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Piana Reatina

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Piana Reatina
La Piana Reatina e il lago di Ripasottile fotografati da Poggio Bustone, guardando verso ovest. Sullo sfondo, i monti Sabini.
Stato
Regione
Capoluogo
Superficie

Piana Reatina (Valle Santa) è una regione dell'Italia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

La Piana Reatina è una valle dell'Italia centrale che si trova ai piedi dei monti Sabini e Reatini (parte occidentale dell'Appennino abruzzese), originata dalla bonifica dell'antico Lago Velino. È chiamata anche Valle Santa dal momento che per più anni in questi luoghi soggiornò San Francesco fondando i santuari francescani (La Foresta, Poggio Bustone, Fonte Colombo e Greccio) che si trovano ai quattro estremi della pianura e ancora oggi attirano turisti e devoti. È il centro della regione storica italica della Sabina e una parte importante della provincia di Rieti. È percorsa per tutta la sua lunghezza dal fiume Velino ed è interamente circondata e delimitata da montagne: a sud e ad ovest dai Monti Sabini, ad est e a nord dai Monti Reatini.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

  • Rieti — Ritenuta dagli autori dell'età classica il centro geografico d'Italia (Umbilicus Italiae) fu fondata all'inizio dell'età del ferro e divenne un'importante città dei Sabini; ancora oggi il suo territorio viene identificato come "Sabina".
  • Cantalice
  • Cittaducale — Sul confine con Castel Sant'Angelo le rovine delle Terme di Cotilia costituiscono un interessante polo archeologico romano.
  • Colli sul Velino
  • Poggio Bustone — Il Santuario francescano eed il suo convento sono meta di un nutrito turismo religioso. La città custodisce gelosamente memorie, leggende e aneddoti del periodo in cui vi soggiornò San Francesco.
  • Rivodutri

Altre destinazioni[modifica]

  • Monte Terminillo — Terza montagna più alta del Lazio e sede di due stazioni sciistiche su entrambi i versanti, il Terminillo viene chiamato anche La Montagna di Roma poiché rappresenta la meta più frequentata dagli sciatori della Capitale.


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

  • La superstrada Rieti-Terni corre sul bordo della pianura dall'angolo nord-ovest a quello di sud-est.

In treno[modifica]

  • La Piana è attraversata dalla ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona che segue la stessa direzione della superstrada Rieti-Terni. La Piana è servita dalle stazioni di Marmore, Greccio, Contigliano, Rieti e dalle fermate di Labro-Moggio, Terria e Poggio Fidoni.

In bici[modifica]

  • ciclabile La parte inferiore della piana è attraversata anche dalla Ciclovia della Conca Reatina, un anello di 21 km (di cui 13 in sede dedicata) inaugurato nel 2012 ed utilizzato a scopi turistici e ricreativi. La ciclovia, che comprende tre ponti ciclopedonali e quattro aree di sosta attrezzate, fiancheggia Rieti sul lato est, tocca Piani Sant'Elia, Piani Poggio Fidoni, Contigliano, Terria, Colle Aluffi e Chiesa Nuova, da dove rientra a Rieti.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Nel corso della sua vita, Francesco d'Assisi soggiornò più volte nella Piana Reatina (che per questo motivo è nota anche come Valle Santa): la prima probabilmente nel 1209, poi un lungo soggiorno nel 1223 e un altro dall'autunno 1225 all'aprile 1226, poco prima della sua morte.

Nel corso di questi soggiorni ebbero luogo eventi importanti: la prima rievocazione della Natività tramite il Presepe, la stesura della Regola di san Francesco definitiva dell'ordine francescano e (probabilmente) la composizione del Cantico delle creature. Ma soprattutto Francesco fondò i quattro santuari di Greccio, La Foresta, Poggio Bustone e Fonte Colombo che si trovano ai quattro angoli della valle, sin da allora meta di pellegrinaggi e di turismo religioso.

Il soggiorno di San Francesco coincide con un periodo in cui Rieti godeva di prosperità economica ed il Papa frequentemente faceva del Palazzo Vescovile della città la sua sede: nell'arco di un secolo risiedettero a Rieti i papi Innocenzo III (1198), Onorio III (nel 1219 e nel 1225), Gregorio IX (nel 1227, nel 1232 e nel 1234), Niccolò IV (tra il 1288 ed il 1289) e Bonifacio VIII (nel 1298).

Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]


Sicurezza[modifica]


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