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Resia

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Resia
Scorcio della val Resia
Stato
Regione
Territorio
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Abitanti
Nome abitanti
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Fuso orario
Patrono
Posizione
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Resia
Resia
Sito istituzionale

Resia (Resije in resiano, Rezija in sloveno, Rèsie in friulano) è un comune sparso del Friuli-Venezia Giulia.

Da sapere[modifica]

Resia è un comune sparso nell'omonima Valle; sede municipale è l'abitato di Prato.

Cenni geografici[modifica]

La sede comunale di Prato dista 25 km da Tolmezzo, 27 da Pontebba, 28 da Gemona del Friuli, 51 da Tarvisio.

Cenni storici[modifica]

Le origini di Resia sono legate all'insediamento della sua popolazione nella vallata, che si fa risalire al VII secolo. I resiani sono i discendenti di quelle popolazioni di ceppo slavo che giunsero in Italia al seguito degli Avari e dei Longobardi e che, abbandonando il nomadismo, qui presero dimora. Un tempo isolata tra i monti Musi a sud e l'imponente massiccio del Canin ad est e a nord, Resia rappresenta per la cultura un'isola linguistica e di tradizioni estremamente importante. La singolare Lingua, il Resiano riconosciuta dall'Unesco che vi si parla è stato ed è tuttora oggetto di molti studi, si custodiscono così e si tramandano tradizioni (costumi, canti, balli, cerimonie) di grande interesse.

Dal punto di vista storico, essendo Resia soggetta alla giurisdizione dell'Abbazia di Moggio, ne seguì le vicende nel corso dei secoli. Rivestì una certa importanza sotto il dominio veneziano per la difesa delle selle di Carnizza e di Guarda che permettono di raggiungere la valle dall'Isonzo in Slovenia. A questo scopo vi fu nella vallata la presenza di una guarnigione militare con fortificazioni a Stolvizza e a San Giorgio. Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Formano il territorio comunale i centri di Gniva (Njiva), Oseacco (Osoane), Prato (Ravanca) (sede comunale), San Giorgio (Bila), Stolvizza (Solbica), Uccea (Učja).

La sede comunale è nel paese di Prato.

Come arrivare[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A23 Italia.svg La valle si raggiunge dal casello Carnia-Tolmezzo dell'autostrada A23 in direzione di Tarvisio arrivando dopo 10 km circa a Resiutta e seguendo il bivio per la Val Resia.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il terremoto del 1976 ha arrecato gravi danni al patrimonio edilizio dei paesi della valle, fatto soprattutto delle tipiche case rustiche alpine. Sono rimasti pochi esempi di edifici rurali con archi e ballatoi in legno a Stolvizza e in località Coritis.

Caratteristiche sono le antichissime meridiane collocate prevalentemente negli alpeggi. Numerosi sono gli affreschi esterni, fra i quali è notevole quello settecentesco di casa Lettig a Stolvizza.

Si trovano poi fornaci e mulini dislocati un pò ovunque lungo i corsi d'acqua del torrente Resia.

  • Chiesa di Santa Maria Assunta. Conserva una statua lignea del 1535, opera di Giacomo Martini. Il campanile della chiesa, che mostra la caratteristica cipolla terminale aggiunta nel 1824, è di probabile origine settecentesca.
  • Chiesa di San Vito (a Oseacco). Risale al 1860; del terremoto si è salvata la parte absidale con il mosaico Santi Vito, Modesto e Crescenzia realizzato dalla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo.
  • Chiesa di San Carlo Borromeo (a Stolvizza). La precedente chiesa fu distrutta nel 1746 da un'alluvione e ricostruita più a sud nel 1769. L'edificio è a pianta rettangolare con tre navate con affreschi ao soffitto, come pure l'abside. La facciata neoclassica ha un rosone ovale con all'interno una croce.
Il campanile ha cella campanaria rettangolare con bifore.
All'interno conserva una pala d'altare raffigurante San Valentino, San Bartolomeo e Sant'Antonio da Padova realizzata nel 1866 dal pittore Domenico Fabris. Nell'abside l'affresco Resurrezione di Cristo è opera del 1924 del gemonese Giuseppe Barazzutti. Altre opere successive si devono a Domenico Forgiarini.
  • Cappella del Monte Kila (in località Uccea). Rientra nella tradizione della valle di edificare cappelle votive, solitamente in prossimità di incroci o biforcazioni dei sentieri, nei boschi montani. Si differenzia dalle altro costruzioni di questo tipo per e sue dimensioni notevolmente più ampie. Sorge in una zona impervia ed ha pianta rettangolare, copertura a capanna e pareti in pietra, in parte a secco, in parte fermate con malta. La tradizione vuole che fosse dedicata a Santa Barbara.
Versa in stato di degrado, e per questo motivo è inserita nel numero delle memorie storiche da tutelare, nell'ambito di un progetto più ampio di recupero del patrimonio locale.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Osteria Alla Speranza, Via Prato, 3, +39 0433 53057.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Albergo Ristorante bar Alle Alpi, via San Giorgio 2, +39 0433 553912.


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, via Roma 15.


Nei dintorni[modifica]

  • Tarvisio — Ha la particolarità di far parte del bacino idrografico del Danubio e del Mar Nero: infatti il fiume Slizza, che attraversa Tarvisio, sfocia nel Gail, affluente della Drava che a sua volta si getta nel Danubio. Altra particolarità: sul Monte Forno vi è la triplice frontiera, punto in cui si incontrano i confini di Italia, Austria e Slovenia La città è centro di turismo estivo ed invernale, e costituisce di fatto il capoluogo dell'area orientale dell'Arco alpino friulano.


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