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Norbello

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Norbello
Norbello - Costume tradizionale (05).jpg
Stato
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Norbello
Norbello
Sito istituzionale

Norbello è un centro della Sardegna, nella provincia di Oristano.

Da sapere[modifica]

Anticamente il paese era compreso nella curatoria del Guilcier del Giudicato di Arborea. Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Sito nella regione storica del Barigadu, dista 34 km da Oristano, 2 da Abbasanta, 3 da Ghilarza, 13 da Macomer, 53 da Nuoro. Norbello è nome recente; infatti il paese si chiamò Norghiddo fino all'Ottocento. La zona del capoluogo e della frazione Domusnovas Canales è ricca di testimonianze archeologiche che spaziano dal Neolitico all'Età del Bronzo. Quattro necropoli a domos de janas, più di trenta nuraghes testimoniano l'attività e la vita delle antiche popolazioni che qui vissero.

Come orientarsi[modifica]

Norbello confina con Abbasanta, Aidomaggiore, Borore (Nuoro), Ghilarza e Santu Lussurgiu.

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende il paese di Domusnovas Canales.

Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Siti archeologici[modifica]

Il territorio è ricchissimo di siti archeologici e vanta testimonianze di svariate tipologie e differenti periodi.

  • La necropoli di Sunu Marras, o Livandrinu, è di sicuro fascino, e si avvale della collocazione silvestre che ne sottolinea il connaturato senso di mistero.
  • Di altrettanto interesse sono i 28 nuraghi di cui si ha testimonianza. Quattro di essi sono a bastione; fra questi il Sirboniga spicca per monumentalità, al pari del Suei
Nella tipologia di nuraghe circolare il Ruiu e il Perdu Cossu sono fra i meglio conservati; il Perdu Cossu mostra inoltre caratteristiche architettoniche uniche che lo rendono di particolare interesse.
Fra i nuraghes circolari, a sviluppo verticale, sono ben conservati il Ruiu e il Perdu Cossu: quest’ultimo unico per le sue specificità architettoniche.
  • Le tombe di giganti del territorio sono datate dal nuragico arcaico al nuragico più tardo; nel territorio ne esistono undici. Quella di Perdu Cossu e la vicina Tanca Suei sono le meglio visitabili e le più interessanti come testimonianze della tecnica costruttiva. Rivestono inoltre un grande richiamo per gli appassionati di radioestesia secondo i quali l'ingresso delle tombe sprigiona un magnetismo benefico.
  • Sei sono le fonti sacre esistenti: di grande interesse quella di Ampridorzos.
  • Di grande importanza per la ricerca archeologica sono siti che, in numero di ben 17, restituiscono urne cinerarie (una particolarissima sepoltura praticata tra il periodo punico e quello romano).
Questa tipologia di siti archeologici è poco testimoniata in Sardegna, e pertanto questi di Norbello e di Domusnovas Canales sono particolarmente utili per la ricerca.
  • Il territorio fornisce ancora sette piccoli dolmens (ascrivibili dal Tardo Antico all’epoca vandala) e tracce di ben 23 villaggi di ogni epoca, dal Neolitico al Medioevo, che hanno fruttato una grande quantità di manufatti.
  • Il nuraghe circolare di Sa Codina 'e S'Ispreddosu è un nuraghe incompiuto che nellEtà del ferro fu usato come luogo di culto.
  • 1 Antiquarium. L'Antiquarium che si trova di fianco alla Biblioteca comunale raccoglie reperti del territorio oltre che dagli scavi di Sorralia per quanto riguarda il Neolitico; Suei e Perdu Cossu per l'Età del Bronzo: Santa Maria della Mercede con oggetti dal Neolitico al Medioevo; Orconale per l'Età del Ferro.
  • 2 Chiesa di Santa Maria della Mercede. Santa Maria della Mercede è un piccolo edificio in stile romanico, realizzato su una necropoli alto-medievale risalente al VI–VII secolo. Il periodo della costruzione è compreso fra la seconda metà del XII secolo e i primi decenni del XIII. Al suo interno compaiono iscrizioni dedicatorie intervallate con dieci croci, tutte dipinte in minio rosso, venute alla luce durante recenti lavori di restauro e consolidamento che ne certificano l’età. La datazione delle pitture deriva dalla relazione dei tecnici della Soprintendenza ed è confermata dai pareri di notissimi docenti universitari quali Renata Serra e Roberto Coroneo. I documenti storici la segnalano nella disponibilità della famiglia Puddu, un esponente della quale, divenuto padre mercedario, avviò nella chiesa, attorno al 1770, il culto della Madonna della Mercede.
Dell’esistenza della chiesa di Sancta Maria de Norgillo si ha notizia nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado alla scheda n.126, il cui contenuto è collocabile tra il 1164 e il 1171. Una seconda scheda, la n.174, riporta un atto datato 1229 menzionante, fra i testimoni, Barusone Pinna e Dorgotori de Sogos, nomi che appaiono simili a quelli dei due personaggi citati nelle scritte dedicatorie presenti nella chiesa.
Secondo alcuni studiosi, l'edificio potrebbe essere stato un possedimento dell'Ordine del Tempio (Templari).
  • 3 Chiesa parrocchiale dei Santi Giulitta e Quirico. La chiesa sorge sul sito di un antecedente edificio romanico, forse connesso alla vicina chjiesa di Santa Maria; la facciata è tutta in pietra basaltica che dona una particolare nota di antico a tutta la struttura. È stata oggetto di ristrutturazioni fin dai primi anni del Settecento, e alla fine del medesimo secolo fu completamente distrutta da un rovinoso incendio (1781/1782). La successiva ricostruzione vede nel 1796 il rifacimento della facciata, nel 1798 la costruzione del campanile che fu terminato nel 1830. A metà Ottocento la parrocchiale fu dotata della cappella del Rosario e successivamente di un pulpito in marmo. Altri interventi susseguitisi nel Novecento e nei primi anni del Duemila hanno portato la chiesa all'aspetto attuale, con il ripristini degli archi e dei pilastri in pietra basaltica, caratteristica dominante nell'architettura del territorio.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

  • Percorso eco-archeologico. Si tratta di un percorso, che si snoda attraverso i siti di interesse storico e ambientale-naturalistico che circondano gli abitati di Domusnovas Canales e Norbello. È un trekking leggero a media difficoltà, in genere è sufficiente un abbigliamento sportivo con scarpe comode, si estende per circa tre chilometri e ha andamento in senso orario, con partenza e arrivo dalla sede dell’Associazione “Castel di Sella” a Domusnovas Canales.
Castello di Sella
Dai documenti storici sappiamo che nei pressi del villaggio di Sella vi era un castello posto a guardia della parte nord dello stato, presso il Giudicato di Torres. I castelli del periodo medievale sardo, eccetto le regge dei giudici, erano costruzioni statali innalzate per vegliare una regione, per difendere una parte dello stato e molti dovevano somigliare a delle torri, come il castello di Sella o Sedda secondo la pronuncia esatta. Il sito sembra controllare un importante via di comunicazione naturale verso il Campidano e una parte della valle di Chenale. Se si studia la viabilità Medievale, della quale oggi rimane molto, viene fuori un tracciato che collegava, probabilmente il castello con l’arteria a Karalibus Terrum. In generale il territorio di Norbello e Domusnovas sembra essere attraversato da una consistente rete viaria disposta sia in direzione sud-nord, sia ovest-est e il Castello si trova al centro di questa rete, ciò conferma l’importanza strategia del Castello di Sella, struttura che fu contesa nel 1188 fra i Catalani e i Genovesi. All'interno di questa disputa intervenne il Papa Clemente III, con una lettera affinché il Castello di Serla fosse restituito ai Genovesi. Del 1192 è il documento dove i catalani finalmente decidono di consegnare la struttura ai Genovesi. Oggi di questa struttura rimane ben poco, sono evidenti le tracce murarie e una cisterna o pozzo che interna alla struttura serviva ad approvvigionarla direttamente. Probabilmente, come ancora oggi è evidente, la struttura fu edificata al di sopra di un nuraghe. Nell'Ottocento le emergenze erano ancora evidenti, restava la parte bassa della struttura muraria, tale muratura è rimasta in piedi sino alla fine degli anni ’50 quando per la ricostruzione della nuova Parrocchiale di Domusnovas gli operai/volontari, salirono alle rovine per recuperare il materiale necessario alla conclusione delle nuova opera.
Chiesa Campestre di San Giuliano in Domusnovas
La Chiesa di San Giuliano è ubicata nella campagna adiacente Domusnovas, a Sud del nucleo abitato, in prossimità della cima di un piccolo promontorio, al centro esatto della vallata, essendo quindi visibile sia dalla strada che collega Norbello a Domusnovas sia dalle strade che portano ad Aidomaggiore e a Ghilarza. Su uno dei lati minori, quello rivolto ad Est, si affaccia la porta principale, su cui insiste un archivolto con i conci di trachite in vista; motivo che si ripete in tutte le tre finestrelle che si aprono su gli altri. Al centro dell’altare si trova la botola che chiude il pozzo sacro legato alla leggenda del santo. Il pavimento era di argilla battuta sino al restauro avvenuto nel 1986, infatti alla fine degli anni ’70 circa, la chiesetta venne distrutta da un incendio, da questo incendio si salvarono solamente i muri perimetrali. La festa di san Giuliano ricade ogni prima domenica di settembre.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, via Vittorio Emanuele 28, +39 0785 51035, fax: +39 078551035.


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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