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Finalborgo
(Finale Ligure)
Finalborgo - scorcio
Stato
Regione
Territorio
CAP

Finalborgo è un quartiere della città di Finale Ligure.

Da sapere[modifica]

Finalborgo è uno dei tre nuclei urbani formanti l'abitato di Finale Ligure. Fino al 1927 comune autonomo, fu in seguito accorpato a Finale Pia e Finale Marina per costituire l'odierno Finale Ligure. Ebbe il maggior sviluppo durante il Medioevo, quando era la capitale del Marchesato di Finale, governato dai Del Carretto e sotto la Spagna (XVII secolo). Il borgo è stato recensito come uno dei borghi liguri più belli d'Italia.

Cenni storici[modifica]

Finalborgo - piazza Garibaldi
La porta Testa di Finalborgo

L'abitato venne sviluppato nell'entroterra finalese, non direttamente sul mare per essere più protetto contro i possibili sbarchi saraceni sulla costa, in un luogo facilmente difendibile: la confluenza del torrente Aquila con il torrente Pora, i cui alvei costituiscono un unico fossato naturale, in seguito rinforzato dalla cinta muraria cittadina, che difendeva l'abitato sui lati est-sud-ovest, mentre il lato settentrionale del paese era naturalmente protetto dallo sperone del colle del Becchignolo, che nei secoli venne fortificato con la costruzione di castel Gavone sulla cima e da una torre di raccordo a mezza costa inglobata successivamente nella fortezza di castel San Giovanni. Fra il 1142 e il 1148 il marchese Enrico I Del Carretto detto il Guercio ereditò dal padre, Bonifacio del Vasto, il territorio della marca di Savona, di cui ottenne l'investitura da Federico Barbarossa il 10 giugno 1162. Mentre i comuni di Savona e Noli si rendevano indipendenti, i domini di Enrico furono suddivisi fra i suoi due figli.

Verso la fine del XII secolo Enrico II Del Carretto cominciò a utilizzare il titolo di marchese del Finale e cinse di mura il nucleo urbano, dando origine al "burgus Finarii", l'odierna Finalborgo. La famiglia Del Carretto governerà il Marchesato di Finale fino al 1602. Il paese passò poi sotto il dominio asburgico fino al 1713. In questo periodo il marchesato del Finale è uno scalo indispensabile per trasferire nei domini milanesi le truppe spagnole senza dover chiedere il permesso di Genova e per portare merci senza pagare gabelle. Finale ha quindi un grande sviluppo economico e artistico.

Con l'estinzione degli Asburgo-Spagna il marchesato di Finale venne ceduto ai genovesi, e Finalborgo perse di importanza. La Repubblica di Genova tenne in feudo il marchesato di Finale con alterne fortune fino al 1797 quando venne cancellata la legislazione feudale e fu istituita la Repubblica Ligure. Finale, quindi, fu inglobata prima nella Repubblica Ligure e poi nel Primo Impero francese napoleonico, sotto il quale i rioni di Borgo, Pia e Marina furono temporaneamente riuniti in un'unica amministrazione e inseriti nel neo-costituito Dipartimento di Montenotte. Dopo la Restaurazione la repubblica ligure passò sotto il Regno di Sardegna nel 1814 e quindi dopo l'Unità d'Italia nel Regno d'Italia dal 1861. Finalborgo rimase comune autonomo sino al 1927, quando i tre comuni di Finalborgo, Finalmarina e Finalpia furono fusi per costituire il comune di Finale Ligure.

Come orientarsi[modifica]

Una porta nelle mura


Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

  • Casello autostradale di Finale Ligure aulla Autostrada A10 dei Fiori.
  • Finalborgo è interessato dalla Strada Statale 490 del Colle del Melogno che collega la riviera di Finale all'entroterra piemontese, al pari delle Strade Provinciali 17 e 27.

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

Il bus linea 40/ parte da Savona.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

TPL è l'azienda che gestisce i trasporti pubblici urbani.

Cosa vedere[modifica]

Castel San Giovanni
  • 1 Castel San Giovanni. L'attuale Castel San Giovanni fu costruito allo scopo di rafforzare le difese dagli spagnoli dal 1640 al 1644 sui ruderi di un torrione risalente alla metà del XV secolo. Questo torrione (ricordato da Gianmario Filelfo e di cui si ha notizia da un disegno del 1571), costituisce oggi il corpo centrale, a pianta ottagonale, della fortezza. Molto più recente del vicino Castel Gavone, ne costituiva una difesa avanzata e simultaneamente proteggeva e controllava Finalborgo, la capitale del Marchesato di Finale.
Venne spesso restaurato e ampliato nei suoi settori dagli spagnoli tra il 1674 ed il 1678, guidati dall'ingegnere Gaspare Beretta, che si occuparono del collegamento diretto con il borgo e dei rinforzi delle fortificazioni. Fu abbandonato nel 1707 e nel 1713 ceduto dall'Austria a Genova, che lo demolì in parte. Nel 1822 divenne un penitenziario, poi dal 1960 fu incamerato dal demanio e negli ultimi anni interamente restaurato. Forte San Giovanni (Finale Ligure) su Wikipedia Castel San Giovanni (Q2967991) su Wikidata
Basilica di San Biagio
  • 2 Basilica collegiata di San Biagio, Piazza San Biagio. La chiesa compare per la prima volta in un documento del 1261; ad essa era annesso un ricovero per malati. La chiesa antica, di cui non si conosce l'origine, era posta dall'altro lato del torrente Aquila, ma fu ricostruita entro il perimetro delle mura di Finalborgo nel 1372-1375, in stile gotico. Fu quasi interamente demolita a metà del XVII secolo per fare spazio ad un nuovo edificio con pianta ruotata di 90 gradi. Essa conserva l'originario e caratteristico campanile ottagonale con sottili bifore appoggiato su di una preesistente torre difensiva anteriore al 1452. La facciata rimase incompiuta e lasciata al grezzo, senza particolare stile. Basilica di San Biagio (Finale Ligure) su Wikipedia basilica di San Biagio (Q2984046) su Wikidata
Finalborgo-chiesa santa Caterina
Finalborgo-chiesa santa Caterina - chiostro
  • 3 Complesso conventuale di Santa Caterina. La fondazione dell'edificio conventuale è databile al 1359 per opera della famiglia Del Carretto che utilizzò il complesso come prestigiosa e monumentale area sepolcrale. Fu abitato dal 1381 dai frati Domenicani fino al 1802. Dal 1864 fino agli anni ottanta del Novecento venne destinato a reclusorio; fu proprio in quegli anni che fu avviato un sontuoso progetto di recupero e ripristino dell'intero patrimonio dell'ex complesso conventuale. Ulteriori interventi, dal 1995 al 2004, ne hanno altresì valorizzato e conservato la chiesa con il campanile, i due chiostri interni, i camminamenti e le mura e il giardino botanico.
La chiesa è risalente alla prima metà del XV secolo e originariamente contava tre navate separate da colonne in pietra del Finale, di cui due di forma quadrata e una semicircolare, rivolte verso il nord. Nei secoli successivi, seguendo le varie normative ecclesiali, ne fu variata la struttura come lo spostamento al lato opposto dell'abside; ulteriori rimaneggiamenti furono eseguiti nella prima metà del XIX secolo e ancora quando il complesso, in disuso, fu trasformato in carcere. L'interno conserva alcuni cicli di affreschi dei primi del Quattrocento raffiguranti principalmente Episodi di vita della Vergine Maria. Nel fianco sud sono presenti due portali in stile gotico, entrambi murati, detti delle Donne e degli Uomini con le raffigurazioni degli stemmi nobiliari dei Del Carretto e dell'Agnus Dei. Convento di Santa Caterina (Finale Ligure) su Wikipedia convento di Santa Caterina (Q3689604) su Wikidata
Palazzo del Tribunale
  • Palazzo del Tribunale. Già sede del governo carrettesco e anche successivamente centro giudiziario e amministrativo del Marchesato di Finale, esistente almeno dai primi anni del XIV secolo; fu ristrutturato dal marchese Giovanni I Del Carretto nel 1462 che affidò il progetto di recupero della struttura a Giorgio Molinari che ne modificò sia gli interni che gli esterni con la costruzione di una nuova scala e dall'apertura di bifore intramezzate. Il palazzo fu ancora rivisitato negli spazi interni nel 1781 con l'interessamento del governatore Giovanni Benedetto Centurione della Repubblica di Genova. La facciata è di grande interesse per la presenza sia di tipiche decorazioni pittoriche del Quattrocento sia di tracce di tutti gli interventi successivi.
  • Museo archeologico del Finale.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • Prodotto tipico del borgo, realizzato dalle macellerie locali secondo le antiche tradizioni, è la testa in cassetta, un insaccato che è notevolmente apprezzato dai gourmet per il suo particolare gusto.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Ufficio postale (Agenzia Finale Ligure 2), Piazza del Tribunale 4 (a Finalborgo), +39 019 690719, fax: +39 019 690845.

Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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