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Tizzano Val Parma

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Tizzano Val Parma
Colline tizzanesi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Tizzano Val Parma
Tizzano Val Parma
Sito istituzionale

Tizzano Val Parma è un centro dell'Emilia-Romagna.

Da sapere[modifica]

Centro di villeggiatura estiva e di sport invernali nella località sciistica di Schia.

Cenni geografici[modifica]

È situato negli appennini parmensi in Val Parma; dista 40 km. da Parma

Cenni storici[modifica]

Tizzano fu al confine fra il territorio dei Liguri e quello dei Galli. La sua fondazione si fa risalire al generale romano Tito Cornelio Balbo che, vinti i Galli, fondò il paese che da lui prenderebbe il nome; a lui si deve anche la strada che attraverso il monte Caio raggiunge Corniglio. Tizzano nei documenti compare nel 991 in un atto di compravendita.

Situato in una zona non impervia, il paese fu soggetto a svariati signori che si succedettero nel possesso del feudo: dall'Imperatore ai da Correggio, dai Pallavicino ai Terzi, dai Fieschi ai Farnese, da ultimo ai Venturi, dopo i quali fu abolita la feudalità. Il castello duecentesco ha lasciato solo dei ruderi ammalorati; la sua rovina iniziata nell'Ottocento fu portata a termine dall'abbandono e dalle scosse telluriche che hanno interessato più volte la zona.

Tizzano fu attraversato per lungo tempo dal percorso di pellegrinaggio, ed anche di commercio, che da Capoponte per Albazzano, la Pieve di Costa, il monte Caio, Linari scendeva poi verso le valli toscane fino al mar Ligure.

Dall'Unità alla seconda guerra mondiale il territorio fu investito dal fenomeno dell'emigrazione, caratteristico di quasi tutte le valli appenniniche. I Tizzanesi si impiegavano all'estero, soprattutto in Francia, in Corsica e in Svizzera, come taglialegna nel periodo invernale. Finché negli anni Sessanta l'evoluzione dell'allevamento bovino consente lo sviluppo della produzione del formaggio Parmigiano; contemporaneamente si insediano gli stabilimenti per la stagionatura dei prosciutti.

A questo fiorire di attività produttive si aggiunge il nascere del turismo di villeggiatura dapprima estiva, in anni più recenti anche turismo sportivo invernale con lo sviluppo della località di Schia sulle pendici del Monte Caio, stazione sciistica di prim'ordine nell'arco appenninico della regione.

Fa parte amministrativamente della Comunità Montana Unione dei Comuni Parma Est [1] che comprende i centri di Calestano, Corniglio, Langhirano (sede amministrativa), Lesignano de' Bagni, Monchio delle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano, Tizzano Val Parma.

La leggenda

Si narra che su un cocuzzolo di Monte Rotondo esisteva un castello (di cui resterebbero dei ruderi); scavando fra questi si trovò un tizzone acceso. È per questo motivo che nello stemma del comune compare una mano destra che stringe un tizzone acceso.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Nel territorio di Tizzano sono situati anche i seguenti centri abitati: Albazzano, Antognola, Anzolla, Boschetto, Capoponte, Capriglio, Carobbio, Carpaneto, Casagalvana, Casale di Vezzano, Casola, Costa, Fontanafredda, Groppizioso, Groppo, Isola, Lagrimone, Madurera, Moragnano, Musiara Inferiore, Musiara Superiore, Pianestola, Pietta, Pratolungo, Reno, Rusino, Schia, Treviglio.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A1 Italia.svg Casello di Parma sull'Autostrada del Sole
  • Strada Statale massese Strada Statale 665 Massese

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione a Parma

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Collegamenti pullman di linea con Parma - Linee TEP (orari)


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Pieve di San Pietro (sec. XI-XVIII). Già documentata nel 1004, la pieve di San Pietro fu sicuramente edificata nel secolo precedente. Venne ricostruita fra la fine del Mille e l'inizio del Millecento con struttura a tre navate, ognuna terminante in abside semicircolare e tetto a capriate, secondo lo stile delle pievi parmensi dell'epoca. Di tale rifacimento si riconoscono oggi i pilastri cilindrici in pietra, il portale laterale con decorazioni geometriche e croce al centro dell'archivolto oltre naturalmente la struttura trinavata.
Nella seconda metà del Settecento si intervenne pesantemente nella struttura dell'edificio coprendo la navata centrale con un soffitto in muratura, sostituendo un presbiterio quadrato all'abside semicircolare affiancandovi due sacrestie. Anche il portale della facciata viene rifatto nel 1788.
Un restauro del 1964 ha eliminato la copertura a volta e gli intonaci del Settecento restituendo alla Pieve una più leggibile fisionomia romanica, mettendo anche in luce tracce degli affreschi quattrocenteschi che la decoravano.
La sua collocazione su una altura, isolata a dominio della valle, la rende particolarmente suggestiva; contribuisce a crearne l'atmosfera di altri tempi la massiccia torre della facciata con funzione di torre campanaria e di accesso.

A Moragnano[modifica]

  • Chiesa di Santa Giuliana (sec. XII-XVII). Nel Duecento è documentata come dipendente dalla Pieve di Sasso. La sua struttura originaria era molto semplice, costituita dall'aula e dall'abside semicircolare. Nei secoli successivi fu interessata da vari lavori di ampliamento; nel XVI secolo le fu aggiunto un porticato per riparo dei pellegrini e dei viandanti; nel secolo successivo le cappelle laterali ed il campanile; infine la canonica.
L'abside costituisce la parte più antica della chiesa; all'esterno presenta archetti pensili di decorazione, un alto basamento e due colonne in rilievo; all'interno nella parete liscia si apre una monofora strombata. L'aula si differenzia dall'abside per le sue linee seicentesche, con volta a botte, lesene e cornici. Sulla destra si contano due cappelle ed una sulla sinistra.
Sia all'interno che all'esterno dell'abside sono presenti numerose incisioni che costituiscono una caratteristica particolare della chiesa. Quelle più antiche, datate fra il XII ed il XIV secolo rappresentano simboli sacri che si possono ricondurre alla tradizione dell'arte rupestre; quelle più tarde del XV e XVII secolo sono scritte di carattere funerario o di cronaca per particolari avvenimenti meteorologici o disgrazie collettive quali ad esempio le carestie o le epidemie.

Villaggi[modifica]

Fra i numerosi villaggi del territorio di Tizzano si trovano esempi di architettura montana antica civile e religiosa che possono essere oggetto di uno sguardo veloce da parte di chi ricerca atmosfere e suggestioni del passato:

  • Carpaneto (m. 592 di altitudine) ha una casa torre seicentesca
  • Albazzano (m. 478) conserva fabbricati settecenteschi come il campanile e la chiesa dove si trova un affresco di Madoi.
  • Pietta (m. 526) ha molte case con pregiati elementi architettonici litici.
  • Pianestola (m. 850) ha case tutte in pietra; conserva un tratto di strada selciata chiamata strada di maria Luigia che serviva per il movimento delle truppe ducali.
  • Rusino, tutta in pietra locale, ha una Torre del Belvedere in rovina voluta nel Quattrocento dai Terzi.
  • Anzolla, (m. 713) ha una piccola chiesa seicentesca.
  • Reno (m. 477) ha una piccola chiesa settecentesca in pietra con campanile. Conserva un raro esempio di casa del 1300 intatta.
  • Casola (m. 642) ha un mulino ad acqua ancora funzionante. Nella chiesa un'ancona del Cinquecento.
  • Carobbio(m. 700), con una storia costellata di frane e successive ricostruzioni, ha una chiesa settecentesca.
  • Musiara inferiore conserva nella chiesa seicentesca una tela di San Giorgio, un altare del Settecento e una croce di bronzo del Cinquecento.
  • Musiara inferiore (m.1050) ha una casa in pietra del Cinquecento. Nella chiesa conserva una pala di San Rocco dello Scaramuzza, un San Rocco in cartapesta del Settecento e un'acquasantiera del Seicento.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

Attività sciistica a Schia , dotata di piste ed impianti di risalita.[2]

  • DETTAGLIO IMPIANTI

Impianti di risalita: 7 sciovie

Capacità di trasporto: 5500 persone ad ora

Piste da discesa: 13 (25 km)

Piste da fondo: 1 anello (2 km)

Scuola di sci - Scuola di fondo

Impianti: Campo scuola Schia (skilift e tapis roulant) Pian delle guide (seggiovia) Prato grosso 2 (skilift)

N°e lunghezze: 1 Campo scuola 350 mt. 2 Guerdola 2000 mt. 3 Ore 1° 1850 mt. 4 Ore 2° 1650 mt. 5 Campo scuola Schia 300 mt. 6 Maltempo 2100 mt. 7 Montelungo 1600 mt. 8 Parmossino (G) 1000 mt. 9 Varmania 1250 mt. 10 Prato grosso 1700 mt. 11 Le Marne 2100 mt. 12 Prato dei pomi 1250 mt. 13 Castagna 1250 mt. 14 Pilano 1300 mt. 15 San Matteo 2500 mt.

Pista attrezzata per praticanti free style (soci Caio riders o Fisi) a Pian delle Guide. Lo snow park è dotato di tre percorsi con diversi livelli di difficoltà. Pista da fondo.

Acquisti[modifica]

Sicuramente sono le eccellenze gastronomiche a monopolizzare l'interesse del visitatore di Tizzano: prosciutto crudo di Parma, funghi porcini, formaggio parmigiano reggiano, tortelli di erbette e ricotta, tortelli di patate oltre a vari tipi di dolci.

Un'eccellenza tipicamente del territorio tizzanese è la patata di Rusino notissima per le sue qualità organolettiche.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

  • Miramonti, Piazzale Bocchi 64, +39 0521 860231, fax: +39 0521 860231.


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, piazza Roma 11, +39 0521 867163, fax: +39 0521 868844.


Nei dintorni[modifica]

  • Torrechiara — Il castello, bello e scenografico, è uno dei più nori e celebrati fra i tanti manieri parmensi e quello forse più famoso fra i tanti che Pier Maria Rossi fece erigere per Bianca Pellegrini. Meno celebrata, ma non meno importante, è la Badia benedettina.
  • Corniglio

Itinerari[modifica]

  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.


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