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Petralia Sottana

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Petralia Sottana
Veduta di Petralia sottana con le Madonie sullo sfondo
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Petralia Sottana
Petralia Sottana
Sito del turismo
Sito istituzionale

Petralia Sottana è un centro del Palermitano all'interno del parco delle Madonie.

Da sapere[modifica]

È stata premiata con la bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

COLLOCAZIONE  PAESAGGISTICA

Petralia Sottana è sede dell’Ente Parco delle Madonie dalla sua istituzione nel 1981. Su  un’estensione territoriale totale del Parco delle Madonie di 39.941,18 ettari, Petralia Sottana è il Comune che ha la maggior parte di territorio ricadente in  zona parco con ben 5.891 ettari.

La struttura urbanistica del paese che si erge a m. 1000 s.l.m. fa si che questo assuma una caratteristica localizzazione organica che lo caratterizza come forma architettonica incastonata nel contesto del Massiccio Centrale delle Madonie.

La sua localizzazione paesaggistica e naturalistica pone il centro storico al centro di un contesto naturalistico facilmente raggiungibile dagli escursionisti e che gli fa da cornice. Petralia Sottana vanta un territorio “felicissimo” dal punta di vista naturalistico, costituito da un  vero e proprio compendio  degli oltremodo  variegati aspetti della regione madonita.

Significativamente, peraltro, un terzo della superficie del territorio di Petralia Sottana  è incluso nel Parco naturale delle Madonie, con una percentuale più alta tra quelle degli altri quattordici Comuni compresi nell’area protetta. Compendio naturalistico che si estende approssimativamente in direzione sud nord, lungo il corso del fiume Imera, attraversato da suggestivi ponti romani e, quindi, dal torrente Mandarini, a quote comprese tra circa 800 metri s.l.m e oltre 1900 del monte san Salvatore, offre un’immagine straordinariamente esauriente della porzione centro-meridionale dell’appennino siculo, essendovi essenzialmente rappresentati sostanzialmente tutti gli aspetti morfologici ed orografici, nonché quelli più significativi della geologia, del mondo animale e vegetale.

Basta percorrere la SP 54 che dall’abitato di Petralia Sottana  sino a Piano Battaglia e Piano della Battaglietta, per penetrare a fondo nel cuore delle Madonie e coglierne gli aspetti più emblematici, costituendo questo asse viario uno dei più significativi e suggestivi itinerari naturalistici (stradale) all’interno del complesso e bellissimo territorio petralese.

Superato il Cozzo Boageri ecco apparire Petralia Sottana tra i rilievi delle Madonie; di fronte l’abitato, la Rocca delle Balate con la grotta preistorica del Vecchiuzzo di grande interesse archeologico.

A nord-ovest il Monte Alto (1819 m.) e il San salvatore (1912 m.); a nord-est una teoria di “pizzi” e “cozzi”, tutti oltre i 1500 metri, tra i quali svetta pizzo Catarineci (1600 m.). Percorrendo la SP 54 che punta verso nord si raggiunge Portella Mandarini (1200 m.), uno dei siti  di maggiore rilevanza geologica del comprensorio madonita. Subito dopo, verso est, si aprono alla vista del visitatore gli scenari tra i più belli dell’intera area: ci si inoltra, infatti, nel cuore del massiccio centrale (zona A del parco), in un territorio di rara integrità e di grandissimo pregio naturalistico e paesaggistico. Tra valloni, torrentelli, piccole cascate, pareti strapiombanti, vette inaccessibili, si procede in mezzo a una suggestiva faggeta mista ad agrifogli di dimensioni ragguardevoli, attraversando, via via, alcune contrade -Pomieri, Canna, Foguara, Battaglietta- di per se unicum di peculiare interesse, sino a raggiungere Piano della Battaglia (1619 m.) , ai piedi del monte Mufara. Quest’ultimo tratto di strada si muove all’interno di un grandioso anfiteatro naturale, costituito da una teoria continua di alti rilievi montuosi: Pizzo Corvo (1357 m.), pizzo Canna (1429 m.), monte Ferro (1906 m.), verso nord, e pizzo Cerasa (1559 m.), monte Daino ( 1786 m.), monte Mufara (1867 m.) a sud, ed è fortemente connotato da taluni dei più significativi aspetti vegetazionali, faunistici e geologici del massiccio centrale madonita.

Dal punta di vista geologico, troviamo una serie di fenomeni carsici di superficie (doline, valli cieche, inghiottitoi) e sotterranei (grotte, abissi, pozzi), come quelli che interessano le depressioni dei piani della Battaglia e della Battaglietta.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

  • Autostrada A19 Palermo - Messina
  • Autostrada A20 Palermo - Catania
  • Strada Statale 120 dell'Etna e delle Madonie
  • Strada Statale 290 di Alimena

Arrivando da Palermo percorrere la A19 e poi la A20 uscita Tremonzelli e seguire la SS120 direzione Castellana Sicula passarla e proseguire fino Petralia.

Arrivando da Catania sulla A20 uscire a Irosa seguire la SP11 fino Quartiere Vizzini e qui immettersi sulla SS290 direzione nord (Fasano) e al bivio della Madonnuzza girare a sinistra per Petralia Sottana.

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

ITINERARIO ARTISTICO MONUMENTALE
I siti e i monumenti 1.       Chiesa di San Francesco

Degna di nota è la CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI dalla struttura tardomedioevale e gli interni in stile “barocchetto madonita” affiancata dall’ex convento e da un campanile con fornice viabile ricostruito nel 1744. Uno scrigno semplice che racchiude un’apoteosi di forme e colori che impreziosiscono l’interno dell’edificio in tutte le sue parti, con affreschi del XVII secolo di Gaspare Vazano e Giangiacomo Lo Varco con storie di San Francesco, della Vergine e di Cristo. Numerose le opere d’arte di cui riportiamo un elenco delle principali:

•                     Pulpito settecentesco in legno dorato di Pietro Bencivinni (XVII sec.).

•                     Olio su tela della Madonna degli Angeli (scuola del Novelli).

•                     Olio su tela del Patrocinio di sant’Egidio di Antonino Grano (XVII sec.),

•                     Olio su tela della Madonna della Provvidenza con i santi Carlo Borromeo e Rosalia.

•                     Altare a blocco del Ragona (sec XVII) con battesimo di Cristo e santi.

•                     Olio su tela San Francesco che riceve le stimmate di Giuseppe Salerno (Zoppo di Gangi) del 1624.

•                     Olio su tela Sacra famiglia con Sant’Anna e San Gioacchino di Giuseppe Salerno (Zoppo di Gangi) del 1607

2.       Chiesa Maria SS. Assunta

Tra le emergenze architettoniche, indubbiamente domina su tutte la CHIESA DI MARIA SS ASSUNTA BASILICA CHIESA MADRE innanzi tutto per la sua posizione che la colloca strategicamente su una terrazza che si affaccia sulla vallata dell’Imera Meridionale, rendendola dominante, per la sua mole e conformazione, su tutto il centro abitato. La chiesa fu riedificata nel 1633, ma nella sua struttura e al suo interno conserva ancora elementi architettonici e artistici della costruzione precedente del XV secolo. Di rilievo sono, esternamente, un elegante portale gotico-catalano e l’imponente campanile in pietra bianca dal fornice transitabile. L’interno è un’apoteosi di opere d’arte scultoree e pittoriche che spaziano dal XIII al XIX secolo.

Riportiamo un elenco delle opere più importanti conservate all’interno della chiesa:

•                     Polittico marmoreo della Madonna Assunta di  Giorgio da Milano 1501.

•                     Polittico ligneo tardo gotico di scuola senese marchigiana del XV secolo di ignoto maestro delle Madonie.

•                     Olio su tela San Mauro di Giuseppe Salerno (Zoppo di Gangi) del 1623.

•                     Olio su tela Sant’Onofrio di Giuseppe Salerno (Zoppo di Gangi).

•                     Gruppo scultoreo della natività del XVI secolo di Bartolomeo Berrettaro, Giuliano Mancino e Antonello Gagini.

•                     Olio su tela “cinque piaghe di Cristo” di Giuseppe Salerno del 1629.

•                     San Calogero eremita - statua in legno di frate Umile Pintorno XVII secolo.

•                     Olio su tela “Trionfo dell’Eucarestia” di Giuseppe Salerno del 1617.

•                     Candelabro arabo XI secolo bronzo.

•                     Croce astile dal XV al XVIII argento.

3.       Chiesa della SS. Trinità

Altro edificio di culto importantissimo e meta di tanti visitatori è indubbiamente l’ex complesso monumentale domenicano del convento e, soprattutto, la CHIESA DELLA SS. TRINITÀ La chiesa edificata nel XVI secolo per volontà di Maria Cardona e Susanna Gonzaga, conserva al suo interno una delle opere litiche più imponenti del territorio: un polittico a bassorilievo in pietra  policromata di circa otto metri del XVI secolo, opera di Giandomenico Gagini, che racconta la storia di Cristo in 23 formelle incorniciate tra candelabre e rilievi decorativi, e sormontate da un timpano con l’effige dell’Imago Trinitas, e chiuse in basso da una  predella con gli apostoli. Altre opere di pregio conservate all’interno della chiesa:

•                     Olio su tela “Misericordia di Dio” del XVII secolo.

•                     Olio su tela “Madonna del Rosario” di Raffaele Visalli del XVIII secolo.

•                     Olio su tela “Deposizione dalla Croce” di Andrea D’Antoni del 1852.

•                     Organo barocco del 1751 con registro barocco e “uccelleria”.

Altre Chiese

Attaccata a una parete rocciosa, sorge la cinquecentesca chiesa di SANTA MARIA ALLA FONTANA

Da questa roccia scaturisce spontaneamente dell’acqua di sorgente convogliata in una fontana a coppa con mascherone, opera di maestranze locali.

Precedentemente a questa costruzione quasi sicuramente si trovava una moschea.

L’attuale aspetto è opera del 1615, come documenta l’iscrizione posta nella lapide sopra il portale anche se la costruzione era già esistente nel XVI secolo, come testimonia un’ordinanza del Capitano Filippo Rinaldi del I settembre 1564, il quale attribuiva al cantiere di detta chiesa il diritto di occupazione del suolo per lo svolgimento dell’annuale fiera dell’8 settembre.

La chiesa oltre per il valore artistico e monumentale è famosa per le numerose leggende a lei legate. Poiché la chiesa veniva utilizzata per le veglie funebri, i protagonisti delle leggende sono quasi sempre fantasmi, mentre altre leggende sono proprie delle opere d’arte custodite nella chiesa o legate alla sua ubicazione o alla presenza di cunicoli nascosti dietro l’altare.

Opere d’arte di rilievo conservate nella chiesa:

•         Vergine col Bambino di scuola gaginiana, la cui statua è sita in una nicchia in calcare plumbeo.

•         Pietà opera dello scultore Francesco del Mastro racchiusa in una cornice marmorea datata 1519,

•         Cristo Eucaristico bassorilievo in marmo

•         Olio su tela di Maria SS. del Carmine attribuita a Vincenzo Riolo del XVIII sec.

•         Olio su tela Sacra Famiglia con san Giuliano di Le Mans.

•         Olio su tela di  santa Lucia e sant’Apollonia

Il complesso conventuale dei Cappuccini si trova sito poco distante dal Calvario luogo di culto utilizzato per le ritualità della Settimana Santa. Il convento si presenta come un semplice edificio a tre livelli che si sviluppa perimetrando un chiostro.

Attaccata al convento è la CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI adesso conosciuta solo come dei Cappuccini, ma che una volta custodiva l’altare di Santa Maria dell’Odigitria.

All’interno la chiesa si presenta con una navata centrale e una laterale, scandita da archi in direzione degli altari, sopra l’ingresso è il coro. La volta a botte è decorata con pitture: in direzione del coro è l’Annunciazione, al centro Storie di Cristo e in fondo in direzione dell’altare maggiore un decoro con lo Spirito Santo.

Opere di pregio conservate nella chiesa:

•         Olio su tela Madonna degli Angeli con i santi Francesco, Chiara, Caterina d’Alessandria e Maria Maddalena L’adipinta nel 1609 da Ettore Cruzer

•         Tabernacolo ligneo opera del 1706 di Pietro Bencivinni che presenta nello sportellino la scena del Sacrificio di Isacco, mentre in un intricata composizione di nicchie, colonnine tortili, mensole, volute e figure di putti sono la Vergine col Bambino, e quattro santi.

•         Olio su tela Adorazione dei Pastori sec. XVII.

•         Crocifisso scolpito da un anonimo scultore Palermitano

•         Ecce Homo e Cristo alla Colonna, gruppo scultoreo in legno XVII secolo bottega di Gio Pietro Ragona.

L’edificazione del complesso conventuale dei PADRI MINORI RIFORMATI sotto il titolo di Santa Maria degli Angeli iniziò nel 1603 e ne celebrarono la solenne riapertura il 20 agosto 1663.

L’edificio è situato su uno sperone roccioso lungo la strada provinciale ed è in posizione dominante rispetto al centro abitato di Petralia Sottana; è a due livelli ed è realizzato attorno a un chiostro a pianta quadrata ritmato lateralmente da cinque arcate a tutto sesto poggianti su colonne tuscaniche in pietra calcarea sorreggenti un portico coperto da volte a crociera.

All’interno, nel locale che era adibito a refettorio, conserva un affresco seicentesco raffigurante l’Ultima Cena.

L’attigua chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli, fu edificata contemporaneamente all’edificio conventuale, ha una facciata con unico saliente e un semplice portale accessibile grazie a una breve scalinata. All’interno presenta un’unica navata e un coro sopra l’ingresso.

Nel Municipio di Petralia Sottana è custodita la morte della Vergine opera di Giuseppe Salerno, commissionato probabilmente dai Padri osservanti.

CHIESA DEI SANTI MARCO E BIAGIO: Presenta un prospetto ad unico saliente con un rosone, e il portale d’ingresso è preceduto da una scalinata. All’interno conserva ancora la pavimentazione originale in maiolica e un’unica navata scandita da cinque altari intervallati da eleganti colonne tuscaniche con capitelli compositi, mentre sugli altari di sinistra si aprono due finestre ovali.

La CHIESA DELLA MISERICORDIA La complessa meridiana presenta una filastrocca che da le indicazioni di lettura dell’ora solare: esile raggio sulla curva addita il tempo medio, e in uno l’ombra il vero sulla retta, dall’asse dipartita. La complicata meridiana di Fedele Bencivinni è composta da un triangolo gnomonico che sostiene l’assostilo dove poggia una piastrina circolare (gnomone fotosciaretico), con un foro al centro, il foro eliotropio da cui filtra la luce. Il motto ci indica come leggere il tempo medio, ossia il tempo comune al nostro fuso orario (che cambia a seconda della latitudine) attraverso la proiezione dell’ombra dello stilo (la bacchettina sorretta dal triangolo gnomonico). Sulla superficie della meridiana sono le iperbole diurne zodiacali che attraverso una griglia formata dalle linee di declinazione indicano i giorni d’ingresso del sole in un determinato segno zodiacale. Una serie di linee che formano un 8 con delle lettere tutto intorno che rappresentano i mesi dell’anno, sono le lemniscate o analemma che con una corretta equazione del tempo ci indicano le ore civili del fuso orario. Lungo tre perimetri sono segnate le linee del tempo vero locale.

                                  Il SANTUARIO DELLA MADONNA DELL'ALTO

sorge ove quasi certamente era stata eretta ad opera di San Guglielmo Gnoffi da Polizzi Generosa, vissuto tra il XIII e il XIV secolo, una chiesetta dedicata alla Madonna. È sito a circa 1817 m.  slm. ed è annoverato tra i santuari Mariani più alti in Europa.

La statua della Madonna, a cui viene attribuito un leggendario ritrovamento, riporta sul piedistallo la data 1471, ma non sappiamo se questa data indichi la realizzazione della scultura o la posa della stessa nel Santuario del Monte Alto. Suggestivo il luogo per la natura che lo circonda e per l’invidiabile vista di cui si gode in quota. Il Santuario oltre ad essere meta di pellegrinaggi fa parte del Sentiero della Pace.

Il centro storico conserva altre chiese e conventi:

•         Chiesa di Santa Croce (Santa Crucidda)

•         Chiesa del Monte di Pietà

•         Chiesa del SS. Salvatore

•         Chiesa della Madonna del Carmine

•         Chiesa di San Giovanni Battista

•         Chiesa del Patriarca San Giuseppe

•         Chiesa di San Giuseppe di Campagna

•         Chiesa di San Pietro

•         Chiesa della Spartenza

•         Oratorio del Rosario

•         Oratorio del SS. Sacramento

Altare votivo a San Giuseppe (Artarieddu)

Conventi

1.       ExConvento dei Padri Riformati

2.       Convento dei Padri Cappuccini

3.       Ex Collegio di Maria

4.       Ex Monastero di Clausura delle Domenicane

5.       Ex Convento dei Francescani


Palazzi storici ( i più importanti)

Palazzo “Pucci”

Elegante edificio edificato nel XVII secolo con bugnato e torretta merlata.

Palazzo “ Pucci detto Martinez”

Sede dell’ente parco delle Madonie.

Fatto costruire da don Gandolfo Pucci intorno al 1940 su una preesistente costruzione del XVII secolo.

Palazzo “Calascibetta”

Costruito nel XVII secolo, rimaneggiato nel XIX. Presenta una variegata testimonianza di maioliche pavimentale.

Palazzo “Rampolla di Polizzello”

Costruito nel XVII secolo, è uno dei più bei esempi di architettura gentilizia del paese.

Palazzo “Figlia di Granara”

Edificato nel XVII secolo con un elegante prospetto rimaneggiato nel XX secolo.

Centrale idroelettrica di Catarratti

Sito di archeologia industriale

ITINERARIO MUSICALE
Gli strumenti musicali un importante patrimonio organario e d è meta ambita di importanti maestri che desiderano suonare strumenti unici al mondo:

Organo della Chiesa Madre

Costruito nel 1659 da Santo Romano

Stato di conservazione ottimo perfettamente funzionante

Organo della Chiesa della Ss Trinità

Costruito nel 1751 da Baldassarre Di Paola e Ignazio Faraci

Originale in tutte le sue parti e nei registri. Presente una “uccelliera” che riproduce il canto dell’usignolo.

Stato di conservazione ottimo perfettamente funzionante


Eventi e feste[modifica]

ITINERARI RELIGIOSI
Festa dell'Assunta (Madonna dell'Alto) e pellegrinaggio

                       Sito alla sommità del monte Alto e meta di pellegrinaggi, il Santuario della Madonna dell'Alto custodisce una effige dedicata alla Vergine, che si festeggia il 15 agosto.

La leggenda vuole che la statua della Madonna sia stata trovata nelle spiagge vicino Cefalù e posta su un carro trainato da buoi, lasciati liberi di fermarsi nel luogo ove si dovesse costruire il Santuario.

I pellegrinaggi (organizzati da un comitato e gruppi spontanei) partono in vari giorni dalla piazza del Duomo: centinaia di fedeli si recano a piedi al Santuario attraverso un percorso faticoso, ma allo stesso tempo affascinante. Il Santuario può essere raggiunto anche con mezzi fuoristrada.

Acchianata a Madonna è stato inserito nel registro REIL (Registro Eredità Immateriali Locali)

Santuario della Madonna dell’alto[modifica]

Quello che soprattutto colpisce della piccola scultura  sono i muti dialoghi tra Madre e Figlio attraverso gli sguardi. Le corone gemmate che ornano le teste della Vergine e del Bambino furono foggiate e poste nel 1809.

La piccola chiesa ad unica navata, coperta da volta a botte, presenta un arco di trionfo marmoreo eretto nel 1797 ad opera di D. Gandolfo Bartuccelli. Il piccolo presbiterio è chiuso da un’elegante cancellata sempre del 1797. L’altare fu dotato da D. Antonino Pucci  della nicchia  in marmo che ospita la statua della Vergine nel 1749 e  fu rivestito di marmi nel 1797 sempre ad opera del Sac. D. Domenico Spinosa.

Nella parete destra del presbiterio sono conservate tre tavolette votive: la più grande di queste raffigura un uomo che cade insieme al suo cavallo da un ponte rimanendo illeso. Le scritte che narrano la storia del miracolo sono illeggibili, solo un nome è identificabile Thomas Castrogiovanni, forse il nome del devoto che ha ricevuto il miracolo. Tale dipinto è datato 1770 e sicuramente il devoto apparteneva ad una nobile famiglia poiché è raffigurato  a cavallo e indossa ricchi abiti. Il secondo quadretto è in condizioni peggiori, anche qui le scritte sono illeggibili. E’ raffigurato il crollo di una casa, forse per un terremoto, in cui vi risiedeva un’intera famiglia e con loro degli animali. Il terzo quadretto raffigura un uomo o una donna, disteso in un letto fatto ancora con i trispi, morente per una ferita al volto. Ai piedi del letto un uomo invoca l'intervento della Madonna dell'Alto.

Sempre nel presbiterio, ma nel lato sinistro è custodito un antico crocifisso che una volta era posto in cima del Monte San Salvatore

Nella navata laterale sinistra è l’altare del SS. Crocifisso in cartapesta eretto nel 1912 ove fu esposta nello stesso anno la statua ai cui piedi è l’iscrizione dell’altare “Ecce Agnus Dei”.

Settimana Santa

Nel cuore del Parco delle Madonie, a riti della Settimana Santa si svolgono dalla Domenica delle Palme, ma tradizione e fede danno il massimo della loro espressione nei riti dal Giovedì Santo alla Domenica di Resurrezione.

Tutte le famiglie in paese in un modo o nell’altro partecipano alle celebrazioni, attraverso il perpetuarsi di antiche ritualità e tradizioni che spesso vengono tramandate da padre in figlio. La Sacra scrittura viene interpretata in una santa e grande drammatizzazione teatrale e rituale; i fedeli ne diventano sia attori che protagonisti. La teatralità di questi eventi, prendendo in considerazione tutti i loro aspetti, è alimentata, da sempre, oltre che dalla bravura dei figuranti, anche dal sentimento popolare, che si manifesta e cresce insieme al coinvolgimento che questi riti sanno trasmettere. A Confrati con le antiche cappe, le Pie Donne con i capelli lunghi e sciolti che nascondono il volto, i Giudei con armi e divise loricate e i bambini nelle vesti di angioletti partecipano e vivono “inscenandola”. Suggestivo teatro di questa drammatizzazione rituale è il bellissimo centro storico di tra i più belli del Parco delle Madonie, con i suoi luoghi, le sue strade, le sue Chiese e le sue opere d’arte.


Festa di San Calogero

                       Legato alle celebrazioni e ai riti pagani di Kronos, (per i romani Saturno) protettore dell'agricoltura, dal 1860 il 18 giugno viene festeggiato il Santo Patrono di San Calogero. Molto emozionante è la processione per le vie del paese, festa di popolo dove sacro e profano si incontrano e si perpetuano.

La statua di San Calogero, opera di Frate Umile Pintorno (XVII sec.), viene portata a spalla per le vie del paese dentro una pesantissima “vara” (fercolo) di legno (18 quintali) opera di Mastro Gio Pietro Ragona, scultore di XVII secolo, ma rimaneggiata nei decenni a seguire.

Ad addobbare la “vara” di San Calogero di oltre gli ex voto, non mancano mai rose, gigli,“scocche di frummientu” (spighe), fave e amarene. Nella simbologia le amarene, hanno lo scopo di favorire e di proteggere i raccolti, simbolo di prosperità. Anche le fave fanno parte di quei frutti offerti durante i riti nei lavori dei campi; sono un simbolo di fertilità, di reincarnazione e rappresentano il primo dono venuto dalla terra e l'inizio dei riti di primavera. La spiga è legata al culto di Cerere, la dea delle messi, ma è anche simbolo di carità e d'abbondanza, della morte e della rinascita, simbolo della crescita e della fertilità perché è insieme nutrimento e seme.

A precedere la processione è un gruppo di “giocatori di palio”, che esibiscono forza e abilità, con un chiaro riferimento fallico, nel “giocare” una pertica vestita con uno stendardo con l'effige del Santo e ornata dai caratteristici “giummi”.


CALENDARIO DELLE MANIFESTAZIONI

Gennaio ·         Neve a Piano Battaglia
Febbraio ·         Neve a Piano Battaglia
Marzo ·         19 Virginieddi di San Giuseppe (pranzo devozionale)
Aprile ·         Settimana Santa (Pasqua)
Maggio ·         3 Festeggiamenti Crocefisso BIlici
Giugno ·         18 Festa patronale di San Calogero
Luglio ·         BatrArt

·         Notte bianca del cinema

Agosto ·         15 Festa Maria SS dell’Alto

·         Prima domenica dopo ferragosto: Rievocazione dell’Antico Corteo Nuziale e Ballo Pantomima della Cordella

·         Festival delle tradizioni popolari

·         Ultimo fine settimana Raduno Mediterraneo Jazz Manouche

Settembre ·         Festeggiamenti in onore di Maria SS Bambina
Ottobre ·         Ultimo fine settimana  Festa dei Sapori Madoniti d’Autunno
Dicembre ·         13 Vampa di Santa Lucia

·         16-24 Tradizionale Novena di Natale

·         Petraelilium in praesepio

·         Cucchie DeCO


Cosa fare[modifica]

  • 1 Madonie Outdoor ASD, Bivio Madonnuzza, Petralia Soprana, +39 3473237734, @ . Questo ente orgaanizza con i comuni delle Madonie diverse attività fra cui:escursione in gommone alle gole di Tiberio (fiume Pollina), trekking a dorso di mulo (ma anche cavallo e bicicletta) al villaggio bizantino di Canalotto, escursioni lungo i sentieri e le trazzere dell'interno delle Madonie fra Gangi, Sperlinga e geraci Sicula. Si organizzano anche arrampicate sportive su roccia e ciaspolate.
  • 2 Parco Avventure Madonie (Arrivando da Palermo poco prima di arrivare a Petralia Sottana prosegui in direzione Piano Battaglia sulla SP54 per circa 3 km, arrivando da Catania superare Petralia Sottana e proseguire in direzione Piano Battaglia per circa 3 Km.), +39 0917487186, @ . Parco avventura con aree picnic e percorsi acrobatici sugli alberi per tutte le età. Tiro con l'arco, orientering, trekking, nording walking e molte altre attività all'aria aperta.
ITINERARIO GEOLOGICO

Il Parco delle Madonie European Geopark è sito UNESCO

Geopark e geositi ·         Geositi del Geopark Madonie UNESCO nel territorio di

1.       Cozzo Prangi

2.       Grotta del Vecchiuzzo

3.       Fosso Canna

4.       Cascata del Vallone Scopalacqua

5.       Inghiottitoio della Battaglietta

6.       Poje della Battaglietta

7.       Colonie di Coralli

8.       Spugne triassiche

9.       Monte Spina Puci

10.     Vallone Faguara

11.     Sorgente Catarratte

12.     Cozzo Sant’Otiero

13.     Flysh numidico della Madonna dell’Alto

14.     Monte Daino

15.     Altopiano del Carbonara

16.     Calcari e Porites del sentiero geologico urbano

·         Sentieri geologici del Madonie Geopark UNESCO nel territorio di

1.       Sentiero Geologico N°1 Inghiottitoio della Battagliettta – Portella Colla

2.       Sentiero Geologico N°2b Le Pietre e l’Acqua

3.       Sentiero Geologico N°2c Le Pietre e l’Acqua

4.       Sentiero Geologico Urbano 

Musei e percorsi geologici 1) Museo Geologico Geopark “Giuseppe Torre”:Sezioni:

_Roccioteca:  È un’esposizione di rocce sedimentarie, rappresentative delle Madonie, tutte formate in ambiente marino. Tra le più belle e importanti, per le loro caratteristiche geologiche, citiamo: una  roccia con cristalli di calcopirite, la limonite, la selce nera con ricristallizzazioni per stress tettonico,  un alabastro calcareo, un nodulo algale e una serie di rocce evaporitiche che si sono formate circa sette milioni di anni fa a seguito della collisione continentale tra Spagna e Africa che ha portato alla chiusura del bacino del mediterraneo, causando un abbassamento drastico del livello del mare e la consequenziale formazione di bacini dove per l’appunto si sono depositati gessi, calcari, salgemma e sali potassici.

_Sala Interattiva:La sala interattiva è stata dedicata interamente ai ragazzi poiché permette un approccio alternativo alle scienze che studiano la terra; i plastici didattici, azionati dal visitatore mettono in  relazione le principali rocce che affiorano nelle Madonie ed i loro ambienti di formazione. Immagini e reperti definiscono gli aspetti geologici, geomorfologici, tettonici, paleontologici relativi alla genesi del territorio. La sala interattiva è divisa in tre sezioni: 1)La terra, geocronologia e paleografia  con uno spaccato del pianeta che mostra la sua conformazione interna e dei pannelli che raffigurano la datazioni geologiche; 2)Tavolo interattivo: rappresenta un tipico ambiente marino, zona di formazione delle rocce delle Madonie; 3)Collezioni fossili, I principali gruppi fossili presenti nelle rocce delle Madonie sono costituiti dalle spugne (la cui abbondanza è tale da aver consentito agli studiosi di istituire nuove generi e specie proprio sui fossili rinvenuti nell'area), dai coralli (splendidi i magnifici esemplari di scogliere coralline fossili che affiorano a Piano Battaglia), dai lamellibranchi, dai gasteropodi, dai foraminiferi e  dai cefalopodi. La sala, attraverso il gioco, porta il visitatore ad un apprendimento approfondito con legerezza. E' severamente vietato non toccare!

_Sala Salgemma: La sala è dedicata alla miniera di Salgemma, uno dei giacimenti più ricchi d'Europa sito nel territorio di Petralia  Soprana in località Raffo. Tale sezione è stata allestita grazie al contributo della Italkali s.p.a. Il giacimento è racchiuso nel cuore di una montagna che si eleva fino a 1.100 metri sul livello del mare. L'eccezionale purezza del sale e la collocazione fuori dall'area dove si trovano gli altri giacimenti siciliani, fa pensare che quello di Petralia sia un giacimento di origine secondaria. Si tratterebbe, cioè, di depositi salini preesistenti che le vicende geologiche dell'isola hanno disciolto, spostato e ricristallizzato fuori dalla prima formazione. Il sale di Petralia ha perciò per natura una qualità del tutto speciale che nessun altro tipo di sale può imitare, neppure con trattamenti e manipolazioni che, comunque, ne compromettono la genuinità. Collegato alla sala è un piccolo laboratorio dove sperimentare proprietà chimico-fisiche di questo minerale.

Unità geologiche e minerarie presenti 1) Massiccio di Monte dei Cervi: Come il limitrofo Massiccio del Carbonara, annovera dentro di sé una serie di geositi a motivo della sua struttura geologica che rappresenta in maniera completa tutta la serie di Formazioni che costituiscono il Dominio Imerese.

Mentre il Carbonara bene rappresenta il Dominio Panormide (Scarpata, Scogliera e Retroscogliera), percorrendo il sentiero che da P.lla Colla conduce alle sommità dei rilievi più alti si può ripercorrere, ammirando paesaggi spettacolari, tutta la serie di rocce che hanno contribuito all’identificazione dell’evoluzione bacinale (mare profondo), che ha caratterizzato questa regione geografica a partire da circa 230 milioni di anni fa.

Esattamente s’identificano bene le rocce silicee variamente colorate con intercalazioni calcarenitiche della Fm. Crisanti (Cretaceo-Lias Sup.), i calcari ben stratificati con liste di selce della Fm. Scillato (Trias Sup.), i calcari dolomitici in grossi banchi della Fm. Fanusi (InfraLias- Trias Sup.) e i calcari marnosi dal classico colore rosso della Fm. Caltavuturo (Oligocene- Cretaceo Sup.). Indipendentemente dal riscontro geologico dell’area consigliamo agli appassionati di ritagliarsi una bella escursione lungo la strada sterrata che attraversa tutto il Massiccio per scoprire zone sconosciute al grande pubblico ma di rara bellezza

2)Massiccio del Carbonara: è geomorfologicamente, tra gli areali del Parco delle Madonie, quello in cui sono contenute le vette più alte della Sicilia (Etna esclusa), infatti i 1979 m s.l.m. di P.zo Carbonara in testa fanno sì che queste montagne, dalla particolare struttura geologica, annoverino dentro di se una serie di peculiarità e bellezze paesaggistiche che a nostro avviso ne fanno uno dei geositi più belli della Sicilia che consigliamo agli appassionati di visitare.

Tra i motivi o meglio le attrazioni che possano stimolare a fare un escursione in cima al Massiccio ne ricordiamo le più belle: il contenuto fossilifero degli affioramenti rocciosi in cui spiccano Spugne, Coralli o altri organismi biocostruttori, il paesaggio carsico che si scorge alle quote più alte, la particolare flora unita alla splendida faggeta, gli spettacolari punti panoramici.

Inoltre molto forte era il riscontro etno-antropologico in questi luoghi, infatti a questo Massiccio era particolarmente legata la conservazione, trasporto e vendita della neve nei periodi estivi (Neviere e Nevaioli), senza dimenticare la cultura della pastorizia la cui testimonianza è ancora visibile dai resti dei Marcati in pietrame ancora presenti in molte parti della zona

ITINERARI NATURALISTICI
Flora e fauna FLORA: Petralia Sottana è sede dell’Ente Parco delle Madonie è il Comune che ha la maggior parte di territorio ricadente in zona parco con ben 5.891 ettari. Dai paesaggi rivestiti da espansioni di macchia mediterranea, le cui presenze più tipiche sono il mirto, il corbezzolo, l’erica, l’euforbia arboscente, si passa via via salendo di quota alla presenza del mandorlo e del castagno, dei lecci e delle roverelle. Risalendo ancora si estendono le macchie di agrifoglio, di roveri e faggi. Quest’ultimo in autunno ci dona paesaggi straordinari dipinti di arancio e oro.

Il sottobosco ci regala una flora riccamente rappresentata da orchidee, viole, ciclamini, peonie, e negli ambienti acquosi detti “margi”la rara felce regale, e  numerosissimi endemismi. Alle quote mediane troviamo le ginestre del Cupani (Genista cupanii), il ginepro emisferico (Juniperus communis subsp. hemisphaerica) e l’astragalo delle Madonie (Astragalus nebrodensis).

Nelle alte quote vegetano rarità botaniche come il “Basilisco” (Chachys ferulacea) da cui si sviluppano i famosi e pregiati funghi omonimi, gli agrifogli giganti che raggiungono anche i 15 metri d’altezza,.

Un tempo nel nostro territorio vivevano il lupo, il cervo e il daino, il gufo reale, il ripeto e il grifone. A ricordarcelo oltre ad alcuni toponimi, anche diverse testimonianze. Per fortuna sono ancora tanti gli animali selvatici ancora presenti, mentre altri, come il daino e il grifone stanno per essere reinseriti.

Endemismi del mondo vegetale:

Viperina stellata

Ginestra di Gasparrini

Colchilo a tre foglie

Astragalo dei Nebrodi

Astro di Sorrentino

Viola dei Nebrodi

Senecione candido

Coda di topo

Lini di montagna

Ofride a mezza luna

Cardo niveo

Aglio dei Nebrodi

Androsace siciliana

Violaccila di Bonanno

Ginestra di Cupani

Lino delle fate siciliano

Stregonia siciliana

Alisso dei Nebrodi

Prango ferulaceo

FAUNA:Tra i carnivori oggi presenti le specie più diffuse sono la volpe, la donnola, il gatto selvatico e la martora. Tra i piccoli mammiferi: l’istrice, il moscardino, il quercino, il riccio, il topo selvatico, la lepre e il coniglio selvatico.

Dei grossi rapaci restano il capovaccaio, l’aquila reale e l’aquila del Bonelli, il falco pellegrino, l’allocco, la civetta e l’assiolo. Tra le altre presenze ornitologiche ricordiamo la coturnice, il gracchio corallino, il merlo acquaiolo, la capinera, l’occhiocotto, ma anche merli, passeri solitari, fringuelli, usignoli, cardellini, cinciallegre, upupe, codibugnoli e rampichini. Numerosissimi sono anche i rettili: ramarro, gongilo, biacco, colubro liscio.

Ma sicuramente degno di attenzione è l’universo entomologico in cui si contano almeno 30 specie endemiche, ove spiccano per splendore e interesse scientifico talune farfalle (Podalirio, Polissena, Apollo di Sicilia, Briseide).

I percorsi naturalistici

Sentiero geologico n°1 “Inghiottitoio della Battaglietta - Portella Colla”[modifica]

Particolari fenomeni carsici “Inghiottitoio della Battaglietta”.

Polje della Battaglietta.

Calcari a coralli.

Calcari a spugne.

Dolomie e brecce dolomitiche (Portella Arena).

Sentiero geologico “Le pietre e l’acqua”[modifica]

Centrale idroelettrica di Catarratti

San Brancato – Sant’Otiero.

Cascata Scopalacqua.

(m 10.884 frazionabili, difficoltà medio-alta)

Sentiero n°29° SP54 – c.da Pietragrossa – sorgente Catarratti

(3 km, 1h, difficoltà bassa)

Sentiero geo -  archeologico di San Miceli[modifica]

Particolare insediamento archeologico alto medievale con particolari curiosità geologiche annesse.

Sentiero panoramico

Lasciato il marcato il sentiero prosegue per ricongiungersi da un lato con il sentierio n°19 del parco dall’altro su u’affaccio che sconfina fino al mar tirreno.

ITINERARIO ARCHEOLOGICO
Siti fruibili 1.       San Miceli

2.       Castello

3.       Grotta del Vecchiuzzo (solo con tenuta da speleologia)

4.       Puccia- Catuso - Susafa

5.       Cozzo Tutusino

6.       Terravecchia di Cuti

7.       Contr. Monaco

8.       Monte Chibbò

9.       Cont. Balate

10.     Castellazzo

11.     Contr. Maimone “Anticaglia”


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Il castello, Via Generale di Maria, 27, +39 0921641250, @ . Ecb copyright.svg 75€. Albergo 3 stelle in centro allocato in un vecchio castello ristrutturato nel centro storico, poche camere, alcune con travi a vista. Buon servizio e ottimo punto di partenza per itinerari di visita al centro delle Madonie


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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