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San Donà di Piave
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San Donà di Piave
Sito istituzionale

San Donà di Piave è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Si colloca al nono posto fra le città più popolose del Veneto; costituisce il punto d'attrazione di un'area urbana che somma circa 65.000 abitanti con i centri di Musile di Piave, Noventa di Piave e Fossalta di Piave.

Cenni geografici[modifica]

La città ed il suo territorio si trovano nella bassa pianura a nord della Laguna Veneta. In origine tale area si estendeva interamente lungo la sponda sinistra del Piave. Gli interventi idraulici attuati dalla Serenissima a partire dal Cinquecento, da ultima la diversione del corso del fiume operata nel 1664, hanno diviso l'area in due settori separati dal Piave Nuovo. Dista 37 km da Venezia, 16 da Jesolo, 27 da Caorle, 4 da Noventa di Piave.

Cenni storici[modifica]

Vestigia di un insediamento neolitico e tracce significative di centuriazione e la presenza di una rete viaria articolata imperniata sulla Via Annia lasciano presumere che la zona fosse abitata sia nella preistoria che in epoca romana. Durante l'alto medioevo le sorti dell'area furono legate alla città di Heraclia, sede vescovile e prima capitale del Ducato di Venezia. In seguito all'anno 1000 si formarono due borghi: San Donato e Mussetta, soggetti al Patriarcato di Aquileia e successivamente interessati dalle vicende della famiglia degli Ezzelini tra XI secolo e XIII secolo.

Nel 1250 il territorio subì una catastrofica alluvione del Piave, che deviò il corso del fiume, spostando la cappella di San Donato dalla sponda sinistra a quella destra. Questa deviazione dell'alveo comportò la separazione della chiesa dal suo territorio di riferimento, che cominciò ad essere detto San Donato de qua de la Piave per distinguerlo da quello attiguo alla cappella: San Donato oltre la Piave (l'attuale Musile di Piave).

Nel corso del XIII e XIV secolo il territorio sandonatese venne a trovarsi in posizione strategica tra la Marca Trevigiana e la Repubblica di Venezia e per questo fu sottoposto a saccheggi e devastazioni, terminati con l'occupazione dell'area da parte delle truppe di Sigismondo di Lussemburgo (1412-1413) e la distruzione di Mussetta.

Terminata la guerra tra la Serenissima e il Regno d'Ungheria, la Repubblica incentivò lo sviluppo del territorio offrendo esenzioni fiscali agli agricoltori disposti a trasferirsi. Venezia, infatti, era direttamente interessata alla ripresa economica dell'area di San Donà, in quanto gran parte della superficie comunale era di proprietà demaniale.

Durante l'età moderna la Repubblica di Venezia avviò una serie di interventi di bonifica nel Basso Piave, e destinò un funzionario (il gastaldo) alla gestione del territorio sandonatese. Nel 1468 urgenti necessità finanziarie indussero la Repubblica a cedere la Gastaldia di San Donà in enfiteusi. Assegnata nel 1475 a Francesco Marcello e Angelo Trevisan, la Gastaldia divenne successivamente possesso privato della sola famiglia Trevisan. I pubblici poteri furono affidati ad un funzionario nominato dal Doge, il Vicario Ducale, che aveva l'obbligo di prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di risiedere a San Donà. Il primo Vicario, Antonio Lupo, fu insediato nel 1476 dal doge Pietro Mocenigo. Nello stesso anno fu avviata la costruzione di una nuova chiesa, dedicata a santa Maria delle Grazie e consacrata nel luglio 1480.

La crescita e lo sviluppo del centro urbano fu inizialmente difficile, soprattutto a causa degli instabili equilibri idraulici del territorio. Allo scopo di preservare la laguna dalle periodiche inondazioni del Piave, nei secoli XVI e XVII la Repubblica di Venezia promosse una serie di opere idrauliche nell'area, deviando il corso dei fiumi.

Fece parte del Regno Lombardo-Veneto dal 1815; durante la dominazione austriaca il centro urbano si arricchì di palazzi, costruzioni commerciali e di un nuovo Duomo, realizzato tra il 1838 e il 1841.Con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, nuovi lavori di bonifica interessarono il sandonatese, segnando la metamorfosi ambientale del territorio e incrementando la produttività della zona, furono stabiliti i servizi di collegamento ferroviari e via vaporetto, venne ampliata la rete stradale e furono aperte industrie e servizi per la popolazione.

L'impatto della prima guerra mondiale su San Donà fu devastante. In seguito allo sfondamento delle linee italiane a Caporetto, l'esercito Italiano ripiegò e si riorganizzò sul nuovo fronte lungo il corso del Piave. A partire dal 13 novembre 1917 iniziarono i lunghi mesi della guerra di trincea, culminati nella Battaglia del Solstizio. Nell'autunno del 1918 l'esercito italiano lanciò l'offensiva risolutiva contro le postazioni austro-ungariche e il 31 ottobre del 1918 San Donà tornò in mani italiane. Il bilancio dei lunghi mesi di combattimenti fu pesante: le infrastrutture cittadine risultavano completamente distrutte e la maggior parte del patrimonio architettonico e artistico era andato irrimediabilmente perduto.

Il primo dopoguerra fu caratterizzato dalla completa ricostruzione della città e dal ripristino delle attività socio-economiche, della viabilità intercomunale e del servizio ferroviario. Con la seconda guerra mondiale nel 1944 la città fu sottoposta a diversi bombardamenti: durante le incursioni aeree vennero distrutti il Teatro Verdi e l'Ospedale Umberto I. Il 25 aprile 1945, in presenza di seimila soldati tedeschi, venne proclamata l'insurrezione della città e nella stessa giornata San Donà fu liberata.

San Donà si presenta oggi quale punto nevralgico delle infrastrutture di trasporto tra Veneto e Friuli, crocevia tra le aree di sviluppo industriale del trevigiano, e quelle turistiche di Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea e Caorle, città in espansione dai tassi di crescita di popolazione tra i più alti della regione.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Oltre alla città il suo territorio comprende anche i paesi di Calvecchia, Chiesanuova, Cittanova, Fiorentina, Fossà, Grassaga, Isiata, Mussetta di Sopra, Palazzetto, Passarella e Santa Maria di Piave.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

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In auto[modifica]

  • Autostrada A4 Casello di San Donà di Piave - Noventa sull'autostrada A4 Serenissima

In treno[modifica]

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  • Stazione ferroviaria. Ha stazione propria, che porta la denominazione San Donà di Piave - Jesolo in quanto serve anche la vicina città, sulla linea Venezia - Trieste.


Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

L'autobus (come l'auto) è usato esclusivamente per raggiungere i luoghi po' più lontani.

In taxi[modifica]

Anche se è possibile spostarsi in taxi, in genere sono soltanto gli stranieri ad utilizzare questo mezzo.

In bicicletta[modifica]

Uno dei mezzi più utilizzati per lo spostamento sono le biciclette, le quali vengono usate sia dai bambini sia le persone della terza età.

Cosa vedere[modifica]

  • 1 Duomo di Santa Maria delle Grazie, Piazza Duomo. In stile neoclassico, fu edificato nella seconda metà del Quattrocento e ricostruito tra il 1838 e il 1841 da Giovanni Battista Meduna su progetto di Antonio Diedo. L'edificio, gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale, fu sottoposto a un'opera di ricostruzione effettuata da Giuseppe Torres tra il 1919 e il 1923. La facciata è caratterizzata da un imponente pronao sormontato dalle statue delle tre virtù teologali e sostenuto da otto colonne scanalate di ordine corinzio. Duomo di San Donà di Piave su Wikipedia duomo di San Donà (Q3716392) su Wikidata
  • 2 Chiesa di San Carlo Borromeo (a Chiesanuova). In stile neoromanico, l'edificio fu innalzato su progetto dell'architetto Giuseppe Torres in sostituzione della chiesa preesistente costruita nel 1696 e distrutta durante la prima guerra mondiale. L'apparato decorativo interno comprende opere del pittore Juti Ravenna.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta. La chiesa, edificata tra il 1966 e il 1967 su progetto dell'architetto Angelo Polesello, si trova nel quartiere di Mussetta di Sotto e conserva al suo interno reperti lapidei scolpiti di epoca medievale e rinascimentale. Fu una delle prime chiese in Italia realizzate seguendo le indicazioni della Costituzione sulla Liturgia del Concilio Ecumenico Vaticano II.
  • 3 Palazzo del Municipio. Il Municipio fu costruito in seguito alla Grande Guerra sulle macerie dell'edificio precedente e inaugurato il 3 giugno 1923. Il Palazzo, progettato da Camillo Puglisi Allegra, chiude con un fronte di 50 metri il lato ovest di Piazza Indipendenza. La facciata è decorata da paraste, festoni, semicolonne e trabeazioni movimentate; il corpo centrale, sovrastato dall'orologio, è caratterizzato dalla presenza dello stemma comunale.
  • Palazzo del Consorzio di Bonifica. Progettato da Camillo Puglisi Allegra, definisce con i suoi portici il lato nord di Piazza Indipendenza. Il palazzo, edificato tra il 1927 e il 1929, presenta un corpo centrale elevato e aggettante rispetto alle ali laterali. La facciata è contrassegnata da paraste ioniche di ordine gigante, teste femminili e patere con motivi ornamentali floreali.
  • Palazzo della Cassa di Risparmio di Venezia. Fu realizzato nella seconda metà degli anni venti su disegno di Camillo Puglisi Allegra allo scopo di ospitare la sede centrale della Banca Mutua Popolare di San Donà. L'edificio porticato segna l'incrocio tra Corso Trentin e Via Battisti di fronte a Piazza Indipendenza. I prospetti del palazzo presentano un'ornamentazione scultorea molto ricca composta da festoni, canestri, cornucopie e scudi.
  • Villa Ancillotto (XVIII secolo).
  • Ponte della Vittoria. Costruito tra il 1921 e il 1922, fu inaugurato il 12 novembre 1922 da Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta. Danneggiato dai bombardamenti del 1944, è stato sottoposto negli anni duemila a un restauro cromatico curato da Ettore Sottsass.
  • Ponte a Bilanciere. Situato in località Caposile, il Ponte a Bilanciere è un ponte apribile che collega le sponde della Piave Vecchia (confine tra i comuni di San Donà e Musile di Piave) pochi metri a monte dalla confluenza con il Taglio del Sile. Costruito dopo la prima guerra mondiale (1927), rimase in servizio sino al 1957, quando fu inaugurato l’attuale attraversamento stradale sulla Piave Vecchia. Il ponte venne realizzato in modo tale da consentire il traffico fluviale mediante quella che allora era un’importante via di navigazione interna. Il meccanismo che rendeva possibile l'apertura e la chiusura del ponte è costituito da un sistema di contrappesi tramite il quale si otteneva il sollevamento manuale delle due piattaforme della campata centrale.[50] Per le sue forme è stato paragonato al famoso Ponte di Langlois, soggetto ricorrente nelle opere di Van Gogh.
  • Stabilimento idrovoro di Cittanova. Inaugurato nel 1903 e ricostruito dopo la Grande Guerra, è il più antico impianto di sollevamento delle acque per la bonifica ancora attivo nel Basso Piave. Lo stabilimento idrovoro si trova in un territorio posto al di sotto del livello del mare nei pressi della frazione di Cittanova.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Al centro, in "Piazza della Libertà", ci sono vari negozi per acquisti personali. Da per tutto si possono trovare Bar, Gelaterie, Pasticcerie.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Hotel Ristorante Forte del 48.


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste Italiane, Piazza Attilio Rizzo, 68, +39 0421 335911.
  • 5 Poste italiane, Via del Concilio, 20, +39 0421 53168.
  • 6 Poste italiane, Via Monsignor Luigi Saretta, 8, +39 0421 41613.



Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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