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Apricale

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Apricale
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Patrono
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Apricale
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Sito istituzionale

Apricale è un centro della Liguria.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia ed è stata premiata con la bandiera arancione dal Touring Club Italiano.

Cenni geografici[modifica]

È situato nella valle del Mendazo, un affluente del Nervia, a una decina di km dalla costa nell'entroterra di Bordighera. Dista 17 km da Bordighera, 15 da Ventimiglia, 26 da Mentone, 27 da Sanremo, 52 da Imperia.

Cenni storici[modifica]

Già insediamento degli antichi Celti Liguri, Apricus, il soleggiato Apricale dopo essere stato sede di accampamenti romani divenne un paese intorno al Mille, quando i Conti di Ventimiglia ne fondarono il castello, attorno al quale prese forma con il tempo l'abitato. Comune nel 1200, ebbe propri Statuti nel 1267. Feudo dei Doria di Dolceacqua, fu sempre loro possesso, eccettuata una parentesi nel Quattrocento con i Grimaldi di Monaco. Dopo un infausto Settecento segnato da epidemie, carestie, spese di guerra, nel 1815 il paese venne annesso (come tutta la regione) al Regno di Sardegna dei Savoia.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i borghi di Foa, Regione Osaggio e Semoigo.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. È collegato alla stazione ferroviaria di Genova Brignole con il Volabus, un servizio di pullman tarato in corrispondenza degli Arrivi nazionali e internazionali.
Voli diretti: Milano Malpensa, Torino, Cagliari, Napoli, Palermo, Catania, Alghero, Olbia, Trapani, Trieste, Roma Fiumicino.
Voli Internazionali: Londra Stansted, Parigi CDG, Colonia, Monaco di Baviera, Bruxelles, Amsterdam, Barcellona, Istanbul.

In auto[modifica]

  • A10 Uscite autostradali di Bordighera o Ventimiglia sull'Autostrada A10 dei Fiori.
  • Da Ventimiglia prendere la strada provinciale 64 Ventimiglia - Pigna; da questa si stacca la strada provinciale 62 all'altezza di Dolceacqua in direzione di Apricale; oppure (più avanti) da Isolabona si prende la strada provinciale 63.

In treno[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castello della lucertola
Castello della Lucertola
  • 1 Castello della Lucertola. Il maniero è inserito nel borgo storico del paese, su uno sperone roccioso e dominante la sottostante insellatura. Il castello feudale fu eretto molto probabilmente nel X secolo dai Conti di Ventimiglia e appartenne in seguito alla nobile famiglia dei Doria. Anticamente la struttura fu dotata di due torri quadrate, molto simile al castello di Dolceacqua, finché in seguito una delle due torri rimasta in piedi fu trasformata nel campanile della vicina chiesa della Purificazione di Maria Vergine.
Nei secoli successivi subì diversi rimaneggiamenti che trasformarono il castello in una vera e propria fortezza ritenuta inespugnabile. Il castello, invece, cadde tuttavia nel 1523 nell'assedio compiuto dal vescovo Agostino Grimaldi, che distrusse parzialmente la fortezza nel tentativo di catturare Bartolomeo Doria, ritenuto il responsabile dell'assassinio del fratello di Agostino e che nel castello trovò rifugio. La struttura dovette pertanto essere nuovamente ricostruita, ma con funzioni militari ridotte rispetto all'uso precedente. Nel 1634 il castello diverrà proprietà del Ducato di Savoia per poi ritornare, nel 1652, ad appartenere a Francesco Doria; nel 1806 verrà venduto dalla famiglia a Stefano Cassini che trasformò il castello nella sua residenza privata.
Nel Novecento il nuovo erede del castello, Fruttuoso Cassini, chirurgo, ricavò all'interno del castello due appartamenti che fece in seguito affrescare dal pittore Leonida Martini e realizzò inoltre un giardino pensile con un nuovo muraglione verso la chiesa. Oggi, dopo un periodo di abbandono, è di proprietà del Comune di Apricale che utilizza lo stabile per mostre e convegni culturali. In un corridoio, ricavato tra le mura storiche del castello, è stata allestita la "Galleria del teatro" dove vengono esposte le varie locandine, a partire dal 1990, degli eventi culturali che si svolgono nel borgo. Sono inoltre conservate le sagome dei Tarocchi dell'artista genovese Emanuele Luzzati.
Chiesa e centro storico
  • 2 Chiesa parrocchiale della Purificazione di Maria Vergine, via Fiume. La chiesa parrocchiale è situata nel cuore del centro storico dell'arroccato borgo medievale apricalese, davanti alla piazza principale dettaTorracca. Edificata a partire dal XIII secolo nel corso dei secoli assunse diversi aspetti architettonici e profonde modifiche rispetto all'originaria struttura in stile romanico o gotico. La modifica più radicale fu il ribaltamento dell'ingresso nel 1760 del precedente impianto del XVII secolo; il nuovo corpo in stile barocco e l'ingresso fu così portato ad affacciarsi direttamente nella sottostante piazza così come l'attiguo castello della Lucertola. La facciata è risalente alla rivisitazione in stile neoromanico attuata nel 1935. I due portali presenti sopra gli ingressi laterali sono opera di Giovanni Viale, mentre il rosone sopra l'ingresso principale raffigura, con la tecnica del mosaico, la Purificazione di Maria Vergine e la Presentazione al Tempio. Le due finestre vetrate della facciata rappresentato le figure di san Luigi e sant'Agnese.
L'interno è costituito da tre navate e diviso da due file di quattro pilastri ciascuna; il pavimento a mosaico è opera di Giuseppe Tamagno nel 1903. Nelle volte gli affreschi, raffiguranti motivi floreali e santi, sono stati realizzati dal pittore Leonida Martini nel 1904; i dipinti sono invece databili tra la fine del XVII secolo e il XIX secolo.
Il campanile della chiesa è stato ottenuto dall'antica torre quadrata del castello nella cui sommità è stata fissata una bicicletta rivolta verso l'alto. La singolare e curiosa installazione altro non è che un'opera artistica contemporanea del 2000 di Sergio Bianco, La forza della non gravità.
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
  • 3 Chiesa di Santa Maria degli Angeli, via degli Angeli. Situata lungo l'antica mulattiera per Isolabona, nei pressi del rio San Rocco, sorge su uno sperone roccioso al di fuori del centro abitato apricalese. Dell'antica chiesa non esistono di fatto notizie certe e documentabili fino al 1520, anno in cui viene citata in un lascito testamentario, portando gli storici a supposizioni sulla sue origini, forse una cappella per la sosta o una cappella "di guardia" lungo il percorso a valle. L'edificio si presenta ad unica navata rettangolare - con la suddivisione a tre campate chiuse dall'abside - decorata con semplici cicli di affreschi realizzati tra il XV e il XVII secolo; quest'ultimi sono stati restaurati a cura della Sovrintendenza per i Beni Artistici e Storici della Liguria nel biennio 1989-1990.
La volta della prima campata è affrescata con raffigurazioni dei Dottori della Chiesa, risalente ai primi decenni del XIII secolo, mentre al XV secolo è databile il ciclo dell'Incoronazione della Vergine Maria nella seconda campata; tra la prima e la seconda campata sono raffigurati gli stemmi nobiliari dei Doria e dei Grimaldi, entrambi signori feudali di Apricale.
Scene di vita di Maria sono invece gli affreschi cinquecenteschi presenti nella terza campata, mentre Episodi dell'infanzia di Gesù sono visibili nella parte affrescata dell'abside. Ai pittori Bartolomeo Asmio e Antonio Semeria, rispettivamente di Sanremo e Coldirodi, viene data la paternità pittorica degli affreschi dei Misteri del Rosario nelle pareti laterali.
  • 4 Chiesa di Sant'Antonio, via Cavour. Secondo alcune fonti la chiesa potrebbe essere risalente al XIII secolo di cui rimane integro di tale datazione l'abside in conci di arenaria. Un sostanziale intervento di rivisitazione e restauro si attuò tra il 1771 e il 1776, a causa del grave degrado, dove si provvide al rifacimento del tetto e della facciata del XVII secolo. L'edificio si presenta internamente ad unica navata rettangolare con la presenza di quattro campate più l'abside. In quest'ultimo elemento architettonico è conservato l'affresco raffigurante Gesù racchiuso tra due archi di luce; nel registro superiore sono riconoscibili altre raffigurazioni dei santi Antonio abate, Bartolomeo e Zeno. Tali dipinti, oramai deteriorati, potrebbero essere databili tra il XIV e XV secolo.
Ai lati sono presenti due altari dove sono conservate le due tele della Discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e gli Apostoli - a destra - e la Pietà fra santa Lucia e sant'Agnese - a sinistra - entrambi attribuiti al pittore Bartolomeo Asmio di Sanremo. Altri dipinti raffigurano la Natività con san Gerolamo e santi, l ' Incoronazione della Vergine Maria e l' Adorazione dei Magi. Vi è inoltre una statua in legno del 1640 di sant'Antonio abate.
Gli ultimi restauri all'edificio, normalmente chiuso, sono risalenti agli anni novanta.
Oratorio di San Bartolomeo
  • Oratorio di San Bartolomeo. Risalente al XVI secolo è ubicato in posizione elevata sopra la doppia arcata della fontana, di fronte alla chiesa della Purificazione di Maria Vergine e al castello della Lucertola. Già sede della locale confraternita, fu nel XVIII secolo che l'edificio fu intonacato e molto probabilmente decorato in stile barocco. La facciata presenta quattro lesene con capitelli di ordine corinzio in rilievo e un grande oculo ellittico sopra il portone principale. L'interno è ad unica navata rettangolare con copertura a volta. Sulla parete destra è conservato un dipinto ad olio raffigurante Sant'Antonio abate databile ai primi anni del XVI secolo. Proveniente dalla chiesa di Sant'Antonio, nei pressi del cimitero, è stato restaurato nel 1960, riportando il dipinto ai colori originari, e secondo alcune perizie artistiche potrebbe essere accostato all'opera del pittore Ludovico Brea o della scuola pittorica.
Di notevole pregio artistico è il polittico a sei scomparti a predella sopra l'altare maggiore. Nel centro sono raffigurate la Madonna della Neve col Bambino - festeggiata anticamente dalla locale confraternita il 5 agosto - e fedeli; i due santi raffigurate ai lati sono identificabili con le figure di san Bartolomeo e di san Lorenzo. Negli altri riquadri sono inoltre riconoscibili le personalità e le scene della Pietà, della Madonna con san Giovanni Battista, di Gesù seduto sul sepolcro, l'arcangelo Gabriele e l'Annunziata. Il polittico, realizzato molto probabilmente da maestranze e artisti del luogo, fu commissionato dal locale Micaelis Cassini de Brigali il 2 marzo del 1544. Sono inoltre conservate due statue di san Bartolomeo e della Madonna della Neve, quest'ultima realizzata dallo scultore Paolo Olivari di Genova nel 1859.
  • Cappella di San Vincenzo Ferrer. Risalente al XVI secolo, ma rivista in forme barocche, è situata lungo la strada provinciale per Perinaldo a circa un chilometro dal centro di Apricale. Conserva in una nicchia della facciata la statua del santo.
  • Cappella di San Martino. Forse già antica pieve romanica le prime informazioni sulla cappella risalgono al XVI secolo. Conserva tracce di affreschi cinquecenteschi nel catino dell'abside.
  • Cappella di San Rocco. Edificata lungo la mulattiera per Pigna, nella zona settentrionale del borgo apricalese, è citata in un atto testamentario del 1576.
  • Ruderi della chiesa di San Pietro in Ento. L'edificio era, secondo le fonti storiche, l'impianto religioso più antico del territorio e molto probabilmente la sua data di costruzione è risalente ad un periodo ben precedente alla nascita del borgo medievale apricalese. Sita a circa tre chilometri dal centro di Apricale, lungo la strada per Pigna, la chiesa fu la prima parrocchiale dei piccoli villaggi della valle. Dell'antica chiesa, forse di origine romanica, rimane ad oggi soltanto qualche rudere non visitabile.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa dell'Olio nuovo, Nella piazza antistante il castello.
  • Festa della Primavera, Nella piazza antistante il castello.
  • Festa di san Valentino, Nella piazza antistante il castello. Simple icon time.svg in febbraio.
  • Sagra della Pansarola, Nella piazza antistante il castello. Simple icon time.svg Seconda domenica di settembre. La pansarola è una frittella dolce locale.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Nell'area dell'oliva taggiasca, Apricale è Città dell'Olio; i suoi produttori trattano anche pâté di olive, olive in salamoia, pesto, miele d'acacia e di castagno.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Nella cucina del borgo troviamo antipasti di verdure ripiene, ravioli di carne o di bietole, tagliarini al pesto, cosciotto d'agnello al forno, coniglio con le olive al vino Rossese, cinghiale con polenta.

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 2 Poste italiane, Piazza Vittorio Emanuele II, +39 0184 208110, fax: +39 0184 208110.


Nei dintorni[modifica]

  • Bordighera — Importante località balneare, ha il centro antico su un promontorio.
  • Ventimiglia
  • SanremoCittà dei fiori e del Festival, è un importante centro della riviera di ponente.

Informazioni utili[modifica]

  • IAT - Ufficio Informazioni Turistiche, Via Roma 21, +39 0184 208641.


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