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Il percorso dei santi eremiti

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Il percorso dei santi eremiti è un itinerario che si svolge attraverso il comune di Esino Lario, nel Lecchese.

Introduzione[modifica]

Questo itinerario lineare (con andata e ritorno percorrendo gli stessi sentieri marcati dal segnavia 22A e 22E per la variante) consiste in una passeggiata tra i boschi e prati di Esino, fino al Sasso di San Defendente, militare martire romano che, secondo la tradizione, avrebbe dimorato in questa zona. Il percorso previsto (andata e ritorno, esclusa la deviazione per Narele) è lungo circa 7 km (8,5 km se si decide di fare tappa a Narele durante il ritorno).

Preparativi[modifica]

Per affrontare al meglio questa passeggiata nei boschi esinesi è bene dotarsi di scarpe da trekking e si consiglia di portare con sé un pranzo al sacco, da consumare in uno dei punti panoramici che si toccano lungo il percorso, con splendide vedute sul lago di Como o sull'abitato di Esino Lario.

Dove iniziarlo[modifica]

Possiamo iniziare l'itinerario da qualsiasi punto di Esino Lario. Qui descriviamo il percorso a partire da piazza Pietro Pensa, dove si trova il municipio di Esino Lario.

Come arrivare a Esino Lario.

Tappe[modifica]

  • 1 Piazza Pietro Pensa (punto di partenza)
  • 2 Busso
  • 3 Passo di Agueglio
  • 4 Sasso di San Defendente (punto di arrivo)
  • 5 Narele (variante)

Partendo da Esino, lasciandosi il municipio sulla destra, si sale seguendo via Bertarini; poi si prosegue sulla strada provinciale (via 25 aprile) per imboccare dunque, sulla sinistra, via Montefiori. Subito sulla destra troviamo una strada pedonale che continua a salire: si tratta di via Agueglio. Seguiamo la strada procedendo diritti fino a piazza Armando Diaz, dove troviamo due fontane e un lavatoio. Continuiamo quindi a salire lungo via Agueglio fino ad arrivare in cima al paese, dove la strada acciottolata si trasforma nella mulattiera che conduce ad Agueglio.

Qui seguiamo la mulattiera, lasciandoci sulla destra un'altra mulattiera che porta a Cavedo e alla Torre romana che domina il paese e che un tempo era a guardia delle vie di accesso alla Valsassina. Ci inoltriamo così nella valle di Pannero, che prende il nome dall'omonimo torrente e che gli esinesi conoscono come val Volta. Saliamo fino ad incontrare le cascine di Busso, dove vennero ritrovati interessanti insediamenti celti e dove un tempo vi erano campi e piante da frutta, coltivazioni favorite dalle buone condizioni climatiche del luogo.

Dopo aver superato Busso, la via prosegue nel bosco e attraversa la valle di Gromm, dove è stata verificata la presenza di una rara forma endemica di salamandra crestata. Arrivati a un bivio, teniamo la destra e proseguiamo verso il passo di Agueglio (1142 m s.l.m.), caratterizzato dal grande dosso prativo a cavallo tra Val d'Esino e Valsassina con una splendida vista sul ramo settentrionale del lago di Como, con la penisola di Dervio in primo piano e le Alpi Lepontine al confine con la Svizzera.

Dalla piccola chiesetta di San Defendente, con affrescati la Madonna della Neve e Sant'Antonio abate, e ubicata dove il sentiero incontra la strada provinciale, voltiamo a sinistra e proseguiamo sulla strada fino a dove ricomincia il bosco. Poco più avanti troviamo a destra il sentiero con le indicazioni per il San Defendente: imbocchiamo questa via che porta dopo pochi metri a una fontana e, più avanti, alla sorgente di Léscen. Arriviamo così alla cima del Sasso di San Defendente (1326 m s.l.m.), incredibile punto panoramico sui tre rami del lago di Como, sulle Alpi e sulla Grigna.

La leggenda racconta che il santo eremita, che qui dimorava, colloquiasse col fuoco notturno con gli altri sei fratelli eremiti che hanno dato il nome ad altrettante cime e cappelle da qui visibili; i fuochi che hanno dato origine alla leggenda erano in realtà usati quali segnali nel periodo tardo romano e alto medioevale.

Al ritorno, ripercorriamo gli stessi sentieri che abbiamo seguito per salire.

Deviazioni[modifica]

Poco prima (in andata) o poco dopo (al ritorno) del passo di Agueglio, potrebbe essere suggestivo fare una deviazione sino ai prati di Narele, dove si potrà ammirare un luogo rimasto come un tempo, con vista molto bella sulla Grigna e su Esino, osservabile nell'interezza del proprio territorio.