Vai al contenuto

Scarica il file GPX di questo articolo
Da Wikivoyage.

Villa di Poggio a Caiano

Ville e giardini medicei in Toscana è un itinerario che si svolge attraverso la Toscana.

Introduzione

[modifica]

Le ville medicee sono dei complessi architettonici rurali venuti in possesso in vari modi alla famiglia Medici tra il XV ed il XVII secolo nei dintorni di Firenze e in Toscana. Oltre che luoghi di piacere e svago, le ville rappresentavano la "reggia" periferica sul territorio amministrato dai Medici, oltre al centro delle attività economiche agricole dell'area in cui si trovavano.

Nel 2013, 14 ville e giardini sono stati dichiarati dall'UNESCOUNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Cenni storici

[modifica]
Villa di Cafaggiolo

Le prime ville medicee sono quelle del Trebbio e di Cafaggiolo, legate esclusivamente al controllo dei fondi agricoli nella zone del Mugello. Nel Quattrocento Cosimo il Vecchio fa edificare le ville di Careggi e Fiesole, dove iniziano ad essere presenti degli elementi di svago: cortili, logge, giardini. Lorenzo de' Medici era solito risiedere per lunghi periodi a Careggi, dove mori nel 1492. Gradualmente i Medici "accerchiarono" Firenze con le loro ville, mentre nel periodo granducale, si assiste a una costellazione di queste strutture architettoniche anche in zone lontane dalla capitale del Granducato. Il sistema delle ville medicee costituisce un vero e proprio microcosmo attorno al quale si sono svolgevano i rituali della corte medicea. Tali ville esprimono al massimo l'alto livello di architettura rinascimentale e barocca raggiunto in Toscana, permettendo confronti sull'evoluzione degli stili. Alla fine del Cinquecento il sistema territoriale delle ville, dalle forti valenze economiche e strategiche, almeno 17 tenute principali secondo un profilo storico-artistico. A queste vanno aggiunte altre secondarie, di interesse per lo più agricolo oppure tenute dai Medici per pochissimo tempo, per un totale di circa trenta ville vere e proprie. La stagione delle ville medicee si concluse con Ferdinando I de' Medici, che acquistò Montevettolini e Artimino, mentre ampliava anche l'Ambrogiana, la Petraia e Castello. Le ville medicee sono rappresentate in una famosa serie di lunette dipinte nel 1599 circa da Giusto Utens che oggi nella villa della Petraia e che sono un insostituibile documento di come apparivane queste residenze nei secoli passati. Ogni membro della famiglia Medici possedeva una sua tenuta come luogo di piacere e di rappresentanza, mentre il Granduca si spostava da una villa all'altra: per la caccia si reca a Pratolino, al Trebbio e a Cafaggiolo, in primavera soggiorna all'Ambrogiana, mentre ad Artimino, che si trova in collina, passava le giornate di luglio in frescura. I giardini per le quali le ville sono famose hanno un primo esempio nella villa di Castello, dove Cosimo I fa realizzare quello che è il prototipo di giardino all'italiana da Niccolò Tribolo, l'autore in seguito anche del Giardino di Boboli. Oggi le ville hanno varie destinazioni: alcune sono veri e propri musei (La Petraia, Poggio a Caiano, Cerreto Guidi) altre sono occupate da istituzioni (come a Castello dove il giardino è un museo, mentre la villa è la sede dell'Accademia della Crusca) altre ancora sono state vendute o affidate a privati, i quali le tengono per uso privato oppure le hanno destinate a cornice di eventi.

Come arrivare

[modifica]

Autostrada del Sole A1 Milano-Napoli: uscita a Barberino; continuare sulla SP 131 e poi sulla SP 8 per Barberino di Mugello. L'itinerario si svolge attraverso le provincie di Firenze, Prato, Lucca e Pistoia.

Ville

[modifica]
Mappa a tutto schermo Ville e giardini medicei in Toscana


Immagine Nome Altro nome Città
Villa medicea di Cafaggiolo (immagine) Unesco 43.96483911.2949641 Villa medicea di Cafaggiolo Villa medicea di Cafaggiolo su Wikipedia Barberino di Mugello
Villa medicea di Castello (immagine) Unesco 43.81944711.2281832 Villa medicea di Castello Villa medicea di Castello su Wikipedia Firenze
Villa La Petraia (immagine) Unesco 43.81896711.2366533 Villa La Petraia Villa La Petraia su Wikipedia Firenze
Villa medicea di Careggi (immagine) Unesco 43.80941111.2495224 Villa medicea di Careggi Villa medicea di Careggi su Wikipedia Firenze
Palazzo Pitti (immagine) Unesco 43.76511.255 Palazzo Pitti Palazzo Pitti su Wikipedia Firenze
Giardino di Boboli (immagine) Unesco 43.7625411.2481986 Giardino di Boboli Giardino di Boboli su Wikipedia Firenze
Villa Medicea del Poggio Imperiale (immagine) Unesco 43.74917211.247437 Villa medicea del Poggio Imperiale Villa medicea del Poggio Imperiale su Wikipedia Firenze
Villa La Quiete (immagine) 43.813611.24198 Villa La Quiete Villa La Quiete su Wikipedia Firenze
Villa medicea della Topaia (immagine) 43.8251511.2370999 Villa La Topaia Villa medicea della Topaia su Wikipedia Firenze
Villa medicea di Marignolle (immagine) 43.75297211.21717910 Villa di Marignolle Villa medicea di Marignolle su Wikipedia Firenze
Villa Medici (immagine) Unesco 43.80571711.28911711 Villa Medici di Fiesole Villa Medici (Fiesole) su Wikipedia Villa Belcanto Fiesole
Villa Medicea La Magia (immagine) Unesco 43.85170610.9726512 Villa La Magia Villa La Magia su Wikipedia Quarrata
Villa di Agnano (immagine) 43.73512810.48586113 Villa di Agnano Villa di Agnano su Wikipedia Villa Tadini Buoninsegni San Giuliano Terme
Villa medicea di Lappeggi (immagine) 43.7141711.30972714 Villa di Lappeggi Villa medicea di Lappeggi su Wikipedia Bagno a Ripoli
Villa medicea di Lilliano (immagine) 43.719111.308315 Villa di Lilliano Villa medicea di Lilliano su Wikipedia Bagno a Ripoli
Villa del Trebbio
  • 43.95305611.28666716 Villa del Trebbio a Scarperia e San Piero (Villa privata non visitabile) - La villa si trova nella zona dalla quale erano originari i Medici e fu una delle prime residenze che essi fecero costruire fuori Firenze. Appartenne infatti già a Giovanni di Bicci de' Medici, il patriarca delle fortune familiari. La tenuta era in una posizione strategica, dall'alto di un poggio che dominava la Val di Sieve. Dopo la sua morte il figlio Cosimo de' Medici fece ristrutturare al suo architetto Michelozzo quello che doveva assomigliare a un castello fortificato. Il Vasari la indica come seconda a essere ristrutturata, dopo la Villa di Cafaggiolo e prima di quella di Careggi, i cui lavori si dovrebbero essere svolti tra il 1427 e il 1433. L'impianto della villa è ancora legato alla maniera di fortificazione medievale, piuttosto che di luogo ameno e ordinato di spirito umanistico-rinascimentale. Michelozzo mantenne o ricostruì la torretta di guardia, dalla struttura solida e priva di finestre, aggiungendovi il camminamento con beccatelli (come nel perimetro esterno), e conservando anche altri elementi tipicamente "castellani" come il fossato e il ponte levatoio. Al centro vi si trova un cortile con pozzo.
Giardino di Pratolino
  • 43.85933611.30433617 Giardino di Pratolino a Vaglia (Giardino visitabile) - La Villa Medicea di Pratolino fu demolita nel 1822, ma in seguito venne acquistata dalla famiglia di origine russa dei Demidoff, che adibirono a nuova villa l'edificio secondario delle paggerie, ingrandendolo e ristrutturandolo. Il parco, seppur stravolto e spogliato nel corso dei secoli, è uno dei più belli e vasti di tutta la Toscana, tra i più importanti nello stile all'inglese. Nonostante molte opere d'arte originarie siano state rimosse nel corso dei secoli, il parco ne conserva ancora molte di rilevante interesse. Tra queste si annovera: il Colosso dell'Appennino di Giambologna; la Fonte di Giove, la cui copia fu collocata dai Demidoff alla fine dell'Ottocento; le due mete di spugna; la cappella progettata dal Buontalenti, a pianta esagonale con loggiato esterno, in prossimità della quale è sepolta l'ultima principessa Demidoff; la Fonte del Mugnone, la cui statua fu scolpita dal Giambologna (1577); la Peschiera della Maschera, adibita anche a piscina e attrezzata per bagni caldi; la Grande Voliera; la Fagianeria; la Grotta di Cupido, costruita dal Buontalenti nel 1577; il Casino neoclassico di Montili, realizzato intorno al 1820 dall'architetto Luigi de Cambray-Digny. In tutto il parco sono presenti alberi secolari, tra cui querce, farnie, cedri e ippocastani, veri e propri monumenti naturali ricchi di suggestione.
Villa di Artimino
  • 43.78185611.04429218 Villa di Artimino a Carmignano (Villa visitabile) - La villa fu costruita per desiderio del Granduca Ferdinando I de' Medici soli quattro anni, dal 1596 al 1600 ed è un capolavoro della maturità del celebre architetto Buontalenti. L'inconfondibile sagoma coronata dai numerosi camini e comignoli, domina la zona circostante come un bastione verso la gola nella quale l'Arno si serra contro il masso della Gonfolina. Senza la mediazione di un vero e proprio parco l'edificio si inserisce direttamente in un ambiente in parte boscato, in parte agricolo, imponendosi con la sua mole geometrica. La villa era la favorita di Ferdinando per il periodo estivo e al piano nobile fu fatta decorare ad affresco da Domenico Passignano e Bernardino Poccetti con soggetti mitologici e allusivi alle virtù di Ferdinando. Per le attività venatorie granducali, fu creato il grande Barco reale, una enorme bandita, recitata da un alto muro per circa 50 km che aveva come punto di riferimento e baricentro, proprio la villa di Artimino. Nel 1782 la villa fu venduta dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena al marchese Lorenzo Bartolomei e in seguito passò per via ereditaria ai conti Passerini (1848); quindi fu venduta nel 1911 alla famiglia Maraini. Verso il 1930 vennero approntate alcune modifiche all'architettura della villa, costruendo un nuovo scalone e risistemando il giardino. Nell'autunno del 1944 la villa fu gravemente danneggiata dalle artiglierie militari, ma il restauro fu tempestivo e venne terminato già nella primavera del 1945. Oggi ospita un centro congressuale ed alberghiero, mentre nei sotterranei è stato ricavato il Museo Archeologico Comunale di Artimino.
Villa di Poggio a Caiano
La loggia della villa di Poggio a Caiano
  • 43.81746111.05633319 Villa di Poggio a Caiano a Poggio a Caiano (Villa visitabile) - È una delle ville medicee più famose. Oggi è di proprietà statale e ospita due nuclei museali. La villa è forse il migliore esempio di architettura commissionata da Lorenzo il Magnifico, in questo caso a Giuliano da Sangallo verso il 1480. Non a caso si tratta di un edificio privato, in cui sono presenti elementi che fecero poi da modello per gli sviluppi futuri della tipologia delle ville: compenetrazione tra interno ed esterno mediante filtri come le logge, distribuzione simmetrica degli ambienti attorno a una salone centrale, posizione dominante nel paesaggio, recupero consapevole di elementi architettonici classici. La villa è situata al centro di un poggio, ultima propaggine del Montalbano, in una posizione strategica, protesa a promontorio verso il fiume Ombrone e la piana e dominante verso la strada tra Firenze e Pistoia, che qui scavalca la piccola altura. Fu fatta edificare da Lorenzo de' Medici dopo aver comprato un podere a destinazione rustica. Lorenzo incaricò Giuliano da Sangallo di realizzare una villa che divenne il prototipo della dimora signorile di campagna nei secoli successivi. Lorenzo infatti, tramite il suo architetto preferito, fu tra i primi a concepire uno spazio agreste in cui il territorio venisse ordinato e plasmato secondo le esigenze dell'armonia; iniziava infatti in quell'epoca a tramontare l'idea della villa-fortezza. Questa nuova attitudine era dovuta sia a questioni politiche, grazie al periodo di pace e stabilità raggiunto dalla politica di Lorenzo, sia filosofiche, secondo gli umanisti che vedevano l'uomo come plasmatore del paesaggio a suo favore, in qualità di "demiurgo" platonico. Tra le innovazioni originali per l'epoca, si registrarono il porticato al pian terreno, il portico e il frontone classicheggiante al piano nobile e la mancanza di un cortile centrale. Gradualmente la villa si arricchì di opere in un continuum tra architettura, pittura e scultura: risalgono a questo periodo l'affresco di Filippino Lippi sotto la loggia al primo piano e, forse, il frontone in maiolica invetriata attribuito ad Andrea Sansovino (che alcuni storici riferiscono ad una seconda fase costruttiva). A Giuliano da Sangallo è riferito anche un altro edificio all'interno della grande tenuta; si tratta di una struttura quadrata e bastionata, a corte centrale, denominato “Cascine” che si trova sull'altra sponda dell'Ombrone e che, come centro delle attività agricole, costruito prima della stessa villa, era il suo ideale contrappeso nel complessivo disegno territoriale. Con la morte di Lorenzo nel 1492 i lavori alla villa erano ancora in gran parte incompiuti e subirono un vero e proprio arresto tra il 1495 e il 1513, a causa dell'esilio dei Medici da Firenze. La villa era completa solo per un terzo, il basamento con il portico già completi e le murature del piano primo giunte al piano d'imposta della volta che doveva coprire il salone centrale.
Villa di Cerreto Guidi
  • 43.7586510.87926120 Villa di Cerreto Guidi a Cerreto Guidi (Villa visitabile) - Situata su un colle confinante con la regione di interesse strategico del Padule di Fucecchio; la villa fu costruita su un precedente castello dei conti Guidi, che lasciarono il loro nome alla località. L'edificazione si deve a Cosimo I, che fece creare una residenza di caccia piuttosto semplice verso il 1555, subito dopo l'inclusione della cittadina nei possedimenti del ducato di Toscana. La costruzione in loco venne seguita dall'architetto Davide Fortini, che nel 1575 passava il testimone al Alfonso Parigi il Vecchio, che presumibilmente completò l'edificio. La villa venne usata spesso in tutte le stagioni, sia per le battute di caccia, sia come punto di sosta nei frequenti spostamento tra Firenze e Pisa o Livorno. Il 15 luglio 1576 avvenne nella villa il brutale assassinio di Isabella de' Medici ad opera del marito Paolo Giordano I Orsini. La donna venne uccisa per strangolamento in punizione della sua infedeltà. All'epoca la villa apparteneva a Don Giovanni de' Medici, fratello di Isabella, il quale alla sua morte (1621) lasciò le sue proprietà al nipote Don Lorenzo de' Medici. Dopo la scomparsa di Don Lorenzo, che non ebbe figli, la villa passò a suo fratello il Granduca Cosimo II, che la donò a suo figlio, il cardinale Leopoldo de' Medici (1671). Con la morte di Leopoldo (1675) la villa passò al Granduca Cosimo III. Passata ai Lorena dopo l'estinzione della casata dei Medici (1738) fu alienata con un atto del 1780. Nel 1966 l'allora proprietario la vendette a Galliano Boldrini, che tre anni più tardi la donò allo Stato Italiano a condizione di farne un museo nazionale.
Palazzo di Seravezza
  • 43.9941110.2300921 Palazzo di Seravezza a Seravezza (Villa visitabile) - La villa fu fatta costruire da Cosimo I tra il 1560 e il 1564, attribuita a Bernardo Buontalenti (viste alcune analogie con la villa di Artimino). La zona di Seravezza era di grande importanza strategica per il possesso della Versilia: contesa per secoli tra le Repubbliche di Pisa, Lucca, Genova e Firenze stessa, con l'avvento del governo granducale mediceo (1513), Cosimo si preoccupò appena possibile di porre un avamposto tangibile del suo dominio, in un punto di confine. La villa infatti poteva all'occorrenza diventare un avamposto militare difensivo, come si vede anche dalla sua struttura solida e compatta con spigoli come una fortezza e feritoie al pian terreno. La zona di Seravezza aveva anche un'altra importante caratteristica strategica, ossia la vicinanza alle cave e miniere che Cosimo I desiderava sviluppare. Le cave di marmo e argento erano inattive da tempo, ma il granduca diede nuovo impulso all'attività estrattiva sia dopo la scoperta di filoni di piombo argentifero che, dal 1563, del marmo "mistio" detto anche "fior di pesco" o "Breccia di Seravezza", che divenne molto richiesto per il suo pregio. Cosimo, dalla villa di Seravezza, aveva così la possibilità di seguire da vicino l'attività estrattiva. La villa passò ai Lorena con l'estinzione della casata medicea (sec XVIII). Il granduca Pietro Leopoldo destinò una parte dei locali per i magazzini e gli uffici amministrativi di una ferriera, costruita intorno al 1786 lungo il torrente Vezza. Nel 1835, chiusa la ferriera, la villa ritornò ad essere luogo di soggiorno della famiglia granducale. Passò poi allo Stato italiano e nel 1864 venne donato al comune di Seravezza che, dopo aver in un primo tempo adibito l'edificio a carcere, lo recuperò e lo usò in seguito come sede Municipale, fino al 1966. Oggi è sede del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, della biblioteca comunale "Sirio Giannini", dell'archivio storico e di esposizioni di arte moderna e contemporanea.

Altre ville medicee

[modifica]
Villa Ambrogiana

Altri edifici storici appartenuti alla famiglia Medici, non rientranti nel patrimonio UNESCO:

  • 43.58866110.4763391 Villa di Collesalvetti, Collesalvetti (Villa visitabile).
  • 43.715411.25992 Villa Corsini a Mezzomonte, Impruneta (Villa privata non visitabile).
  • 43.45148310.7795283 Villa di Spedaletto, Lajatico (Villa privata non visitabile).
  • 43.60185410.654764 Villa di Camugliano, Camugliano di Ponsacco (Villa privata non visitabile).
  • 43.78855310.8305815 Fattoria medicea di Stabbia, Cerreto Guidi (Villa privata non visitabile).

Ritorno

[modifica]

Autostrada A12, entrata a Versilia.

Sicurezza

[modifica]

Nei dintorni

[modifica]
Colline del Chianti
[modifica]

Altri progetti

TematicaUsabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma la maggior parte delle sezioni ha contenuti. Nel complesso ha almeno una buona panoramica dell'argomento.