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Arbus (Italia)

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Arbus
Arbus - Torre di Flumentorgiu
Stato
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Posizione
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Arbus (Italia)
Arbus
Sito del turismo
Sito istituzionale

Arbus è una città della Sardegna meridionale.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

La zona di Arbus si può individuare nella parte sud-occidentale della Sardegna ed è costituita da un gruppo di rilievi montuosi che culminano a sud con il Monte Linas (1.236 metri s.l.m.)e a nord con il Monte Arcuentu (785 metri s.l.m.). Insieme con il Capo Frasca costituisce l'estremo sud del golfo di Oristano.

Cenni storici[modifica]

Arbus presenta tracce di un antichissimo insediamento umano; qui, infatti, sono stati trovati due scheletri umani risalenti al periodo Neolitico (8500 anni fa) e ribattezzati dai ricercatori americani "Beniamino e Amanda". Un riparo sotto roccia in località Pranu Agas, all'interno del territorio di Arbus nei pressi della strada Montevecchio - Funtanatza, per l'ampiezza e per l'abbondanza di scaglie e oggetti di ossidiana, trovati nelle vicinanze, ma soprattutto per il reperimento di frammenti di ossa umane, fanno ritenere che questi anfratti naturali siano stati utilizzati come luogo di sepoltura da una primitiva comunità di pastori.

Nel periodo nuragico, durante l'età del bronzo, vennero edificati vari nuraghe e tombe dei giganti, i cui resti sono ancora oggi osservabili.

La data esatta della fondazione di Arbus non è nota: non risulta inserito nell'elenco delle decime pontificie del 1341 poiché, diversamente da oggi, il paese si presentava strutturato in diversi villaggi tra cui Santu Domini, Santa Sofia, Bidda Zei, Bidda Erdi, Villa Babari, Funtana Atza, Cilirus, presso Flumentorgiu, "Villa Jaca" e altre piccole località ma col tempo, a causa dei numerosi attacchi via terra e via mare di Saraceni e Aragonesi i diversi abitanti confluirono in un unico centro abitato che costituisce l'attuale Arbus.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Ingurtosu, Montevecchio, Sant'Antonio di Santadi, Tunaria, Torre dei Corsari, Pistis, Gutturu e flumini, Portu Maga, Porto Palma, Bau (Is arenas), Pitzinurri e Naracauli.

Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesa di San Sebastiano
  • 1 Chiesa di San Sebastiano martire, Via Alessandro Manzoni (centro del paese), +39 070 975 9020. Le prime notizie della sua edificazione risalgono alla fine del XVI secolo, ma il luogo di culto ha origini più antiche. La struttura dell'edificio è molto modesta, e le sue linee non rientrano nei canoni di nessuno stile architettonico poiché fu costruita, ampliata e restaurata in periodi diversi.
  • Chiesa della Beata Vergine d'Itria. Edificata intorno alla prima metà del Seicento, la chiesetta della Beata Vergine d'Itria ha mantenuto fino ad oggi la sia originaria struttura con un loggiato e due stanze. Ha potuto essere conservata nel tempo grazie alle cure di un'antica Confraternita, la quale possedeva immobili e bestiame che venivano ceduti in affitto. Dai registri amministrativi parrocchiali e della confraternita si apprende che la chiesa ha subito più volte lavori di restauro e manutenzione, segno tangibile dell'attenzione prestata per garantirne l'efficienza.
  • Chiesa di Santa Barbara. Sorge nel borgo minerario di Ingurtosu. Per la sua edificazione, il Papa Pio X offrì 20.000 lire all'ingegner Pavan, allora direttore della miniera. I lavori furono iniziati nel 1914 e la chiesa, nonostante il rallentamento dovuto alla prima guerra mondiale, fu inaugurata il 21 maggio 1916. Si articola in tre navate, con volta centrale, sorretta da imponenti colonne di granito. Una Via Crucis realizzata dal 1958, parte dalla chiesa e si snoda lungo un sentiero immerso nella vegetazione fino ad un complesso roccioso naturale dove sono state erette le tre croci del Calvario.
Coltello arburesa
  • 2 Museo del coltello, Via Roma, 15, +39 070 975 9220. Si tratta del primo museo sul coltello sardo, in particolare sul tipico Coltello arburesa, prodotto artigianale tipico locale.Il coltello arburesa più grande del mondo, oggi conservato nel museo del coltello sardo di Arbus, ha una lunghezza di 4,85 m ed un peso 295 kg. È entrato nel Guinness dei primati nel 1986, all'inizio come il Coltello a serramanico più grande del Mondo, record battuto poi da una scuola di artigiani galluresi, è tuttavia ancora nel libro dei Guinness come Coltello a serramanico più pesante del Mondo.
Miniera di Montevecchio

La città di Arbus fu segnata in maniera particolare dall'attività estrattiva che ebbe luogo nelle miniere del suo territorio nella prima metà del XX secolo e che portò ad un rapido incremento demografico. Oggi alcune delle miniere dismesse sono visitabili nel territorio circostante la città: Nel territorio comunale di Arbus sono presenti le seguenti miniere dismesse:

  • Miniera di Gennamari (o Gennemari).
  • Miniera di Ingurtosu.
  • Miniera di Montevecchio.
  • Miniera di Perda S'Oliu.
  • Miniera di S'Acua Bona.
  • Miniera di Scivu.
  • Miniera di Zurufusu.


Eventi e feste[modifica]

Traccas durante la festa di Sant'Antonio
  • Festa di Sant'Antonio. Tra le numerose feste sacre l'evento più importante è la festa di sant'Antonio di Padova che si svolge ogni anno nel mese di giugno e dura quattro giorni consecutivi (dal primo sabato dopo il 13 giugno al martedì successivo). Durante la festa di Sant'Antonio da Padova si svolge una processione che percorre circa 33,6 km, accompagnata da gruppi in costume sardo dei paesi vicini, cavalieri bardati a festa, dalle tradizionali traccas (carri processionali trainati da cavalli o buoi). La processione ha inizio ad Arbus il sabato mattina, attraversa il centro abitato di Guspini e giunge fino alla frazione di Sant'Antonio di Santadi, a 3 km dalla spiaggia di Pistis, dove i festeggiamenti proseguono la domenica e il lunedì. Il martedì il simulacro effettua il percorso inverso e i festeggiamenti terminano la notte ad Arbus, con l'arrivo del simulacro del santo, salutato con uno spettacolo pirotecnico.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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