Scarica il file GPX di questo articolo
Europa > Italia > Italia nordoccidentale > Liguria > Riviera di Ponente > Noli

Noli

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search
Noli
Panorama di Noli
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Noli
Noli
Sito istituzionale

Noli è una città della Liguria.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia. Dal 1192 al 1797 fu capitale della Repubblica di Noli, ed ebbe una certa autonomia pur essendo legata alla Repubblica di Genova.

Cenni geografici[modifica]

Noli è situata sulla costa della Riviera di Ponente, in un'insenatura chiusa a est dall'Isola di Bergeggi e a sud-ovest dal capo omonimo alla foce del torrente Luminella. Dista 13 km da Borgio Verezzi, 12 da Finalborgo, 15 da Savona.

Cenni storici[modifica]

Antico centro dei Liguri, fu municipio in epoca romana. Nel medioevo fu base bizantina; distrutta nel 641 dai Longobardi, fu completamente ricostruita vicino al mare. Fu dominio dei Franchi di Carlo Magno e allo smembramento dell'impero carolingio fu inserita nei possedimenti della Marca Aleramica e della famiglia Del Carretto del ramo di Savona.

Divenuta in seguito un importante centro marinaro, con una cospicua e preparata flotta navale alla pari di altri grossi centri marinari della Liguria, partecipò nel 1099 alla prima crociata ricevendo privilegi politici, ma soprattutto commerciali, dal re di Gerusalemme Baldovino I, dal signore feudatario Boemondo I d'Antiochia e da Tancredi di Sicilia.

Fu feudo di Enrico II Del Carretto fino nel 1193 quando, con atto ufficiale rogato all'interno della locale chiesa di San Paragorio, riuscì gradatamente a sottrarsi dal potere marchionale dei Del Carretto con la cessione degli antichi diritti carretteschi; recenti studi confermano che l'atto potrebbe essere avvenuto già nel 1192. I privilegi acquisiti dai cittadini di Noli furono pienamente confermati nel 1196 da Enrico VI di Svevia, emancipazione popolare che porteranno il borgo a costituirsi ben presto in Comune libero (uno dei primi dopo Genova e Savona) e in libera Repubblica indipendente con equilibrati statuti e ordinamenti comunali, considerati tra i più antichi della Liguria.

L'indipendenza guelfa della repubblica nolese, stretta ad oriente dal Comune di Savona e ad occidente dal sempre più crescente Marchesato di Finale, fu ancora più salda con la strategica alleanza politica e commerciale, dal 1202, con la Repubblica di Genova; gli atti dell'epoca, conservati presso l'archivio storico comunale, citano chiaramente un accordo "a pari diritti tra le parti", ossia senza una prevaricazione l'una verso l'altra. Oramai alleata dei Genovesi, la flotta navale nolese combatté contro Pisa per la supremazia commerciale nel mar Tirreno e contro Venezia per i traffici marinari nel Medio Oriente. Nel corso del XIII secolo Noli si dotò di ulteriori fortificazioni e di oltre settanta torri cittadine chiudendo il borgo in una cinta muraria. Lo schieramento politico e militare verso la causa della Lega Lombarda contro Federico II di Svevia favorì il riconoscimento da parte del pontefice Gregorio IX alla costituzione, nel 1239, della diocesi di Noli; la separazione dalla curia savonese durò fino al 1820 con il successivo accorpamento dell'attuale diocesi di Savona-Noli.

L'espansione della Repubblica di Noli - che al suo massimo splendore raggiunse la dominazione nei borghi vicini di Orco, Mallare, Segno e Vado - durò fino al termine del XIV secolo quando il ristretto porto, che offrì rifugio e stabilità durante l'epoca medievale, risultò invece oramai inadeguato per gli importanti traffici commerciali dell'epoca, portando quasi Noli ad un isolamento marittimo; gli stessi abitanti da abili e audaci marinai si trasformarono ben presto in semplici pescatori. Per tutto il Cinquecento e il Seicento Noli e la sua piccola repubblica marinara conobbero pertanto difficoltà politiche interne, aggravate dalle sempre più estenuanti lotte con il marchesato finalese e Savona, invasioni piratesche, vicine dominazioni piemontesi, lombarde e spagnole e dalle carestie ed epidemie. Nel 1673 una congiura di alcuni abitanti di Noli rischiò di far cadere la repubblica nelle mani del ducato sabaudo; l'intervento del senatore Antonio Viale, inviato dal senato genovese su richiesta dei consoli nolesi, placò la breve rivolta.

Così come la Repubblica di Genova e il resto della Liguria fu occupata dalle truppe napoleoniche nel 1797, nonostante il pesante bombardamento navale da parte della flotta inglese nel 1795 contro i francesi. Nel 1808, oramai considerata "piazza forte" della repubblica ligure francese, fu duramente bombardata, alle 16 del 1º agosto, dalla flotta della marina militare inglese. Nel 1815 Noli fu inglobata nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Nel suo territorio comunale sono compresi i centri di Tosse e Voze.

Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Castello di Monte Ursino. Il primo impianto fu realizzato a partire dal XII secolo così come la cinta muraria connessa a difesa del borgo. L'aspetto e forma attuale è databile al rifacimento del 1552, ad opera del capitano Andrea da Bergamo e su consiglio della Repubblica di Genova, soprattutto nell'adeguamento delle torri e delle mura ai nuovi strumenti di difesa bellici. Il maschio circolare è racchiuso da un recinto poligonale, a forme irregolari, con i resti di due torri visibilmente più recenti. La stessa collina conserva antichi elementi e costruzioni del primitivo insediamento di Noli durante il dominio della famiglia Del Carretto nel XII secolo.
  • 2 Cattedrale di San Pietro (San Pietro dei Pescatori), Piazza della Cattedrale. In loco è conosciuta anche come la chiesa di San Pietro dei Pescatori, denominazione che trae origine dalle decime dei proventi della pesca dei giorni festivi riscosse nel XIII secolo per la costruzione della prima struttura religiosa. Solamente nel 1572 - con il trasferimento del titolo di cattedrale dalla chiesa di San Paragorio - l'antico appellativo tramutò nell'odierna intitolazione verso l'apostolo Pietro.
Il primo impianto della cattedrale è ascrivibile al XII secolo o XIII secolo, periodo al quale risalgono l'attiguo campanile, i muri perimetrali della chiesa e i pilastri interni. L'edificio fu trasformato a partire dalla seconda metà del XVI secolo, quando l'antica cattedrale di San Paragorio divenne pericolosa essendo fuori dalle mura cittadine. Il territorio era infatti all'epoca minacciato dalle truppe spagnole che avevano conquistato il marchesato di Finale. Il trasferimento del titolo di cattedrale avvenne con Bolla pontificia di Gregorio XIII il 22 ottobre 1572.
L'aspetto dell'edificio lascia perfettamente trasparire la sovrapposizione barocca degli interni e della facciata sulla struttura romanica preesistente, che si evidenzia in particolare nelle monofore dei muri laterali e nei basamenti dei pilastri interni. Il portone centrale, del 1611, è sormontato sull'esterno da un timpano spezzato su cui fu apposta una statua di San Pietro nel 1613, opera del maestro Batta Casale.
L'interno si sviluppa in tre navate abbellite da stucchi dorati e illuminate dalle vetrate policrome istoriate a temi religiosi. La volta centrale è dominata dal moderno affresco di Giovanni Rovero (1885-1971), mentre nel presbiterio gli affreschi del XIX secolo sono opera del pittore Lazzaro De Maestri. L'altare maggiore del 1679, in marmo policromo intarsiato, è opera di Anselmo Quadro. La mensa è invece stata ricavata da un sarcofago del IV secolo di provenienza africana, rimaneggiato nel XV secolo, in cui sono state custodite per secoli le reliquie di sant'Eugenio, prima sepolto sull'isola di Bergeggi, poi traslato nella chiesa di San Paragorio e poi nel 1602 in questa cattedrale di San Pietro. Sulla sinistra si trova la cattedra vescovile in legno d'ebano, opera di Paolo Noceto del 1614. Sulla parete di fondo, dietro l'altare, svetta il polittico del XV secolo, attribuito a Vincenzo Foppa, proveniente dalla chiesa del Vescovado.
Nella navata destra si trova un gruppo ligneo settecentesco raffigurante l'Annunciazione, opera di Giovanni Battista Maragliano, parente del più noto Anton Maria Maragliano. Proseguendo verso il presbiterio si incontra sulla sinistra il pulpito in marmo intarsiato del 1679, opera di Anselmo Quadro. :A destra invece trova collocazione l'altare seicentesco di Sant'Eugenio, in cui sono collocate le reliquie del Santo. In controfacciata, sopra l'ingresso, si trova l'organo Mascioni (opera n° 289) del 1909.
Del tesoro della cattedrale fanno parte un reliquiario di sant'Eugenio datato al 1430, una croce processionale in argento del 1417, il pallio di sant'Eugenio del XV secolo.
Chiesa di San Paragorio
  • 3 Chiesa di San Paragorio. Situata al di fuori della cinta muraria nolese, è inserita tra i monumenti nazionali italiani e tra gli elementi architettonici più antichi di Noli; la chiesa suburbana fu la prima cattedrale del borgo e della sua diocesi. In stile romanico, con abside rivolto verso il mare, sorse intorno all'XI secolo su un preesistente impianto paleocristiano o dell'alto medioevo. Gli scavi effettuati tra gli anni 1970 e 1975 hanno rivelato i resti di un'antica necropoli, con il ritrovamento di due sarcofagi in pietra di Finale, e una vasca battesimale ottagonale databile tra il VI e VII secolo.
  • 4 Chiesa di San Francesco d'Assisi. Si trova al di fuori della cinta muraria nolese. Risalente alla metà del XIII secolo e già convento, fu nella seconda metà del XVII secolo invertito l'orientamento dell'edificio senza però modificarne le pareti perimetrali, adattando la parete di fondo dell'abside a nuova facciata. Nel fianco nord sono presenti monofore e un portale gotico. Attualmente ospita, nel periodo estivo, il collegio dei Chierici Regolari di San Paolo.
  • 5 Chiesa di San Giovanni Battista, Via Cavalieri di Malta. Secondo le fonti storiche la struttura religiosa fu edificata dall'Ordine dei Gerosolimitani intorno ad un periodo databile al XIII secolo. La chiesa si trova ancora oggi al di fuori delle mura di Noli, presso la porta denominata per l'appunto di San Giovanni. Citata come precettoria nel 1417, probabilmente il complesso religioso comprendeva anche un annesso ospitale per l'assistenza e ricovero dei pellegrini.
Già nel XVI secolo l'unica aula rettangolare della chiesa fu ampliata in altezza; tuttavia i lavori di ampliamento più significativi si verificarono tra il XVII e XVIII secolo. In una planimetria del cartografo della Repubblica di Genova Matteo Vinzoni, databile al 1713, si evidenzia come la struttura avesse in quel contesto storico ancora il precedente e opposto orientamento.
  • 6 Chiesa di Nostra Signora delle Grazie. Le origini dell'edificio potrebbero risalire all'anno mille. In una descrizione del 1585 fatta da monsignor Nicolò Mascardi viene descritta come una cappella a navata unica con soffitto in travi di legno, pavimento in calce e campanile a oriente. L'aspetto odierno è frutto di interventi operati tra il 1769 e il 1775 per volere del vescovo nolese monsignor Antonio Maria Arduini. Internamente si presenta in stile barocco genovese. Una lapide in controfacciata ricorda come la chiesa attuale sia stata ricavata da un antico edificio. La struttura fa parte del complesso del Vescovado, essendo stata Noli diocesi autonoma dal 1239 al 1820. Dalla piazzetta antistante la chiesa si può godere di uno spettacolare panorama sulla baia di Noli.
  • Chiesa di Santa Margherita e chiesa di Santa Giulia. I due edifici si presentano addossati - ad oriente Santa Giulia e ad occidente Santa Margherita - a picco sul mare in corrispondenza dello sperone roccioso di Capo Noli. Il complesso, raggiungibile a piedi attraverso un antico sentiero, è costituito dalla due chiese in mattoni e ricalcanti lo stile romanico. Citato in un documento del 1191, l'edificio ospitò un romitorio dei Cavalieri Gerosolimitani. Le due chiese subirono gravi danni durante la seconda guerra mondiale riducendole allo stato di rudere.
  • 7 Palazzo del Comune. Del XIV-XV secolo, sede dei consoli e del governo della Repubblica di Noli, il palazzo subì tra il 1797 e il 1820 diverse trasformazioni. Sulla facciata verso la passeggiata a mare sono presenti, oltre alla restaurata meridiana, quattro polifore ogivali in parte cieche e in parte di restauro. All'interno della Sala del Consiglio, del XVII secolo, sono conservati frammenti di cicli di affreschi del tardo medioevo, provenienti dalla porta di San Giovanni.
  • Palazzo Viale-Salvarezza. L'edificio seicentesco, rifuso tra già preesistenti edifici medievali, fu edificato intorno alla torre della Marina, del XII secolo, e ad un'altra più piccola. Il palazzo fu voluto dal senatore della Repubblica di Genova Antonio Viale, inviato nella repubblica nolese dal doge Giovanni Battista Lercari nel 1643 per porre fine alla congiura di alcuni abitanti che avrebbe consegnato Noli nelle mani del duca di Savoia. I discendenti della famiglia Viale vi abitarono per tutto il secolo successivo fino alla cessione alla famiglia Salvarezza. Nonostante alcuni interventi abbiamo modificato alcune parti del palazzo negli anni settanta del Novecento, conserva diversi resti della decorazione esterna della facciata. Fino ai recenti restauri la facciata conservava, incastrata, una palla di cannone sparata dal brigantino Wizard della flotta inglese durante il bombardamento navale del 1808.
  • 8 Palazzo Vescovile. L'attuale costruzione, sita ai piedi della collina del monte Ursino, è il frutto dei vari rifacimenti che si susseguirono dal 1554 al XIX secolo. Poco è rimasto e poche sono le conoscenze storiche sul primitivo impianto dell'edificio; le fonti citano comunque la presenza di una prigione e una cappella destinate al clero. Adiacente al palazzo si trova la chiesa di Nostra Signora delle Grazie.
  • Casa Pagliano. Costruita nel XIV secolo e restaurata nel 1906 da Angelo Demarchi, assistente dell'architetto Alfredo d'Andrade, il suo interno fu notevolmente trasformato in tale rivisitazione. L'esterno si presenta come la tipica casa medievale nolese: un basamento in grossi conci in pietra verde locale e con poche aperture e una parte superiore in mattoni con bifore e trifore. Fu sede dell'Ordine dei Cavalieri di Malta.
  • Casa Maglio. L'edificio presenta i tipici elementi medievali della prima metà del Duecento; presenta un portale ad arco ogivale.
  • Casa Repetto. Situata alla destra della cattedrale di San Pietro fu costruita nel XIV secolo attorno ad un'antica e preesistente torre, quest'ultima con finestre già trifore al piano primo e bifore al piano superiore; l'edificio fu parzialmente restaurato con l'intervento dell'architetto Alfredo d'Andrade.
  • 9 Loggia della Repubblica. Coeva del palazzo comunale, con il mantenimento a tutt'oggi dell'antico ciottolato, è costituita da due grossi archi in laterizi poggianti su una colonna a forma ottagonale con capitello a bugnato, elemento tipico della fine del Trecento e dell'inizio del Quattrocento. Alcune lapidi sotto la loggia testimoniano il passaggio delle diverse personalità, tra cui Dante Alighieri, con citazione di Noli nel Purgatorio della Divina Commedia, Cristoforo Colombo il 31 maggio del 1476 in partenza per il Portogallo e Giordano Bruno nel 1576.
  • 10 Torre del Comune. Edificata sul finire del XIII secolo è attigua al palazzo comunale. Pressoché intatta e terminata da merli a coda di rondine, presenta un basamento in pietra verde del luogo e con una parte soprastante in mattoni.
  • 11 Torre e Porta Papona. Edificata nel XIII-XIV secolo fuori le mura antiche del borgo e collegata, con un arco in mattoni, al camminamento che scende dal castello di Monte Ursino, l'edificio fu nei secoli deposito di armi e munizioni della Repubblica. Presenta bifore e monofore in stile gotico.
  • 12 Torre del Canto (Torre dei Quattro Canti). L'alta torre è a forma trapezoidale con fusto compatto e con rade aperture in stile romanico nella parte bassa.
  • 13 Porta di Piazza. Costituiva l'accesso principale e centrale al borgo, difeso dalla seconda cinta muraria del XII e XIII secolo. Nella seconda metà del Cinquecento la porta fu munita di un "rivellino", un baluardo difensivo che rimase attivo fino al XIX secolo. L'affresco, visibile dalla parte a mare, raffigura l'Assunta e fu ridipinto nel 1927.
  • Ponte sul torrente Sant'Antonio. L'antico ponte, sovrastante il torrente in secca, seguiva l'antico tracciato viario dell'epoca napoleonica; conserva, nonostante i numerosi interventi di consolidamento, elementi strutturali e aspetto di stile medievale.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa dei Santi Pietro e Paolo (a Vpze). Simple icon time.svg Il 29 giugno. Processione dei crocifissi.
  • Festa patronale di Sant'Eugenio. Simple icon time.svg La seconda domenica di luglio. Con processione dei crocifissi.
  • Festa di Sant'Ignazio (nella frazione di Tosse). Simple icon time.svg Il 31 di luglio. Con processione dei crocifissi.
  • Festa dei Santi Anna e Gioacchino. Simple icon time.svg Ultima domenica di agosto. Con processione dei crocifissi


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

  • 1 Poste italiane, Via Monastero 157, +39 019 748968, fax: +39 019 748899.


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

1-4 star.svg Bozza: l'articolo rispetta il template standard contiene informazioni utili a un turista e dà un'informazione sommaria sulla meta turistica. Intestazione e piè pagina sono correttamente compilati.