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Novarese
Piazza di Veruno
Stato
Regione
Capoluogo
Sito del turismo

Novarese è un territorio della pianura padana piemontese.

Da sapere[modifica]

Il Novarese è una terra agricola e industriale, fortemente influenzata dalla Lombardia e Milano, con paesaggi che vedono un caratteristico susseguirsi di cascine e risaie. Il fulcro di tutto il territorio è logicamente Novara, ma sorprenderà scoprire che anche molte altre località agricole nei dintorni hanno da offrire grandi tesori di storia e arte.

Cenni geografici[modifica]

È caratterizzato da una vasta pianura che si estende fra i fiumi Sesia e Ticino e che, salendo verso nord, si increspa fino a tramutarsi in dolci colline.

Cenni storici[modifica]

Resti delle mura romane nel centro storico di Novara

Situata nell'estremo oriente piemontese, venne abitata dai Liguri già da alcuni millenni prima di Cristo e successivamente dai Celti (IV secolo a.C.), che nella pianura fondarono il centro di Aria. La tribù Gallica stanziatasi nell'attuale Novarese fu quella dei Vertamocori che secondo Plinio il Vecchio furono i fondatori di Novara, anche se attuali scoperte indichino che il centro più importante fosse situato più a Nord.

Nel 196 a.C. giunsero i Romani che conquistarono la regione, accampandosi ad Aria, e rinominandola in Novaria.

Raggiunta dal Cristianesimo nei IV e V secolo e in particolare dopo la caduta dell'Impero romano, il territorio dell'attuale provincia (comprensivo del Verbano-Cusio-Ossola) passò più volte di possesso: prima ai Longobardi, poi a Carlo Magno che ne divise il territorio in comitati. Tuttavia, nonostante la parcellizzazione del territorio, il potere vescovile rimase marcato e relativamente regolare attraverso i secoli, ed esteso fino alla Val d'Ossola.

La storia del territorio, comunque, rimane strettamente legata a quella delle nobili famiglie che vi si insediarono anche in tempi molto antichi ed influenzarono la vita economica, politica, religiosa ed sociale, in particolare, i Blanderate, i Gautieri, i Gualone e i Tornielli. Successivamente, intorno al XV secolo, i contrasti interni al capoluogo portarono l'intero territorio a scivolare in possesso della famiglia Visconti di Milano e successivamente in mano agli Sforza, periodo al quale buona parte del Novarese deve il ceppo insubrico-lombardo (e non piemontese) della sua lingua.

A questo punto il Novarese seguì le sorti delle regioni circostanti, subendo il dominio spagnolo durato alcuni secoli (e al quale si deve il nome di alcuni centri quali Cavaglio san Donnino o Cavaglio d'Agogna) finché, all'inizio del XVIII secolo, queste terre vennero conquistate dai Savoia con Vittorio Amedeo II, e tali rimasero durante la dominazione napoleonica, fino all'unificazione del Regno d'Italia.

Il dominio napoleonico portò in Italia un'organizzazione statale molto gerarchizzata, dopo la Restaurazione Casa Savoia pertanto cercò di adeguarvisi istituendo province più grandi sul suo territorio (in somiglianza dei dipartimenti francesi), con a capo un governatore (nel 1860 ribattezzato prefetto): il ministro che per primo vi diede attuazione fu Urbano Rattazzi, che nel 1859 suddivise il Piemonte in 4 province: Torino, Alessandria, Cuneo e Novara.

La provincia di Novara così definita, occupava allora un territorio vastissimo, ed era suddivisa fra i circondari di Biella, Domodossola, Novara, Pallanza, Varallo e Vercelli, quindi comprendeva per intero i territori delle odierne province di Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola.

L'alessandrino ministro che ne disegnò la circoscrizione tenne poco in considerazione il marcato orgoglio di Vercelli, da tempo abituata ad essere capoluogo di provincia e che ora soggiaceva a Novara. Le proteste della città s'intensificarono finché Mussolini, nel 1927, ne separò il territorio, e in seguito, nel 1992, anche il Verbano-Cusio-Ossola diventò autonomo.

Lingue parlate[modifica]

Anche se l'Italiano è parlato comunemente, in gran parte del territorio si parla il dialetto novarese, appartenente al gruppo lombardo occidentale, con influenze piemontesi sempre più evidenti man mano che ci si avvicina alla sinistra orografica della Sesia.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

Abbazia diSan Nazzaro Sesia
  • 1 Bellinzago Novarese (Branzagh in lombardo e piemontese) — Cittadina rurale nel parco del fiume Ticino, vi si trova l'antica Badia di Dulzago, ora una frazione pedonale circondata da alte mura. Il Mulino Vecchio, unico ancora funzionante della zona, racconta la storia di un passato agricolo.
  • 2 Boca (Bòca in piemontese e in lombardo) — Località collinare situata tra i vigneti che producono l'ottimo Boca Doc, vi si trova il maestoso santuario del Santissimo Crocefisso, interamente porticato. Parte del territorio è situato nel parco naturale del Monte Fenera.
  • 3 Borgomanero (Borbané in piemontese, Burbanee in lombardo) — Punto di collegamento tra il Lago d'Orta, il Lago Maggiore e la pianura Novarese è un vivace centro economico e turistico. Il simbolo di tutta la città è la statua della Madonna del XVIII secolo voluta da Gabriele I d'Este nella piazza centrale della città. Anche la maestosa chiesa San Bartolomeo Apostolo merita sicuramente una visita.
  • 4 Carpignano Sesia (Carpignan in piemontese, Carpigneun nella variante locale) — Lungo il fiume Sesia, custodisce al suo interno un antico castello-ricetto ben conservato, utilizzato per proteggere la città dalle razzie. D'interesse è la chiesa di san Pietro, all'interno del ricetto.
  • 5 Castelletto sopra Ticino (Castelet in lombardo) — Situato nel punto il cui il Lago Maggiore si restringe fino a diventare fiume, le sue sponde sono meta degli amanti della natura e della tranquillità. Nella cittadina si trova il Castelletto Torriani-Visconti e un importante sito archeologico con reperti della necropoli della civiltà di Golasecca.
  • 6 Galliate (Gajà in piemontese, Galiaa in lombardo) — Sull'ampia piazza Vittorio Veneto si affaccia il Castello Sforzesco, secondo solo a quello di Milano. È circondato da grandi torri quadrangolari ed è sede di importanti mostre.
  • 7 Gattico-Veruno (Gàtich e Vrum in piemontese e in lombardo) — A nord del centro abitato di Gattico si trova la Pieve di San Martino, una massiccia pieve in pietra ormai rimasta senza tetto ma nel cui interno vi è cresciuto un manto di erba.
  • 8 Maggiora — A Maggiora c'è una pista di motocross nota a livello mondiale ed è un comune di produzione del vino Boca
  • 9 Novara (Nuara in dialetto novarese) — Il capoluogo della provincia, fulcro di tutte le attività turistiche e commerciali, conserva interessanti tesori artistici ed architettonici come l'ardita cupola della Basilica di San Gaudenzio, simbolo stesso della città, ed il battistero paleocristiano del duomo, uno degli edifici religiosi più antichi del Piemonte.
  • 10 Oleggio (Vlesch in dialetto oleggese, Olegg in piemontese) — Vi si trova la Basilica di San Michele, antico esempio di romanico in Piemonte. È famoso inoltre per il suo carnevale.
  • 11 San Nazzaro Sesia (La Badìa in piemontese) — È sede della famosa abbazia benedettina dei Santi Nazario e Celso, che, nel suo chiostro, conserva eleganti affreschi e curati giardini.

Altre destinazioni[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto più vicino è Milano-Malpensa, ma è talvolta comodo l'aeroporto di Cuneo.

In auto[modifica]


In treno[modifica]

Il Novarese possiede diverse stazioni sulle linee Torino-Milano e Domodossola-Novara. Le stazioni maggiori sono Borgomanero e Novara.

Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

Le strade non sono molto trafficate e molto raramente capitano incidenti.

In autobus[modifica]

Gli autobus che raggiungono i paesi del Novarese sono gestiti dalla STN, dalla Baranzelli e dalla SAF

A piedi e in bici[modifica]

Per spostamenti brevi all'interno di un paese o tra paesi limitrofi, su strade sterrate e minori, può essere conveniente usare la bicicletta. Si sconsiglia invece di passeggiare sulle strade statali o provinciali, in quanto i veicoli a volte vanno molto veloce.

Cosa vedere[modifica]

Il castello di Barengo

Il novarese è famoso per le sue rocche, i suoi castelli e i suoi ricetti. Se ne contano più di cento che si stagliano ancora, solitari, sulla vasta pianura di Novara. Ecco i più famosi:

  • Castello di Barengo (Sulle colline dietro Barengo). Castello di Barengo su Wikipedia castello di Barengo (Q3662480) su Wikidata
  • Castello di Briona. Castello di Briona su Wikipedia castello di Briona (Q3662509) su Wikidata
  • Castello di Caltignaga. Castello di Caltignaga su Wikipedia castello di Caltignaga (Q3662526) su Wikidata
  • Castello Sforzesco di Galliate. Castello Sforzesco di Galliate su Wikipedia Castello Sforzesco di Galliate (Q3662376) su Wikidata
  • Castello di Novara. Castello di Novara su Wikipedia castello di Novara (Q3662765) su Wikidata
  • Castello di Proh. Castello di Proh su Wikipedia castello di Proh (Q3662817) su Wikidata

Itinerari[modifica]

Ci sono numerosi itinerari nei diversi parchi naturali (ad esempio quello del Fenera).

Cosa fare[modifica]

Safari Park
  • Ondaland. Grande parco acquatico con quindici scivoli e un'enorme piscina con onde vere! Ondaland su Wikipedia Ondaland (Q3882438) su Wikidata
  • Pombia Safari Park. Safari da percorrere comodamente in auto o sull'apposito trenino, in cui si possono ammirare più di venti specie di animali tra erbivori e carnivori tra cui la preziosissima tigre bianca in via di estinzione. Pombia Safari Park su Wikipedia Pombia Safari Park (Q15503298) su Wikidata


A tavola[modifica]

Il novarese è famoso per i suoi vini di qualità come il Boca, il Ghemme o il Gattinara. A Borgomanero e dintorni un piatto locale molto apprezzato è il "tapulone".

Sicurezza[modifica]


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