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Sentieri delle Madonie
Pizzo Carbonara
Stato
Regione

I Sentieri delle Madonie sono una serie di percorsi escursionistici che si sviluppano attraverso i monti delle Madonie, in Sicilia.

Introduzione[modifica]

Le Madonie sono un sistema montuoso della Sicilia. Essi presentano un territorio variegato con molteplici sentieri con cui scoprire il territorio.

Flora e fauna[modifica]

L'istituzione del Parco delle Madonie, l'eccezionale habitat e la relativa densità abitativa permettono alle Madonie di vantare quasi il 90% delle specie faunistiche e floreali fra quelle presenti in Sicilia. Il parco è composto da quattro diverse aree a differente protezione (da integrale a controllata) e non copre tutta l'area delle Madonie, evitando in particolare la costa.

Fauna selvatica[modifica]

I boschi, le valli e gli altipiani delle Madonie sono abitati da diverse specie che vivono in libertà. I cinghiali a causa dell'assenza di un antagonista sono molto diffusi. Nel parco delle Madonie sono presenti: Cinghiale, Daino, Lepre (italica), Riccio (europeo), Volpe rossa, la donnola, il gatto selvatico e la martora. Tra i piccoli mammiferi: l’istrice, il moscardino, il quercino, il riccio, il topo selvatico, la lepre e il coniglio selvatico.

Dei grossi rapaci restano il capovaccaio, l’aquila reale e l’aquila del Bonelli, il falco pellegrino, l’allocco, la civetta e l’assiolo. Tra le altre presenze ornitologiche ricordiamo la coturnice, il gracchio corallino, il merlo acquaiolo, la capinera, l’occhiocotto, ma anche merli, passeri solitari, fringuelli, usignoli, cardellini, cinciallegre, upupe, codibugnoli e rampichini. Numerosissimi sono anche i rettili: ramarro, gongilo, biacco, colubro liscio.

Lepidotteri[modifica]

Sicuramente degno di attenzione è l’universo entomologico in cui si contano almeno 30 specie endemiche, ove spiccano per splendore e interesse scientifico talune farfalle (Podalirio, Polissena, Apollo di Sicilia, Briseide). Quasi 90 specie di farfalle diurne divise nelle famiglie:

  • Hesperiidae (14 specie)
  • Papilionidae (5 specie)
  • Pieridae (11 specie)
  • Lycaenidae (19 specie)
  • Nymphalidae (41 specie)

Fra le specie endemiche sono presenti: Hesperia comma hemipallida, Parnassius apollo siciliae, Lycaena alciphron bellieri, Eumedonia eumedon nebrodensis, Polyommartus daphnis pallidecolor.

Flora[modifica]

Le Madonie sono caratterizzate da paesaggi di macchia mediterranea le cui presenze più tipiche sono il mirto, il corbezzolo, l’erica, l’euforbia arboscente, si passa via via salendo di quota alla presenza del mandorlo e del castagno, dei lecci e delle roverelle. Risalendo ancora si estendono le macchie di agrifoglio, di roveri e faggi. Quest’ultimo in autunno ci dona paesaggi straordinari dipinti di arancio e oro.

Il sottobosco regala una flora riccamente rappresentata da orchidee, viole, ciclamini, peonie, e negli ambienti acquosi detti “margi” la rara felce regale, e numerosissimi endemismi. Alle quote mediane troviamo le ginestre del Cupani (Genista cupanii), il ginepro emisferico (Juniperus communis subsp. hemisphaerica) e l’astragalo delle Madonie (Astragalus nebrodensis). Nelle alte quote vegetano rarità botaniche come il “Basilisco” (Chachys ferulacea) da cui si sviluppano i famosi e pregiati funghi omonimi, gli agrifogli giganti che raggiungono anche i 15 metri d’altezza. L'Abies nebrodensis (albero autoctono delle Madonie) agli inizi del '900 fu considerato scomparso finché nel 1957 fu riscoperto nel Vallone Madonna degli Angeli, sopravvissuti probabilmente grazie all'isolamento.

Tra gli endemismi del mondo vegetale abbiamo: Viperina stellata, Ginestra di Gasparrini, Colchilo a tre foglie, Astragalo dei Nebrodi, Astro di Sorrentino, Viola dei Nebrodi, Senecione candido, Coda di topo, Lini di montagna, Ofride a mezza luna, Cardo niveo, Aglio dei Nebrodi, Androsace siciliana, Violaccila di Bonanno, Ginestra di Cupani, Lino delle fate siciliano, Stregonia siciliana, Alisso dei Nebrodi, Prango ferulaceo.

Sentieri[modifica]

Tutti i dettagli relativi ai sentieri qui descritti possono essere trovati in questa pagina.

Sentiero Natura 2 degli Abies nebrodensis - Quacella
N2
Lunghezza: 6,9 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 400 m Tempo 3 ore Difficoltà Escursionistico
Abies nebrodensis (31505534280).jpg
Il sentiero è dedicato all'osservazione degli Abies nebrodensis e conduce al Vallone Madonna degli Angeli. Il punto di partenza è sulla SP119. Dopo circa 1,5 km, su un tornante della pista, un sentiero si biforca svoltando a destra. Da qui si incontrano i primi esemplari di Abies, facilmente riconoscibili dal portamento della chioma a campana, e dall'assetto dei rametti disposti a croce.
Sentiero Italia (da Scillato a Geraci Siculo)
566a 561 G4 554 579 575a
Lunghezza: 44 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa m Tempo 25 ore Difficoltà Escursionisti esperti

Piano Battaglia in autunno
Partenza Da: Scillato (493 m s.l.m.)   Tempo di percorrenza 5 ore
Destinazione A: Piano Battaglia (1600 m s.l.m.)   Per dislivello si intende il dislivello totale della tappa, potrebbero esserci dislivelli più alti sia in discesa che in salita all'interno della tappa 1100 m

Descrizione: È necessario dire che questo tratto non può essere percorso durante i mesi che vanno da Maggio ad Ottobre, per salvaguardare la nidificazione dell'Aquila Reale. L'itinerario può essere fatto partendo dal Rifugio Luigi Orestano, oppure da 1 Portella Colla. Esiste anche un sentiero di deviazione segnalato che si congiunge con Portella Colla.

Questo tratto di 15 km è piuttosto impegnativo: il sentiero sale su una serie di tornanti sino a raggiungere quota 1436 metri di Casa di Mastro Peppino, dove sarà possibile rifornirsi d'acqua. Casa di Mastro Peppino si trova nel Vallone Nipitalva per poi raggiungere Piano Cervi: un'ampia depressione al cui centro si è creato un piccolo laghetto generato dal disgelo delle nevi.

Il sentiero risale consentendo la vista di Monte dei Cervi, quindi rientra nella faggeta e scende nell'Area Demaniale Forestale. Il tratto arriva a Portella Colla a quota 1.420 m. da dove si può vedere il complesso montuoso della Antenna Grande. Da qui si prosegue fino a Piano Battaglia dove sono presenti vari rifugi e alberghi per pernottare.


Partenza Da: Piano Battaglia (1600 m s.l.m.)   Tempo di percorrenza 4 ore
Destinazione A: Madonna dell'Alto (1750 m s.l.m.)   Per dislivello si intende il dislivello totale della tappa, potrebbero esserci dislivelli più alti sia in discesa che in salita all'interno della tappa 600 m

Descrizione: Da Piano Battaglia si raggiunge Case Faguara in corrispondenza dell'omonimo vallone. Si costeggia il fiume per scendere verso Case la Pazza. A questo punto si attraversa la SP54 e si prosegue lungo il sentiero 554. Da qui si sale da contrada Pomieri e si raggiunge il Vallone Madonna degli Angeli passando vicino al "Sentiero degli Abies nebrodensis". Il sentiero continua a salire fino nei pressi del Santuario di Madonna dell'Alto a 1819 metri s.l.m. da dove si può fare una deviazione godere un bel panorama.


Petralia Sottana
Partenza Da: Madonna dell’Alto (1750 m s.l.m.)   Tempo di percorrenza 2 ore
Destinazione A: Petralia Sottana (900 m s.l.m.)   Per dislivello si intende il dislivello totale della tappa, potrebbero esserci dislivelli più alti sia in discesa che in salita all'interno della tappa -900 m

Descrizione: Da questo punto il sentiero inizia a scendere in maniera ripida e con svariati tornanti lungo il Vallone della Cella raggiungendo una Regia Trazzera 284 che attraversa la Contrada Gisa, arrivando al Fiume Imera Meridionale. Da qui si giunge nel centro di Petralia Sottana.


Geraci Siculo
Partenza Da: Petralia Sottana (900 m s.l.m.)   Tempo di percorrenza 3 ore
Destinazione A: Geraci Siculo (1100 m s.l.m.)   Per dislivello si intende il dislivello totale della tappa, potrebbero esserci dislivelli più alti sia in discesa che in salita all'interno della tappa 500 m

Descrizione: Dopo aver aver superato il cancello di Portella Ferrone a quota 1160 metri si raggiunge il Gorgo di Pollicino, un laghetto importante per gli uccelli migratori. Si prosegue salendo su una pista allo scoperto passando vicino a sorgenti ed abbeveratoi fino al punto più elevato dove poi inizia la discesa. Da qui si segue una strada della forestale per poi giungere all'Antico Fontanile di Geraci Siculo e terminare il percorso.

Dal sentiero Battaglietta a Piano Sempria
552
Lunghezza: 7 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 600 m Tempo 5 ore Difficoltà Escursionistico
Da Piano Battaglia, in località Battaglietta a quota 1630 m. parte il sentiero che imbocca una pista sterrata in leggera salita dove è possibile vedere l'inghiottitoio della Battaglietta. Poi il sentiero comincia a salire con una serie di tornanti, si immette in una faggeta e giunge ad un bivio. Si gira a destra per Monte Ferro e per il Vallone di Zottafonda, si procede lungo un breve tratto allo scoperto e si rientra nella faggeta dove sulla destra è visibile un acero secolare. Il sentiero procede in salita sino a giungere in una radura dominata da Querce di dimensioni considerevoli, ma anche Aceri e Faggi. Qui finisce il percorso una volta raggiunto il Rifugio Crispi.
Sentiero Pizzo Carbonara
551
Lunghezza: 5,6 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 350 m Tempo 4 ore Difficoltà Escursionistico esperto
Pizzo Carbonara
Pizzo Carbonara è il secondo monte più alto della Sicilia dopo l'Etna con i suoi 1979 metri sul livello del mare. Il percorso è piuttosto impegnativo e va affrontato solo in condizioni di ottima visibilità. Il sentiero comincia nel primo tratto seguendo il medesimo del sentiero da Battaglietta a Piano Sempria, poi si svolta per salire verso la cima del Pizzo Carbonara dove si può godere di una vista eccezionale di quasi tutta l'Isola. Aggirando da est ad ovest il Pizzo Antenna, si giunge a Piano della Principessa e quindi a Pizzo Carbonara, il punto più alto. Poi il sentiero svolta a sinistra lasciando Pizzo Palermo alle spalle per poi tornare nuovamente a Piano Battaglia.
Dal sentiero Stagno Gorgonero a Piano Catarineci
558
Lunghezza: 3 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 400 m Tempo 3 ore Difficoltà Escursionistico
Dalla SP54 accanto al Parco Avventura e lo stagno Gorgonero ci si immette nel sentiero che si inerpica in mezzo a un fitto bosco di castagni, pini e agrifogli. Si superano un rifugio e un abbeveratoio, si prosegue lungo il sentiero che attraversa Vallone Scopalacqua fino a raggiungere Piano Catarineci, dove spesso è possibile vedere dei cavalli allo stato brado.
Sentiero Portella Mandarini
563
Lunghezza: 13 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 500 m Tempo 5 ore Difficoltà Escursionistico
Dalla SP54 ci si immette in un sentiero sterrato che si percorre per circa 700 m sino a raggiungere il bivio per Marcato D'Alfano. Si attraversa un boschetto di agrifogli e, costeggiando Pizzo Argentiera, si raggiunge una vasta radura dove sorge la chiesetta di San Cosimano. Si prosegue con una serie di saliscendi in cui è possibile ammirare i panorami su Geraci Siculo e Castelbuono. Nei pressi di Cozzo Giardinello ci si immette in una stradina che sale fino a raggiungere l'abbeveratoio della SS. Trinità all'ingresso di Geraci Siculo.
Sentiero Nociazzi - Madonna dell'Alto - Monte San Salvatore
553
Lunghezza: 5 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 700 m Tempo 3 ore Difficoltà Escursionistico
Questa impegnativa, escursione inizia dalla borgata di Nociazzi nei pressi di Castellana Sicula. Oltre la borgata si incontra un sentiero per il Santuario che si inerpica lungo le pendici del Pomo. Man mano che si sale il panorama offre vedute sulla valle del fiume Imera Meridionale. Si prosegue in ripida salita tra le Rocche del Pomo a sinistra e Rocca Vaccaro a destra. Superate le pendici meridionali di Monte Alto, ove sorge il Santuario, si trova il Monte San Salvatore. Svoltando a destra il sentiero porta al Santuario di Madonna dell'Alto a 1819 metri sul livello del mare.
Sentiero Case la Pazza - Piano Pomo - Piano Sempria
565
Lunghezza: 6 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 250 m Tempo 4 ore Difficoltà Escursionistico
Subito prima del guado del vallone Faguara, si può osservare l'affioramento di brecce dolomitiche di colore grigio, frammiste ad argilliti e marne che vanno dal grigio al giallo, passando per l'azzurro. Passando sul versante sinistro del vallone Faguara, superata una breve salita, raggiungiamo il passo di "Balzo Canna". Da qui è possibile conquistare la vetta di "Pizzo Canna". Questa area è uno dei siti di nidificazione dell'Aquila reale. Si giunge poi a Piano Pomo dove recuperate le forze si prosegue per Piano Sempria, fino al rifugio Crispi.
Sentiero Collesano - Isnello
560
Lunghezza: 7 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 600 m Tempo 7 ore Difficoltà Escursionistico
Imboccata da Collesano la SP 9ii in direzione Scillato, si incontra sulla sinistra una pista che sale in direzione sud-est. La pista diviene a tratti un ripido sentiero non sempre ben visibile. Poco dopo si raggiungono le Case Volpignano. Si raggiunge quindi il bivio Munciarrati, per poi arriva in una delle più vaste e più integre zone boschive delle Madonie. Superato il bivio sulla SP54, si giunge alle pendici di Pizzo Dipilo che con i suoi 1385 metri, rappresenta una difficile e impegnativa risalita per poi arrivare alla meta finale.
Sentiero della pace
587
Lunghezza: 9 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 670 m Tempo 5 ore Difficoltà Escursionistico per esperti
Questo sentiero è stato percorso nel 2004 in occasione del "Summit for Peace" durante il Meeting Nazionale Sentieristica e SNE nel 2005. Inizia come pista sterrata e procede nella parte iniziale lungo la Reggia Trazzera che collegava Petralia con Castelbuono. Dopo poco più di un chilometro (effettuando una deviazione) si giunge al ponte medievale di San Brancato, poi ci si immette a sinistra in una mulattiera che raggiunge le falde di Pizzo Sant'Otiero fino a Gorgo Nero, quindi dopo un paio di chilometri, si raggiunge Portella di Mele a quota 1.500 m. Si prosegue per un antico e bellissimo sentiero che entra nella faggeta e si continua raggiungendo Pizzo Inferno a quota 1.700 m. Il sentiero continua ancora più ripido passando dalla vetta di Monte San Salvatore dalla cui cima si godono bellissimi panorami. A questo punto si scende leggermente per poi prendere la salita al Santuario Madonna dell'Alto a quota 1.827 m.
Sentiero Gratteri - Isnello
601
Lunghezza: 8,5 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 450 m Tempo 5 ore Difficoltà Escursionistico
Questo sentiero collega Gratteri a Isnello. Il percorso inizia attraversando il parco della Grotta Grattara, salendo all'interno della pineta si raggiunge la grotta. Dopo la grotta si giunge ad un tratto di strada scoperto, dove sulla destra si trova la base di Pizzo Dipilo. Superato Pizzo Dipilo si giunge infine al limite del "Querceto di Isnello" che rappresenta una delle più vaste e meglio conservate aree boschive di questo comprensorio.
Sentiero Vallone dei Molini
626
Lunghezza: 4,8 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 400 m Tempo 3 ore Difficoltà Escursionistico
Il sentiero prende il nome dai tanti mulini presenti nell'area del Torrente Giardinello. Il più importante è Mulino Mazzara tra i meglio conservati ma aggredito dalla vegetazione.
Sentiero Ferla - Bivio Pianetti
603
Lunghezza: 7 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa -500 m Tempo 4 ore Difficoltà Escursionistico
Il sentiero inizia dall'area attrezzata Pianetti nei pressi di Pizzo S. Angelo. Inoltrandosi nel sentiero che conduce alla chiesetta della Ferla, sull'omonima strada che conduce fino a Cefalù, si costeggia un folto bosco sulla destra per poi giungere ad un'area antropizzata che segna la fine del percorso.
Geraci Siculo - Portella Ferrone
575b
Lunghezza: 11,5 km Dislivello totale della tappa: potrebbero esserci dislivelli maggiori o minori in salita e/o discesa 500 m Tempo 6 ore Difficoltà Escursionistico
Il sentiero si inerpica in una zona delle Madonie con di panorami e ampi spazi aperti. Si alternano folti boschi ad aspre montagne fino a Piano Catarineci dove spesso è possibile godere della vista di cavalli allo stato brado. Si ridiscende poi verso Portella Ferrone.


Cosa vedere[modifica]

Santuario di Gibilmanna
  • 1 Santuario di Gibilmanna, Contrada Valle Grande, Frazione di Gibilmanna (15 km a sud sulla provinciale 54bis), +39 0921421835. Santuario mariano molto noto e frequentato. All'interno vari ex-voto. Di antica fondazione benedettina ha ospitato anche i Cappuccini. Annesso al corpo del santuario, nel monastero, il Museo Fra Giammaria da Tusa con arredi sacri e oggetti religiosi locali di notevole interesse. Nel periodo estivo, soprattutto il sabato, può capitare che il santuario ospiti cerimonie matrimoniali. Incantevole la vista sull'interno delle Madonie. A lato della scala principale del santuario parte un sentiero (facile) che scende a valle totalmente immerso nei boschi. Santuario di Gibilmanna su Wikipedia santuario di Gibilmanna (Q744135) su Wikidata
Rovere di Pomieri
  • 2 Rovere di Pomieri (Vicino l'hotel Pomieri, sentiero 563). Albero di rovere monumentale alto 22 metri con un tronco di 7 metri di circonferenza, età stimata di 600 anni.
  • 3 Santuario della Madonna dell’alto, Monte Alto. Sorge ove quasi certamente era stata eretta tra il XIII e il XIV secolo, una chiesetta dedicata alla Madonna. È sito a circa 1817 m. slm. ed è annoverato tra i santuari Mariani più alti in Europa. La statua della Madonna, a cui viene attribuito un leggendario ritrovamento, riporta sul piedistallo la data 1471, ma non sappiamo se questa data indichi la realizzazione della scultura o la posa della stessa nel Santuario del Monte Alto. Suggestivo il luogo per la natura che lo circonda e per l’invidiabile vista di cui si gode in quota. Il Santuario oltre ad essere meta di pellegrinaggi fa parte del Sentiero della Pace.
  • 4 Gorgo di Pollicino. Laghetto utilizzato dagli uccelli migratori come luogo di sosta.
  • 5 Inghiottitoio della Battaglietta.
  • 6 "Bevaio" della SS. Trinità (Abbeveratoio della SS. Trinità). L'abbeveratoio della SS. Trinità, fatto costruire dal Marchese Simone Ventimiglia, poggia su un rettangolo di venti metri di lunghezza, ha due fontane laterali in pietra con quattro bocche che riversano l'acqua in coppe di arenaria e una vasca centrale dove l'acqua proveniente dalle fontane è riunita. Una cornice merlata si eleva sul timpano e le fontane sono sovrastate da due piramidi, ognuna delle quali porta uno stemma, raffigurante le tre contee normanne, con tre strisce orizzontali e tre stelle e al di sotto due mascheroni. La costruzione di sinistra è fiancheggiata di motivi floreali, quella di destra da un vaso di fiori. Dentro una cornice rettangolare vi è lo stemma del casato dei Ventimiglia raffigurante un leone rampante che sostiene una spada con le zampe anteriori, mentre quelle posteriori sono coperte da un elmo. La costruzione fu abbassata nel periodo fascista per renderla funzionale come abbeveratoio per gli animali.
  • 7 Ponte di San Brancato. Il ponte è molto suggestivo grazie all'arco di pietra che supera il torrente Mandarini. La trazzera e anche il ponte, nel passato rivestivano una grande importanza, in quanto facevano parte della rete delle trazzere regge. Il torrente ha una portata d'acqua è continua durante tutto l'anno.

Monti[modifica]

  • 8 Pizzo antenna. Altro 1696 m
  • 9 Monte dei Cervi. Alto 1.794 m s.l.m. ricade nei territori di Scillato e Polizzi Generosa. Si tratta di uno dei rilievi più alti del gruppo delle Madonie; il monte si trova a sud-ovest del complesso Carbonara-Mufara, incastonato tra i rilievi calcarei di Monte San Salvatore (1.912 m), Monte Mufara (1.865 m) e Monte Fanusi (1.472 m). Considerato il più grande contenitore di acqua delle Madonie, da esso nascono numerosi affluenti che sfociano nel fiume Imera meridionale. Monte dei Cervi su Wikipedia Monte dei Cervi (Q55831452) su Wikidata
  • 10 Monte Mufara. Alto 1865 m Monte Mufara su Wikipedia Monte Mufara (Q12954336) su Wikidata
Vetta di Cozzo Luminario
  • 11 Cozzo Luminario. Un monte di 1512 m con una croce in cima.
  • 12 Pizzo Carbonara. Con i suoi 1979 m è il secondo monte più alto della Sicilia dopo l’Etna. Pizzo Carbonara su Wikipedia Pizzo Carbonara (Q965689) su Wikidata
  • 13 Pizzo Argentiera. Alto 1502 m
  • 14 Pizzo Catarineci. Alto 1660 m
  • 15 Grotta Grattara (nei pressi di Gratteri).


Dove mangiare[modifica]

  • 1 Fiasconaro, Piazza Margherita 10 (Nella piazza della Chiesa Matrice.), +39 0921677132, +39 800929971. Gelateria e pasticceria dove si produce il famoso panettone di Castelbuono, eccellenza culinaria gourmand nota in tutto il mondo. Un'ottima sosta per un gelato prima d'imboccare via Sant'Anna alla volta del Castello all'andata e per prendere il panettone al ritorno.


Dove dormire[modifica]

  • 1 Baita del faggio, Contrada Fontanone del Faggio, Isnello PA, +39 0921662197. Questo tre stelle dallo stile montano (caminetti ovunque) in comune di Isnello precede di pochi tornanti piano Battaglia. Punto intermedio per un itinerario dalla costa verso Petralia Soprana. Anche bar ristorante di buon livello per una sosta a metà percorso. Bei panorami, wi-fi disponibile nella hall.
  • 2 Il castello, Via Generale di Maria, 27, Petralia Sottana, +39 0921641250, @ . Ecb copyright.svg 75€. Albergo 3 stelle in centro allocato in un vecchio castello ristrutturato nel centro storico, poche camere, alcune con travi a vista. Buon servizio e ottimo punto di partenza per itinerari di visita al centro delle Madonie
  • 3 Hotel residenza Petra, Via Errante, 5, Petralia Soprana, +39 0921 681321. Ecb copyright.svg 85 € (settembre 2015). Buon hotel in posizione centralissima a Petralia Soprana. Caratteristico, ricavato da costruzione originale del centro storico, atmosfera da borgo di altri tempi. Buon punto base per ogni itinerario di visita della zona centrale delle Madonie.
  • 4 Hotel Pomieri, Piano Pomieri.
  • 5 Agriturismo Il Vecchio Frantoio. Struttura elegante con piscina.
  • 6 Rifugio Ostello Della Gioventu Piero Merlino, Piano Battaglia, +390921649995.

Rifugi[modifica]

Rifugio Crispi
  • 8 Rifugio Crispi (Raggiungibile da Castelbuono). Struttura ricettiva con ristorante. Un importante punto di riferimento della zona.
Pagliaio di Piano Pomo
  • 9 Pagliaio di Piano Pomo (Lungo il sentiero degli agrifogli). Pagliaio utilizzabile per pernottamento prenotando presso le strutture del Parco.
  • 10 Rifugio Scalonazzo.
  • 11 Rifugio Giuliano Marini, Piano Battaglia. Rifugio Giuliano Marini su Wikipedia rifugio Marini (Q3935559) su Wikidata
  • Pagliaio Monte Cervi.
  • 12 Rifugio Morici.


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Note[modifica]

  • Dislivello voy.png: Per dislivello si intende il dislivello totale della tappa, potrebbero esserci dislivelli più alti sia in discesa che in salita all'interno della tappa.
  • Crystal clock.svg: I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono a un escursionista medio.
  • Backpacker.png: La classificazione adottata è la seguente: Turistico per i sentieri più semplici, Escursionistico per quelli di media difficoltà, Escursionistico per esperti per quelli più difficili.


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