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Roccascalegna

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Roccascalegna
Roccascalegna - il castello
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Roccascalegna
Roccascalegna
Sito istituzionale

Roccascalegna è un centro dell'Abruzzo.

Da sapere[modifica]

Roccascalegna è tra i paesi ai quali è stato assegnato il marchio Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Cenni geografici[modifica]

Centro montano dell'Appennino abruzzese nell'area Frentano-Alto Vastese, dista 33 km dal litorale adriatico, 25 da Lanciano, 9 da Casoli, 12 da Bomba, 50 da Chieti, 46 da Ortona, 56 da Vasto, 50 da Rivisondoli.

Cenni storici[modifica]

Fra le diverse ipotesi sull'origine del nome del paese la più popolare sostiene che l'attuale nome derivi da "Rocca con la scala di legno", scala a pioli in legno che dal paese conduceva direttamente alla torre del castello: scala raffigurata anche nello stemma comunale.

Il Catalogus Baronum colloca l'origine del paese nel XII secolo, più precisamente nel 1160, forse su di un insediamento preesistente. In località Collelongo sono stati ritrovati dei ruderi dell'Eneolitico e a Capriglia e a Colle Cicerone dei ruderi di epoca romana. Dei monaci vivevano già verosimilmente e la Chiesa di San Pancrazio era già esistente nell'829; l'attuale risale al 1205 come ricostruzione della preesistente chiesa.

Originariamente il borgo è sorto come avamposto longobardo per il controllo della Valle del Rio Secco per difendere la zona contro i Bizantini. I Longobardi eressero una torre d'avvistamento dove ora è il castello. A loro subentrarono dapprima i Franchi, poi i Normanni. Il vero e proprio castello tuttavia è probabilmente di epoca normanna. Nel 1320 Roccascalegna viene nominata nel periodo angioino "cum castellione": all'epoca quindi il castello già esisteva.

Nel Quattrocento un soldato sotto il comando di Giacomo Caldora, Raimondo Annechino, è feudatario del paese; la sua famiglia rimase feudataria del borgo fino al 1525 quando Giovanni Maria Annechino fece ricostruire il castello. Con l'avvento dell'evo moderno vi è il solito avvicendarsi dei feudatari e vari passaggi dai feudatari stessi alla Regia Corte e da questa ad un nuovo signore cui far accettare i Capitoli. Nel 1531 Diego Sarmemto conferma questi Capitoli o Statuti, ma subito dopo il paese ritorna alla Regia Corte che la vende a Giovanni Genovois di Chalem che la rivende ai Carafa. Orazio Carafa oppresse i paesani finchè il 15 ottobre 1584 insorgono e, aiutati dal prete, lo uccidono. Alla fine del secolo i Carafa, oberati di debiti, sono costretti a vendere il castello. Ai Carafa succedono i Corvo o de Corvis. Gli ultimi feudatari di Roccascalegna furono i Nanni.

Il castello all'epoca versava in pessime condizioni. La loro residenza fu spostata più in basso, in un luogo ritenuto più comodo. Oggi tale palazzo è adibito a residenza privata, ma vi sono anche un forno ed un laboratorio di un artigiano. Con l'unità d'Italia prosperano lutti, ruberie, emigrazione e brigantaggio mentre i ricchi borghesi speculano sulla proprietà fondiaria. Il castello per essere restaurato dovrà attendere il finire del millennio.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende i paesi di Agoniera, Aia di Rocco, Articciaro, Capriglia, Collebuono, Colle Grande, Finocchieto, Fontacciaro, Pagliari Gentili e Solagne.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Strada Statale 652 Italia.svg È poco discosta dalla ex strada statale 652 Fondo Valle Sangro

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Torre del castello
  • 1 Castello (La Rocca). Posto sulla cima di una sporgenza rocciosa, in posizione dominante sull'abitato, ha fondazione molto antica e subì numerose aggiunte fra il Cinquecento e il Seicento. Dopo i restauri compiuti negli ultimi anni del Novecento, il castello è di nuovo visitabile.
Fu costruito verso l'XI-XII secolo quando fu ampliata una semplice torretta da guardia di origine longobarda. La prima menzione del castello risale al 1525 quando si narra di restauri del castello stesso. Nel XVI secolo le mura risultano riedificate più alte delle precedenti ma senza merlature. :Durante la signoria degli Annechinis vennero rafforzate le torri esistenti e ne venne aggiunta una di forma circolare. Tuttavia gli interventi maggiori vennero realizzati durante la baronia dei Carafa, baronia che durò nel paese tra il 1531 ed il 1600: venne eretta nel 1577 la cappella del Santissimo Rosario e venne migliorato l'approvvigionamento di acqua piovana. Durante la signoria successiva dei Corvi, che durò tra il 1600 ed il 1717, si videro altri interventi, in particolare dopo il 1705 quando si distrusse il ponte levatoio e vennero edificati la garitta dell'ingresso ed il muro di protezione della rampa d'accesso. Negli anni successivi il castello, dopo anni di abbandono, vede vari crolli tra cui nel 1940 quello della "Torre del Cuore" (così chiamata per lo stemma sulla porta principale). Nel 1985 gli ultimi proprietari, i Croce Nanni, donarono il castello al comune che ne decise il restauro partito negli anni novanta del XX secolo e terminato nel 1996.
Attraverso un'erta gradinata che si diparte dal piano di San Pietro, ricavata mediante terrazzamenti inclinati sulla roccia, si giunge all'ingresso dove rimangono i resti del ponte levatoio. Alla sua destra vi è una torre detta Torre di Sentinella. Il cortile porta ad altre torri: la torre del carcere e la torre angioina nonché alla cappella con una grondaia per la raccolta di acqua piovana che confluisce in una cisterna realizzata con materiali di risulta. Una ulteriore rampa porta alla torre di guardia costruita con muratura in pietra sbozzata e mattoni con aperture ai quattro lati. Le mura del castello cingono lo sperone roccioso a strapiombo. Le mura sono alte come le torri e sono realizzate in pietra leggermente sbozzata, ciottoli e frammenti di laterizi. La cappella era ad aula unica e priva di ogni ornamento.
La leggenda
Una leggenda legata al castello riguarda l'applicazione della norma del cosiddetto Jus primæ noctis: secondo questa leggenda il barone del castello, Corvo de Corvis, nel 1646 pretese di far valere questa norma, che obbligava tutte le donne del paese a passare la prima notte di nozze con lui anziché con il consorte appena sposato. La leggenda narra che l'ultima sposa novella, o il legittimo consorte travestito con le sue vesti, salito alla rocca per la consumazione prevista, abbia invece accoltellato il barone; sembra inoltre che quest'ultimo, mentre moriva, abbia anche lasciato su una roccia l'impronta indelebile della sua mano insanguinata. Infatti secondo dicerie, questa impronta (che risultò ben visibile dopo i crolli del 1940), ricomparirebbe di continuo, nonostante tutte le volte sia stata lavata via.
Chiesa di San Pietro
  • 2 Chiesa di San Pietro. Si trova nei pressi del castello. Non è chiara l'epoca di fondazione, se cinquecentesca o antecedente. La chiesa attuale è il risultato di più restauri effettuati nel tempo.
Sul campanile è scolpita la data 1805 che potrebbe ricondurre alla data di costruzione del medesimo o ad una data di restauro nell'epoca in cui la chiesa finì di essere utilizzata come luogo di sepoltura; poi venne costruito un cimitero ove vennero tumulate le salme che prima si trovavano nella chiesa.
L'interno è a tre navate di tipo basilicale ad abside centrale; le volte all'interno sono molto basse.
Le navate sono suddivise da pilastri decorati con lesene, separati l'un l'altro da archi bassi. Durante i vari rimaneggiamenti furono realizzati gli altari ai lati ed in particolare: nel 1709, sulla navata sinistra, viene realizzato l'altare dedicato a Sant'Antonio; al 1816 risale invece la cappella di San Luigi Gonzaga. La volta delle navate laterali è a crociera.
  • Borgo. Il borgo ai piedi della rocca è composto da case a uno o due piani, in parte rovinate dall'incuria fino a diventare rudere ed in parte ripristinate per essere abitate; è la via che seguendo i piedi del monticello dov'è situato il castello porta fino all'accesso del castello stesso presso la chiesa di San Pietro.
  • Chiesa di San Pancrazio (Si trova presso il cimitero). Sorge all'incirca nel XII secolo, nel territorio dell'allora diocesi del monastero di Santo Stefano sita nei dintorni di Tornareccio, ed ha la proprietà feudale di molti terreni nei dintorni. Un'iscrizione sulla facciata data la chiesa al 1205. Una descrizione del XVI secolo la definisce una delle più importanti chiese del territorio di Chieti, infatti constava di un chiostro e di molte stanze.
Dell'attiguo monastero rimane qualche brandello. La chiesa invece conserva qualche resto del nucleo originario dopo recenti restauri.
La facciata è a coronamento orizzontale ed ai lati vi sono dei contrafforti costituiti da conci. Il campanile sul lato sinistro un tempo era staccato dalla chiesa. I muri sono realizzati con calcare e ciottoli alternati.
Il portale d'accesso è costituito da stipiti ed incoronato da architrave calcareo senza decorazioni. Nei pressi del portale vi sono un archivolto ed una lunetta. Sul muro di destra si apre un portale secondario con decorazioni simili a quello principale.
L'interno è suddiviso in due navate mediante pilastri con cornice-capitello; fra un pilastro e l'altro vi è un arco a sesto acuto. L'edificio non presenta abside.
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano vista dal castello
  • Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Fondata nel Cinquecento come alternativa alla chiesa parrocchiale per gli abitanti del borgo fuori le mura dell'abitato, presenta una ricca decorazione interna di gusto barocco ed è tuttora sede di una parrocchia. Le prime notizie sulla chiesa risalgono al 1568 nei resoconti di una visita pastorale di un vescovo di Chieti. Nel 1737 viene praticato un restauro, come ricordato da un'epigrafe sul portale principale. La chiesa è tuttora officiata e costituisce parrocchia.
Esternamente presenta una facciata molto semplice: quattro alte lesene di ordine ionico reggono idealmente un cornicione su cui è poggiato un timpano triangolare; all'interno di quest'ultimo è aperto un piccolo oculo. A questo corpo centrale sono annesse due ali più basse che chiudono le navate laterale, con tetto a spiovente e aperte da un finestrone sormontato da un altro piccolo oculo. Il portale d'ingresso alla chiesa è di epoca tardo-barocca.
L'interno è impostato su una pianta a tre navate, senza transetto e con abside piatta. Le arcate e le pareti laterali sono ornate da un motivo ricorrente di lesene di ordine dorico, reggente una trabeazione a metope e triglifi sulla quale sono impostate le varie volte a vela che coprono le navate. Una ricca decorazione generale di stucchi, spesso colorati o dorati, orna l'intero ambiente. Le volte di copertura, inoltre, sono decorate ad affresco.
Sulla parete di controfacciata è posta una cantoria in legno sorretta da un colonnato, ospitante il grande organo della chiesa.
  • Scavi archeologici. Il territorio ha dato reperti archeologici di differenti epoche:
    • In località Colle Longo sono stati trovati ad 80–90 cm. dal livello di campagna, a 250 m. s.l.m., nell'agosto del 2000 dei resti archeologici comprendenti ceramiche grossolana e fine ed industria litica tuttalpiù in arenaria e selce risalenti all'Eneolitico, e più precisamente al III millennio a.C.
    • In località Collebuono sono stati trovati invece dei ruderi di un edificio del III secolo a.C.


Eventi e feste[modifica]

  • Notte sotto le Stelle. Simple icon time.svg in agosto. Serata musicale divenuta un appuntamento fisso da molti anni; dedicat alla musica del territorio, offre divertimento e balli durante lungo tutta la notte fino all'alba.
  • Roccascalegna in Festival. Simple icon time.svg luglio-agosto. Rassegna di Musica Classica e canzone d'autore. È ambientata nel borgo medievale e nella chiesa di San Pancrazio.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, via Quattro Novembre 4, +39 0872 987108, fax: +39 0872 987007.


Nei dintorni[modifica]

  • Bomba — Il vicino lago di Bomba, dalla cui sponda meridionale si può godere di una vista sulla Maiella, offre servizi turistici come camping, ristoranti e agriturismi. Di origine artificiale, lo specchio lacustre è divenuto nel tempo di interesse ambientale.
  • Casoli — Il centro urbano, raccolto attorno al castello ducale e alla chiesa parrocchiale, è arroccato su un colle alla destra del fiume Aventino, ai piedi della Majella.
  • Lama dei Peligni
  • Lanciano — Città di antica tradizione, fu capoluogo dei Frentani e poi municipio romano. Ha un nucleo antico di grande interesse, che si anima in occasione delle numerose rievocazioni storiche; famosi sono la Settimana medievale con il Mastrogiurato e le rappresentazioni sacre della Settimana Santa. È meta di pellegrinaggi a seguito del suo miracolo eucaristico


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