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Daghestan

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Daghestan
città di Čoch
Localizzazione
Daghestan - Localizzazione
Stemma e Bandiera
Daghestan - Stemma
Daghestan - Bandiera
Stato
Regione
Capoluogo
Superficie
Abitanti
Sito istituzionale
Avviso di viaggio! ATTENZIONE: Si sconsiglia vivamente di visitare il Daghestan in questo momento storico. Evento già passato Al momento sono ancora altissimi i rischi di violenza, attentati e rapimenti da parte dei fondamentalisti islamici, soprattutto al confine con la Cecenia.

Daghestan o Repubblica del Daghestan (in russo Республика Дагестан) è una regione della Russia, situata nella Ciscaucasia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

La repubblica è situata nel Caucaso del Nord. È la parte più meridionale della Russia, ed è delimitata sul lato orientale del Mar Caspio. Confina a sudovest con la Georgia, ovest con la Cecenia, nordovest con il Territorio di Stavropol', a nord Repubblica dei Calmucchi verso il lato sud dall'Azerbaigian; mentre a est il paese è bagnato dal Mar Caspio.

Cenni storici[modifica]

La sua lunga storia comincia ad essere nota con le scarse notizie fornite dal geografo greco Strabone che parlò di popolazioni che egli chiamò Degai o Ghelai. Certamente influenzato dalla cultura persiana sasanide, il Daghestan e alcuni suoi esponenti di spicco furono chiamati Tabarsaran-shah (signori del Tabarsaran), riferendosi all'area che giace a Ovest della città di Derbent. Parzialmente cristianizzato intorno al V-VI secolo d.C. (gli Alani notoriamente erano cristiani), il Daghestan cadde nell'orbita arabo-musulmana in età omayyade ma una non trascurabile importanza ebbe anche il Giudaismo, espressa attraverso la cultura dei Khazari, costruttori di un impero che sarà travolto dai russi solo nel X secolo d.C. Tra il XIII e il XIV secolo i territori del Daghestan fecero parte della cosiddetta Orda d'Oro mongola. Fu sotto Tamerlano che il paese conobbe una più accentuata islamizzazione ma fu sotto gli Ottomani che l'intera area caspica fece stabilmente parte della cosiddetta dār al-Islām, articolandosi nelle tre entità feudali dello Shāmkhālat Qāzī Qūmūq, dell'Ūsmiyat di Qaytāk e del Ma‘suūmat del Tabarsarān. L'area caspica fu contesa dai russi agli Ottomani per lungo tempo, a partire dalla conquista russa di Astrachan' ma fu solo nel XIX secolo che i Russi riuscirono ad avere partita vinta. Pietro il Grande aveva inviato, già nel 1722 una spedizione armata che s'era impadronita di Derbend e due anni dopo, in un Trattato, gli Ottomani riconobbero alla Russia i possessi guadagnati. Una parte del Daghestan (la meridionale) fu ceduta nel 1732 (e poi con un nuovo Trattato del 1735) dai Russi a Nadir Shah, creatore di un ricostituito impero persiano. Tra gli anni '70 e '80 di quello stesso secolo tuttavia la Russia agì con forza per riportare sotto il proprio controllo le aree del Daghestan. Nel 1796 Derbend fu di nuovo occupata sotto il regno di Caterina II ma una definitiva conquista fu possibile solo nel 1806 e la situazione fu sanzionata dai Persiani con la pace del Golestan (1813). La Russia riuscì con difficoltà a mantenersi nel Daghestan anche nel corso del movimento popolar-religioso guidato dal musulmano Ghazi Muhammad (chiamato dai Russi "Qāzī Mulla"), sconfitto solo nel 1832. Suo figlio Hamza Beg e, dopo di lui, Shāmil proseguirono la rivolta e per un quarto di secolo le montagne del Daghestan, unificate nell'Imamato del Caucaso, furono pressoché precluse alle forze russe. Dopo la resa di Shāmil al principe Baryatinski (1859) il Daghestan partecipò alle ostilità russo-ottomane del 1877, data dopo la quale non si ebbero ulteriori mutamenti fino al 1917. Una Repubblica Socialista Sovietica autonoma fu insediata nel 1920 e il Daghestan, dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, ha mantenuto i suoi legami con la neo-nata Federazione Russa, venendo coinvolta nei fermenti fondamentalistici islamici che hanno trovato la loro principale base nella confinante Cecenia.

Lingue parlate[modifica]

Il multiculturalismo è il punto forte del Daghestan, regione abitata sin dalla notte dei tempi, dalle più diverse etnie. Qui si parlano più di trenta diverse lingue. La maggior parte di queste appartengono al ceppo nord-caucasico e sono semi-comprensibili tra di loro. Il russo, oggi lingua ufficiale, si è diffuso solo a partire dal Novecento mentre fino ad allora era l'arabo ad essere usato come lingua ufficiale e lingua franca con i popoli vicini. Il dialetto avaro della città di Chunzach è molto diffuso in tutto il Daghestan centrale, anche tra i non madrelingua.

Territori e mete turistiche[modifica]

Dagestan map.png

Centri urbani[modifica]

Chiesa dell'apparizione della Beata Vergine a Chasavjurt
  • Machačkala (МахIачхъала o Махачкала) — Capitale della Repubblica del Daghestan, fu fondata nell'aspetto attuale nel '700 da Pietro il Grande che qui trascorse un po' del suo tempo durante i viaggi nel Caucaso. Più anticamente, sullo stesso luogo sorgeva la città di Tarki. Pesantemente danneggiata dal terremoto, Machačkala è il centro vitale del Daghestan.
  • Bujnaksk (Буйнакск) — Tra le montagne del Grande Caucaso e bagnata dal fiume Šuraozen', è capoluogo del Bujnakskij rajon.
  • Chasavjurt (Хасавюрт) — Importantissima città del Daghesta, nel 1996, fu teatro dei negoziati tra Russia e Cecenia per la cessazione della Prima guerra cecena.
  • Dagestanskie Ogni (Дагестанские Огни) — Sorge lungo la costa caspica occidentale, nel pedemonte settentrionale del Grande Caucaso, circa 120 chilometri a sud della capitale Machačkala. La città venne fondata nel 1914 come insediamento annesso ad una fabbrica di vetro allora in costruzione. Il nome della città, che in russo significa fuochi del Daghestan, fa riferimento all'utilizzo del locale gas naturale come fonte di energia per la costruzione e l'esercizio della vetreria
  • Derbent (Дербе́нт) — La città più antica della Russia, sito UNESCO e sede di innumerevoli tesori culturali. Derbent è la seconda città della Repubblica per importanza.
  • Izberbaš (Избербаш)
  • Južno-Suchokumsk (Южно-Сухокумск) — Sorge sul fiume Suchaja Kuma da cui prende il nome.
  • Kaspijsk (Каспийск)
  • Kizljar (Кизляр) — Sorge nella parte centrale della Repubblica, nella zona deltizia del Terek, circa 170 chilometri a nordovest della capitale Machačkala.
  • Tindi (Тинди) — Pittoresco villaggio tra le montagne con una bellissima moschea.

Altre destinazioni[modifica]

  • Riserva naturale del Daghestan (Дагестанский заповедник) — La riserva è stata creata negli anni '80 e racchiude alcune bellezze culturali della terraferma oltre alle coste del Mar Caspio con il suo ecosistema marino.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'unico aeroporto frequentato da turisti e visitatori è quello della capitale, Machačkala, con voli da Mosca. Si noti che i controlli di sicurezza all'aeroporto sono molto ferrei.

In treno[modifica]

Il tragitto migliore in treno è quello che parte da Rostov sul Don passando per Mineral'nye Vody.

Come spostarsi[modifica]

Quasi l'unico mezzo per spostarsi in Daghestan sono le maršrutki, ovvero una specie di pulmini privati che la gente mette a disposizione dietro pagamento di un "biglietto" non ufficiale per portarvi in giro. Ne troverete ovunque e costituiscono il miglior mezzo per spostarsi.

Non si consiglia assolutamente di noleggiare un veicolo per conto proprio, dal momento che sareste quasi sicuramente bersaglio di ladri o rapinatori, senza contattare gli spiacevoli possibili incontri con forze dell'ordine corrotte.

Cosa vedere[modifica]


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]


Sicurezza[modifica]

Prima di intraprendere il viaggio consultare:


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