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Tino (Grecia)

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Tino (Grecia)
La spiaggia di Kolimbithra in una baia della remota costa settentrionale. Si raggiunge tramite una strada di 3 km che ha inizio dal villaggio di Komì
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Tino (Grecia) - Localizzazione
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Tino (Grecia) - Bandiera
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Tino (Tinos, Τήνος) è un'isola greca nell'arcipelago delle Cicladi orientali.

Da sapere[modifica]

Santuario della Madonna dell'Annunciazione (Panagia Evangelistria in greco)

Tino costituisce una importante meta del turismo religioso grazie ad un santuario ove è custodita un'immagine della Madonna cui sono attribuite proprietà taumaturgiche. L'isola si è guadagnato l'appellativo di "Lourdes dell'Egeo" essendo frequenti nel mese di agosto i pellegrinaggi di devoti ortodossi provenienti da ogni parte della Grecia. Per il resto Tino rimane ancora relativamente fuori dalle rotte battute del turismo di massa, fatto che è stato apprezzato da una cerchia di artisti e intellettuali greci da sempre assillata dal problema di godersi le vacanze in un angolo tranquillo del proprio paese e il più lontano possibile dalle "orde" di turisti europei e americani che ogni anno invadono le isole dell'Egeo con tavole da surf e armatura da subacqueo al seguito.

Cenni geografici[modifica]

L'isola di Tino è situata tra Andro e Mykonos. È un'isola in gran parte collinare. La sua cima più alta è quella del monte Tsikniàs che raggiunge i 726 m. di altitudine. Il monte più famoso è però quello di Exomvourga dalla caratteristica cima rocciosa che si staglia all'interno, poco più a nord del capoluogo. A differenza della vicina Andro è un'isola glabra e poco fertile. La mancanza di alberi ha causato smottamenti e dissesti territoriali dovuti in gran parte alle piogge che negli ultimi anni hanno assunto forme di temporali brevi ma estremamente violenti. Per impedire che l'humus sia completamente lavato dalla pioggia, gli agricoltori di Tino hanno provveduto a creare un sistema di terrazzamenti su monti e colline. Le poche culture presenti sono quelle tipicamente mediterranee: alberi di fico, oliveti e vigneti. Dall'uva si ricavano buoni vini. Molto diffuso è l'origano e la pianta di capperi. Sulle esili piane litoranee, più fertili, compaiono invece gli agrumeti.

Amministrativamente Tino è divisa in due municipi Tinos e Exomvourga più la comunità rurale di Panormo. Al censimento del 2001 contava 8,574 abitanti sparsi su una superficie di poco più di 194 km². Tino è la terza isola delle Cicladi per grandezza, dopo Nasso (Naxos) e la vicina Andro.

Quando andare[modifica]

La stagione turistica va da aprile a ottobre. Ad agosto è molto affollata non da turisti ma da pellegrini in visita al santuario. L'isola in genere gode di un clima secco e mite ma da parecchio tempo d'estate si osserva una sempre maggiore escursione diurna. Il fenomeno è detto "ayàzi" (αγιάζι) in greco. Il clima secco è dovuto in gran parte al fatto che Tino è una delle isole più ventose dell'Egeo. Il meltemi è spesso così violento da sollevare in aria le sedie lasciate all'aperto creando mulinelli che procurano stupore ma incutono anche timore.

Cenni storici[modifica]

Tino fu colonizzata dagli Ioni. I Fenici vi fondarono scali commerciali. Secondo la mitologia il monte Tsikniàs era la sede di Eolo, dio dei venti. Il culto di Poseidone, dio del mare, è attestato da un tempio nell'odierna località di Kionia di cui rimangono poche tracce. Dopo le guerre persiane Tino aderì alla lega Delio-attica IV secolo a.C. Fece parte dell'impero romano e quindi dell'impero bizantino. Tino ebbe molto a soffrire dalle incursioni dei pirati che infestavano l'Egeo. Dopo la IV crociata (inizio del XIII secolo), entrò nell'orbita di Venezia. A quell'epoca risale la fortezza sul monte Exomvourga e torri di avvistamento per contrastare le incursioni piratesche. Venezia riuscì a mantenere il suo dominio più a lungo che sulle altre Cicladi ma nel 1715 dovette arrendersi a una flotta turca di 65 navi che trasportavano 25,000 soldati. Dopo un breve assedio le milizie ottomane riuscirono a espugnare la fortezza di Exomvourgo ove si era rinchiuso il presidio veneziano. A differenza di quanto avvenne nel resto della soggiogata Grecia, il periodo ottomano non fu particolarmente duro a Tino in quanto i nuovi padroni se ne disinteressarono permettendo agli isolani di godere di fatto di una certa autonomia dalla Sublime Porta. Gli abitanti di Tino parteciparono attivamente alla rivoluzione del 1821 che mirava all'indipendenza della Grecia.

Il 15 agosto del 1940 il vecchio incrociatore greco "Ellis", all'ancora nella rada di Tino fu silurato da un sommergibile italiano proveniente dalla base navale di Portolago, (l'odiena Lakki nell'isola di Lero), affondando nel giro di poche ore. L'operazione segreta aveva lo scopo di intimorire il governo greco in vista del programmato ultimatum di Mussolini alla Grecia che fu intimato qualche mese dopo (28 ottobre 1940 - giorno di festa nazionale in Grecia).


Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

  • Exomvourga (Exombourgo, Fuori dal borgo) — Il nome di un municipio il cui territorio comprende il monte omonimo e una serie di caratteristici paesini intorno la fortezza fondata dai Veneziani. Da non perdere!.
  • Tinos — L'omonimo capoluogo, detta anche "Chora" dai suoi abitanti. È situata in una baia della costa meridionale dove attraccano le navi provenienti dal Pireo e da altre isole delle Cicladi. Tra le spiagge dei dintorni "Angali" e "Kionia" ad ovest mentre ad est del centro si trovano Agios Fokas e ancora più lontano "Agios Ioannis Porto".
  • Ysternia — Un piccolo centro turistico nel nord dell'isola, famosa per le sue cave di marmo che nei secoli passati hanno alimentato la vena artistica dei suoi abitanti.


Come arrivare[modifica]

In nave[modifica]

Fanno scalo a Tino traghetti e catamarani veloci che operano sulla rotta Rafina, Gavrio (Andro), Mykonos.

Le compagnie sono:


Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

Agenzie noleggio auto e motocicli:

  • Leonidas Rent A Car - Tel./Fax: +30 22830 25547. Sito web
  • Vidalis rent-a-car & bike - 16 Z. Alavanou (ufficio principale). Tel: +30 22830 23400 / 25670. Sito web


Cosa vedere[modifica]

  • Piccionaie. Visitando l'entroterra di Tino ci si imbatterà frequentemente in queste strutture in pietra a due piani ornate con motivi geometrici spesso molto elaborati. Le piccionaie non sono prerogativa esclusiva di Tino essendo presenti anche in altre isole dell'arcipelago ma qui sono in numero maggiore (circa 1000). Costruite sul fianco di una collina o sul ciglio di un burrone, le piccionaie costituiscono un tipico esempio di arte popolare. Il pianterreno serviva da deposito di strumenti agricoli e sementi e solo il piano superiore veniva adibito a piccionaia. Sembra che siano stati i Veneziani a introdurre l'uso di queste strutture nelle Cicladi. Il loro numero si accrebbe nella successiva epoca ottomana e il modello fu esportato in altre parti dell'impero, a Smirne e a Istanbul. Oggi invece sono pochissime quelle ancora in funzione.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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