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Valle del Liri

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Valle del Liri
Sora
Stato
Regione

Valle del Liri è un'area turistica italiana del Lazio meridionale.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

La Valle del Liri è il nome con cui è comunemente denominato il territorio del Lazio meridionale attraversato dal fiume Liri. I centri principali sono Sora, Isola del Liri, Arce, Roccasecca, Pontecorvo.

Quando andare[modifica]

I periodi consigliabili sono quelli primaverili ed autunnali (marzo-giugno e settembre-ottobre) quando le temperature sono più miti.

Cenni storici[modifica]

Anticamente abitato dai Volsci, il territorio della Valle del Liri fu conquistato dai Romani nel 300 a.C. circa e ne condivise le sorti fino alla caduta dell'impero. Da quel momento in poi fu, per secoli territorio di confine tra Stato Pontificio e Regno di Sicilia, del quale fece parte fino all'Unità d'Italia. Successivamente il territorio fece amministrativamente parte del Circondario di Sora nella Terra di Lavoro, fino all'istituzione della Provincia di Frosinone nel 1927.

Lingue parlate[modifica]

I dialetti parlati in quest'area sono una variante dei dialetti campani, mitigati da alcune espressioni di origini abruzzesi e mediane.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

Alcuni comuni della Valle del Liri:

  • Arce — Posta in territorio collinare, fu per secoli il confine tra Stato Pontificio e Regno di Sicilia. A testimonianza troviamo ancora oggi la Torre del Pedaggio, presidio militare a controllo del traffico sul fiume Liri.
  • Arpino — Situata in collina, Arpino è dominata dall'acropoli (chiamata dai suoi abitanti Civitavecchia in cui è possibile trovare una delle cinte murarie di epoca preromana meglio conservate d'Europa. All'interno dell'acropoli è possibile visitare la torre medievale detta di Cicerone. Il poeta e filosofo romano nacque proprio ad Arpino ed è il vanto cittadino.
  • Isola del Liri — Famosa per la Cascata, che si trova in pieno centro storico, Isola Liri deve il suo nome al fatto che si sviluppa su un'isola formata dal fiume Liri, dove questo si biforca in due bracci che in prossimità del centro cittadino, all'altezza del castello Boncompagni-Viscogliosi, formano ciascuno un salto, la Cascata Grande e la cascata del Valcatoio.
  • Pontecorvo — Seconda città della Valle del Liri per numero di abitanti, deve il suo nome al Pons Corvus,che attraversa il fiume Liri al centro della città. È famosa per il suo tradizionale carnevale.
  • Roccasecca — Posta al confine tra Valle di Comino, Cassinate e Valle del Liri, Roccasecca è famosa per aver dato i natali a San Tommaso d'Aquino che, secondo la leggenda, nacque nel Castello dei Conti d'Aquino, i cui resti dominano ancora il borgo sottostante.
  • Sora — Con i suoi 26.000 abitanti, Sora è il comune più popoloso della Valle del Liri, nonché il quarto in provincia di Frosinone. È un ideale punto di partenza per viaggi ed escursioni verso le bellezze storiche e naturalistiche del territorio. Pesantemente devastata dal terremoto del 1915, conserva tracce della sua antichissima storia come la Basilica di San Domenico ed i vicoli del rione Canceglie. Suggestivo il Lungo Liri ed il corso Volsci.


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

In treno[modifica]


Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

La rete nazionale di Trenitalia gestisce le linee ferroviarie Roma-Cassino-Napoli ed Avezzano-Roccasecca.

In autobus[modifica]

Il sistema di trasporto pubblico che serve la Valle del Liri, così come nel resto del Lazio è gestito dalla Cotral (Compagnia Trasporti Laziali).

Cosa vedere[modifica]

Musei[modifica]

  • Museo della Media Valle del Liri, Piazza Meyer Ross 1, Sora, +39 0776 833327. Museo istituito nel 2005 per raccogliere i reperti archeologici raccolti negli scavi di Sora e di altre località della Valle del Liri.

Chiese[modifica]

  • Abbazia di San Domenico, Viale San Domenico, Sora. L'Abbazia cistercense di San Domenico di Sora, innalzata nel 2011 al titolo di Basilica Minore, è ubicata alla confluenza del fiume Fibreno col fiume Liri, sulle rovine della villa natale di Marco Tullio Cicerone, fu fondata nel 1011 circa
  • Chiesa di San Tommaso d'Aquino al Casello, Roccasecca. Fu costruita nel Trecento in onore di Tommaso d'Aquino, precisamente nel 1325. Si trova appena sotto il presidio fortificato, e conserva la pianta gotica a croce latina, con affreschi quattrocenteschi.
  • Chiesa di Santa Maria di Civita, Piazza Santa Maria della Civita, Arpino.
  • Chiesa Santi Apostoli Pietro e Paolo, Piazza Umberto I. È una costruzione barocca, ricca di stucchi, tra cui spiccano per grandezza La consegna delle chiavi e Sulla via di Damasco. All'esterno presenta un'armonica facciata fiancheggiata da due campanili, il primo, quello con l'orologio, costruito nel 1819, il secondo, con la meridiana, completato nel 1955. La struttura architettonica è a croce greca, dominata da un'ampia cupola ottagonale alta 24 metri. Nella chiesa sono conservate le reliquie di sant'Eleuterio, le quali sono poste in un'urna sotto l'altare omonimo.

Architetture civili e militari[modifica]

  • Castello Boncompagni - Viscogliosi, Isola del Liri. Il castello ducale è un palazzo storico fortificato di Isola del Liri, posto a ridosso del centro storico. Nel XVII secolo Costanza Sforza trasformò la struttura militare in una residenza signorile, commissionando affreschi di ispirazione biblica, bassorilievi dei comuni appartenenti al ducato di Sora e curando la realizzazione di un parco.
  • Villa Nota-Pisani, Via Borgonuovo, Isola del Liri. La villa è edificata in stile eclettico ed era circondata da un grande parco di piante di alto fusto, attualmente estendentesi per circa un ettaro. Gli interni sono affrescati da Trompe-l'œil e decorati con papier paint. Nella villa fu ospitato Re Ferdinando II di Borbone e molte personalità di spicco oltre ad esponenti della nobiltà italiana e straniera dell'epoca. È nota anche come Villa Lefebvre, poiché fu commissionata da Carlo Lefebvre, industriale cartario di origine transalpina giunto in Italia al seguito di Napoleone Buonaparte durante la campagna d'Italia. La realizzazione avvenne ad opera di maestranze francesi.
  • Castello dei Santi Casto e Cassio, Sora. Collocato sulla vetta piramidale naturale del Monte San Casto che domina la città, il castello è posizionato a 500 metri di altezza ed è facilmente raggiungibile da vari percorsi pedestri partendo dal centro storico di Canceglie, quartiere antico della Città, oppure salendo da piazza Santa Restituta. Dell'antico castello dei Volsci, situato in posizione strategica, facilmente difendibile e difficilmente attaccabile, quasi al confine tra la Marsica ed il Lazio, si conservano le massicce mura perimetrali ed alcuni torrioni romani e medievali oltre a molti ruderi accatastati dopo la Rivoluzione Napoletana del 1799.
  • Castello dei Conti d'Aquino, Roccasecca. Fu costruito sopra la rocca del borgo nel 994 per volere dell'abate di Montecassino Mansone, che approvò il progetto alleandosi con la famiglia dei D'Aquino di Pontecorvo. Il castello venne eretto su Monte Asprano. Dopo una lite con Montecassino, i d'Aquino occuparono il sito di Rocchetta Vecchia grazie ad Atenolfo che fece il possedimento suo. Secondo una leggenda il famoso teologo Tommaso d'Aquino sarebbe nato nel castello nel Duecento. Il castello perse il valore di controllo della valle nel XVII secolo, e rapidamente decadde, fino alla recente ristrutturazione. Una torre cilindrica è ancora in piedi, mentre la struttura rettangolare è di matrice duecentesca, conservata in buono stato.
  • Torre di Campolato, Arce. Situata in località sant'Eleuterio e chiamata localmente Torre del Pedaggio o Saracena, ha costituito per secoli un presidio militare posto a controllo del traffico sul fiume Liri. La torre è a pianta quadrangolare e su di una sua facciata, in una cornice rettangolare, sono scolpiti tre stemmi sovrapposti, di cui il primo in alto è attribuibile alla Casa dei D'Angiò, che regnò nel Regno di Napoli dal 1266 al 1441.

Siti archeologici[modifica]

  • Area archeologica di Fregellae, Isoletta (frazione di Arce). Su un pianoro nei pressi della frazione di Isoletta nel 1978 una campagna di scavi ha riportato alla luce, dopo studi approfonditi, le vestigia dell'antica colonia romana di Fregellae. La città, fondata dai Romani nel 328 a.C., fu distrutta nel 125 a.C. per ordine del senato romano. Gli scavi hanno riportato alla luce numerose domus, alcune di queste musealizzate, e le Terme pubbliche della città situate in un quartiere aristocratico nei pressi del Foro.
  • Acropoli di Arpino, Arpino. L'Acropoli di Arpino è un sito archeologico prossimo al centro abitato di Arpino, uno dei più importanti per la conoscenza dell'architettura megalitica del Lazio meridionale, non solo per la grande estensione delle mura ma anche per la loro vetustà. La civitas vetus della città rappresenta una delle cinte murarie meglio conservate costruite in opera poligonale in epoca preromana. Di particolare significatività è la presenza di un "arco a sesto acuto" unico sopravvissuto nel suo genere in tutta l'area mediterranea.

Aree naturali[modifica]

  • Cascata Grande, Isola del Liri. La Cascata Grande è formata dal braccio di sinistra del fiume Liri, ed è alta circa 27 metri. Si tratta di una delle poche cascate al mondo a trovarsi nel centro storico di una città.
  • Gole del Melfa, Roccasecca, Casalvieri. Le gole del fiume Melfa, costeggiate dalla Strada Tracciolino che unisce la Valle del Liri alla Valle di Comino, sono costituite da 14 km di paesaggio selvaggio tra boschi e rupi, grotte ed Eremi, cascate e rapide.
  • Lago di San Giovanni Incarico, San Giovanni Incarico. È un bacino artificiale del Lazio creato dallo sbarramento del fiume Liri. Le acque sono ricche di pesci ed offrono rifugio a molte specie di uccelli.
  • Lago Solfatara, Fontana Liri Inferiore. Si trova poco distante dal centro di Fontana Liri Inferiore, ai piedi del monte Le Cese e riconoscibile dal caratteristico odore di zolfo. Anticamente i contadini, che attribuivano all'acqua sulfurea del laghetto particolari virtù, ne riempivano piccoli fiaschi durante la notte per poi andarli a vendere con i loro carretti per le strade di Arpino, Isola Liri e Sora. Si riteneva anche che le esalazioni delle acque sulfuree preservassero dalle pestilenze.


Eventi e feste[modifica]

Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]


Sicurezza[modifica]



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