomo. Chiesa tardo barocca la cui pianta è ellittica con atrio ovale e abside rettangolare. Dopo l'unità d'Italia fu tra i beni ecclesiastici acquisiti al demanio comunale. Non più utilizzata quindi a scopo religioso, oggi fa parte del complesso municipale del comune viene per tanto utilizzata come sala conferenze, iniziative culturali e mostre.
  • 2 Chiesa di sant'Antonio da Padova, Via Principe Umberto, 109, +39 0931878009. Fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 dopo aver subito il crollo di una parte della struttura. Pare che la facciata dovesse essere a tre ordini, ma ne fu ricostruito solo il primo. È stata definita un esempio particolare nel panorama barocco siciliano per il movimento dato alla facciata. L'interno, che ricalca probabilmente l'impianto architettonico seicentesco, custodisce una statua lignea settecentesca dell'Addolorata di grande intensità plastica, e alcune tombe di componenti della famiglia Requesenz. Questa chiesa era infatti la chiesa votiva della famiglia Requisenz.
  • 3 Chiesa di san Sebastiano, Piazza Roma. Ricostruita completamente dopo il terremoto del 1693, si trova inserita al centro del paese allineata con la chiesa di san Giacomo e rialzata per ottenere un effetto di slancio. Il terrazzino antistante è chiuso da un cancello in ferro battuto guardato da due leoni in pietra. Nonostante i lavori di consolidamento, la chiesa rimane chiusa al pubblico.
  • 4 Santuario della Madonna del Bosco, +39 0931878912. Ricostruita dopo il terremoto nello stesso luogo, si tratta dell'unica chiesa esterna al paese rimasta dopo il sisma. La chiesa costituita solo da una navata possiede all'interno l'affresco della Madonna del Bosco, che vuole la leggenda fosse stato rinvenuto miracolosamente da due frati sordo muti. Recentemente l'affresco ha subito vari restauri, che l'hanno portato alla forma originale dopo aver rimosso parecchi strati aggiunti nel tempo.
  • 5 Chiesa del Carmine, Via Carmine, 36, +39 0931878009. Costruita nel XVI secolo insieme all'annesso convento delle suore domenicane presenta una facciata semplice e incompleta, che ricorda quasi lo stile romanico. L'interno è costituito da un'unica navata in cui sono conservate un'importante testimonianza scultorea della bottega del Gagini raffigurante l'Annunciazione, composta da due statue marmoree poste su due basamenti scolpiti, delle tele di Paolo Tanasi e un'ottima tela di san Biagio.
  • Chiesa rupestre di san Pietro. Rappresenta uno dei pochi monumenti bizantini presenti della Sicilia orientale. Paolo Orsi lo esplorò e descrisse nel 1899. Si trova a quattro chilometri da Buscemi nel vallone denominato Cava di Santa Rosalia. Nel 1855 Vito Amico annota la presenza di "molte sacre immagini in greco stile" e un'antichissima immagine di san Marco oltre a quella recentemente individuata come quella di santa Sofia. Di queste immagini oggi sono rimaste pochissime tracce. La chiesa è costituita da un vano rettangolare sorretto da quattro grossi pilastri, ricavati dalla roccia, di cui i primi due sagomati, nella parte superiore, a forma di capitello di ispirazione dorica. Il vano per la celebrazione dei riti religiosi è ricavato sul lato destro, rialzato da due gradini, con un altare e una cattedra ricavati sempre dalla viva roccia.
  • Museo dei luoghi del lavoro contadino. Museo articolato attraverso un percorso etno-antropologico che coinvolge tutto il centro abitato, proprio per questo Buscemi ha acquisito la definizione di "paese museo". Oltre a far visitare le vie del paese si visitano soprattutto i luoghi tipici della vita contadina del XX secolo, che sono: la casa del massaio, il palmento, la bottega del fabbro, la casa del bracciante, la bottega del calderaio, la bottega del falegname, la bottega del calzolaio e del concia brocche. In più ci sono le sezioni: ciclo del grano, scalpellini, arte popolare, il laboratorio didattico relativo al ciclo del grano, il Centro di documentazione della vita popolare iblea e il mulino ad acqua "Santa Lucia", presente nel territorio di Palazzolo Acreide.
  • 6 Ruderi del Castello Requisenz, Via Generale Cantore, 10. Castello di origini arabe rivisitato dagli angioini e dai normanni, fu poi riedificato nel XVI secolo dai Requisenz, Conti di Buscemi. In seguito al disastroso terremoto del 1693 fu distrutto, e nel XVIII secolo fu adibito a convento dai frati minori di S. Francesco.
  • 7 Fontana grande, via S. Giovanni.


Eventi e feste[modifica]

Particolare dell'affresco rinvenuto dai frati
La statua della Madonna con in braccio Gesù bambino
  • Festa della Madonna del Bosco. Simple icon time.svg 18 maggio, giorno del patrocinio, e l'ultima domenica di agosto per otto giorni. Festa molto sentita dai paesani e non, in quanto proprio la Madonna è la Patrona di Buscemi dal 1919. Le origini della festa risalgono a un'antica leggenda. Si narra che un giorno agli abitanti del paese si presentarono due frati muti, i quali riuscirono a fatica a spiegare alla gente che avevano bisogno di attrezzi per addentrarsi nel bosco. Aiutati da alcuni abitanti, alla fine giunsero a un muretto sul quale era raffigurato un affresco ritraente la Madonna, questa è seduta recante su un braccio Gesù bambino mentre nell'altra mano è racchiusa una sferetta identificabile con un melograno. Avvenuto lo sconvolgente ritrovamento, gli abitanti proposero la costruzione di un santuario, proprio nel luogo in cui era l'affresco. V'era però il problema dell'acqua, necessaria per l'edificazione della chiesa, data la distanza dal paese; così i frati scavarono proprio nelle vicinanze del ritrovamento e da lì cominciò a sgorgare un'acqua limpida da una sorgente che prima non c'era. In seguito fu edificato il santuario e la sorgente incanalata in una fontana tuttora esistente; per quanto riguarda i frati, non se ne seppe più niente. A seguito del terremoto del 1693, ogni abitazione del paese così come il santuario furono distrutti, ma miracolosamente l'affresco restò intatto.
La processione inizia nel santuario fuori dal paese, dove dei portatori trasportano sulle spalle il fercolo, dimostrando la loro devozione alla Madonna; condotta fuori al santuario inizia la processione dove sfilano, davanti al fercolo, la banda musicale, i portatori con gli stendardi, oltre che i devoti. Percorsi pochi chilometri dal santuario, si giunge all'entrata del paese, dopo essere passati vicino ai ruderi dell'antico castello settecentesco della famiglia Requisenz, qui la patrona è accolta con ventuno colpi di cannone dalla cittadinanza e dalle autorità civili, che l'accompagnano lungo le vie del paese. Neanche cento metri dopo l'entrata in paese i portatori della "vara" devono affrontare tutta d'un fiato una tra le salite più ripide di Buscemi (la salita di via Filippo Corridoni). A questo punto il fercolo è condotto per le chiese (ancora praticabili), quella del Carmine e di S. Antonio da Padova. Dopo aver percorso le vie principali il momento più emozionante è quello in cui la statua raffigurante la Madonna viene condotta all'interno della Chiesa Madre; prima di ciò infatti i portatori della "vara" devono affrontare le scale della Chiesa Madre mentre attraversano una pioggia di "'nzareddi", cioè delle fettuccine di carta arrotolata lanciate in aria al momento della salita delle scale. Lungo tutta la settimana successiva alla festa vengono praticate messe in onore di Maria, ma soprattutto pellegrinaggi dal centro abitato al santuario fuori paese rigorosamente senza scarpe, il famoso "viaggiu scausu" (lett. viaggio scalzo). La festa viene conclusa la prima domenica di settembre, cioè esattamente otto giorni dopo la celebrazione iniziale (l'Ottava); la sera del medesimo giorno il fercolo viene ricondotto al Santuario fuori paese con un percorso inverso a quello di partenza.
  • Festa del Crocifisso.


Cosa fare[modifica]

Escursioni[modifica]

  • Sentiero dell'istrice (Sentiero CAI 910). Si esce da Buscemi dalla fontana grande e, passati attraverso la fortificazione araba si giunge al santuario della Madonna del bosco si prosegue verso est per circa 100 m (deviazione a destra in salita in una grotticella dove stata scolpita una madonna di pietra) poco oltre si gira a sinistra per un sentiero in discesa che porta nel fondovalle (deviazione sulla destra di circa 1 km verso sud per visitare l'eremo di Fra Giuseppe, eremita molto caro ai buscemesi, caratteristiche madonne scolpite nella roccia e piccolo insediamento rupestre) da dove si raggiunge una carrareccia: si gira a sinistra superati una fontana e un insediamento bizantino si ritorna al paese.
Il percorso è di 6 km e impiega circa 3 ore di cammino.
  • Sentiero Piergiorgio Frassati (Sentiero CAI 907). Dal cimitero di Buscemi si scende su una stradella a fondo naturale (deviazione per visitare la chiesa rupestre di San Pietro) che conduce ad un casotto in cemento nel fondovalle (ruderi di cinque mulini). Da qui lungo il fiume o proseguendo per la stradella si giunge al secondo mulino: si attraversa il fiume e si imbocca una sterrata che, passando accanto al terzo mulino, conduce al guado in prossimità del quarto mulino. Si passa sul versante opposto e si risale raggiungendo una strada forestale che porta ad una strada in cemento. La si segue in salita, sino ad un bivio. Proseguendo dritto si raggiunge il bordo superiore del vallone, dopo circa 300 m di asfalto si gira a destra per una vecchia mulattiera che finisce in una strada asfaltata che porta a Cassaro. Girando a destra, invece, si scende verso il fondo del vallone sino a giungere ad un bivio. A sinistra si sale a Cassaro e a destra si raggiunge la ferrovia della valle dell'Anapo seguendo la quale, verso destra, si può tornare a Buscemi.
Il percorso è lungo 10 km e può essere percorso in circa 3 ore.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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