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Vito d'Asio
Panorama di Vito
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Vito d'Asio
Sito istituzionale

Vito d'Asio è un centro del Friuli-Venezia Giulia.

Da sapere[modifica]

È un comune italiano sparso in quanto la sede municipale non si trova nella località omonima ma nella frazione di Anduins.

Cenni geografici[modifica]

Il comune occupa un vasto territorio lungo la vallata del torrente Arzino, ricca di boschi e numerosi corsi d'acqua, in gran parte incontaminati dall'uomo.

Cenni storici[modifica]

Le prime notizie documentali riguardanti il comune risalgono al 1260 e riguardano compravendite. La storia del territorio d'Asio tuttavia ha origini molto più antiche: si sa infatti che fra il 900 e il 950 il Monte Asio, allora tutto rivestito di selve, servì da rifugio agli abitanti della vicina pianura che durante il periodo delle incursioni ungaresche fuggivano dalle atrocità dei barbari. Queste prime famiglie a poco a poco finirono con lo stanziarsi stabilmente nella zona e costituirono la Pieve d'Asio, ricordata per la prima volta nel 1186.

Nel 1328 il patriarca aquileiese Pagano della Torre, dopo aver acquistato il dominio del territorio, conferì l'investitura di tutto il castello di Osoppo, a cui Vito apparteneva, con i possedimenti e diritti annessi, al nobile Federico di Savorgnan. Sotto la giurisdizione del Savorgnan gli abitanti di Vito d'Asio non ebbero certo una vita facile: è celebre il fatto avvenuto nel 1448, allorché a Tristano di Savorgnan venne il capriccio di farsi pagare dalle famiglie di Vito d'Asio una doppia decima di vino. I rappresentanti del comune si presentarono a reclamare nel suo castello di Osoppo, ma Tristano, messili in ceppi, li fece così crudelmente tormentare dal freddo, dalla fame e dal timore delle torture, che essi dovettero cedere alla sua volontà.

Nel secolo successivo, con le convenzioni del 1523-1524, fu stabilita l'emancipazione del Canale d'Arzino da Midiis e Priuso, dato che, nel frattempo, i Comuni d'Asio erano cresciuti di popolazione e anche di armenti e di greggi. Allorché Clauzetto, Vito e Anduins, già concordi di fronte ai Comuni della Carnia, si trovarono alle prese tra di loro: da qui gare, contese e litigi tra privati e comuni. Nel 1555 il comune di Clauzetto propose che il Canale d'Arzino fosse diviso in due; Vito e Anduins, che avevano fatto causa comune, scelsero la parte a mezzogiorno e concorsero a stipulare tale divisione il 10 luglio 1555. È verso quest'epoca che gli abitanti delle Ville incominciarono a stabilirsi nei Canali, in cui, sino ad allora, erano presenti solamente casere e stalle.

Nel 1612 i tre Comuni del Canal d'Asio conseguirono dai Provveditori veneti il privilegio della conferma dei beni comunali goduti in antecedenza.

Alla fine dell'Ottocento la storia di Vito d'Asio fu legata al nome del conte Giacomo Ceconi, nato e vissuto nella frazione di Pielungo. Il conte provvide a valorizzare il suo paese natale con numerose opere pubbliche; tra le più importanti troviamo la Chiesa di San Antonio a Pielungo e la Strada Regina Margherita, inaugurata nel 1891, che da Pielungo scende verso la zona pedemontana. Egli destinò inoltre ingenti somme per la costruzione di edifici scolastici e il finanziamento di una scuola artigiana e di una cooperativa di consumo. Successivamente, eletto sindaco del comune, istituì numerosi servizi di pubblica utilità. Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel castello che fece costruire a Pielungo.

Nel 1976 il territorio fu devastato dai terremoti del 6 maggio e del 15 settembre, che provocarono enormi crolli e danni. Molti crolli furono favoriti dall'età avanzata degli edifici, che erano stati risparmiati dalle devastazioni delle guerre mondiali. Dopo il terremoto venne riedificato completamente con criteri antisismici.

La curiosità[modifica]

A Vito d'Asio nacque Girolamo Ortis, lo sventurato giovane al quale si ispirò Ugo Foscolo nelle sue Ultime lettere di Jacopo Ortis. Studiò a Portogruaro nel Seminario della diocesi di Concordia Sagittaria (oggi Collegio Marconi), in cui insegnava il fratello Leonardo, sacerdote molto apprezzato per cultura e umanità. Girolamo si iscrisse poi a medicina in Padova, dove soggiornò nel Collegio Pratense, di fianco alla basilica del Santo. Mancavano poche settimane alla laurea quando fu ritrovato immerso in una pozza di sangue nel pavimento della sua stanza; si era inferto due pugnalate, una al petto l'altra alla gola. Non si seppe perché. I funerali avvennero il giorno stesso nella vicina chiesa di San Lorenzo, oggi non più esistente, nella cui cripta il giovane fu sepolto. L'area della chiesa è facilmente riconoscibile: la cosiddetta Tomba di Antenore, simbolo della città, era addossata alla sua facciata. Girolamo è sepolto sotto la Tomba di Antenore, nel cuore di Padova.

Come orientarsi[modifica]

La frazione di Anduins è anche sede comunale; gli altri centri abitati sono Casiacco, Pielungo, San Francesco e Vito d'Asio che dà il nome al territorio comunale.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

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In auto[modifica]

  • Da Spilimbergo uscire dalla A28 e proseguire per la Cimpello-Sequals.
  • Dalla A23 uscire a Gemona del Friuli e seguire la direttrice Trasaghis - Forgaria nel Friuli - Flagogna.
  • Da Udine seguire la SS464.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castello Ceconi
  • 1 Chiesa di San Michele Arcangelo, Via Ciconi, +39 0427 80395. Conserva al suo interno alcune opere d'arte, tra le quali due statue di L. Ferrari ed una pala di Odorico Politi.
  • 2 Pieve di San Martino d'Asio. Fra i paesi di Clauzetto e Vito d'Asio. Si tratta di uno degli edifici religiosi più importanti per lo studio della scultura cinquecentesca del Friuli-Venezia Giulia. La chiesa conserva un altare scolpito da G. A. Pilacorte, una delle sue ultime opere risalente al 1525-1528, un'ancona lignea di G. Martini ed una pala di G. Secante.
  • 3 Chiesa di Sant'Antonio, Piazza Conte Giacomo Ceconi (a Pielungo).
  • 4 Castello Ceconi (a Pielungo). Progettato dal conte Giacomo Ceconi ed uno dei più significativi esempi di architettura eclettica dell'intero Friuli.
  • 5 Fonti solforose (ad Anduins).
  • Cjasa das Aganas (Grotta delle Streghe) (ad Anduins).
  • Cjanal di Cuna (Canale di Cuna). Antiche borgate disabitate site fra i paesi di San Francesco e Tramonti di Mezzo.
  • Madonna della Neve (ad Anduins). Dove la vista spazia sulla vallata del Tagliamento.
  • Forra dell'Arzino (da Anduins a Pielungo). Per 11 km lungo la strada Regina Margherita con splendidi scorci panoramici.
  • Falesia di Anduins. Palestra di roccia attrezzata dove è possibile arrampicare su 129 vie differenti.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

  • 1 Palestra di roccia (Falesia "Masarach" - Anduins), strada provinciale 1 (ad Anduins).


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Osteria Del Conte, Piazza Conte Giacomo Ceconi (a Pielungo).
  • 2 L'Ortal, Via Jacopo Ortis, SP22, 15, +39 0427 807760. Ristorante di cucina tradizionale.
  • 3 Via XXIV Maggio, 9, +39 342 7699811. 342 769 9811


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 4 Farmacia Santamaria, Via Macilas, 1 (a Anduins), +39 0427 80680.


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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