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Maniago
Facciata del Duomo di Maniago
Appellativi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Maniago
Sito istituzionale

Maniago è una città del Friuli-Venezia Giulia.

Da sapere[modifica]

Maniago è la città principale dell'area Valli e Dolomiti friulane. L'attività che la contraddistingue da secoli è la fabbricazione dei coltelli.

Cenni geografici[modifica]

Maniago si trova nella parte occidentale del Friuli-Venezia Giulia, all'imboccatura di 2 valli, della pedemontana pordenonese: la Val Cellina e la Val Còlvera, a circa 70 km dal mare Adriatico. Alle spalle dell'abitato si innalzano i principali rilievi maniaghesi:il Monte Jôuf, il Monte Fara e il Monte San Lorenzo.

Nel suo territorio sono presenti ambienti molto diversi tra loro, che comportano una grande varietà di flora e fauna. Nella porzione settentrionale del Comune, dall'altitudine più elevata, si estendono boschi di latifoglie, quali querce, castagni, faggi, acacie e aceri, con un rigoglioso sottobosco; nella zona meridionale si trova l'area dei Magredi, protetta come 'riserva naturale' (situata dove le acque di Cellina e Meduna sprofondano nella falda acquifera); è un ambiente pianeggiante, caratterizzato da forte permeabilità del suolo e dalla conseguente scarsa produttività dei terreni.

Cenni storici[modifica]

La strategica posizione di Maniago, lungo la pedemontana friulana, ha sempre permesso alla città di svolgere un ruolo importante nel contesto viario che conduceva dalla pianura ai passi montani, attraverso le valli del Cellina, del Còlvera e del Meduna. Tracce di presenza umana riferite al periodo Neolitico sono state rinvenute nelle grotte del monte San Lorenzo, in particolare frammenti di oggetti in ceramica e altri reperti in pietra, che testimoniano l'esistenza di possibili insediamenti abitativi preistorici.

Modeste le testimonianze circa la presenza in zona dei Celti, abitanti in terra friulana dal III secolo a.C., anche se sono ancora vive alcune usanze, come l'accensione dei falò epifanici, che a questa popolazione possono riferirsi.

Sicure sono le prove che documentano sul territorio la presenza dei Romani, a cominciare dalla stessa voce Maniago, nome di origine latina con suffisso celtico –aco, forse terra di Manilius.

Il rinvenimento di numerose monete e lapidi con iscrizioni di epoca romana e, soprattutto, il tracciato della strada che da Concordia, per San Quirino, San Foca e il guado della Cossana arrivava a Maniago e proseguiva verso la montagna, salendo dal versante meridionale del San Lorenzo, consente di dilatare la storia maniaghese ben oltre i mille anni ufficiali.

Databili intorno all'VIII secolo sono alcuni frammenti scultorei murati sulla facciata del Duomo e risalenti al periodo dei Longobardi, popolo che, raggiunto il Friuli nel 568, si stabilì anche a Maniago e nelle terre vicine, probabilmente ai piedi del Monte Fara, voce che in longobardo significa proprio "famiglia".

Il primo documento che riporta il nome di Maniago in forma scritta è il diploma dell'imperatore Ottone II di Sassonia, inviato da Ravenna al fedele Rodoaldo, Patriarca di Aquileia, per confermargli il possesso di alcune terre tra cui la cortem que vocatur Maniacus, vale a dire la corte che è chiamata Maniaco. È il 12 gennaio 981. Nel documento sono chiaramente indicati i confini della corte, posta tra le acque del Cellina e del rivo Corto, presso la chiesa di Marcadello, luoghi questi ultimi identificati con il Rugo Storto e la Chiesa di Madonna di Strada in comune di Fanna.

Come orientarsi[modifica]

Il centro cittadino si può dividere in 2 zone: una settentrionale più antica, adagiata ai piedi del monte Jôuf, e una meridionale, sviluppatasi tra il XIX e il XX secolo in un'area maggiormente pianeggiante.

L'impianto urbanistico originario è costituito da Piazza Maggiore, oggi Piazza Italia, e dalle vie che si svilupparono attorno ad essa e che conducevano al castello medievale, di fronte al quale si trovava un piccolo villaggio abitato dalla servitù del maniero.

La cinta muraria, in parte recuperata, è ancora oggi visibile nelle immediate vicinanze dei ruderi del castello e in alcune vie del centro storico.

Tra il '700 e l'800 Maniago conobbe una notevole espansione urbanistica. Due nuove ed eleganti strade, Via Umberto I e via Roma, collegarono Piazza Italia rispettivamente a Largo San Carlo e a Piazzetta della Posta, oggi Piazzetta Trento, costituendo il nuovo asse commerciale della città.

  • 1 Piazza Italia un tempo nota anche come Piazza Maggiore, è la principale piazza della città e il centro della comunità maniaghese. Si tratta di una delle più grandi piazze del Friuli, che accoglie intorno a sé gli edifici più importanti della città: il municipio, il duomo, la loggia, Palazzo d'Attimis e la chiesa dell'Immacolata. Al suo centro si trova una fontana risalente al 1846 a base ottagonale, con quattro vasche semicircolari e quattro scalinate orientate secondo i punti cardinali. Da Piazza Italia si articolano le principali vie del centro cittadino.
  • 2 Piazzetta Trento a pochi passi da Piazza Italia, è collegata a essa tramite via Roma, una delle principali vie commerciali di Maniago.

Quartieri[modifica]

Il capoluogo comunale è la zona a più alta densità abitativa del comune di Maniago, nonché sede degli uffici amministrativi e delle principali attività commerciali.

Si divide in 5 quartieri:

-Centro
-Maniagolibero
-Maniago di Mezzo
-Fratta
-Sud Ferrovia

Il comune di Maniago ha inglobato, nel corso del XIX secolo, 2 località limitrofe, Maniagolibero e Fratta, oggi contigue nel tessuto urbano maniaghese.

Nell'agglomerato urbano è inoltre presente la località Còlvera, che si estende lungo le rive dell'omonimo torrente e che, seppur non presente nella toponomastica ufficiale del comune, ricopre una rilevanza storico-culturale, essendo il luogo in cui nacquero le prime botteghe fabbrili di Maniago (oggi è parte del quartiere di Fratta).

Il quartiere di Sud Ferrovia si è sviluppato come zona residenziale nella parte meridionale di Maniago a partire dagli anni '80 ed è, oggi, il più popoloso della città.[48]

Borgo Coricama è invece una zona commerciale-residenziale sorta negli anni duemila in seguito al grande sviluppo edilizio che ha interessato la zona tra il centro storico della città e la stazione ferroviaria.

Lo sviluppo edilizio si ebbe però solo a partire dagli anni '50-'60, quando l'Ente Tre Venezie e il Consorzio di bonifica Cellina-Meduna edificarono nell'area alcuni gruppi di case contadine per gli esuli istriano-dalmati.

Oltre al capoluogo il territorio comunale comprende anche i centri abitati di Campagna, Dandolo e Fratta, cui si aggiungono numerose altre borgate e località minori.

Le località di Dandolo di Sopra e Dandolo di Sotto si estendono nella parte meridionale del comune, nella Campagna Ventunis tra i torrenti Còlvera e Cellina, utilizzata, fin dai tempi antichi, per fienagione e pascolo del bestiame.

Area camper[modifica]

  • 3 Area di sosta per camper, Via Battiferri, 2.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In treno[modifica]

  • 7 Stazione ferroviaria. Si trova sulla linea ferroviaria Sacile - Pinzano. Dal 6 luglio 2012 al 9 dicembre 2017, il servizio ferroviario è stato sostituito da autocorse a causa dello sviamento di un treno dovuto a una frana sulla sede ferroviaria in prossimità della stazione di Meduno.
Con la parziale riapertura della linea, dal 10 dicembre 2017 la stazione è nuovamente servita dai treni Regionali in servizio tra Sacile e Maniago. Oltre a servire la città in cui è inserita, la stazione svolge un importante ruolo di hub per le vallate circostanti.

In autobus[modifica]

  • 8 Stazione autobus. Nel piazzale esterno della stazione c'è la stazione degli autobus che collegano la città ad altre località, quali Spilimbergo, Pordenone e le circostanti vallate della Val Cellina e Val Colvera.
Sono inoltre presenti autocorse svolte da Trenitalia, in coincidenza con i treni in arrivo, per raggiungere gli istituti scolastici di Maniago e per le stazioni in direzione Gemona del Friuli non ancora servite dal treno.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il Duomo con il campanile
  • 1 Duomo di San Mauro Martire. Rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura tardo-gotica del Friuli. Le notizie sulla sua erezione risalgono al 1488, anche se numerosi frammenti scultorei presenti nelle murature testimoniano precedenti vicende costruttive: tra questi un frammento con pavone e cinque altri uccelli, un altro con un cervo e l'ultimo con un motivo ornamentale ad intreccio. Sono elementi che quasi sicuramente provengono da un antico pluteo della precedente costruzione.
La torre campanaria è di poco posteriore alla chiesa, anche se è stata modificata più volte nei secoli ed ha assunto la forma attuale e definitiva nel corso del Settecento.Un primo orologio fu installato nel 1745, a cura di Giacomo e Osvaldo Antonio Cappellari da Pesariis, già a quel tempo famosa sede di orologiai.Un ultimo restauro è stato effettuato dopo il terremoto del Friuli del 1976; ha interessato l'ottagono superiore del campanile, il cornicione e la cella campanaria.
L'originale ingresso all'area del Duomo è costituito da due portali settecenteschi, opera di Giacomo Conte. La semplice facciata a capanna è impreziosita dal rosone centrale altamente decorativo e dal portale a sesto acuto.
Il rosone è contornato da una spessa cornice dentata, si compone di 18 archetti trilobati con al centro un sole raggiante; il medesimo decoro si trova nel portale, elegantemente ornato da due colonnine tortili che convengono verso l'alto dove troneggia il padre benedicente.
L'interno è costituito da un'unica navata coperta a capriate lignee. Vi sono tre cappelle absidiali e quattro laterali.
Nella cappella absidale destra, dedicata a san Giovanni Battista, è presente la pala con Cristo in gloria con i santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Giuseppe, Pietro e Giacomo, lavoro di Pomponio Amalteo del 1558. Lo sfondo dell'opera contiene raffigurazioni della Maniago contemporanea, come il castello sulla cima del monte ed il Duomo stesso. Nella predella tre scene tratte dalla Vita del Battista.
Nell'abside affreschi eseguiti dall'Amalteo, risalenti al 1572 circa, che però risultano molto deteriorati e di difficile lettura.
Vi sono anche diversi dipinti del Seicento e del Settecento tra i quali vanno ricordati:
- la Trinità di Isaac Fischer del 1688;
- la Madonna del Rosario con il bambin Gesù e i santi Domenico e Caterina da Siena, lavoro di :Tommaso Vecellio del 1625;
- il San Pietro di Alcantara di Girolamo Brusaferro del 1720 in controfacciata;
- la Pala di san Vincenzo di Giuseppe de Gobbis del 1765 circa.
- la Pala di San Rocco con San Valentino e San Sebastiano, cappella di san Rocco, di Giovanni :Giuseppe Cosattini
- Estasi di San Francesco, cappella di san Rocco, di Giovanni Giuseppe Cosattini
Tra le opere scultoree:
- Altare ligneo del Rosario, lavoro della bottega di Giovanni Auregne del 1628;
- Altare di san Rocco;
- Altare maggiore in marmi policromi della bottega veneziana dei fratelli Bettanelli e risalente :al 1693;
- Fonte battesimale del 1549 di scuola medunese, con putti pronti a sorreggere la vasca. Chiesa di San Mauro (Maniago) su Wikipedia duomo di Maniago (Q3716363) su Wikidata
  • 2 Chiesa dell'Immacolata Concezione (Chiesa della Madonna). Posta all'imboccatura di piazza Italia,l'attuale costruzione, progettata dall'architetto Antonio Aprilis, risale al 1778 e rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica della provincia di Pordenone. Si hanno tuttavia testimonianze di un precedente edificio religioso, confermate da un documento del 1411 e dalla lapide tombale recante la data 1628 posta all'interno della chiesa.
  • Chiesa di San Carlo. Eretta nel 1637 ai piedi del castello, contiene un altare ligneo del Seicento, di probabile scuola bellunese, che racchiude una pala di autore ignoto raffigurante San Carlo Borromeo.
  • Chiesa della Santissima Trinità. Posta all'inizio della via che conduce al castello e pertinenza della residenza signorile dei conti di Maniago, fu edificata nel XVII secolo.
  • Chiesetta del Pater Noster. Piccolo edificio in località Maniago di Mezzo, detto anche delle Fontanutis, per la vicinanza ad una fonte d'acqua.
  • 3 Palazzo d'Attimis-Maniago. Un tempo residenza del casato di Maniago, risalente al XVIII secolo e affacciato su Piazza Italia, è un complesso di edifici tutelato dall'Istituto Regionale per le Ville Venete (IRVV), composto da un corpo centrale, dalle scuderie e dai granai. Sulla facciata rivolta verso la piazza è possibile ammirare un affresco di Pomponio Amalteo, raffigurante un leone che tiene sotto la zampa lo stemma nobiliare dei conti Attimis Maniago e la loggetta del XVI secolo, mentre nella parte retrostante, oltre la corte, si trova l'ampio parco, composto da un giardino all'italiana e da un parco all'inglese, di 7 ettari, che dal palazzo giunge fino ai piedi del castello.
  • Villa di Conti. Elegante complesso edificato nel corso del XVII secolo ai piedi del Monte Jôuf. Si trova all'inizio della via che conduce al castello, all'interno della cinta muraria che racchiudeva anche il villaggio di artigiani e mastri impiegati presso il maniero.
Ingresso castello Maniago
  • 4 Loggia, Piazza Italia. Situata in piazza Italia e risalente al 1661, fu costruita in sostituzione di un precedente edificio posto al centro della piazza, usato per le assemblee dei capifamiglia e andato distrutto. È stata utilizzata nel tempo come sede del tribunale e del mercato cittadino. Oggi è il monumento dedicato ai Caduti di tutte le guerre.
  • 5 Ex filanda (Biblioteca civica), via Battiferri. Risalente alla seconda metà dell'800, è situata allo sbocco della Val Còlvera, lungo il corso dell'omonimo torrente; rappresenta uno dei più interessanti esempi di archeologia industriale in provincia di Pordenone. Sottoposta a un profondo restauro conservativo negli anni '90, è oggi sede della biblioteca civica di Maniago e di esposizioni di carattere culturale.
  • 6 Teatro Giuseppe Verdi, via Umberto i°/largo San Carlo. Occupa un edificio del XVIII secolo che ospitava originariamente una filanda, il Setificio a vapore Giuseppe Zecchin fu Lorenzo, scritta ancora oggi ben visibile sulla facciata. Nei primi anni del '900 la filanda è stata convertita in circolo per le prime proiezioni cinematografiche e per le feste da ballo. L'attività teatrale ebbe inizio tra gli anni '60 e '80. Gli eleganti interni dell'edificio ospitano notevoli esempi artistici e architetturali, quali lo scalone d'ingresso, i due lampadari originali e i preziosi affreschi in stile liberty del 1922.
  • 7 Ruderi del castello. Edificato nel corso dell'XI secolo su un'altura alla base del monte Jôuf, in posizione dominante rispetto all'abitato, è stata la residenza dei nobili di Maniago per quasi cinque secoli. Nel 1511 un violento terremoto arrecò gravi danni al castello, facendo sì che i Signori di Maniago trasferissero la propria residenza nei palazzi adiacenti al centro cittadino, tra cui Palazzo d'Attimis e Villa dei Conti, venendo definitivamente abbandonato nel 1630.
Il maniero, costituito da diversi edifici e torri che si affacciavano su una corte centrale, era difeso da una doppia linea di fortificazioni, tuttora in parte visibili, che scendevano fino all'abitato sottostante. Di fronte ad esso, entro la seconda cinta di mura, si trovano invece i resti della Torre della Porta e della Porta Castri, grazie alla quale si accedeva al castello e al borgo antistante, abitato dalle maestranze del maniero. Di fronte all'ingresso si trova la duecentesca cappella di San Giacomo, unico edificio perfettamente conservato del complesso, che contiene un dipinto di Sebastiano Mazzoni e ospita le spoglie dei locali feudatari.
La cinta muraria fu eretta contemporaneamente alla costruzione del castello in epoca medievale, per difendere il feudo. Inizialmente si sviluppa solo intorno al castello e proteggeva il borgo posto di fronte a esso: successivamente fu ampliata con un secondo giro di mura che giungevano fino all'abitato maniaghese, che allora si sviluppava ai piedi del castello. Oggi alcuni tratti di questa fortificazione sono visibili lungo le vie del centro storico. Castello di Maniago su Wikipedia castello di Maniago (Q3662672) su Wikidata

Musei[modifica]

  • 8 Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie. L'edificio che lo ospita fu sede dal 1907 della prima grande fabbrica di coltelli di Maniago. Il museo documenta i momenti significativi della storia dell'arte che ha reso nota la città nel mondo, illustrando i processi della lavorazione del metallo nelle coltellerie della zona e l'evoluzione tecnologica del settore verificatasi nel tempo, attraverso reperti, macchinari, ricostruzioni di ambienti e documenti storici.
  • Museo della Vita Contadina Diogene Penzi. È una sezione del Museo provinciale Diogene Penzi di San Vito al Tagliamento. La sede maniaghese è dedicata alle lavorazioni artigianali del legno e del ferro ed illustra lo sviluppo dei mestieri del fabbro e del falegname.
  • Museo delle Abarth. Raccoglie una vasta collezione di auto e motociclette, oltre a motori, cambi e vari oggetti originali prodotti dal marchio Abarth.
  • Ecomuseo Lis Aganis.


Eventi e feste[modifica]

A Maniago si svolgono nel corso dell'anno diversi eventi di carattere storico, culturale e turistico, tra cui:

  • Fiera di San Giacomo.
  • Coltello in Festa.
  • Falò dell'Epifania.
  • Carnevale di Maniago.
  • Lama e Trama.
  • Giallo a Maniago. **
  • Festa di Primavera.
  • Festa delle Mele Antiche.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]

  • 2 Eurohotel Maniago, Viale della Vittoria, 3, +39 0427 71432.


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 12 Poste italiane, Via Carso, 4/B, +39 0427 701093.
  • 13 Poste italiane, Via A. Manzoni, 16, +39 0427 706311.
  • 14 Poste italiane, Via Michelangelo Buonarroti, 6 (nella frazione Campagna), +39 0427 71851.


Nei dintorni[modifica]

  • Riserva naturale dei Magredi. Magredi su Wikipedia Magredi (Q3843403) su Wikidata


Altri progetti

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