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San Mauro Castelverde
Panorama
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Abitanti
Nome abitanti
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Fuso orario
Patrono
Posizione
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San Mauro Castelverde
Sito istituzionale

San Mauro Castelverde è una città della Sicilia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

L'abitato sorge sull'omonimo monte. Esso è avvolto tra le Madonie a ovest e i Nebrodi a est; a nord, di rimpetto, è visibile il Mar Tirreno che spazia incontrastato, la cui vista è interrotta soltanto da altri rilievi in cui sono presenti paesaggi locali e paesi limitrofi come Pollina e Castelbuono, nonché a sud Gangi e Geraci Siculo. Il comune fa parte del Parco delle Madonie.

Quando andare[modifica]

A San Mauro Castelverde il clima è temperato: le estati sono calde e gli inverni piuttosto rigidi (date anche le precipitazioni nevose), così che in estate si ha molta meno pioggia che in inverno. 13.1 °C è la temperatura media, mentre la piovosità media annuale è di 513 mm. Il mese con indice di maggior siccità è tendenzialmente giugno; di contro, il più piovoso è ottobre. Il mese più caldo dell'anno è agosto con una temperatura media di 22.4 °C. Agli antipodi, invece, 5.5 °C è la temperatura media di gennaio, che risulta così essere la più bassa in assoluto.

Come orientarsi[modifica]

San Mauro Castelverde

Frazioni[modifica]

Borrello Alto, Borrello Basso, Botindari, Colle Chiesa Santa Maria

Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

San Mauro Castelverde è attraversato dalla SP52 e dalla SP60.

In treno[modifica]

  • 38.0180214.1760541 Stazione di Pollina-San Mauro Castelverde. È una stazione ferroviaria posta sulla linea Palermo-Messina nei pressi della località di Finale di Pollina. Serve i centri abitati di Pollina e di San Mauro Castelverde. Stazione di Pollina-San Mauro Castelverde su Wikipedia stazione di Pollina-San Mauro Castelverde (Q22324805) su Wikidata


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesa di San Mauro Abate
  • 37.91364414.186791 Chiesa di San Mauro Abate, via Umberto. Questa è la chiesa del patrono, San Mauro abate, col suo particolare campanile a sfere semi-sovrapposte in laterizi smaltati e variopinti. Attraverso una vetrata posta sul pavimento della chiesa, si può notare la vecchia costruzione sulla quale è stata edificata per volere del popolo, in particolare dai carbonai, dai pastori e da Bartolo Barrica, un medico che visse e fece fortuna a Parigi. L'interno è a tre navate. In fondo alla navata sinistra si può ammirare il fercolo del santo, a otto colonne elicoidali, chiuse da una madonnina e con degli angeli alla sommità. I quadri su tela sono quelli di San Benedetto da Norcia che riceve il giovine Mauro, del 1779 di autore sconosciuto; poi quello di Sant'Eligio e di San Vito. Presenti anche l'organo, il pulpito e il simulacro del patrono, contenente una reliquia del cranio del santo racchiusa in un teschio argenteo. Degna di nota anche una grande croce in legno con al centro un quadro dell'Addolorata. Infine, posta oggi alla sommità della navata centrale, vi è la statua in marmo della “Madonna dell'Udienza”, di scuola pseudo-gaginiana, datata 1477. La facciata presenta tre ordini verticali, con un portale di pietra arenaria e intagli del maestro Luca Murena di Nicosia (1650). Il caratteristico campanile con la sua cuspide in maiolica colorata fu costruito nel 1620 e poi restaurato diverse volte.
  • Chiesa di Santa Maria della Catena e imonastero della Badia. Databile al XVI secolo, è impiantata su una precedente struttura della quale si conservano la cripta e i locali ipogei con affreschi vari del XV secolo che descrivono episodi biblici. Oggi si presenta a unica navata e conserva al suo interno il quadro della Madonna del Rosario, un dipinto con cornice lignea del 1800 (un tempo presso la chiesa di San Giorgio), due quadri con la presenza topografica del paese (uno proveniente dall'ex convento del Cappuccini e l'altro dalla chiesa di Porto Salvo), una statuetta di San Sebastiano, portata da Roma da Don Vincenzo Greco nel 1674, un'altra di Gesù flagellato e un reliquiario della Santa Croce (esposto per le benedizioni dei venerdì di marzo) con vari dipinti raffiguranti angeli; ancora, un ostensorio aureo del 1779 dal peso di circa sei chili e, in alto sul tetto, un piccolo stemma affrescato.
Chiesa di Santa Maria de' Francis
  • 37.91474714.1907582 Chiesa di Santa Maria de' Francis, Piazza Municipio. Fu costruita o dai francesi durante il dominio angioino, dopo il 1266, o dalla famiglia nobiliare dei Franchi che soggiornava allora in paese. Con pianta a croce latina, di certo ampliata e modificata, oggi è posta su un livello più alto a tre navate e, nel portone principale in pietra arenaria, è incisa la data del 1634. Da menzionare certamente l'abside, dietro l'altare maggiore, contenente un'icona marmorea con al centro la Madonna, databile al 1522, di scuola gaginiana. La navata di sinistra (detta del "Sacramento") offre un antico quadro di Santa Lucia (che prima era custodito nella chiesa omonima nei pressi di via Garibaldi); altrove, il quadro di San Gaetano da Thiene che divide denaro ai poveri e quello di San Francesco di Paola che opera il miracolo della resurrezione. Sempre a sinistra, ma sull'altare, si trova un piccolo ciborio angelico in marmo di scuola gaginiana e, di rimpetto, il mezzo busto marmoreo del SS. Salvatore con una mano sul mondo e l'altra benedicente. Quest'ultimo, scolpito da Ercole Ferrata, fu portato da Roma in paese dal benemerito Don Vincenzo Greco. Nella navata di destra, oltre a quadri di rilievo come quello della "Madonna del lume", si trova la celebre statua marmorea della "Madonna della Provvidenza" (nota anche come Madonna del Soccorso), opera di Domenico Gagini e realizzata nel 1480; inoltre, sempre all'interno della navata in questione, si trovano i resti di un polittico ligneo del XIV secolo di scuola gotico-senese, raffigurante la Vergine col Bambino, proveniente dalla chiesa di San Nicola. Degna di nota, oltre all'antico fonte battesimale di Antonello Gagini, è la torre campanaria, che porta due date sulle pareti (1726 a sud e, ad ovest, 1765) anche se, a distanza di due secoli d'incompiutezza, fu terminato nel 1960 per volontà del sacerdote Domenico Leonarda, al quale, oltretutto, si deve pure l'attuale pavimentazione marmorea della chiesa.
San Giorgio
  • 37.91371814.1924873 Chiesa di San Giorgio, Piano S. Giorgio. Il culto in onore di San Giorgio venne forse introdotto dai Normanni, che lo fecero compatrono del paese. Secondo il La Rocca, invece, esso esisteva sin dai tempi più remoti: la chiesa in questione, a lui dedicata, parrebbe essere stata fondata molto tempo addietro, dal momento che il santo fu ritenuto primo protettore del paese. L'edificio svolge ancora oggi il ruolo di chiesa madre. Questa (XII-XVII secolo) fu eretta in stile arabo-normanno e poi ampliata e modificata. Di tale ordine rimane il portale in pietra arenaria, che immette nella navata centrale, e la cupola del campanile. La chiesa è a tre navate e vi si trovano una statua della Madonna del Carmelo con annesso altare, un'altra di San Giuseppe col bambino e, simbolicamente, un quadro di San Giorgio che uccide il mostro. E ancora: un'icona marmorea dell'altare Maggiore di Andrea De Marta (1514), nonché una statua di San Giorgio stesso assieme a un quadro di San Lorenzo, l'altare del crocifisso, un quadro dell'angelo custode, l'altare contenente il sarcofago con le spoglie di Santa Vittoria[non chiaro], un quadro sulla deposizione del Cristo e un altro intitolato alla Madonna della cintura. Inoltre vi sono la lapide sepolcrale del sacerdote don Francesco La Rocca e quella di Giovanni Ventimiglia. Nella sagrestia sono presenti i ritratti degli arcipreti maurini dal 1601 al 1892. Il campanile si ritiene che sia stata costruito nel 400 a causa delle quattro "C" rinvenuti su alcune delle sue pareti: tale ipotesi, nonostante tutto, sembra improbabile.
  • 37.9133114.1861984 Monumento agli eroi della Grande Guerra. L'opera, dello scultore Francesco Sorge di Palermo, raffigura un soldato di bronzo (dicesi il primo soldato maurino a cadere in battaglia, Giuseppe Madonia) che volge lo sguardo verso il mare, simbolo di libertà, e ogni anno, solitamente il quattro del mese di novembre, vi si commemorano i caduti in battaglia alla presenza dei combattenti e reduci, delle autorità religiose, civili e militari. Inaugurato nel 1929 al cospetto del prefetto Cesare Mori, durante i lavori di scavo per la base delle fondamenta furono rinvenute delle monetine d'età romano-imperiale e, più precisamente, secondo gli studiosi e numismatici del tempo, appartenenti all'età di Antonino Pio (138-161 d.C.).

Fuori dal centro abitato[modifica]

  • Chiesa dell'Annunziata (chiesa di Santa Maria dei Tracchi) (a circa un paio di chilometri a sud). Di forma rettangolare, pare che essa sia stata eretta nel 152 d.C. stando a quanto riporta la data sulla pietra di chiusura del portale in pietra arenaria. Diversi studiosi ipotizzano che essa, se si dà per certa tale datazione, debba essere stata eretta come rifugio per le persecuzioni contro i cristiani dell'allora imperatore romano Antonino Pio (138-161 d.C.). Più certo è, invece, che la struttura che oggi si può ammirare è differente da quella originaria, dal momento che è stata riedificata per volere di Don Vincenzo Greco nel 1640. Tuttavia si vuole, forse per tradizione, che sia proprio il 152 l'anno di edificazione: così, probabilmente, si spiegherebbe meglio il fatto che la chiesa fosse stata visitata, nel sesto secolo, da San Gregorio Magno, papa dal 590 al 604, durante una sua visita in Sicilia, divenendo meta di pellegrinaggio extraurbano. Se non c'è nulla che possa non escluderne il suo inestimabile valore come passaggio di epoche storiche, certo è che, quantomeno a livello più prettamente devozionale, i maurini, fino a non molti anni addietro, ringraziavano la Madonna dell'Annunziata per il buon raccolto l'otto settembre di ogni anno, giacché l'intera zona ove sorge la chiesetta era dedita alla coltivazione della manna e dei cereali.
  • Edicola con l'impronta di San Gregorio Magno (nella zona della chiesa dell'Annunziata). Dentro una piccola grata si trova un'impronta su pietra lasciata da Papa Gregorio I in preghiera. Si racconta infatti che il pontefice, passando da quella zona e vedendo la chiesetta da lontano, dopo essersi genuflesso per rendere grazie a Dio, abbia lasciato miracolosamente l'impronta del ginocchio, tutt'oggi racchiusa in un'edicola votiva poco distante dall'edificio chiesastico.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

Gole del Tiberio
  • 37.95328614.1510211 Gole del Tiberio (Uscire sulla A20 a Castelbuono-Pollina se si viene da Palermo o Tusa se si viene da Messina. Seguire la direzione per San Mauro Castelverde imboccando la SP52. Al bivio Borrello imboccare la SP60 per Gangi e dopo circa 1 km svoltare a destra su una carrozzabile che porta ad un piccolo borgo. Al primo bivio proseguire sulla sinistra raggiungendo l’area attrezzata La rocca che attraverso un sentiero conduce nel greto del Fiume Pollina.), +39 3403954486, +39 339 7727584, . Ecb copyright.svg Escursioni guidate 13€ adulti, 7€ bambini (giu 2020). Simple icon time.svg Aprile e ottobre: 9:00-18:00 Sab-Dom, Da Maggio a Settembre: 9:00-18:00 Lun-Dom. Uno spettacolare canyon scavato dal Fiume Pollina nelle rocce calcaree. Uno dei siti European Geopark Network riconosciuto dall’UNESCO. Pur senza riferimenti storici correlati, nella cultura popolare locale si tramanda che il luogo in cui sono abbia preso la denominazione di Tiberio per il fatto che lì vi fosse una villa d'età romano-imperiale intitolata proprio all'omonimo imperatore (regnante a Roma tra il 14 e il 37 d.C.), già amante dei luoghi d'acqua. Per via del continuo flusso d'acqua, si è creduto che esso fosse legato al mare per via subacquea lungo la zona del "mirìcu" (antico lemma locale stante a significare "ombelico"). In riferimento sempre alla tradizione orale, si narra della presenza di un particolare anfratto, posto all'interno delle insenature rocciose, in cui sarebbe stato conservato un tesoro appartenuto ai briganti: pare che essi fossero soliti utilizzare le grotte come nascondiglio per mettere al sicuro i frutti delle loro refurtive. Un enorme masso incastonato tra due pareti del fiume, visibile anche oggi durante una traversata, ne avrebbe poi consentito loro il passaggio su di esso in quanto via di fuga. La caverna, distribuita su tre piani, era probabilmente conosciuta dai locali ma nessuno, per timore dei malviventi, ebbe mai il coraggio di avvicinarsi.
    È possibile fare il bagno. Operatori privati organizzano escursioni in canoa, gommone, cavallo o trekking. Area ristoro con bagni e custodia bagagli. Dopo piogge abbondanti, generalmente per tre giorni il fiume diventa limaccioso.
    Gole di Tiberio su Wikipedia Gole del Tiberio (Q3773084) su Wikidata
  • 37.91742414.1925542 Zipline Sicilia, Vicolo Convento, +39 3331293487. La zipline più lunga della Sicilia, consente di provare l'ebrezza del volo sospesi su una fune di 1600 m raggiungendo notevoli velocità.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 37.9157414.1920731 Teatro Comunale, Via Teatro.


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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