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Quito

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Quito
Panorama di Quito con la vetta innevata del Cotopaxi sullo sfondo
Stemma e Bandiera
Quito - Stemma
Quito - Bandiera
Stato
Altitudine
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
Posizione
Mappa dell'Ecuador
Quito
Quito
Sito del turismo
Sito istituzionale

Quito è la capitale dell'Ecuador.

Da sapere[modifica]

Quito sorge a 2850 m. di altitudine in una valle della Sierra dominata da coni vulcanici. Trae il suo nome dalla tribù dei Quitu che abitavano la valle in periodo pre Inca. Fu fondata nel 1534 da Sebastián de Belalcázar, un conquistador spagnolo. In realtà esisteva già una città inca ma il generale Rumiñahui ne ordinò la distruzione affinché gli Spagnoli non potessero usufruirne.

Il suo interesse risiede negli edifici di epoca coloniale che le hanno valso l'inserimento nella lista dei Patrimoni mondiali dell'Umanità dell'UNESCO nel lontano 1978.

Quito è anche una moderna città con una vivace vita notturna che si svolge nel quartiere di Mariscal.

Rovescio della medaglia, Quito non è giudicata una città sicura e come in tutte le grandi città sudamericane è necessario stare all'erta di giorno e ancor più di notte.

Quando andare[modifica]

Panorama di Quito con la collina del Panecillo sullo sfondo

Il periodo migliore per visitare Quito va da giugno a settembre in corrispondenza della stagione asciutta. Purtroppo questo è il periodo in cui le temperature si abbassano di qualche grado e si potrebbe assistere a qualche grandinata che imbianca le strade della città. La stagione umida decorre da ottobre a maggio (8 mesi) ed è chiamata verano (estate) dai locali.

Trovandosi sulla linea equatoriale, Quito conosce lievi escursioni termiche nel corso dell'anno e grazie all'elevata altitudine gode di un clima da eterna primavera. La temperatura media diurna è di 10 ° ma non bisogna tralasciare di dare uno sguardo alle minime. Poiché queste possono scendere fino a 2° sopra lo zero, i più freddolosi dovranno per precauzione mettere in valigia qualche capo più pesante.


Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

  • Centro storico — Quito vanta uno dei più estesi centri coloniali dell'America meridionale con notevoli palazzi di quell'epoca oltre a una quarantina di chiese. Il centro di Quito fa perno sulla piazza Grande o piazza dell'Indipendenza dominata dalla cattedrale, il palazzo presidenziale, municipale e arcivescovile. La collina del Panecillo con in cima la statua della Madonna, limita il centro storico a sud ovest.
  • Centro moderno — A nord est del vecchio centro coloniale e fino all'aeroporto internazionale si estende il nuovo centro direzionale in continua espansione e con molte aree verdi come il parco El Ejido e La Alameda. Le sue zone d'interesse sono riportate di seguito:
    • La Mariscal — Sorta intorno al 1940 come quartiere residenziale per famiglie altolocate. La Mariscal cominciò a cambiar volto dal 1980 in poi quando molti dei suoi condomini furono adibiti ad albergo. Agli alberghi si aggiunsero le agenzie di viaggio, i ristoranti, le gallerie d'arte, le "artesaneries" e finanche le lavanderie automatiche. Oggi "La Mariscal" è una zona interamente votata al turismo tanto è vero che gli abitanti di Quito vi si riferiscono con il nomignolo di "Gringoland". Il Barrio è attraversato dalle Avenidas Doce de Octubre e Diez de agosto. La Mariscal è anche il quartiere preferito dai giovani per il loro svago notturno come testimoniano i numerosi locali intorno a Plaza El Quinde, conosciuta un tempo come plaza Foch.
    • Bellavista — Quartiere altolocato sorto nell'ultimo decennio del XX secolo, Bellavista accoglie la Capilla del Hombre, galleria d'arte ove sono esposte le opere di Oswaldo Guayasamín, pittore ecuadoriano di fama internazionale.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Al 2009 le compagnie che operavano voli di linea dall'Europa allo scalo di Quito erano 3:

L'aeroporto di Quito porta il nome ufficiale di "Mariscal Sucre". È a 8 km dal centro. Il taxi è l'opzione migliore per raggiungere il centro. Il coupon si acquista al bancone vicino all'area ritiro bagagli. Esiste anche un servizio di autobus per la zona degli alberghi non consigliato a chi si reca a Quito per la prima volta o che ha bagaglio voluminoso al seguito.

In autobus[modifica]

Il capolinea degli autobus extraurbani (Terminal Terrestre) è situato oltre la collina di Panecillo, nel nord della città. È il regno dei ladri che scrutano attentamente le loro vittime. Se decidete di viaggiare in autobus, cercate di passare inosservati per quanto ardua possa essere l'impresa.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

L'uso dei mezzi pubblici richiede attenzione per la presenza di numerosi e abili borseggiatori.

In taxi[modifica]

I taxi sono molto a buon mercato ma sono rari quelli provvisti di tassametro. Per ovviare all'inconveniente chiedete al portiere del vostro albergo di trovarvene uno provvisto di tassametro.


Cosa vedere[modifica]

Sulla piazza Grande o Piazza dell'indipendenza[modifica]

Piazza dell'Indipendenza
La cattedrale di Quito
  • Cattedrale metropolitana. La sua costruzione fu iniziata nel 1562 su commissione del vescovato di Quito che era stato istituito 12 anni prima. Come consuetudine nei paesi ispanici, i lavori si protrassero nei secoli avvenire. All'interno della chiesa si trovano le tombe del maresciallo Antonio José de Sucre e di alcuni presidenti della Repubblica dell'Ecuador. Il 30 marzo del 1877 vi morì il vescovo José Ignacio Checa y Barba mentre officiava la messa del Venerdì Santo. Al vino consacrato era stato aggiunto un veleno letale.
  • Palazzo Carondelet (Palacio del Gobierno). Fu costruito a cavallo tra i secoli XVIII e XIX su commissione dell'omonimo barone. Fu sede dell'Audencia. Oggi è sede della Presidenza della Repubblica
  • Palazzo arcivescovile.
  • Palazzo municipale. Il meno interessante degli edifici che contornano la piazza. È una costruzione del 1952


Sulla Gabriel Garcia Moreno e adiacenze[modifica]

Piazza di Santo Domingo con l'omonima chiesa e convento
l'interno della Chiesa della Compagnia di Gesù
  • Iglesia del Sacrario, calle García Moreno. Fu edificata sul finire del XVII secolo in forme rinascimentali italiane, sotto la sovrintendenza dell'architetto Bernardo de Legarda. La cupola interna fu affrescata da Francisco Alban
  • Museo de la Ciudad, calle García Moreno. L'edificio ove sta il museo era un tempo adibito ad ospedale. Vi sono esposti oggetti di uso quotidiano
  • Biblioteca Municipal.
  • Museo numismatico e Musicoteca Nacional.
  • Museo Casa Maria Augusta Urrutia.
  • Monasterio de Santa Clara.
  • Monasterio del Carmen Alto.
  • Arco de la Reina.
  • Casa de las 3 Manuelas.
  • Museo Casa de Sucre.
  • Casa Ponce.
  • Iglesia y Convento de Santo Domingo. L'ordine dei Domenicani arrivò a Quito nel 1541 e nell'anno 1580 commissionò all'architetto Francisco Becerra i lavori per il loro tempio. L'opera fu completata nella prima metà del XVII secolo. All'interno si trovano dipinti di martiri appartenuti all'Ordine. L'altare maggiore, in stile neogotico, risale alla fine del XIX secolo. Nel museo situato nel lato nord del chiostro sono esposte opere di artisti locali. Tra queste spiccano le statue di San Domenico di Guzmán del Padre Carlos, di San Giovanni di Caspicara e di San Tommaso d'Aquino del Legarda. La cappella di Nuestra Señora del Rosario fu aggiunta nel XVIII secolo ed è considerata un capolavoro del Barocco.
  • Antiguo Colegio de San Fernando.
  • Antiguo Colegio Gonzaga.
  • Iglesia de la Compañía de Jesús. Commissionata dall'ordine dei Gesuiti, i lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1605 sotto la sovrintendenza dell'architetto Durán Mastrilli e terminarono 150 anni dopo. La facciata è una replica dell'omonima chiesa in Roma.
Chiesa di San Francesco
  • Iglesia y Convento de San Francisco, All'incrocio di Calle Benalcazar con Bolivar e Sucre (Un isolato prima della chiesa del Gesù). I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1536 e si conclusero nel 1580. La chiesa presenta forme barocche e manieristiche. All'interno si ammira il pulpito e l'altare maggiore con il dipinto della Vergine di Quito, opera del pittore Bernardo de Legarda. Secondo una leggenda locale la chiesa fu costruita dai diavoli. Narra, infatti la fiaba che un indio di nome Cantuña si impegnò a costruire l'atrio da solo. Resosi ben presto conto di non poter mai farcela, non esitò a stringere un patto con Lucifero. Fu così che in una notte i diavoli completarono l'opera. Ma Cantuña aveva promesso in cambio la sua anima. Implorò la vergine di riscattarlo da quel triste destino. Fu esaudito. Quando infatti Lucifero venne a reclamare la sua anima, si scoprì che mancava una pietra al completamento dell'opera. Per questo motivo il patto fu annullato e l'indigeno poté salvare l'anima.
  • Casa de Los Presidentes.


Sul retro del palazzo municipale[modifica]

(Plaza Chica, via Guayaquil e Juan Josè Flores)

  • Teatro Bolivar.
  • Monasterio de Santa Catalina.
  • Museo Arquivo de Arquitectura.
  • Iglesia de San Augustin.
  • Fundacion Caspicara.
  • Centro Cultural Mama Cuchara.
  • Taller Escuela Quito.
  • Capilla de Los Milagros.


Nei pressi della via Imbabura[modifica]

  • Antigua Cerveceria La Victoria.
  • Iglesia de San Roque.
  • Vivienda Solitaria de San Roque.
  • Iglesia de San Marcos.


Sul retro del Palazzo vescovile[modifica]

Teatro Nazionale "Sucre"
Basílica del Voto Nacional

(Via Venezuela e dintorni)

  • Edificio Perez Pallares.
  • Hotel Patio Andaluz.
  • Antiguo Circulo Militar.
  • Monasterio Carmen Bajo.
  • Monasterio de Santa Barbara.
  • Museo Casa del Higo.
  • Teatro Sucre.
  • Basílica del Voto Nacional, all'angolo di Calle Venezuela e Carchi (adiacente al Convento de los padres Oblatos). In stile neogotico, la basilica imita nelle forme quelle di Notre Dame a Parigi e di St Patrick a New York. La sua facciata è decorata con raffigurazioni di piante e animali tipici della flora e della fauna dell'Ecuador. È una delle più vaste chiese del Nuovo Mondo. La sua altezza è di 115 m e all'interno della navata centrale di 140 m. si aprono 24 cappelle, tante quante sono le province dell'Ecuador. La sua costruzione fu iniziata nel 1873 per commemorare la consacrazione dello stato dell'Ecuador al Sacro Cuore di Gesù. Il tempio fu inaugurato e benedetto da papa Giovanni Paolo II il 18 gennaio del 1985. Per finanziarne i lavori si ricorse a donazione di privati in cambio dell'incisione del loro nome sulle mura della chiesa e fu istituita addirittura un'imposta sul sale.
  • Parque Garcia Moreno.
  • Monasterio de San Juan.
  • Colegio Mejia.
  • Parque Matovelle.


Parque La Alameda e dintorni[modifica]

  • Parque La Alameda. Tra la avenida Gran Colombia e la Calle Guayaquil, La Alameda è il più antico parco cittadino, noto in età precolombiana come chuquihuada ("Punta della Lancia") in linguaggio Quicha. All'interno del parco cosparso di alberi di magnolia e eucalipto si trova una statua dedicata a Simon Bolivar oltre a un laghetto che si può percorrere in barca.
  • Museo del Banco Central.
  • Casas de la Calle Briceno.
  • Casas de la Calle Calda.
  • Iglesia de San Blas.
  • Museo de Manuela Saenz.
  • Iglesia de El Belén.
  • El Churo de La Alameda.
  • Antiguo Colegio 24 de Mayo.
  • Hospicio.
  • Iglesia de San Sebastian.
  • Iglesia del Buen Pastor.


El Panecillo[modifica]

el Panecillo
  • El Panecillo. È una collina di origine vulcanica che limita il centro storico a sud. Il suo nome significa panino. Sulla sua cima fu collocata nel 1976 una statua della Madonna alta 45 m., opera dell'artista Augustin Herran Matorras che si inspirò alla "Virgen de Quito", una statua del 1734 che adorna l'altare maggiore della chiesa di San Francisco. L'opera, commissionata dall'ordine religioso delle Oblate, è stata realizzata in alluminio. Sulla cima della collina si ergeva prima un tempio pagano. Un particolare curioso è che la Madonna, similmente ad un angelo, ha un bel paio di ali, fatto unico nella iconografia cristiana. La collina era zona d'azione di bande di delinquenti di strada e, per quanto oggi sia discretamente illuminata e pattugliata dalla polizia, è meglio stare attenti.
  • Cima de La Liberdad.
  • Palacio de Cristal.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • Cafe Mosaico, Manuel Samaniego N8-95. Simple icon time.svg 11:00-22:00. Sebbene sia soprattutto un cocktail bar, Cafe Mosaico dispone di un servizio ristorante molto quotato. Vi si possono gustare piatti sostanziosi della cucina greca, quali suvlaki e pastitsio (pasta al forno). La famiglia che gestisce il locale è infatti di origini greche. L'ambiente è elegante.
  • Mama Clorinda, Reina Victoria 1144 (La Mariscal). L'occhio potrebbe rimanere deluso dalla semplicità degli arredi e dal servizio spartano ma il palato sarà completamente soddisfatto dalle pietanze tipiche della cucina ecuadoriana.

Prezzi elevati[modifica]

  • Mea Culpa, Plaza de la Independencia, +593 2 2951 190, +593 2 2950 392. Situato al 2° piano del palazzo arcivescovile, il Mea Culpa è ritenuto uno dei migliori ristoranti di Quito, Nel menù compaiono piatti raffinati ma le porzioni sono piuttosto scarse.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Ciudad Mitad del Mundo — 22 km a nord di Quito, La Mitad del Mundo è la zona attraversata dalla linea equatoriale. I turisti amano farsi fotografare con un piede nell'emisfero settentrionale e l'altro in quello meridionale.
  • Mindo — A ovest di Quito, a un'ora circa in auto percorrendo una strada secondaria, si trova questa zona lussureggiante attraversata da una miriade di ruscelli che spesso formano cascate sotto cui sostano i turisti per beneficiare di un massaggio naturale.
  • Papallacta — Sulla statale nº 28 ad est del centro, Papallacta è una stazione termale immersa nel verde.
  • Cotopaxi — Considerato uno dei più maestosi vulcani delle Ande, il Cotopaxi si eleva fino a raggiungere i 5,867 m. sul livello marino. La sua cuspide conica, dalle forme molto simmetriche, è sempre innevata. I suoi dintorni sono ideali per il trekking e le passeggiate a cavallo. Si trova a sud della capitale a un'ora circa di guida dal centro. Il Cotopaxi è stato istituito a parco nazionale, il che significa che si paga un piccolo pedaggio per entrare. I cancelli aprono alle 7 di mattina e chiudono alle 3 del pomeriggio ma volendo si può anche pernottare al rifugio o in aree di campeggio. Quasi tutte le agenzie di Quito organizzano escursioni di un giorno. Queste comprendono l'ascensione dal parcheggio fino al rifugio e il pranzo in qualche hacienda nei paraggi. Per visite con pernottamento sul posto che prevedono ad esempio l'ascensione alla vetta o passeggiate a cavallo mdovrete rivolgervi ad agenzie specializzate.
  • Otavalo — A nord di Quito, a due ore in auto dal centro, su una diramazione della Pan-American (Strada statale n° 35) che si percorre in direzione di Ipiales, il varco di frontiera con la Colombia, si incontra questo centro di artigianato locale, sede di un pittoresco mercato. Bello anche il paesaggio circostante: Otavalo si estende alle falde del vulcano Taita tra estese piantagioni di mais inframezzate da piccoli laghi, molti dei quali di origine vulcanica.



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