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Magonza

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Magonza
Mainz
Veduta del centro di Magonza
Stemma e Bandiera
Magonza - Stemma
Magonza - Bandiera
Stato
Stato federato
Altitudine
Superficie
Abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa della Germania
Magonza
Magonza
Sito del turismo
Sito istituzionale

Magonza è la capitale della Renania-Palatinato.

Da sapere[modifica]

Magonza è una piacevole città dalle dimensioni provinciali, sebbene rivesta sin dal 1950 il rango di capitale dello Stato federato Renania-Palatinato. La città è celebre per la sua cattedrale, per il suo carnevale, secondo solo a quello di Colonia per affluenza di pubblico e anche per aver dato i natali a Johann Gutenberg, l'inventore della stampa, in cui onore si celebra ogni anno a giugno la Johannisnacht (Notte di Giovanni).

Magonza è rinomata anche per la produzione di vini pregiati: assieme ad altre otto città tra cui Verona, Firenze, Porto e Bordeaux, fa parte del circuito "Grandi capitali del Vino". La fiera annuale del vino (Mainzer Weinmarkt) di inizi settembre, richiama appassionati di enologia da ogni angolo d'Europa. I vini locali possono essere degustati in uno dei tanti Weinstuben, vinerie tipiche dall'atmosfera intima e cordiale.

L'atmosfera conviviale, o meglio da simposio, che si respira in città può essere sintetizzata in un ritornello che viene cantato a squarciagola da tutti i partecipanti al carnevale: "Mainz bleibt Mainz, wie es singt und lacht", ovvero "finché canta e ride, Magonza sarà sempre Magonza." La vigilia del lunedì delle rose (Rosenmontag) il ritornello viene cantato da attori in costume sul palco del piccolo teatro di corte del palazzo dell'Elettorato ed è conosciuto a livello pangermanico in quanto lo spettacolo è trasmesso ogni anno dai canali della tv di stato.

Cenni geografici[modifica]

Magonza è situata sulla riva sinistra del Reno, poco più a nord del punto di confluenza di questo con il Meno e quasi dirimpetto alla città termale di Wiesbaden, capitale dello stato dell'Assia.

Cenni storici[modifica]

La fondazione di Magonza è per tradizione attribuita alle legioni romane. Queste vi giunsero con una buona approssimazione nel 13 a.C. al comando di Druso maggiore, figlio di Augusto e vi eressero un castrum, probabilmente attratti dall'altura oggi conosciuta come Oberstadt(città alta) la cui cima consentiva un agevole controllo del traffico fluviale proprio nel punto in cui il Meno confluisce nel Reno. All'accampamento fu dato il nome di "Mogontiacum", da una divinità celtica, Mogon, paragonabile a quella greco-romana di Apollo. L'arrivo successivo di artigiani e commercianti finalizzato a soddisfare il vettovagliamento e le altre necessità quotidiane dei legionari, comportò il sorgere di un centro urbano cui forse fu dato il titolo di colonia romana sotto i Flavi. Già nel 350 d.C. la città appariva piuttosto sguarnita di legionari e nel 368 fu messa al sacco una prima volta dagli Alemanni e circa quarant'anni dopo da Vandali, Suebi e Alani.

Dopo la caduta dell'impero romano d'occidente Mogontiacum appare saldamente in mano a Clodoveo, il fondatore della dinastia dei Merovingi convertitosi al cristianesimo nel 496. All'epoca dei Carolingi risale il primo vescovo di Magonza di cui si abbia notizia certa, San Bonifacio. Il vescovo perseguì attiva opera di evangelizzazione delle tribù germaniche e finì i suoi giorni nel 754, ucciso dai Frisi. Il suo corpo fu riportato a Magonza e quindi sepolto nell'abbazia di Fulda.

L'arcivescovo Willigis (975-1011) fece innalzare la maestosa cattedrale che nei suoi disegni doveva servire da cornice solenne all'incoronazione dei membri della dinastia ottoniana, al tempo imperatori del Sacro Romano Impero, nonché re d'Italia e di Germania. Fu in quel periodo che a Magonza si formò una comunità ebraica che si estese rapidamente alle città vicine organizzandosi in consigli. La comunità fu poi oggetto di ripetuti progrom, il primo dei quali risale al 1096: bande irregolari al comando di alcuni crociati si presentarono sotto le mura di Magonza decisi a sterminarli prima di partire per la Terra Santa. Gli Ebrei, piuttosto che cadere nelle loro mani, scelsero il suicidio collettivo all'interno del palazzo episcopale lasciato vuoto dal vescovo che, vista la mala parata, aveva preferito svignarsela.

Nel 1236, nel quadro del conflitto che opponeva l'imperatore Federico II al papato, i cittadini di Magonza furono alquanto vezzeggiati da ambo le parti con la concessione di vari privilegi come l'esenzione fiscale e il diritto di imporre tasse doganali. I cittadini di Magonza finirono per schierarsi dalla parte del vescovo Sigfrido III di Eppstein che non solo confermava i privilegi accordati dall'imperatore e del figlio Corrado IV di Svevia ma dava loro la possibilità di costituire un parlamento di 24 membri, scelti però solo tra le famiglie patrizie. Ancora il vescovo abrogava la coscrizione militare. Questi provvedimenti furono determinanti per lo sviluppo economico della città negli anni a venire.

Dal loro canto gli arcivescovi di Magonza perseguirono un'attiva politica nel contesto europeo del tempo, accrescendo di molto il loro potere. Nel 1356 Carlo IV promulgò La Bolla d'oro con la quale sancì la procedura per l'elezione dell'imperatore. In base all'editto l'elezione dell'Imperatore era demandata ad un'assemblea di sette membri, tre dei quali erano gli arcivescovi di Colonia, Magonza e Treviri.

Statua di Gutenberg nella città vecchia

Nel 1348 un'epidemia di peste nera decimò la popolazione. A quel tempo sorsero i primi dissidi tra la borghesia che si era affermata grazie alle libertà concesse nel secolo precedente e il clero che esercitava pressioni presso il vescovo affinché tali diritti fossero revocati. Ne seguì anche uno scisma con l'elezione di due vescovi, uno eletto dal papa dalla cui parte stava la borghesia e l'altro eletto dal clero che godeva dell'appoggio dell'imperatore. Le libertà civiche furono definitivamente revocate nel 1456. Un anno prima Johannes Gutenberg aveva finito di stampare la Bibbia e 180 copie del libro erano state messe in vendita a Francoforte, suscitando l'entusiasmo degli acquirenti per la loro qualità tipografica.

Gli inizi del secolo successivo furono contrassegnati dalla riforma operata da Martin Lutero le cui tesi conobbero una rapida diffusione grazie alla stampa a caratteri mobili inventata dal Gutenberg. Caspar Hedio, un teologo dell'università di Magonza che aveva aderito alla riforma, distribuì centinaia di fogli che denunciavano il commercio delle indulgenze promosso dal papato suscitando l'indignazione dei cittadini ma il vescovo Alberto di Hohenzollern si schierò a favore facendo cacciare il teologo e dando ordine agli Agostiniani di divulgare tra il popolo la frase propagandistica «appena una moneta gettata nella cassetta delle elemosine tintinna, un'anima se ne vola via dal Purgatorio». Del resto il vescovo aveva acquistato la carica facendosi prestare 20.000 fiorini dal banchiere Fugger e il papa gli concesse di trattenere la metà del denaro ricavato dalla vendita di indulgenze nella sua diocesi per consentirgi la restituzione del prestito. Il vescovo ebbe numerose amanti che gli diedero anche dei figli. Alcune delle sue concubine posarono da modelle per i pittori di corte Lucas Cranach e Matthias Grünewald che le ritrassero sotto forma di madonne e di sante.

La guerra dei trent'anni scoppiata nel 1618 come conflitto tra stati europei che avevano aderito alla riforma e altri che erano rimasti fedeli al cattolicesimo ebbe ripercussioni nefaste su Magonza. Nel 1631 la città si consegnò al re di Svezia Gustavo Adolfo dietro promessa di un trattamento onorevole. Il re fece comunque manbassa di tutte le opere d'arte della città e diede ordine di trasportarle a Stoccolma. Purtroppo la nave con il suo prezioso carico colò a picco nel Baltico. Gustavo Adolfo morì l'anno seguente e il suo cancelliere fece mettere a sacco Magonza. L'occupazione svedese finì`nel 1636 lasciandosi dietro un'epidemia di peste.

Magonza subì ulteriori devastazioni da parte dell'esercito francese anche nel corso della Guerra della Grande Alleanza (1688-1697) che vide opposti i Borboni di Francia e gli Asburgo d'Austria per motivi di successione dinastica nell'Elettorato del vicino Palatinato. Il secolo dei lumi vide l'adesione entusiasta del primo ministro e fratello del principe-elettore Anton Heinrich Friedrich von Stadion alle teorie elaborate da Voltaire e Rousseau. Egli attuò numerose riforme nel campo dell'istruzione e dell'economia sfavorendo i Gesuiti.

L'ultimo principe-arcivescovo di Magonza fu Friedrich Karl Joseph von Erthal (1719 – 1802). Anch'egli fu aperto alle idee dell'illuminismo fino al punto di essere inviso al papato. Fece comunque retromarcia con lo scoppio della rivoluzione francese. L'esercito rivoluzionario espugnò la città nel 1792 costringendo il vescovo alla fuga e proclamando la repubblica di Magonza che ebbe vita travagliata fino all'avvento di Napoleone I. Dopo la caduta di quest'ultimo il congresso di Vienna assegnò Magonza e il suo territorio (Assia Renana) al Granducato d'Assia che conservò una parvenza d'indipendenza fino al 1918, anno in cui la carica di granduca fu definitivamente abolita.

Magonza si espanse soprattutto dopo l'abbattimento delle mura del 1871 ma il suo sviluppo, anche economico, non fu paragonabile a quello della vicina Wiesbaden di parecchie volte superiore. Dal 1919 fino al 1930 Magonza fu occupata dalle truppe francesi come previsto dal trattato di Versailles. Al tempo del nazionalsocialismo il vescovo Ludwig Maria Hugo osteggiò apertamente il regime. Alla fine della guerra la città appariva distrutta all'80% e di nuovo fu occupata dall'esercito francese che diede vita all'attuale stato della Renania-Palatinato scegliendo Magonza come sua capitale. Ciò nonostante la sua crescita industriale fu modesta nell'ambito del miracolo economico tedesco (Wirtschaftswunder) che caratterizzò la Germania dell'Ovest negli anni 50 del XX secolo.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Il tragitto in autobus dall'aeroporto di Hahn dura circa un'ora.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Magonza - Duomo

Architetture religiose[modifica]

  • 1 Duomo (Mainzer Dom). Considerato un capolavoro dell'arte romanico-renana, il duomo di Magonza, dedicato a san Martino da Tours, subì una lunga serie di interventi nei secoli successivi che alterarono l'originaria costruzione del 983 voluta dal vescovo di Magonza, Willigis, con il probabile scopo di accrescere il suo potere assicurandosi l'incoronazione dei re di Germania. Nel corso dei secoli il tempio subì ripetute distruzioni dovute sia a calamità naturali che all'azione dell'uomo. Negli anni della Repubblica di Magonza, istituita dall'esercito rivoluzionario francese, la cattedrale fu adibita a magazzino militare e spogliata di molti dei suoi arredi. Nel 1793, in seguito ai colpi d'artiglieria dei Prussiani che assediavano la città, si sprigionò un incendio all'interno del tempio che comportò la distruzione delle decorazioni in legno e della annessa biblioteca. L'anno successivo, le truppe rivoluzionarie francesi riuscirono a rioccupare la città; le opere sopravvissute all'incendio furono messe all'asta. Il bombardemento dell'agosto 1942, distrusse i tetti e il piano superiore del deambulatorio. Le volte però furono in grado di resistere. Lavori di restauro furono intrapresi nel dopoguerra e si protrassero per circa 20 anni. Un'altra serie di restauri fu avviata nel 2001 e si concluse quindici anni dopo. Duomo di Magonza su Wikipedia "duomo di Magonza" su Wikidata
Santo Stefano
  • 2 Chiesa di Santo Stefano (Pfarrkirche Sankt Stephan). Insieme alla cattedrale la chiesa di Santo Stefano è uno dei simboli della città. Sorge infatti su una lieve altura, quanto basta perché la sua struttura emerga dai tetti della città vecchia contribuendo così a caratterizzare il paesaggio cittadino. Fu distrutta due volte, nel 1857 in seguito allo scoppio di una polveriera e nel 1945 in seguito ai bombardamenti della RAF. L'interno della chiesa è a tre navate di uguale altezza che rivelano l'originario impianto gotico. Le vetrate policrome delle bifore e trifore che illuminano il coro furono realizzate nel 1978 da Marc Chagall che si ispirò a temi del vecchio e nuovo testamento. Chiesa di Santo Stefano (Magonza) su Wikipedia "Parrocchiale di Santo Stefano" su Wikidata
Christuskirche
  • 3 Chiesa di Cristo (Christuskirche), Kaiserstraße 56, +49 6131 234677. Prima chiesa protestante ad essere costruita a Magonza. "Christuskirche" su Wikidata
  • 4 Chiesa di Sant'Agostino (Augustinerkirche). Innalzata tra il 1768 e il 1772, su di una chiesa del XIII secolo, realizzata anche questa dai frati dell'ordine mendicante di Sant'Agostino poco dopo il loro arrivo a Magonza, la chiesa fu sconsacrata nel 1803 secondo le clausole del trattato di Lunéville seguito alla battaglia di Marengo tra Austria e Francia. Il tempio è stato risparmiato dalle devastazioni della II guerra mondiale. Il portale d'ingresso è sormontato da un gruppo scultoreo raffigurante l'Incoronazione della Vergine da parte della Trinità fra le statue di sant'Agostino e sua madre santa Monica. L'interno, a navata unica, è sontuosamente decorato secondo i dettami dello stile rococò in voga al tempo della sua ricostruzione. L'altare maggiore è ornato di statue. Di queste quella dedicata alla Vergine, faceva parte delle decorazioni della preesistente chiesa gotica. Notevole anche l'organo realizzato nel 1772 da un artigiano locale. Vi è annesso un convento coevo alla chiesa. Chiesa di Sant'Agostino (Magonza) su Wikipedia "chiesa di Sant'Agostino" su Wikidata
  • 5 Chiesa di San Pietro (katholische Kirche St. Peter). Una prima chiesa eretta nel 944 fuori le mura andò totalmente distrutta dall'artglieria svedese durante l'assedio di Magonza del 1631. La ricostruzione avvenne solo nel 1749 per volere del principe vescovo Johann Friedrich Karl von Ostein, che ne commissionò l'opera all'architetto di corte, Johann Valentin Thoman. Il progettista realizzò un edificio in puro stile rococò con facciata a tre ordini sovrapposti racchiusa fra due alte torri gemelle dalla caratteristica cupola a bulbo. Durante l'occupazione dell'esercito napoleonico, la chiesa fu sconsacrata ed adibita a scuderie. Gli affresci dell'interno, realizzati da Giuseppe Appiani fra il 1752 e il 1755 andarono completamente perduti in seguito ai bombardamenti della II guerra mondiale ma furono rifatti negli anni '70 del XX secolo. Alcuni arredi sono quelli originari come il pulpito ligneo bianco e oro e i confessionali. Tra gli altari delle cappelle laterali spicca quello della Croce, (Kreuzaltar), a sinistra, con un crocifisso del XVI secolo di Hans Backoffen. Chiesa di San Pietro (Magonza) su Wikipedia "chiesa di San Pietro" su Wikidata
  • 6 Chiesa di Sant'Ignazio, Kapuzinerstraße 36. Coeva alle chiese di San Pietro e di Sant'Agostino e realizzata su progetto dell'architetto di corte, Johann Valentin Thoman. Lo stile della facciata è tuttavia completamente diverso, improntato più al classicismo barocco della fase precedente il rococò. La volta dell'interno è decorata con affreschi realizzati da Johann Baptist Enderle nel 1776 che raffigurano scene della vita di S. Ignazio. Lórgano posto sulla galleria sovrastante l'ingresso risale al 1779. "St. Ignaz (Mainz)" su Wikidata
  • 7 Nuova sinagoga (Neue Synagoge), Synagogenplatz Angolo Hindenburgstraße/Josefsstraße, +49 6131 210 8800. Nuova sinagoga di Magonza su Wikipedia "nuova sinagoga di Magonza" su Wikidata


Architetture civili[modifica]

Palazzo Ostein
  • 8 Palazzo Ostein (Osteiner Hof). Palazzo barocco eretto tra il 1747 e il 1752 su progetto di Johann Valentin Thoman (1695-1777) e su commissione di Franz Wolfgang Damian von Ostein, fratello del principe elettore Johann Friedrich Karl (1689-1763). Il palazzo è famoso perché ogni anno alle ore 11:11 dell'11 di novembre il sindaco di Magonza si affaccia alla balconata del piano nobile del palazzo enunciando le 11 leggi del carnevale. "Osteiner Hof" su Wikidata
  • 9 Palazzo dell'Ordine Teutonico (Deutschhaus). "Deutschhaus Mainz" su Wikidata
  • 10 Palazzo Dalberg (Jüngerer Dalberger Hof). Palazzo Dalberg su Wikipedia "Palazzo Dalberg" su Wikidata
  • 11 Ospedale di Santo Spirito (Heilig-Geist-Spital). "Heilig-Geist-Spital" su Wikidata

Architetture militari[modifica]

  • 12 Cittadella di Magonza (Zitadelle Mainz), Windmühlenstraße. Cittadella di Magonza su Wikipedia "Cittadella di Magonza" su Wikidata
  • 13 Torre di Ferro (Eisenturm), Rheinstraße 59. Torre di Ferro su Wikipedia "Torre di Ferro" su Wikidata
  • 14 Torre di Legno (Holzturm), Holzstraße 34. Torre di Legno su Wikipedia "Torre di Legno" su Wikidata

Antichità romane[modifica]

Cenotafio di Druso
  • 15 Cenotafio di Druso (Drususstein). Rudere di tomba romana del I secolo d.C. sul versante sud della città alta. L' identificazione è stata possibile grazie a un'iscrizione latina che reca il nome di Druso maggiore, figlio di Augusto e di Livia Drusilla, deceduto nel 9 a.C. in seguito a una caduta di cavallo nel corso di una campagna militare in Germania. Cenotafio di Druso su Wikipedia "Cenotafio di Druso" su Wikidata
  • 16 Santuario di Iside e della Magna Mater (Heiligtum der Isis und Mater Magna). Scoperto per caso nel 1999, durante i lavori per la costruzione di una galleria commerciale ("Römerpassage") in centro. La sua identificazione fu resa possibile grazie alle numerose iscrizioni votive alla dea egizia Iside e alla Magna Mater. Fu eretto nell'ultimo terzo del I secolo lungo la strada romana che conduceva al ponte sul Reno. Nel corso degli scavi furono rinvenuti anche i resti di una necropoli appartenente alla cosiddetta "cultura di Hallstatt", fiorita in Europa centrale dalla tarda età del bronzo (1200-800 a.C.) fino agli inizi dell'età del ferro (800-600 a.C.). Tra le tombe, una ove fu sepolto un personaggio femminile di rango elevato, ha restituito oggetti del corredo funebre. I reperti sono visibili nei sotterranei del Römerpassage. Santuario di Iside e della Magna Mater su Wikipedia "Santuario di Iside e della Magna Mater" su Wikidata
  • 17 Colonna di Giove (Große Mainzer Jupitersäule). Colonna di Giove su Wikipedia "Colonna di Giove" su Wikidata
  • 18 Arco di Dativius Victor (Dativius-Victor-Bogen), Ernst-Ludwig-Platz. Modesto arco trionfale ad un solo fornice del III secolo d.C. L'iscrizione sull'attico reca la dedica al decurione Dativius Victor. Arco di Dativius Victor su Wikipedia "Arco di Dativius Victor" su Wikidata

Musei[modifica]

Museo Gutenberg
  • 19 Museo Gutenberg, Liebfrauenstraße 5, +49 6131 122503. Simple icon time.svg Mar-Sab 09:00-17:00, Dom 11:00-17:00. Vi sono esposti i primi libri stampati in Europa, torchi per la stampa e macchine per la litografia di varie epoche e forme. Nel 1978 il museo acquisì due delle 46 copie originali della "Bibbia a 42 righe", il primo libro stampato prodotto da Gutenberg che dimostrò così che la nova forma scribendi non aveva nulla da invidiare all'arte degli amanuensi. A causa del loro inestimabile valore, le due copie originali sono protette in una camera blindata dotata di telecamere di sorveglianza e di un sofisticato sistema di allarme. Nei sotterranei del museo è stato riprodotto il laboratorio di Gutenberg che oggi costituisce la maggiore attrazione del museo. I visitatori hanno la possibilità di assistere al funzionamento delle macchine ideate da Gutenberg sul finire del XVI secolo per la realizzazione di libri stampati. I tipografi all'opera vestono i costumi del tempo. Gli orari di apertura del laboratorio divergono da quelli del museo ma non è richiesta alcuna prenotazione e il prezzo è incluso in quello d'ingresso. Museo Gutenberg su Wikipedia "Museo Gutenberg" su Wikidata
  • 20 Museo statale di Magonza (Landesmuseum Mainz), Große Bleiche 49-51, +49 6131 28570. Simple icon time.svg Mar 10:00-20:00, Mer-Dom 10:00-17:00. Il museo è allestito in un vasto edificio che un tempo accoglieva le scuderie del principe elettore, noto anche come caserma del cavallo d'oro. Il nucleo delle collezioni è costituito da opere d'arte confiscate su ordine di Napoleone I cui si sono aggiunte altre appartenute al duca Giovanni Giorgio di Sassonia. Nelle sale del lapidario sono esposte vestigia provenienti dalle province romane della Germania inferiore e superiore. È la più grande collezione di antichità romane d'oltralpe. Le collezioni di epoca preromana comprendono reperti molto interessanti come la figurina di un cane in vetro policromo proveniente da una tomba celtica del II secolo a.C. della necropoli di Wallertheim. Tra le opere d'arte medioevali spiccano le statue che ornavano il portale della chiesa gotica di Santa Maria al mercato. Notevoli anche le collezioni di porcellane provenienti dalla fabbrica di Höchst e di cristallerie Art Nouveau. Le collezioni d'arte del XX secolo comprendono tra l'altro numerosi dipinti dell'artista catalano Antoni Tàpies, un'opera di Picasso del 1908 intitolata "Testa di donna" e di altri artisti come Max Klinger, Käthe Kollwitz e Max Liebermann, tutti classificati dal regime del nazionalsocialismo come esponenti di arte degenerata. "Landesmuseum Mainz" su Wikidata
  • 21 Museo delle Antiche Costruzioni Navali (Museum für Antike Schifffahrt), Neutorstraße 2b, +49 6131 286630. Simple icon time.svg Mar-Dom 10:00-18:00. "Museum of Ancient Shipbuilding" su Wikidata
  • 22 Museo Centrale Romano-Germanico (Römisch-Germanisches Zentralmuseum), Ernst-Ludwig-Platz 2, +49 6131 91240. Simple icon time.svg Ven 10:00-18:00. "Romano-Germanic Central Museum" su Wikidata


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Locali notturni[modifica]

  • 1 Fiszbah, Raimundistr. 13, +49 6131 670330. Simple icon time.svg Lun-Gio 18:00-02:00, Ven-Sab 18:00-04:00. Rinomato localino con cameriere sexy e con musica del genere più diverso. Si va al Fiszbah per bere birra ma si può anche mangiare (menu limitato) Nei week end però servono anche il brunch.
  • 2 Hafeneck, Frauenlobstraße 93, +49 6131-4801977. Simple icon time.svg Mar-Gio 12:00-15:00 & 18:00-01:00, Ven-Sab 18:00-02:00, Dom 18:00-01:00. Pub frequentato dai tifosi del calcio e fricchettoni di quartiere. Musica dal vivo con ospiti come Whiskey Rabbi e Vicky Vomit. Dispone di serzio ristorante con insalate, classici schnitzel e pancake.
  • 3 Good Time and Alexander the Great, Hintere Bleiche 18a e 8. Simple icon time.svg Mer 20:00-02:00, Gio-Sab 21:00-06:00. Rinomato Hard Rock pub. Le bevande (sidro e idromiele) sono servite in recipienti di metallo stilizzati a forma di corno come in uso ai tempi di Alessandro il Grande. La musica di sottofondo è quanto mai varia e spazia da quella classica al Death Metal (dipende dai giorni).
  • 4 Besitos, Bahnhofpl. 4 (Sulla piazza della stazione), +49 6131 5543834. Simple icon time.svg Lun-Sab 10:00-01:00. Ristorante/cocktail bar spagnolo. Forti sconti ogni lunedì.
  • 5 Mole-Biergarten am Winterhafen, Victor-Hugo-Ufer, +49 6131 221990. Simple icon time.svg Lun-Dom 10:00-00:00. Birreria all'aperto con splendide viste sul Reno.
  • 6 Frankfurter Hof, Augustinerstrasse 55, +49 6131 220438. Locale con musica dal vivo con una clientela dai trent'anni in su. È un centro eventi che ospita concerti sia di nomi affermati che di artisti emergenti della musica leggera.


Dove mangiare[modifica]

Spundekäse

Le specialità di Magonza sono:

  • Spundekäse, una preparazione a base di formaggi freschi, burro, insaporita con una crema da latte cagliato. A seconda della ricetta possono essere aggiunte erbe e spezie varie. Nei locali è servito generalmente come spuntino insieme a cracker salati per accompagnare un bicchiere di vino bianco. Lo si trova anche nei supermercati.
  • Handkäse o Mainzer Käse è un'altra preparazione a base di latte cagliato reperibile anche a Francoforte e negli altri centri dell'Assia. Emana un odore forte che molte persone trovano sgradevole. Può avere forma tondeggiante (come una patata) o squadrata ed è spesso guarnito con cumino o aglio tritato. L' Handkäse significa "formaggio (fatto) a mano" e di solito si accompagna a bicchieri di sidro (Apfelwein'). In questo caso è detto "Handkäse mit Musik" (letteralemente: con la musica). Il nome, apparentemente bizzarro, è dovuto alla flatulenza che spesso causa.
  • Weck, Worscht un Woi - Un altro spuntino per accompagnare il vino. Weck è il panino ovale, Worscht è il wurstel e Woi sta per vino.
  • Nierenragout è un piatto a base di rognoni stufati.
  • Prosciutto di Magonza - Molto simile nell'aspetto e nel taglio (ma non nel gusto) a quello italiano il prosciutto di Magonza (Mainzer Schinken) era famoso e molto apprezzato in Francia. Sparì da locali e tavole nel secondo dopoguerra. L'antica ricetta fu resuscitata da un salumiere del posto nel 2007 ma raramente appare nel menu dei ristoranti ed è molto più facile trovare il prosciutto italiano d'importazione.

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Meenzer Worschtstubb, Bahnhofplatz 1, +49 6131 1432772. Salsicce e fritti.
  • 2 Thai Express, Franziskanerstraße 3, +49 6131 6299566. Cucina thai.
  • 3 Bestworscht, Augustinerstraße 11, +49 6131 88 62 110. Ecb copyright.svg A partire da 3€. Simple icon time.svg Lun-Gio 11:00–20:00, Ven-Sab 11:00–22:00. Currywurst (salsiccia grigliata) accompagnato da varie salse. La versione piccante ha un gusto molto forte e non è per palati delicati. Sparsi per la città stanno vari locali con l'insegna Bestworsch.
  • 4 N'Eis - Das Neustadteis, Gartenfeldpl. 12, +49 6131 4870677. Rinomata gelateria. Spesso si formano lunghe code.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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