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Cuenca
Santa Ana de los Cuatro Ríos de Cuenca
Cuenca vista da Turi
Stemma e Bandiera
Cuenca (Ecuador) - Stemma
Cuenca (Ecuador) - Bandiera
Appellativi
Stato
Regione
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
Mappa dell'Ecuador
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Cuenca
Sito del turismo
Sito istituzionale

Cuenca è una città dell'Ecuador, situata nella regione della Sierra.

Da sapere[modifica]

Capoluogo della provincia di Azuay, Cuenca è soprannominata "Atene dell'Ecuador" per la sue interessanti architetture coloniali, per i suoi contributi alle arti, alle scienze, alle lettere e per essere stata il luogo di nascita di molti personaggi illustri della società ecuadoriana.

Cuenca è considerata una città piacevole e anche vivace grazie alla popolazione di giovani che frequentano i corsi dei suoi istituti universitari. La città possiede inoltre un centro storico di tutto rispetto dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità nel 1999.

A livello di compere la città e i pueblos dei dintorni hanno molto da offrire. Cuenca è rinomata in particolare per la produzione di cappelli di Panama.

Cenni geografici[modifica]

Cuenca è situata sull’altopiano omonimo, nella regione della Sierra meridionale e a un'altitudine media di 2.550 m s.l.m. Attraversano la città quattro fiumi, Tomebamba, Yanuncay, Tarqui e Machángara che uniscono le loro acque qualche km a nord est del centro cittadino per formare il fiume Cuenca, un tributario indiretto del Rio delle Amazzoni. La vetta più elevata del territorio è il Nudo del Cajas di 4500 m. che si eleva nel parco nazionale Cajas, una trentina di km ad est di Cuenca.

Quando andare[modifica]

Essendo prossima alla linea equatoriale, Cuenca presenta due sole stagioni, determinate dal regime delle piogge: la stagione asciutta ricade nel periodo giugno-dicembre mentre quella umida, caratterizzata da mattinate soleggiate e rovesci pomeridiani, dura da gennaio e maggio.

Per il resto Cuenca gode di un clima da eterna primavera con temperature oscillanti tra i 7 e i 25° C, ideale per la coltivazione dei fiori, in particolare delle orchidee che sono esportate in tutto il mondo.

Unico neo il tempo è volubile e acquazzoni improvvisi accompagnati da variazioni sensibili di temperatura possono verificarsi nell'arco di una sola giornata anche durante la stagione asciutta.

Cenni storici[modifica]

La città fu fondata nel 1557 dall'esploratore spagnolo Gil Ramírez Dávalos su commissione di Andrés Hurtado de Mendoza (1500 circa – 1561), nato nella città spagnola di Cuenca e a quel tempo viceré del Perù.

La città coloniale sorse sul sito di Tomebamba, una città stato dell'impero inca distrutta nel 1532 nel corso della guerra civile per la successione al trono che oppose Atahualpa al fratello Huáscar.

Durante i quasi tre secoli di dominio coloniale, Cuenca si sviluppò grazie alla laboriosità dei suoi abitanti, per lo più meticci, che dimostrarono particolare propensione per la tessitura e la lavorazione dei metalli.

Nel 1730 arrivò a Cuenca una missione dell'Accademia Francese delle Scienze e nel 1778 fu realizzato il primo censimento della popolazione.

La data del 3 novembre 1820 segnò la fine del dominio coloniale sulla città. Nel 1830 si staccò dalla Gran Colombia la Repubblica di Quito che in seguito sarebbe stata chiamata Repubblica dell'Ecuador e Cuenca entrò a farne parte come capoluogo della provincia di Azuay.

Durante i lavori per l'apertura del Canale di Panama, a Cuenca fu avviata la produzione industriale di cappelli di paglia toquilla che continuò anche dopo la chiusura dei cantieri, grazie alla domanda internazionale alimentata da personalità del mondo dello spettacolo e della politica.

Nel 1885 iniziò la costruzione in centro della nuova cattedrale che non fu completata se non nel 1975.

A partire dagli anni '60 del XX secolo si registrò una crescita costante della popolazione che pose Cuenca al terzo posto su scala nazionale, dopo Quito e Guayaquil. Già nel 1964, l'area urbana di Cuenca si era espansa a sud ben oltre i limiti rappresentati dal fiume Tomebamba e dalla Calle Larga per poi allargarsi a macchia d'olio verso tutti e 4 i punti cardinali.

Il 29 marzo 1993 si verificò il disastro della Josefina, da una frana che ostruì il corso del fiume Paute le cui acque strariparono qualche giorno dopo causando un'alluvione di immani proporzioni: 200 milioni di m³ di acqua si riversarono a valle e per un pelo non raggiunsero Cuenca. L'autostrada pan americana fu interrotta così come la ferrovia che da allora non fu più riaperta al traffico.

Durante gli anni '90, la città continuò la sua crescita, promuovendo l'istruzione e la cultura e a conclusione del secolo e del 2° millennio, il suo centro storico fu dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità.

A Cuenca hanno sede ben 8 istituti universitari il più famoso dei quali è l'Università di Cuenca che conta circa 12.000 allievi.

Come orientarsi[modifica]

Il fiume Tomebamba divide Cuenca in due parti, il centro storico esteso sulla sua riva nord e il centro moderno sulla sua riva sud.

Il centro storico presenta l'impianto a scacchiera tipico di quasi tutte le città coloniali dell'America Latina. Il suo fulcro è costituito dalla Plaza Abdón Calderón, conosciuta anche come Plaza República o Plaza de Armas. A sud della piazza si affaccia il palazzo comunale mentre ai lati si fronteggiano la cattedrale nuova e quella vecchia.

Calle Larga è la via che costeggia la riva nord fiume insieme al paseo 3 de Noviembre. Le due arterie scorrono nel senso est-ovest e non sono lunghe più di 2 km. Entrambe sono fiancheggiate da ristoranti alla moda e risultano frequentate anche a notte fonda per la presenza di numerosi locali notturni.

Il lungofiume sulla riva opposta prende invece il nome di Avenida 12 de Abril, in onore della data della fondazione di Cuenca. Il viale segna l'inizio del centro moderno dove stanno gli stadi, il Coliseo Jefferson Perez Quezada e il campus universitario con la biblioteca e il palazzo del rettorato.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Nonostante i miglioramenti, la pista dell'aeroporto nel mezzo di quartieri abitati costituisce un grave svantaggio anche perché la sua lunghezza è appena sufficiente per garantire l'atterraggio di grandi aerei. In passato si sono verificati più csi di aerei che fuoriescono dalla pista soprattutto in casi di maltempo. Mariscal Lamar International Airport (Q651585) su Wikidata

In auto[modifica]

Cuenca è situata sulla Pan-americana. La capitale Quito dista 450 km a nord e Guayaquil 243 km ad ovest.

In autobus[modifica]

Terminal terrestre
  • 2 Terminal Terrestre, Avenida Gil Ramírez Dávalos angolo España (Fermata tram e autobus linee 100 e 200). Vi fanno capolinea gli autobus di quasi tutte le autolinee regionali, interegionali internazionali. (Q16494680) su Wikidata


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Puente Roto. Ponte in pietra così chiamato perché una sua parte fu spazzata via da un'alluvione. È un luogo singolare dove venditori improvvisati espongono le loro mercanzie e artisti anonimi le loro creazioni.

Architetture religiose[modifica]

Cattedrale Nuova
  • 2 Cattedrale Nuova (Catedral Nueva), Calle Benigno Malo & Sucre. chiesa ha assunto la funzione precedentemente detenuta dal Duomo Vecchio, divenuto troppo piccolo. I lavori sono iniziati nel 1885 e sono proseguiti per quasi un secolo. Nell'edificio si combinano diversi stili, ma il neoromanico è predominante. La cattedrale è sormontata da tre cupole giganti coperte da piastrelle smaltate blu e bianche fatte pervenire appositamente dall'allora Cecoslovacchia. La facciata è realizzata in alabastro e marmo locale, mentre il pavimento è ricoperto di marmo rosa di Carrara. Le due torri, nel progetto originale più alte, sono troncate a causa di un errore di calcolo dell'architetto. Nonostante ciò, la cattedrale si pone come una monumentale opera di fede e lo skyline di cupole è diventato un simbolo per la città. Cattedrale dell'Immacolata Concezione (Cuenca) su Wikipedia cattedrale dell'Immacolata Concezione (Q15072543) su Wikidata
Cattedrale vecchia
  • 3 Cattedrale Vecchia (Catedral Vieja), Calle Sucre angolo Luis Cordero. Il progetto della chiesa fu elaborato nel 1557, l'anno stesso della fondazione di Cuenca e la costruzione del tempio fu avviata dieci anni dopo, con pietre prelevate dalle rovine della città inca di Tomebamba. Una volta inaugurata la chiesa fu riservato all'etnia spagnola. Agli indigeni era vietato l'ingresso.
L'organo fu aggiunto nel 1739 e l'orologio fu fissato sulla torre nel 1751. Il tempio è sconsacrato e funge da museo e occasionalmente da sala concerti.
Nel 1787 Cuenca divenne sede di vescovo e la chiesa fu elevata a cattedrale. La nuova torre eretta nel 1868 reca una targa commemorativa: Torre más célebre que las pirámides de Egipto ("Torre più famosa delle piramidi egiziane") in riferimento all'uso della vecchia torre come punto di riferimento chiave per la missione geodetica francese in 1736, che determinò l'arco del meridiano.
Nel 1880 fu avviata la costruzione della nuova cattedrale. Con la consacrazione della nuova cattedrale, la vecchia cattedrale cessò di essere utilizzata per funzioni religiose. Dopo un'importante ristrutturazione iniziata nel 1999, la vecchia cattedrale fu adibita a "Museo di arte religiosa" e a sala di concerti. Old Cathedral of Cuenca (Q50327423) su Wikidata
  • Carmen de la Asunción, Calle Sucre angolo Padre Aguirre.
  • 4 San Francesco (San Francisco), Calle Presidente Córdova angolo Padre Aguirre. Iglesia de San Francisco, Cuenca (Ecuador) (Q57421666) su Wikidata
  • 5 Ognissanti (Todos Santos), Calle Larga angolo Vargas Machuca. (Q65159900) su Wikidata
  • 6 Chiesa di San Biagio (Iglesia de San Blas), Calle Manuel Vega angolo Simón Bolívar. Church San Blas (Q58806365) su Wikidata
  • 7 Chiesa di San Domenico (Iglesia de Santo Domingo), Calle Gran Colombia (angolo Padre Aguirre).
  • San Sebastiano (San Sebastián).
  • 8 San Alfonso, Calle Simón Bolívar angolo Presidente Borrero. Iglesia de San Alfonso, Cuenca (Q57420861) su Wikidata

Musei[modifica]

Museo Pumapungo
  • 9 Museo Pumapungo (Museo del Banco Central), Calle Larga angolo Av. Huayna Capac, +593 7-283-1521. Simple icon time.svg Mar-Dom 08:00-16:00. Museo folcloristico che espone costumi delle varie regioni dell'Ecuador. Il moderno edificio del museo sorge tra resti di fondamenta della città inca di Tomebamba. Museo Pumapungo (Q41101321) su Wikidata
  • 10 Museo del Sombrero de Paja Toquilla, Calle Larga 10-41 (Tra le vie General Torres e Padre Aguirre.), +593 98 236 2998. Simple icon time.svg Lun-Sab 09:30-18:30, Dom 09:30-13:00. Uno dei musei più visitati di Cuenca che si propone di illustrare la storia dei famosi cappelli di panama e le loro varie fogge.
  • 11 Museo del CIDAP (Centro de Artes Populares Interamericano), Calle Hermano Miguel 3-23 e Paseo Tres de Noviembre.. Museo che espone più di settemila pezzi di artigianato provenienti da diversi paesi latino americani ma soprattutto da Messico, Guatemala, Colombia, Perù e naturalmente Ecuador.
Il museo dispone di un negozio "El Barranco" - preposto alla vendita di oggetti artigianali forniti di certificato che garantisce l'autenticità del prodotto.
Il museo fu inaugurato nel 1975, come membro del centro interamericano per l'artigianato e le arti popolari, CIDAP, sorto da un accordo tra l'Organizzazione degli Stati americani (OAS) e il governo dell'Ecuador.
  • 12 Museo del Monasterio de las Conceptas, Calle Hermano Miguel 6-33 (angolo Juan Jaramillo), +593 7-283-0625. Simple icon time.svg Lun-Ven 09:00-18:30, Sab-Dom 10:00-13:00. Un monastero di monache di clausura, parte del quale è stato adibito a museo e aperto al pubblico. (Q65160030) su Wikidata
  • 13 Museo delle culture aborigene (Museo de las Culturas Aborígenes), Calle larga 5-24 (Tra le vie Hermano Miguel e Mariano Cueva.). Un piccolo museo di meno di 10 stanze ove sono esposti più di 5.000 manufatti creati dai popoli precolombiani dell'odierno Ecuador. I pezzi più antichi risalgono al 10.000 a. C.
Il museo è stato creato da un professore universitario che ha dedicato la sua vita alla raccolta e alla catalogazione del materiale, dai tempi più remoti fino all'epoca coloniale. Museo de las Culturas Aborígenes (Q41101318) su Wikidata
  • Museo Remigio Crespo Toral, Calle Larga 7-25 y Borrero.
  • Museo dell'Identità Cañari (Museo de la Identidad Cañari), Calle Presidente Cordova 6-26 (Tra le vie Calle Hermano Miguel e Borrero). Un piccolo museo privato istituito, con lo scopo di illustrare le espressioni culturali e artistiche del popolo preincaico dei Cañar.
Si compone di una sezione archeologica e di un'altra dedicata al periodo coloniale.
  • Museo di Arte moderna (Museo de Arte moderno), calle Mariscal Sucre 15-27 angolo Coronel Tálbot (Davanti al parco di San Sebastián).


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Mercati[modifica]

  • 1 Mercado 10 de Agosto, Calle Larga 1147. Simple icon time.svg Lun-Dom 07:00-18:00.


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

Locali notturni[modifica]

La maggior parte dei locali notturni sono situati sulle rive del rio Tomebamba.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Nord
Ingapirca
  • 3 Ingapirca — Sito archeologico con rovine Inca.
Est
  • 4 Chordeleg — Famoso per la produzione artigianale.
Sud
  • 5 Saraguro (141 km) —
Ovest
  • 6 Parco nazionale Cajas



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