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Villa Santa Maria
Panorama di Villa Santa Maria ai piedi della caratteristica formazione rocciosa chiamata "La Penna"
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Villa Santa Maria
Villa Santa Maria
Sito istituzionale

Villa Santa Maria è un centro dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

La roccia caratteristica che sovrasta e protegge, chiamata comunemente Penna, costituì nel Medioevo una sorta di apparato difensivo; secondo leggende e dicerie popolari questa roccia di svariati metri di lunghezza e di altezza pare che incutesse terrore agli assalitori, prevalentemente zingari e briganti, ma nel XIII secolo e nel XVIII secolo anche ottomani e saraceni, che costrinsero gli abitanti a trasferirsi dalla località Madonna in Basilica in posizione arroccata protetta dalla Penna, come se questa roccia fosse un muro di un castello naturale.

Cenni geografici[modifica]

Nella media Valle del Sangro, dista 12 km da Bomba, 21 da Roccascalegna, 25 da Atessa, 31 da Casoli, 33 da Lama dei Peligni, 39 da Roccaraso, 39 da Lanciano, 67 da Chieti.

Cenni storici[modifica]

Alcuni reperti archeologici trovati nei dintorni del paese attestano che la zona del Medio Sangro nei pressi della cittadina era abitato già in epoca italica (verosimilmente da gente di stirpe frentana). Durante le invasioni barbariche e ottomana fu ripetutamente invasa, il che costrinse la gente a rifugiarsi dietro la roccia chiamata volgarmente "La Penna". Infatti il luogo originario era nei pressi della chiesa della Madonna in Basilica. In seguito fu feudo di varie famiglie, ma il clou si ha con la famiglia dei Principi Caracciolo (XVI secolo) i quali costruirono il castello. Le abitazioni della zona Congrega sono state costruite tra il XVIII e XIX secolo.

Durante la seconda guerra mondiale erano presenti in paese alcune famiglie di profughi ebrei stranieri in domicilio coatto, che fraternizzarono con la popolazione locale. All'arrivo delle truppe tedesche nel 1943, il podestà Roberto Castracane negò recisamente che ebrei fossero ancora presenti in paese pur essendo a conoscenza che almeno una famiglia di essi, gli Steinberg, era nascosta presso la famiglia Piccone. Non appena - dopo un mese - le truppe tedesche lasciarono il paese, la famiglia Steinberg fu guidata attraverso le linee fino a raggiungere gli Alleati. Per questo impegno di solidarietà, il 16 aprile 1978, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a Roberto Castracane l'alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni.

Sulla facciata del monte è presente la scritta "DUX" in onore di Mussolini; durante la seconda guerra mondiale un partigiano cercò di eliminare la scritta ma dei soldati nazisti lo uccisero prima che potesse compiere l'atto. Nel luglio 2019 la scritta è stata ripulita ed è di nuovo visibile da tutto il paese.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale abbraccia anche i centri abitati di Contrada Madonna in Basilica, I Pagliai, Montebello e Villa Santa Maria Stazione.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • A14 Casello autostrade Val di Sangro sull'autostrada Adriatica.
  • Strada Statale 652 Italia.svg È poco discosta dalla ex strada statale 652 di fondo valle Sangro

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi [1]



Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di San Nicola di Bari. La chiesa fu realizzata antecedentemente al 1816, epoca in cui venne restaurata in stile romanico; l'interno venne più volte rimaneggiato, al punto che dell'antico stile non rimane nulla, sostituito dal barocco. I restauri terminarono nel 1826. Il grande affresco sulla volta della navata, la cantoria ed il campanile sembrano essere relativi al rimaneggiamento dell'Ottocento.
La facciata in stile romanico classico è in travertino delle Marche. Sopra l'ingresso è stata posta una lunetta in mosaico policromo raffigurante l'Eucaristia. Al centro vi è la Madonna con ai lati due santi venerati a Villa Santa Maria: San Francesco Caracciolo e San Nicola di Bari, il patrono di Villa Santa Maria, nell'atto di protezione della parrocchia stessa; un timpano triangolare termina il tutto. Il tetto è a capanna.Sopra l'abside vi è una cupola ottagonale con tettoia ad otto spicchi. La copertura della torre campanaria è a cupola.
La chiesa è ad unica navata con soffitto con volta a botte e cupola (presso l'abside). Ai lati della navata vi sono tre cappelle per lato. L'altare è realizzato in gesso marmorizzato. Sopra la porta di ingresso sporge la cantoria; vi sono anche un pulpito ed un battistero ligneo racchiuso entro una grata di ferro.
Le pitture di questa chiesa sono state realizzate nel 1844 da Francesco Maria De Benedictis in stile d'ispirazione classicista: "L'ultima Cena", "La Presentazione di Gesù al Tempio" e "Cristo caccia i mercanti dal Tempio" siti rispettivamente sulla parete di fondo e sulle pareti laterali dell'altare centrale. L'ultima Cena è una copia della famosa opera di Leonardo da Vinci con un'unica variante: l'aggiunta di un paesaggio evanescente che si intravede oltre sulla parete di fondo.
Sulla volta vi è un affresco di D'Agostino che si rifà alla scuola veneta del '700 e rappresenta il Trionfo in cielo di San Nicola di Bari.
Le cappelle ai lati ospitano le statue eponime della cappella; la statua di San Giuseppe risalente al XVII secolo presenta delle "conocchie" riconducibili alla iconografia devozionale napoletana.Nell'abside vi sono altre statue San Nicola di Bari e di San Rocco mentre le pareti sono adornate di tre tele. :Inoltre, sotto l'altare dell'Addolorata vi è la statua del Cristo morto. Sono opere che richiamano l'epopea sei-settecentesca del presepe napoletano; difatti le statue lignee sono state sostituite con altre statue, sempre lignee ma cave all'interno, proprio come molte statuette per il presepio, per essere trasportate nelle processioni. Sono lavori di esperti artigiani locali.
Tra le opere minori vi è un crocifisso ligneo della prima metà del XVI secolo restaurato più volte nel corso del tempo.
Madonna in Basilica
  • 1 Chiesa della Madonna in Basilica, via Congrega (nella contrada omonima). Si ritiene che la chiesa si trovi nel luogo dove era il nucleo originario del paese. La prima citazione della chiesa è del 703 quando è nominata nel Chronicon Volturnense; l'edificio sacro con l'annesso convento benedettino si trovava in una zona disabitata e ricca di boscaglie. La presenza dell'insediamento religioso portò con il tempo alla formazione di un nucleo abitato nella zona detta attualmente Macerine. In seguito dalle leggi di soppressione del 1810 il monastero fu privato del diritto di esattoria feudale, fatto che ne causò l'abbandono. I benedettini si trasferirono ad Atessa nella chiesa di San Pasquale portando con sé l'archivio che altrimenti sarebbe andato perso.
Della chiesa altomedievale rimangono dei fusti delle colonne in granito, altre colonne furono inglobate dai pilastri che all'aspetto appaiono contemporanei del resto dell'edificio. L'accesso è consentito da un portale in mattoni sovrastato da un timpano triangolare di gusto settecentesco. Il campanile, sito in prossimità dell'abside, è stato rimaneggiato.
L'insieme della costruzione mostra chiaramente varie fasi successive che hanno portato la chiesa allo stile complessivo attuale che si riconduce al barocco di fine Settecento, primi Ottocento. La cupola è a calotta semisferica senza tamburo con lanterna inglobata nella copertura. La facciata è a salienti.
L'interno è a tre navate con tre cappelle a destra ed una sola a sinistra che custodisce le tombe di due componenti della nobile famiglia Castracane.
La chiesa conserva una nutrita quadreria.
  • Chiesa della Madonna del Rosario (Madonna della Congrega). Domina il paese dall'alto di uno sperone roccioso; viene chiamata anche della Congrega perché affidata a una confraternita. L'esterno è in stile neoromanico rurale abruzzese (pietra locale) mentre l'interno è barocco.
La facciata è a terminazione piana con contrafforti a scarpa sul retro e sul lato sinistro; l'unico ornamento della facciata è il portale con timpano curvilineo spezzato. Nonostante una lapide sul lato sinistro della chiesa citi la data del 1639, il complesso sembra appartenere alla seconda metà del XVIII secolo. È provvista di una torre campanaria di forma quadrangolare ed unita alla chiesa al lato destro.
L'interno è costituito da una unica navata, con lo tipico delle confraternite, con il piano superiore destinato alle funzioni religiose ed alle riunioni della Congrega e un livello sotterraneo che era destinato alla sepoltura dei confratelli, cui si accedeva dalla zona absidale.
La volta è a doppia botte con lunette. L'altare dell'abside è in stucco policromo a marmorizzato ed il pavimento è in quadrotti di laterizio. La Madonna del Rosario dietro l'altare maggiore è di Nicola Ranieri di Guardiagrele.
La Madonna Immacolata con Santi di un altare minore si deve a Pietro de Marinis e Francesco Colecchia.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La facciata in travertino, conclusa in alto da un coronamento triangolare, è in forme moderne del 1969, ma già la chiesa esisteva nel Settecento. L'interno è ad aula decorata da capriate. Ai lati vi leggeri incassamenti ospitano tre altari a cui corrispondono tre sporgenze all'esterno. Nei tre altari vi sono dei dipinti di Mauro Carbonetta, Nicola Finamore, Emilio di Franco, Manuela di Paolo, Alice Pellegrini del 2000; l'aula è conclusa da un'abside semisferica.
In una edicoletta dell'abside vi è una statua lignea della Madonna delle Grazie realizzata alla fine del '400.L'altare principale è in stucco marmorizzato. Il campanile è a pianta quadrata. Nella piazza a lato campanile c'era un'aia sociale dove si mieteva il grano di Villa Santa Maria.
  • Chiesa di Sant'Antonio abate. Sullo zoccolo della chiesetta sono stati posti nei primi anni del Novecento due fusti di colonne in granito che appartenevano al convento di Santa Maria in Basilica, con l'intento di modificarne la facciata. Tuttavia l'aspetto è rimasto spoglio. La facciata in travertino è semplice e in stile neoromanico. Due lesene sono poste agli angoli e due cornici suddividono orizzontalmente la facciata in tre parti. Sopra la seconda cornice vi è una lunetta. Il portale è ad arco a sesto acuto.
L'interno è ad unica navata squadrata in stile neoclassico semplice ma allo stesso tempo eclettico. Ai lati vi sono degli incassamenti. La volta è a botte con pseudo-cupola. La chiesa conserva pitture dell'artista di Casoli Candeloro del 1967, statue di sant'Antonio abate, San Vito martire e di san Camillo de Lellis ed una lapide in cui è incisa la data del 1646. L'altare è in stucco marmorizzato.
Il 16 gennaio in occasione della festa del Santo titolare della chiesa sul sagrato viene acceso un falò con gli alberi di Natale del paese; con la brace realizzata vengono cotte le salsicce che vengono distribuite alle persone accorse alla festa.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (in località Le Valli).
  • Palazzo Spaventa. Presso la chiesa di Sant'Antonio Abate si trova il palazzo Spaventa. fu costruito negli trenta dove c'era un mulino o un oleificio. La facciata è tra lo stile liberty e l'eclettico. Il palazzo consta di due piani. Al pianterreno si aprono tre portoni. Al primo piano si aprono tre finestre con una balaustrata di balconi con colonnine digradanti verso l'alto, ai lati delle finestre terminanti con una decorazione ad arco sopra le finestre. Le finestre sono impreziosite da decorazioni in stucco ai lati delle colonnine raffiguranti figure femminili che reggono dei festoni di ghirlande di fiori.
  • Palazzo Di Cicco. Accanto alla chiesa di San Nicola vi è il palazzo Di Cicco. La facciata è stretta. Sopra l'ingresso principale un balcone con finestra è sormontato da una lunetta. Le altre finestre sul lato destro del palazzo rispetto alla facciata principale sono ad edicola con sopra un timpano di forma triangolare o di lunetta.
  • Palazzo Castracane, incrocio via Mercato-via Sangrina-via Congrega..
  • Museo dei cuochi, via Roma.
  • Fonte Cillo.
  • Fontana vecchia, corso Umberto I. La fontana è stata realizzata all'inizio del Novecento. Il bassorilievo posto sul coronamento fu aggiunto nel 1926 per una disposizione fascista che obbligava ad inserire il proprio simbolo in opere statali. Infatti il bassorilievo raffigura due leoni che reggono un fascio. Il fascio è stato distrutto dopo la caduta del regime fascista. La fontana è posta a ridosso di un muro di contenimento in una piazzetta pedonale. Il corpo è realizzato in calcare con una trabeazione con modanature classiche. Una vasca centrale fa defluire l'acqua in due abbeveratoi laterali simili al corpo centrale.


Eventi e feste[modifica]

  • Rassegna dei Cuochi del Sangro. Simple icon time.svg la seconda domenica di ottobre.
  • Festa della Madonna delle Grazie. Simple icon time.svg inizio luglio.
  • festa della Madonna in Basilica. Simple icon time.svg 9-10-11 agosto.

Inoltre si tengono fiere nelle seguenti date:

  • 25 marzo
  • prima domenica di maggio
  • prima settimana di ottobre, durante la rassegna dei cuochi del Sangro. La manifestazione si svolge a partire dalla prima domenica di ottobre per tre giorni in occasione della ricorrenza di San Francesco Caracciolo.
  • 1º novembre
  • 6 dicembre durante la festa patronale (San Nicola di Bari)


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

L'economia del luogo è basata prevalentemente sull'enogastronomia e sulla presenza dell'Istituto professionale alberghiero. Nell'abitato vi sono 3 liquorifici molto rinomati in Italia ed all'estero, produttori del punch villese, del Centerbe, dell'amaro villese, e dei liquori alla genziana ed alla liquirizia.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, Corso Umberto I 22, +39 0872 944424, fax: +39 0872 940310.


Nei dintorni[modifica]

  • Bomba — Il vicino lago di Bomba, dalla cui sponda meridionale si può godere di una vista sulla Maiella, offre servizi turistici come camping, ristoranti e agriturismi. Di origine artificiale, lo specchio lacustre è divenuto nel tempo di interesse ambientale.
  • Atessa - L'abitato si snoda sulla sommità di un rilievo dalla pianta a forma di mezzaluna. Vanta un centro storico con mura e porte urbiche costellato da numerosissime antiche chiese.
  • Castel di Sangro — Fu città romana, poi feudo dei Borrello; i ruderi del castello medievale e le vicine mura megalitiche testimoniano la passata grandezza della porta d'Abruzzo.
  • Roccaraso — I suoi impianti sciistici, appartenenti al comprensorio sciistico dell'Alto Sangro, la rendono tra le maggiori stazioni turistiche montane dell'intero Appennino.
  • Roccascalegna — Il suo castello, posto sulla cima di una sporgenza rocciosa come un nido d’aquila, domina sull'abitato; il piccolo borgo, composto da poche e basse case, si sviluppa ai piedi della rocca.


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