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Zavattarello

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Zavattarello
Panorama e castello Dal Verme
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Zavattarello
Zavattarello
Sito istituzionale

Zavattarello è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Il paese si trova sulle colline dell'Oltrepò Pavese, nell'alta Val Tidone, e si sviluppa ai piedi del poderoso Castello Dal Verme che lo domina dall'alto di una rupe; dista 12 km da Varzi, 40 da Voghera, 50 da Pavia, 50 da Piacenza..

Cenni storici[modifica]

Dall'attività di confezionamento delle ciabatte (savatte in forma dialettale) prende il nome il paese che vanta una origine antica. Una tradizione ritiene che Zavattarello sia stato il rifugio di soldati romani che disertarono dopo la disfatta subita sul Trebbia ad opera di Annibale.

Nel X secolo Zavattarello faceva parte dei vasti possedimenti del monastero di Bobbio fino al 1169, quando Piacenza ne entrò in possesso dopo averlo lungamente conteso. Tornato nella disponibilità del Vescovo di Bobbio, questi lo infeuda al nobile Ubertino dei Landi, cospicua famiglia di Piacenza. Il nuovo signore si distinse per ferocia, assalendo ripetutamente i castelli e i paesi vicini e facendo del maniero di Zavattarello una rocca inespugnabilke. Sotto il suo dominio inizia a formarsi il centro abitato ai piedi del castello. Il dominio dei Landi si consolida nel Trecento con l'appoggio dell'Imperatore Ludovico il Bavaro, con il quale si alleano nella Lega di Voghera contro Pavia.

La rocca passa di mano nel 1385, quando il Vescovo di Bobbio la cede al capitano di ventura Jacopo Dal Verme, donazione ratificata pochi anni dopo dal Papa Bonifacio IX. Nasce così il lungo legame della famiglia Dal Verme con la Rocca e con Zavattarello, cessato nel 1975 con la donazione del castello al Comune. Nel Settecento il paese con tutto il territorio di Bobbio viene annesso al Piemonte dei Savoia, fino all'Unità quando rientra nei confini lombardi.

Come orientarsi[modifica]

Frazioni[modifica]

Il suo territorio comprende anche numerose frazioni o località: tra esse, Casa Marchese, Crociglia, Lagagnolo, Le Moline, Ossenisio, Panigà, Perducco, Pradelle, Rossone, San Silverio, Tovazza.

Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il castello dal Verme
Interno del castello
  • Attrazione principale 1 Castello Dal Verme, Via Carlo Dal Verme, 4, +39 0383 589132, @ castello@zavattarello.org. Ecb copyright.svg Intero, da 15 a 64 anni: 6,00 € - Bambini, fino a 8 anni: gratis - Ragazzi, da 9 a 14 anni: 3,00 € - Senior, oltre 65 anni: 4,00 € - Universitari: 4,00 € - Iscritti FAI: 4,00 €- Gruppi, oltre 15 persone: 3,00 € - Scolaresche: 3,00 €. Simple icon time.svg Da aprile a settembre Sabato, domenica e festivi visite guidate ogni ora dalle 14.00 alle 19.00 (Ultimo ingresso alle ore 18.00) - Mese di Ottobre: Domenica visite guidate ogni ora Dalle 14.00 alle 17.00 (Ultimo ingresso alle ore 16.00). L'imponente Rocca Dal Verme si erge maestosa ed inattaccabile su un promomtorio che svetta nella vallata e sopra il paese. Costruito completamente in pietra, vanta mura di uno spessore fino a 4 metri, caratteristica che lo ha reso inespugnabile nei secoli. Da questa postazione si può godere di una vista spettacolare tutt'intorno; la collina verdeggiante che ora costituisce il Parco di interesse sovracomunale era un tempo completamente spoglia, per consentire l'immediato avvistamento di truppe nemiche. Tutt'intorno si scorgono alcuni degli altri castelli della zona: Montalto Pavese, Valverde, Torre degli Alberi, Pietragavina.
Nel X secolo fu iniziata la costruzione di un primo nucleo ad opera del Convento di San Colombano di Bobbio. Passato ai Piacentini, fu poi del Landi ed infine dei Dal Verme. Durante la Seconda guerra mondiale subì un incendio; nel 1975 infine la famiglia Dal Verme donò il maniero al Comune di Zavattarello, che ha provveduto al suo recupero e al suo riutilizzo. Le sale superiori ospitano il Museo d'Arte Contemporanea.
La leggenda
In più occasioni il castello sarebbe stato teatro di inspiegabili spostamenti di oggetti, oltre che con la manifestazione di suoni e voci di inspiegabile provenienza. Squadre di studiosi dell'occulto sarebbero propense ad avallare l'ipotesi della presenza di forze di natura inspiegabile. La tradizione dice che i fenomeni paraniormali sono da ricondurre al fantasma di Pietro Dal Verme, signore del castello nel XV secolo, avvelenato dalla seconda moglie Chiara Sforza nel 1485; il suo fantasma è rimasto legato al castello dove fu ucciso, e vaga ancora negli ambienti del maniero.
  • 2 Borgo antico, Via Marconi. Furono i savatén, i ciabattini a popolare questo primo antico nucleo del paese che si formò intorno alla metà del Duecento. Si accede al quartiere attraverso un arco turrito che controllava gli accessi del rione che si allunga nella via che porta al castello, alto sul borgo. Su un lato dell'ingresso esiste ancora un piccolo locale che ospitava il corpo di guardia. Il cosiddetto Sù di dentro, come viene chiamato il quartiere dagli abitanti del paese, costituiva un primo filtro di difesa del maniero. Vi si trovano antiche case in pietra, alcune delle quali risalenti al periodo della nascita del quartiere.
  • 3 Chiesa parrocchiale di San Paolo, Via della Chiesa 3. L'origine della chiesa è del Trecento, poiché la sua esistenza è documentata in atti pubblici di quel secolo. L'edificio fu riconsacrato nel 1520 dal vescovo di Piacenza, dopo una sua riedificazione. Situata dalla parte opposta del Castello, la chiesa si erge alla fine di un viale di platani in cima ad una gradinata che si apre in un vasto sagrato, da cui si gode di un ampio e bel panorama del castello, del paese e della vallata. Di struttura romanica, ha invece una facciata neoclassica, alta e di una certa imponenza, che fu aggiunta alla struttura antica in tempi relativamente recenti. L'interno è ad una sola navata con tre cappelle per lato ed archi a tutto sesto. L'abside rettangolare dell'altare maggiore ospita una grande pala d'altare in legno dorato del Seicento; l'ancona, pure barocca ma di un barocco leggero, ha un dipinto su tavola raffigurante la Madonna che risale al XV secolo. le sei cappelle hanno tutte opere pittoriche su tela. La seconda cappella da sinistra custodisce forse le opere migliori: un altare con ancona tardo barocca con colonne tortili che sorreggono due angeli; due affreschi nelle lunette laterali riproducenti una la Deposizione, l'altra Cristo. La prima cappella a destra mostra una tela di San Francesco predicante con San Filippo e San Felice attribuita al vogherese Pietro Borroni, pittore settecentesco allievo di Pompeo Gerolamo Batoni.
  • 4 Oratorio di San Rocco, Piazza Dal Verme 1. Si trova nel centro del paese, addossato al palazzo del municipio con il quale è comunicante attraverso il campanile. Le sue origini sono legate ad un monastero cistercense di cui non c'è più traccia, e risalgono al XIV secolo. Conserva un altare maggiore in legno dorato di pregevole fattura, con una ancona tardo barocca che rappresenta un prezioso esempio di questo genere artistico, pur se un po' troppo ricco. La chiesetta conserva anche una statua della Madonna del Rosario col Bambino, e quindici notevoli tele della Via Crucis che vengono attribuite alla scuola del Tintoretto.
  • 5 Cimitero ottagonale di Carlo Alberto, via della Chiesa (dietro la Chiesa di San Paolo). Posto dietro la chiesa parrocchiale, è una costruzione ottagona di fine Seicento che fu terminata dopo due secoli sotto il regno di Carlo Alberto di Savoia. Ospita le tombe dei Conti Dal Verme.
  • 6 Museo d'Arte contemporanea, Via Carlo Dal Verme 4 (Nel Castello). Simple icon time.svg Orari e prezzi del castello. È ospitato in sale del castello all'ultimo piano. Raccoglie opere d'arte di autori contemporanei che espongono nel castello e lasciano una loro opera al Museo; in questo modo è stata costituita dal Comune di Zavattarello una vera e propria raccolta d'arte.


Eventi e feste[modifica]

  • La Passione di Cristo. Simple icon time.svg Venerdì Santo. Rappresentazione della Passione di Cristo itinerante e recitata.
  • Estate in arte. Simple icon time.svg Durante l'estate. Ciclo di mostre al Museo d'Arte Contemporanea Giuseppe e Titina Dal Verme.
  • Fiera tradizionale. Simple icon time.svg Terza domenica di luglio.
  • Giornate Medievali, al Castello Dal Verme. Simple icon time.svg Ferragosto. Rievocazioni e feste in costume.
  • I Misteri del Castello, al Castello Dal Verme. In primavera e autunno. Tour del Mistero nei luoghi della leggenda del fantasma.
  • Presepe vivente, Nel borgo antico. Simple icon time.svg Vigilia di Natale e S. Stefano.


Cosa fare[modifica]

  • Impianti sportivi comunali, via Berlinguer, +39 0383 589315. Presso il centro sportivo comunale di via Berlinguer si possono praticare, negli impianti di cui è dotato, numerose attività: calcio e calcetto, tennis, nuoto presso la piscina comunale.
  • Calcio e calcetto. Nella frazione Moline si trova un campo di calcio, che è quello utilizzato dalla squadra ufficiale del paese. Altri impianti sono nel capoluogo in via Berlinguer (tel. +39 0383 589315 e dietro la chiesa di San Paolo in via della Chiesa (tel. +39 0383 589120).
  • Pattinaggio, Via della Chiesa. Una pista di pattinaggio con ingresso gratuito si trova presso il campo da calcetto della chiesa parrocchiale di San Paolo
  • Passeggiate a cavallo (in località Valle Inferiore), +39 0383 589256. L'agriturismo La Valle offre gite a cavallo con percorsi naturalistici nei dintorni.
  • Percorso ginnico. Da via Garibaldi a via Carlo Dal Verme è stato attrezzato un percorso con attrezzi ginnici.
  • Itinerari in bicicletta. Itinerari per ciclisti, di varia difficoltà, sono stati approntati dai servizi turistici comunali. Tutte le indicazioni sul sito.


Acquisti[modifica]

Sono prodotti tipici di Zavattarello il salame crudo e la pancetta di maiale che vengono trattati secondo antiche ricette e stagionati seguendo metodi di lavorazione tramandati localmente.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

I piatti più gettonati in zona sono sicuramente i ravioli di brasato, il risotto con i funghi porcini, la selvaggina salmistrata con polenta.

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Albergo ristorante Fontana Azzurra, Frazione Crociglia 11, +39 0383 589143.

Agriturismi


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 1 Suffritti, Via Vittorio Emanuele, 3, +39 0383 589126.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 2 Poste italiane, via Vittorio Emanuele 22, +39 0383 589138, fax: +39 0383 589138.


Nei dintorni[modifica]

  • Varzi — Capoluogo dell'alta Valle Staffora, centro di villeggiatura, ha un piccolo ma bel centro storico. È famoso gastronomicamente per il suo rinomato salame.
  • Bobbio — L'abbazia di San Colombano ne fece un luogo di cultura ma anche di potere. Il suo centro monumentale ci tramanda l'importanza che rivestì nei secoli come importante sede commerciale e politico - amministrativa della vasta zona cosiddetta delle quattro province.
  • Volpedo - Conserva una pregevole Pieve romanica, oltre a molti ricordi del pittore Pellizza da Volpedo.


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