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Sesto al Reghena

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Sesto al Reghena
Torrione d'ingresso dell'Abbazia
Stato
Regione
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Abitanti
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CAP
Fuso orario
Posizione
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Sesto al Reghena
Sesto al Reghena
Sito istituzionale

Sesto al Reghena è una città del Friuli-Venezia Giulia.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Situato nella pianura friulana al confine con l'area veneziana, il paese dista 10 km da Portogruaro, 11 da San Vito al Tagliamento, 23 da Latisana, 23 da Pordenone.

Cenni storici[modifica]

Nasce nel 2 a.C. come mansio e viene chiamata Sextus poiché posta a sei miglia da Iulia Concordia. In questi anni viene eretto un tempio in onore al dio Marte e della dea Vesta, collocato nell'attuale cripta abbaziale. Nel 1960, durante un restauro sotto i pavimenti dell'attuale sagrestia e della cappella, vennero trovati i resti di una domus romana. Sono molteplici gli elementi che attestano il profondo legame con il mondo romano-imperiale, ne è prova il commento di Marco Antonio Sabellico, storico Rinascimentale, che nel suo "De Vetustate Aquileiensis Patriae" scrive della presenza di un busto in marmo di Nerone, databile al periodo della sua carica da imperatore (54-68).

È storicamente accertato che Ecelo II il Monaco, della famiglia degli Ezzelini, contese nel 1182 delle proprietà ai frati del monastero di Sesto al Reghena. Il 24 aprile 1198 il papa Innocenzo III incaricò Pellegrino, Patriarca di Aquileia, di mediare e risolvere la lite tra i due contendenti dopo aver assolto Ecelo dalla scomunica emessa dal Patriarca di Grado.

Sesto al Reghena fu una delle località interessate dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Fanno parte del suo territorio comunale i paesi di Bagnarola, Marignana, Ramuscello e le località abitate di Borgo di Sotto, Borgo Siega, Braidacurti, Branduzzo, Casette, Fraticelle, La Platina, Levada, Madonna di Campagna, Mure, Melmose, Mielma, Piramidi, Ramuscello Vecchio, Ramuscellutto, Santa Sabina, Stalis, Stazione, Venchiaredo, Versiola, Viali, e Vissignano.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione ferroviaria. Nella frazione di Casette la stazione di Cordovaro - Sesto al Reghena, sulla linea Portogruaro - Casarsa, serve entrambi i centri.

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Il comune è collegato con i principali paesi della provincia di Pordenone grazie al servizio offerto dalla Società Autotrasporti ATAP, che gestisce i trasporti provinciali extra-urbani.
Inoltre ci sono collegamenti con Portogruaro e collegamenti diretti con Udine, grazie al servizio della Società Autotrasporti Friuli-Venezia Giulia (SAF).


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Carlo Magno seduto tra i suoi vassalli - Parete sud della loggia
  • 1 Abbazia benedettina di Santa Maria in Sylvis. L'Abbazia si contraddistingue per la particolarità di essere fortificata; una prima cinta muraria fu sicuramente realizzata a partire dal X secolo, dopo le devastazioni operate dagli ungari. Nel 1431 vi erano ben sette torri di difesa, ora ne rimane una sola, che funge anche da ingresso al complesso; in origine era dotata di un ponte levatoio. Nel Settecento venne realizzato il ponte in pietra in sostituzione di quello levatoio. La facciata è dominata da un affresco rappresentante un leone di San Marco, risalente alla fine del Quattrocento; appena sotto è posto un bassorilievo con lo stemma del cardinale Grimani con la data del 1521; a sinistra vi è l'affresco dove è ripetuto lo stemma Grimani, mentre a destra si trova l'affresco di uno stemma con croce, di cui si ignora il proprietario. Più sotto si può vedere dipinta un'allegoria del buon governo veneziano e della famiglia Grimani, che controllava con i suoi membri sia l'abbazia di Sesto che il Patriarcato di Aquileia. Anche se mancano le prove documentarie, l'autore di queste opere è ritenuto Giovanni Battista Grassi, uno dei maggiori rappresentanti del manierismo maturo in Friuli.
Oltrepassata la torre di ingresso si accede all'ampio cortile sul quale si affacciano tutti gli edifici principali del complesso abbaziale. Proprio di fronte all'ingresso è posto il campanile, alto 33,60 m con base quadrata di 7,70 m e costruito totalmente in mattoni. Fu realizzato probabilmente tra l'XI ed il XII secolo ed è simile ad altre torri contemporanee presenti in area lagunare, con lesene verticali e rare aperture lungo i fianchi. Il paramento è abbellito da alte arcate a doppia ghiera, tre per lato, di uguale altezza su tutti i lati, tranne che sul lato sud, dove l'arcata centrale è stata ribassata in un secondo tempo per posizionare l'orologio che compare per la prima volta in una stampa di fine settecento. L'attuale orologio è stato sistemato dopo i lavori di restauro del 1914.
A fianco della torre campanaria si trova un portale di origine rinascimentale con arco a tutto sesto sostenuto da pilastri. Il tutto è reso più aggraziato da lesene, che reggono una trabeazione con mensole aggettanti che ricopia la cornice a dentelli del palazzo abbaziale. L'opera fu probabilmente realizzata in concomitanza con i lavori eseguiti sulla torre d'ingresso verso la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Il portale permette l'accesso ad un parco, dove forse un tempo si trovava il convento.
  • Palazzo della Cancelleria. Sorge in prossimità del campanile ed è costruito in mattoni a pianta rettangolare. Si ritiene che la struttura risalga al periodo tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, anche se è stato pesantemente ristrutturato e modificato nei secoli. La sua utilizzazione primitiva è ignota, anche se l'opinione prevalente è che fosse la sede della autorità civile, posta di fronte alla sede dell'autorità religiosa: l'antica residenza abbaziale, ora palazzo Comunale.
La residenza abbaziale attuale si trova verso il margine sud-orientale della abbazia, dove si trovava una delle torri di difesa, in parte conglobata nell'edificio. L'edificio che si vede ora è il risultato dei lavori di ristrutturazione avvenuti nella prima metà del Settecento.
Abbazia - affreschi
  • Chiesa. Il vestibolo della chiesa è una sala di circa 5,10 x 10,30 m e ricoperta da un potente soffitto ligneo, che risale al periodo dell'abate commendatario Pietro Barbo (il futuro papa Paolo II), come è attestato dalla presenza del suo stemma in vari punti del soffitto. Il vestibolo è caratterizzato dalla presenza dei due cicli di affreschi del Paradiso (parete meridionale) e dell'Inferno (parete settentrionale), opere della attività tarda del pittore toscano Antonio da Firenze, coadiuvato dalla sua bottega di cui faceva parte anche il giovane Pellegrino da San Daniele.
L'organo posto in una nicchia a lato del presbiterio, è stato costruito nel 2000 da Francesco Zanin con parziale riutilizzo del precedente strumento della medesima ditta risalente al 1957. È composto di due tastiere di 58 note e pedaliera parallela e concava di 30 note, 26 registri e 1490 canne. La trasmissione è integralmente meccanica.
Sotto la parte absidale si estende la cripta (ristrutturata tra il 1907 ed il 1914) che si trova dove esisteva un tempio intitolato ad Augusto imperatore, al dio Marte e alla dea Vesta. La cripta è caratterizzata da alcune piccole campate, coperte da volte a crociera, sostenute da venti colonne, alcune delle quali poggiano su elementi antichi; mentre tutti i capitelli sono rifatti. Lungo i muri perimetrali si trovano dei sedili con cornici a dentelli, in parte originali. Al centro della cripta è posta l'Urna di Santa Anastasia. È costituita da un unico blocco di marmo di origine greca. La parte superiore, che funge da copertura per l'intera urna, è suddivisa in tre aree: al centro è presente una croce fiorita dentro un tondo con decorazione a spina di pesce, mentre nelle altre due sono presenti coppie di archi lavorati a tortiglione. Le facce laterali più grandi sono costituite da dieci riquadri dove sono presenti croci fiorite, rosette, fiori ed archi. Le due facce più brevi hanno un tondo che racchiude una croce. Secondo studi recenti, l'urna è stata realizzata da maestranze cividalesi e dovrebbe risalire all'VIII secolo; la grande accuratezza realizzativa indica una committenza di alto livello e si riallaccia, quindi, alla origine della stessa abbazia.
L'Annunciazione
La cripta è completata da due absidi laterali dove sopra i rispettivi altari sono poste una Annunciazione in marmo ed una Pietà. L'Annunciazione Annunciazione risente ancora di tradizioni tipicamente bizantine, presenti ancora in area veneziana alla fine del Duecento ed inizio del Trecento. L'opera è costituita da due distinte lastre in marmo d'Aurisina, unite fra loro da una cornice anch'essa in marmo; si è ipotizzato che in precedenza facessero parte di un altare o comunque di una struttura posta in posizione principale e successivamente smembrata. L'Annunciazione è l'unica presenza di pale marmoree del periodo '200-'300, mentre si hanno riscontri archeologici (alcune cuspidi ed altri frammenti marmorei relativi a colonnine tortili e cornici scolpite con fogliame) fanno presumere l'esistenza nel presbiterio di un polittico marmoreo di stile gotico, risalente alla prima metà del XIV secolo. La Pietà (nota anche come Vesperbild), opera di origine austriaca e risalente agli inizi del XV secolo, appartiene ad una serie di manufatti presenti in regione ed anche in altre aree dell'Adriatico settentrionale che segnalano la diffusione del tema della pietà cristiana.
  • Antica chiesa triabsidata. Dietro la primitiva residenza abbaziale e a fianco della chiesa è stata eseguita una serie di campagne di scavo che hanno portato alla luce le fondamenta della chiesa antecedente quella attuale. Il suo perimetro è attualmente evidenziato con pietre. La chiesa era formata da una unica navata, che terminava con un'abside rivolta verso oriente; sia a destra che a sinistra erano poste due cappelle a pianta quadrata anch'esse dotate di abside.All'esterno vi era un quadriportico, che viene generalmente interpretato come segnale di passaggio di un gruppo di religiosi dalla vita eremitica alla regola monastica.
  • Palazzo del Comune, Piazza Castello. Un tempo il palazzo era la residenza abbaziale, costruito probabilmente fra Millecento e Milleduecento. Fu residenza dell'Abate quando questi ricoprì il ruolo di dominus del paese e pertanto stabilì la propria residenza laica in un palazzo distinti dall'abbazia. È il Seicento che gli dà l'aspetto attuale, quando acquista le linee armoniose sullo stile delle ville venete con atmosfere palladiane. Il palazzo pervenne al comune nel 1873.
In facciata conserva ai lati dei due ordini di finestre i quattro stemmi degli abati commendatari fra XVII e XVIII secolo. Al primo piano conserva resti di affreschi del XIII secolo con figure maschili e femminili.
  • Villa Freschi (a Ramuscello). Si inserisce nel novero delle ville venete settecentesche. È situata in Ramuscello vecchio, antico borgo della frazione di Ramuscello. La villa, un tempo Attimis, è introdotta da uno scenografico viale di pioppi che conduce ad un cancello riportante lo stemma di famiglia: l'abitazione è in fondo al vasto cortile e si mostra con stucchi alle finestre, portale bugnato con timpano centrale curvilineo, e due barchesse laterali, una delle quali si conclude nell'antica chiesa di Santa Anastasia divenuta cappella privata con cospicue decorazioni scultoree. Magnolie, querce e cipressi di palude provenienti dalla Florida popolano il parco retrostante, dotato di un lago. La villa è proprietà privata.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

i bussolani sono tradizionali biscotti caserecci, che prevedono una grande quantità di burro fra gli ingredienti, i quali per tradizione locale sono realizzati dalle nonne o dalle zie per essere regalati in grande quantità ai parenti.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Hotel In Sylvis, Via Friuli 2, +39 0434 694911, fax: +39 0434 694990. fax:


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

  • 4 Alla Salute, Via J. Concordia, 18, +39 0434 699016.
  • 5 Godeas, Piazza IV Novembre, 9 (In località Bagnarola). Simple icon time.svg +39 0434 688002.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 6 Poste italiane, Piazza Aquileia 4, +39 0434 699666, fax: +39 0434 699666.


Nei dintorni[modifica]


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