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Monteluco

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Monteluco
Belvedere. Citazione di San Francesco: Nihil iucundius vidi valle mea spoletana
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Monteluco è un monte situato in Umbria.

Da sapere[modifica]

Monteluco è considerato un interessante patrimonio artistico e naturalistico tanto da essere inserito tra i luoghi osservati dal Comitato del Patrimonio mondiale UNESCO. È una tappa della "Via Francigena di San Francesco - La Via di Roma", che partì da Vienna per raggiungere la tomba dell'apostolo Pietro a Roma.

Cenni geografici[modifica]

L'area del Monteluco, che culmina con il Monte Fionchi è l'anello di congiunzione fra Spoleto e la Valnerina. Il monte è parte di una dorsale calcarea tra la strada statale Flaminia e la Valle del Nera. Il territorio, prevalentemente di alta collina e occupato da un fitto ed antico bosco di leccio, culmina in un pianoro sulla cima di un basso monte, all'altezza di 780 m, i cui dintorni sono abitati da 27 residenti (dati Istat, censimento 2001)

Flora e fauna[modifica]

  • L'area è occupata in massima parte da boschi di caducifoglie e di sclerofille sempreverdi: formazioni di carpino nero e orniello, querceti di roverella, castagneti, qualche nucleo di faggio alle quote più elevate, pinete a pino d'Aleppo e leccete. Tra queste ultime spicca quella secolare di Monteluco. La composizione dei boschi è varia; oltre alle specie arboree dominanti compaiono aceri, cerri, carpini bianchi, noccioli, meli e ciliegi selvatici, sorbi, maggiociondoli, corbezzoli e tanti arbusti come viburno, fillirea, alaterno, erica multiflora, corniolo, sanguinello, biancospino, evonimo, ginepro, ginestra odorosa e rovo. In alcune stazioni sono presenti i rari tasso e agrifoglio. Su alcuni versanti assolati sono presenti gli oliveti e intorno ai piccoli insediamenti, anche in montagna, si trovano seminativi e prati
  • La fauna è diversificata, con almeno 134 specie di vertebrati presenti: 10 di anfibi, 10 di rettili, 89 di uccelli nidificanti e/o svernanti (i nidificanti sono 79) e 25 di mammiferi. Il 37% di questi animali sono considerati di pregio scientifico e conservazionistico, perché rari e/o minacciati a livello nazionale ed europeo. Delle specie di maggior interesse si ricordano tra gli anfibi la salamandrina dagli occhiali e l'ululone a ventre giallo, tra i rapaci diurni il biancone, il lanario e il pellegrino, tra i passeriformi la rondine montana, il culbianco, il codirossone, il passero solitario, il luì verde e lo zigolo muciatto, tra i mammiferi l'istrice, il lupo e il gatto selvatico.

Quando andare[modifica]

In estate è possibile godere il fresco e lasciarsi alle spalle l'afa cittadina. La tintarella è assicurata. In inverno il paesaggio è molto suggestivo, specialmente se innevato.

Cenni storici[modifica]

Il nome deriva dal termine latino lucus, ossia Bosco sacro a Giove, a testimonianza dell'importanza religiosa di questo luogo sin dai tempi antichi. Intorno al V secolo Monteluco diventa sede di uno dei più vasti movimenti eremitici del tempo: un gruppo di monaci anacoreti orientali fondarono una colonia sul monte, abitando nelle grotte e vietando l'accesso alle donne. (Movimento eremitico sul Monteluco). In seguito la chiesa madre, l'Abbazia di San Giuliano punto di riferimento della colonia eremitica, passò ai benedettini, che l'abbandonarono nel XVI secolo. La vicenda spirituale di San Francesco trovò compimento anche in questi luoghi: nel 1218, secondo la tradizione dell'Ordine, fu lo stesso Francesco a fondare nella cappella di Santa Caterina, donatagli dai benedettini, un primitivo cenacolo ai limiti del Bosco sacro, l'attuale Santuario di San Francesco. Sempre nel XVI secolo, un buon numero di pellegrini laici si ritirarono nelle cappelle e chiesette della località costituendo nel 1547 la cosiddetta Congregazione dei Padri Eremiti di Monteluco, che aveva come centro l'Eremo di Santa Maria delle Grazie (attualmente residenza d'epoca). Nel 1556 anche l'artista Michelangelo soggiornò brevemente in quei luoghi per ritemprarsi. Nel 1788 il cenacolo di San Francesco venne scelto da Leopoldo da Gaiche come ritiro spirituale di stretta osservanza e fu solennemente inaugurato il 1º novembre. Venne poi soppresso dalle truppe napoleoniche nel 1809; lo stesso Fra Leopoldo tentò di scacciare le truppe francesi salite sul monte a piantare l'albero della libertà. Con l'occupazione napoleonica finì l'isolamento e da allora l'accesso è aperto a tutti. Nell'estate del 1924 Pirandello trascorse la villeggiatura a Villa Verdiani, sulle pendici del monte.

Territori e mete turistiche[modifica]

Principali città nelle vicinanze: Perugia (71 km), Assisi (55 km), Spello (44 km), Gubbio (94 km), Todi (52 km), Norcia (51 km), Fonti del Clitunno (21 km), Campello sul Clitunno (23 km), Trevi (30 km), Cascata delle Marmore (50 km), Lago di Piediluco (54 km), Orvieto (80 km), Roma (137 km), Siena (167 km), Firenze (227 km)

Centri urbani[modifica]

Il centro urbano più vicino è Spoleto; si trova a 7 km di distanza, percorribili in macchina, in bus (solo in estate) e a piedi.

Altre destinazioni[modifica]

  • Monte Fionchi, si può raggiungere in macchina fino a Patrico e poi proseguire a piedi (percorso 2 ore e mezza), oppure fare tutta la strada a piedi (percorso 4 ore)
  • Le Porelle in auto o a piedi (percorso 30 minuti)
  • Patrico in auto o a piedi (percorso 1 ora e mezza)

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto più vicino è l'Aeroporto Internazionale dell'Umbria - Perugia situato a metà strada fra Perugia e Assisi.

In auto[modifica]

La zona è raggiungibile da Spoleto attraverso una strada panoramica (costruita in parte anche grazie ai prigionieri austriaci, durante la prima guerra mondiale) che offre la vista sulla valle spoletina, passando in prossimità del Ponte delle Torri (Ponte delle Torri) che anticamente ne costituiva il passaggio obbligato.


In treno[modifica]

Linea Roma - Ancona, fermata Spoleto.

In autobus[modifica]

Partenza dalla stazione di Spoleto. Il servizio è stagionale.

A piedi[modifica]

Percorrendo un sentiero di circa 2 km, così detto corta di Monteluco, che parte dal Ponte delle Torri a Spoleto e si inerpica in mezzo al bosco. Tempo di percorrenza circa 45 minuti.

Come spostarsi[modifica]

  • In macchina
  • In mountain bike (È possibile chiedere in prestito alcune biciclette all'Albergo Ristorante Ferretti)
  • A piedi


Cosa vedere[modifica]

Abbazia di San Giuliano
  • 1 Santuario di San Francesco (Eremo francescano), +39 0743 40711. Simple icon time.svg 9,30 - 12,30 e 16,00 - 18,30. Il Santuario di San Francesco (1218), più volte ampliato fra il XV e il XVIII secolo, conserva il pozzo, la cappellina-oratorio e sette piccole celle. All'interno della cappellina sono conservate le spoglie del beato Leopoldo da Gaiche e altre sue reliquie. (Santuario di San Francesco). Regolarmente vengono celebrate sante messe e cerimonie. Ospita i giovani che aspirano ad entrare nell'Ordine dei Frati Minori, che qui svolgono l'anno di probandato. Vi si svolgono regolarmente sante messe e cerimonie. Orari Messe giorni feriali: Ore 7.30, il sabato (nel periodo dell'ora legale, tutti i giorni). Ore 18.00 (ore 19.00 ora legale), dal lunedì al venerdì. Giorni prefestivi (sabato): alle ore 19.00 (solo nel periodo dell'ora legale) Giorni festivi: alle ore 10.30.
  • 2 Bosco sacro. Il Bosco sacro di Monteluco è caratterizzato dalla presenza del leccio sempreverde, una pianta abbastanza rara in luoghi così distanti dal mare o dai laghi. I lecci presenti sono vecchi di almeno 500 anni; alcune ceppaie, con un diametro maggiore di 3 m, potrebbero avere un'età quattro volte superiore, circa 2000 anni.
  • 3 Belvedere. Su lapide è riportata la citazione di San Francesco che, osservando dall'alto il mosaico di campi coltivati della Valle Spoletana, esclamò: Nil iucundius vidi valle mea spoletana - (Non ho visto niente di più giocondo della mia valle Spoletana)
Riproduzione della Lex Luci Spoletina - Bosco sacro
  • 4 Lex Spoletina. Riproduzione di un cippo lapideo all'ingresso del Bosco sacro. Documento epigrafico scritto in latino arcaico, primo esempio di norma forestale. Gli originali, due iscrizioni incise su cippi parallelepipedi, sono conservati nel Museo Archeologico di Spoleto. (Lex spoletina). La traduzione del testo recita: Questo bosco sacro nessuno profani, né alcuno asporti su carro o a braccia ciò che al bosco sacro appartenga, né lo tagli, se non nel giorno in cui sarà fatto il sacrificio annuo; in quel giorno sia lecito tagliarlo senza commettere azione illegale in quanto lo si faccia per il sacrificio. Se qualcuno (contro queste disposizioni) lo profanerà, faccia espiazione offrendo un bue a Giove ed inoltre paghi 300 assi di multa. Il compito di far rispettare l'obbligo tanto dell'espiazione quanto della multa sia svolto dal dicator.
  • 5 Croce metallica. La croce metallica in cima al monte, vicino alle antenne, è uno dei simboli distintivi di Spoleto, soprattutto di notte quando viene illuminata. Può essere raggiunta alla base percorrendo un breve sentiero che parte da uno degli ultimi tornanti della strada per Monteluco.
  • 6 Abbazia di San Giuliano (Si trova al km. 5,300 della strada che sale da Spoleto a Monteluco). Costruzione del XII secolo, chiesa romanica, eretta su resti risalenti al V secolo. (Abbazia di San Giuliano). Si può ammirare solo l'esterno, l'interno non è agibile perché pericolante.
  • 7 Chiesa di San Pietro (All'inizio della strada che sale da Spoleto a Monteluco). Costruzione del V secolo, stile romanico. (Chiesa di San Pietro).


Cosa fare[modifica]

  • Trekking e mountain bike. È possibile fare escursioni attraverso numerosi sentieri segnalati dal Club Alpino Italiano a piedi o in mountain bike e raggiungere Spoleto, a valle, o altre vette: (Le Porelle, 910 m., Patrico, 1018 m., Monte Fionchi, 1337 m. ecc.
Tavoli per pic nic
  • Raccogliere funghi. Prugnoli, chiodini, ovuli, leccini, ecc.
  • Yoga e meditazione. In luoghi appartati e silenziosi è possibile praticare esercizi spirituali in autonomia
  • Pic-nic. Mangiare all'aperto sui numerosi tavoli sparsi intorno al Santuario e davanti all'ingresso del bosco sacro.
  • Giocare a bocce. Nel grande prato.
  • Prendere il sole. Nel grande prato.
  • Guardare le stelle col telescopio. Le condizioni atmosferiche della zona favoriscono l'osservazione degli astri.
  • Giocare con i propri cani. Nel grande prato.


Eventi e feste[modifica]

  • Bat Night. Simple icon time.svg fine agosto. La notte dei pipistrelli: un'escursione notturna dedicata all'ascolto dei pipistrelli in volo.

Acquisti[modifica]

In estate due piccoli bar tipo chioschi, con servizio ai tavoli, sono presenti ai due estremi del grande prato; vendono anche giocattoli e souvenirs. .

Albergo Ristorante Ferretti
Albergo Ristorante Ferretti

Dove alloggiare[modifica]


Dove mangiare[modifica]

  • Pizzeria Bosco Sacro (Al piano terra dell'Albergo Ristorante Ferretti), +39 0743 49849. Simple icon time.svg Aperta tutto l'anno. Specialità pizza al tartufo e pizza ai funghi porcini.
  • Ristorante Pizzeria San Giuliano, Località San Giuliano, 1 (Occupa l'area a ridosso dell'abside della chiesa di San Giuliano), +39 0743 47797. Con terrazza panoramica che affaccia sulla città di Spoleto.
  • Nelle domeniche d'estate, ai bordi del grande prato, è presente per tutto il giorno un furgoncino che vende ottimi panini con la porchetta.

Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Telefonia[modifica]

La copertura da parte dei vari gestori di telefonia non sempre è garantita, in alcune zone del monte è più facile individuarla, in altre manca, varia da gestore a gestore.

Internet[modifica]

Reti wireless sono disponibili gratuitamente negli alberghi e nel ristorante/pizzeria.

Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]

  • Numerosi eremi, grotte, tra cui quella di Sant'Antonio da Padova, sono raggiungibili attraverso il percorso pedonale che si snoda nel bosco alle spalle del santuario francescano.

Informazioni utili[modifica]

  • Dal 2012 Monteluco è sede di un Centro Addestramento Cinofilo Cani da Soccorso della Protezione Civile.
  • Dal 2009 l'Hotel Michelangelo viene utilizzato come casa di riposo per anziani; sono possibili permanenze sia lunghe sia brevi.

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