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Leonforte
Panorama di Leonforte
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Leonforte
Sito del turismo
Sito istituzionale

Leonforte è una città della Sicilia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Leonforte è situata al centro del sistema montuoso degli Erei. Il paese si estende lungo il pendio di una collina ed ha un'altezza che va dai a 600 metri s.l.m. della zona storica ai 700 metri s.l.m. dei quartieri di più recente costruzione.

Leonforte dista solo 22 km dal capoluogo di provincia, Enna.

Cenni storici[modifica]

Durante il dominio Bizantino di Giorgio Maniace, e in seguito quello Arabo, fu edificato un castello, detto di Tavi, e si formò un casale nelle sue vicinanze; furono introdotti sistemi per l'irrigazione delle colture e numerosi mulini sfruttavano l'abbondanza delle acque. Con la conquista Normanna il feudo passò da un signorotto all'altro fino a quando, nel XV secolo, pervenne alla famiglia Branciforti.

Nel 1610, per mezzo di licentia populandi, Niccolò Placido I Branciforte, pensò di sfruttare al massimo le potenzialità del fertile territorio, fondandovi una città che chiamò Leonforte in omaggio al blasone della sua casata ed elevando il possedimento al rango di principato nel 1622.

Nell'ultimo secolo Leonforte ha sempre avuto un'economia agricola e operaia, che in passato rendeva la cittadina una roccaforte della sinistra politica.

Come orientarsi[modifica]

La città si sviluppa in lunghezza lungo Corso Umberto ma la parte storica si trova a sud.

Come arrivare[modifica]

In treno[modifica]

  • 1 Stazione di Leonforte Pirato (a una decina di chilometri da Leonforte). La stazione serve Leonforte e Assoro. Stazione di Leonforte Pirato su Wikipedia stazione di Leonforte Pirato (Q3969945) su Wikidata


Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

In città sono attive le strisce blu. Per pagare si possono acquistate i ticket presso i rivenditori autorizzati. I ticket sono giornalieri 1,30€ o orari 0,50€ (giu 2020).

Cosa vedere[modifica]

Chiese[modifica]

Chiesa della Matrice
  • 1 Chiesa della Matrice (Chiesa di San Giovanni Battista), Via P. Palermo, 125, +39 0935 903427. La fondazione della Chiesa Madre avvenne verso l'anno 1611. Essa fu fatta erigere per devozione della principessa Caterina, moglie del principe Niccolò Placido I Branciforte, su un piccolo santuario preesistente. La costruzione fu ultimata nella seconda metà del XVII secolo. chiesa Madre (Q27987460) su Wikidata
Chiesa e convento dei Cappuccini
  • 2 Chiesa e convento dei Padri Cappuccini, Piazza Cappucci, 5. La chiesa fu fondata dal principe Niccolò Placido I Branciforte nell'anno 1630. In essa si trovano: il sarcofago del I principe di Niccolò Placido Branciforte (ai piedi dell'altare) morto nel 1661; il sarcofago della moglie Caterina (nella navata di destra) morta 1634, e, in una cappella sotterranea, i sarcofagi della famiglia di Giuseppe Branciforte II principe di Leonforte. Inoltre, è custodita la tela di Pietro Novelli - pregevole capolavoro raffigurante la elezione di san Mattia all'apostolato. chiesa dei Padri Cappuccini (Q27987457) su Wikidata
Chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo
  • 3 Chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo, Via Gran Fonte, 59 (Accanto alla Granfonte). Prima ancora che fosse fondata Leonforte, questa chiesa esisteva e veniva officiata dai monaci Carmelitani di Assoro, che venivano a celebrarvi messe. Dal 1619 la gestione cultuale venne officiata dai frati scalzi del Terzo Ordine Regolare di S. Francesco, per i quali il principe Nicolò Placido Branciforte fece costruire un convento attiguo alla chiesa. Dal 1612 al 1624, in mancanza di chiese parrocchiali, questa ne faceva l’ufficio e dunque in essa si amministravano i sacramenti. Nell’anno 1651 fu restaurata ed ingrandita per opera del principe fondatore Nicolò Placido Branciforte. Con l’andare del tempo, la chiesa minacciava di crollare e i PP. del Terz’Ordine Regolare di S. Francesco, nel 1785, a proprie spese, la costruirono dalle fondamenta come oggi si osserva. Questi non si curarono però di abbellirla e di intonacarla. Con l'emanazione delle Leggi eversive (1866) e la conseguente soppressione degli ordini religiosi, la chiesa della Madonna del Monte Carmelo, fu affidata alle cure del clero secolare. Interventi successivi di restauro ci presentano le condizione odierne non ottimali della chiesa; la quale manca della volta (crollata) e di gran parte del pavimento.
All’interno è conservata la pietra che, secondo la tradizione, fu depositata da un untore nell’acquasantiera per diffondere la peste, il cui contagio fu scampato grazie all’intercessione dalla Beata Vergine la quale fece prosciugare l'acqua.
Chiesa San Giuseppe
  • 4 Chiesa di San Giuseppe, Via S. Giuseppe, 87. La chiesa di San Giuseppe fu costruita a spese del sac. Tommaso Crimì come si denota dall’iscrizione posta nel frontespizio. Fu affrescata dal celebre pittore fiammingo Guglielmo Borremans, con personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento. La chiesa venne eretta parrocchia nel 1941.
Sotto il pavimento della chiesa è collocata una cripta funeraria. In essa furono tumulati i defunti della comunità ecclesiale di San Giuseppe fino al 1885, anno in cui fu portata a termine la realizzazione del cimitero comunale. chiesa di San Giuseppe (Q27987463) su Wikidata
Chiesa di Santo Stefano Protomartire
  • 5 Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Via Cremona, 6.
  • 6 Chiesa di Santo Stefano Protomartire, Via Giuseppe Garibaldi, 64.
  • 7 Chiesa di Santa Croce, Via Contrasto.
  • 8 Chiesa di Maria SS. della Mercede, Via Mercede, 21.
  • 9 Chiesa di San Francesco di Paola, Piazza S. Francesco, 36.
  • 10 Chiesa di Maria SS. Annunziata, Piazza Annunziata, 241.
  • 11 Chiesa del SS. Salvatore, Via Capra, 226.
  • 12 Chiesa di Maria SS. della Catena, Via Michelangelo, 2.

Architetture civili[modifica]

Granfonte
  • attrazione principale 13 Granfonte (Fontana dei 24 Cannoli), Via Gran Fonte. È una fontana monumentale realizzata in stile rinascimentale-barocco. Fatta costruire dal principe N. Placido Branciforti sui resti di un'antica fontana araba costituiva il luogo abituale di riunione della popolazione e, con le sue ventiquattro cannelle, anche l’abbeveratoio pubblico. Sembra che il suo disegno architettonico richiami un’analoga fontana che si troverebbe ad Amsterdam. Più verosimilmente l’opera, attribuibile all’architetto palermitano M. Smiriglio, si rifà alle numerose creazioni di artisti fiamminghi allora molto diffuse in Sicilia.
Dalle 24 cannelle di bronzo ogni giorno, tranne il Venerdì Santo in segno di lutto per la morte del Cristo, sgorga ininterrottamente limpidissima acqua che si raccoglie nella sottostante vasca rettangolare. Granfonte su Wikipedia Granfonte (Q27994822) su Wikidata
Palazzo Branciforti
  • 14 Palazzo Branciforti, Piazza Branciforti, 2. Palazzo Branciforti (Q27989559) su Wikidata
  • 15 Fontana delle ninfe, Via Gran Fonte, 37A.
  • 16 Scuderia Branciforte, Piazza Branciforti.
  • 17 Villa Bonsignore, Corso Umberto, 381.
  • 18 ex Stazione di Leonforte. Questa stazione faceva parte della ex ferrovia Dittaino-Leonforte, oggi in disuso. Stazione di Leonforte su Wikipedia stazione di Leonforte (Q30888414) su Wikidata


Eventi e feste[modifica]

  • Festa di San Giuseppe. Simple icon time.svg 19 marzo.
  • Festa della Madonna del Carmelo. Simple icon time.svg 16 agosto.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • 1 Sicilia Outlet Village, +39 0935 950040. Questo outlet che ricrea l'architettura tipica siciliana richiama una grande quantità di clienti da tutte le parti della Sicilia.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Panificio Debole, Via Dalmazia, 63.
  • 2 Bar Pasticceria Cangeri, Corso Umberto, 256 (Accanto alla piazza), +39 0935 904603.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 2 Ospedale "Ferro Branciforti Capra", Contrada S. Giovanni, 1, +39 0935 664111.


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Riserva naturale orientata Monte Altesina
  • 3 Castello di Bozzetta.
  • 4 Lago Nicoletti. È un lago artificiale ad uso irriguo e industriale creato mediante la costruzione di una diga sul fiume Dittaino. Lago Nicoletti su Wikipedia lago Nicoletti (Q387230) su Wikidata

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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