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Garessio

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Garessio
Colle San Bernardo a Garessio
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Garessio
Garessio
Sito del turismo
Sito istituzionale

Garessio è una città del Piemonte.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia. La sua posizione montana a breve distanza dal mare ne fa un apprezzato centro di villeggiatura; è famoso inoltre per la rinomata acqua San Bernardo.

Cenni geografici[modifica]

Il suo territorio è situato a cavallo dello spartiacque fra Piemonte e Liguria, nell'entroterra alle spalle di Albenga; la parlata locale è di ceppo ligure. Dista 76 km da Cuneo, 47 da Mondovì, 44 da Millesimo, 37 da Albenga, 24 da Ceva

Cenni storici[modifica]

Importanti reperti del Gray e di Valdinferno testimoniano l’insediamento in zona di popolazioni preistoriche cui seguirono i Liguri Montani ed i Vagienni che contrastarono lungamente i romani del Municipium di Albenga. Anche il periodo romano ha lasciato numerose testimonianze, fra cui le lapidi di Trappa, di Mindino, una tomba con vasi fittili, la testata del ponte romano di Piangranone. Il Nono secolo registra l’invasione e le scorrerie dei Saraceni che funestarono da Frassineto (attuale Saint Tropez, Provenza) tutta la Val Tanaro ed il Piemonte meridionale. Con il Mille si moltiplicano nella valle le costruzioni di chiese e monasteri. Garessio viene inglobato nel Marchesato di Ceva; il Marchese Giorgio II il Nano concede nel 1276 gli Statuti raccolti poi nel famoso Libro della catena, attualmente conservato presso la Biblioteca Comunale. I ruderi del vecchio castello, distrutto dai Savoia verso il 1635, ci ricordano il medioevo del paese che nel corso dei secoli subì pestilenze, saccheggi, distruzioni ad opera di Genovesi, Francesi, Spagnoli. Dopo la parentesi napoleonica nel 1814 Garessio ritornò sotto i Savoia e ne seguì le sorti.

Col Regio Decreto dell’11 giugno 1870, Vittorio Emanuele II concesse il titolo di "Città" a Garessio ed il diritto di fregiarsi dell’antico stemma (due strisce nere e due d’oro orizzontali parallele tra loro, sormontate dalla corona marchionale).

Nel corso delle guerre del Risorgimento, e poi durante le due guerre mondiali, furono numerosi i contributi di uomini di Garessio. La seconda guerra mondiale vide proprio qui famosi episodi legati alla Resistenza soprattutto in Val Casotto.; alla città fu attribuita la medaglia di bronzo al valor militare per la Lotta di Liberazione.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

La città si compone di quattro borgate: Borgo Maggiore, Borgo Poggiolo, Borgo Ponte e Valsorda.

Il suo territorio comunale comprende inoltre i paesi di Barchi, Cappello, Cerisola, Deversi, Garessio 2000, Mindino, Mursecco, Piangranone, Trappa e Valdinferno

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

  • Casello autostradale di Ceva sull'autostrada A6 Torino - Savona
  • Strada Provinciale n.178 Garessio - Pamparato
  • Strada Provinciale n.213 Garessio-Calizzano del Colle del Quazzo
  • Strada Provinciale n.582 Garessio - Albenga
  • Strada Statale n.28 Imperia - Garessio - Ceva - Mondovì

In treno[modifica]

  • Stazione Ferroviaria di Garessio.
  • Stazione ferroviaria di Trappa.

entrambe sulla linea Ceva - Ormea

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Nel quartiere di Borgo Maggiore

  • Porta rose. Si trova alla confluenza del rio San Giacomo con il rio San Mauro e segna l'inizio di quello che era il borgo medievale del 1100; il borgo era dominato da un castello e circondato da mura: ne restano alcune testimonianze. La Porta Reso è l'accesso principale dell'antico nucleo ed era anticamente dotata di ponte levatoio. Delle due torri che l'affiancavano una è sopravvissuta ed è ora inglobata in una abitazione, l'altra è stata malauguratamente abbattuta nel 1841 per costruire la strada per Albenga.
  • Palazzo comunale, Piazza Carrara. Il palazzo, architettonicamente complesso, risale alla fine del Seicento. Un ampio porticato movimenta tutta la lunga facciata, mentre una possente torre quadrata, centrale, slancia tutta la costruzione; la torre ospita la campana civica e l'orologio. Il Palazzo ha inglobato dal lato sinistro un antico edificio di una Confraternita per ospitare il Salone degli Affreschi con il Museo Geospeleologico al piano terreno, e la Pinacoteca Civica al primo piano.
  • Chiesa di San Giovanni, Piazza San Giovanni. Sorge in cima ad una scalinata con gradini prima erbosi, poi marmorei. Costruita sul finire del Cinquecento è ad una sola navata con pavimento decorato da 18 lunette decorate dal pittore locale seicentesco Enrietto Ferrino.La chiesa è sede del Mortorio, caratteristica rievocazione locale in costume della Passione e morte di Cristo.
  • Mercato, Cappella di San Giacomo e Torre Clocharium. È la parte più antica del borgo, situata in salita lungo via Cavour, dove si trovano le antiche case con i locali per le botteghe, ad indicare che si trattava del quartiere del commercio. e del mercato. Alcune case conservano le loro facciate medievali (Casa Martelli); la piazza del mercato ha una fontana e un vascone in pietra grigia. Di qui si sale per un sentiero ai ruderi del castello. Al di là della strada provinciale si erge la cappella di San Giacomo con facciata seicentesca, fuori dalle mura.
  • Ruderi del castello. Un sentiero che parte dalla piazzetta del mercato, in fondo a via Cavour, conduce alla porta dell'antico castello. Vicino si scorge la Torre dell'impiccato, una costruzione quadrangolare dove si eseguivano le impiccagioni. L'arco di pietra immette in un pianoro dove si ergeva il castello e dove si vedono resti delle mura; da qui si gode di un bel panorama. Il castello era stato costruito nel XII secolo, e fu abbattuto a metà Seicento dai Savoia ai quali i garessini si erano opposti.
  • Bricco e Porta Jhape. Sotto la collina del castello si trova un agglomerato di case in cui si giunge da via Montegrappa che viene denominato Bricco; fra le case sono degni di nota l'edificio cinquecentesco sede delle Terziarie domenicane e una antica casa padronale (bisognosa di restauro) con portale in pietra, resti di affreschi e inferriate in ferro battuto sporgenti. In fondo al nucleo si giunge alla Porta Jiape, unita a resti delle antiche mura.
  • Chiesa di S.Maria Extra Moenia. Appena fuori porta Jhape, la chiesa si presenta nelle forme in cui ce l'hanno consegnata i numerosi rifacimenti e restauri apportati nel tempo. L'edificio è la più antica chiesa del paese; fu costruita intorno all'anno Mille, con interno a tre navate. Si conservano, della costruzione originaria, il portale gotico con strombature lineari, alcune colonne all'interno e qualche traccia di pitture medievali. Ora l'edificio è utilizzato per usi civili.
  • Parrocchiale di Maria Vergine Assunta. La chiesa parrocchiale del Borgo Maggiore ha un aspetto grandioso e domina con la sua mole tutto l'abitato, spiccando in lontananza quando ci si avvicina alla città. Fu originariamente Convento di San Domenico, fondato sul finire del <Quattrocento. La chiesa, dedicata a San Domenico e a San Vincenzo Ferreri, fu sostituita con quella attuale nel primo ventennio del Settecento. Napoleone soppresse gli ordini monastici ad inizio Ottocento e la chiesa venne venduta; acquistata dal Comune nel 1862 fu poi ricostruita e divenne parrocchia con intitolazione a Maria Vergine Assunta.
L'interno conserva la pala di San Domenico del Settecento di Peroni di Parma; statue settecentesche; una Assunzione di Maria al cielo eseguita dal monregalese Vinai che è quasi una copia della Assunzione di Tiziano visibile nella Chiesa dei Frari a Venezia.
  • Edificio della Confraternita dei Batù Porvi, piazza dei Battuti Porvi. È una antica costruzione che fu la primitiva Cappella di San Giovanni Battista che era la sede della Confraternita di San Giovanni decollato. Passò poi alla Confraternita dei Batù Porvi (piccoli) quando la prima si trasferì nella chiesa di San Giovanni.
  • Porta Liazoliorum. Di dimensioni massicce, costruita in pietre e ad arco a sesto acuto, la porta attraverso un corto vicolo immette nel cuore del paese, piazza Carrara detta anche piazza del comune.

Nel quartiere Valsorda

  • Santuario della Beata Vergine delle Grazie. È costruzione recente (fine Ottocento - primi Novecento) ed è stato edificato per sostituire il vecchio Santuario non più adatto. Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie è stato infatti sempre luogo di nutrita frequentazione. La nuova costruzione, dotata di una imponente cupola in cemento armato, ospita il dipinto su muro della Madonna delle Grazie che è stato tesferito dal vecchio Santuario.
  • Vecchio Santuario. Le pratiche devozionali per la Madonna delle Grazie affondano le proprie radici in tempi lontani, pare al Quattrocento dopo la liberazione da una pestilenza. Fu allora che venne edificato un primo oratorio, una cappelletta aperta con l'affresco della Madonna sulla parete di fondo, seduta fra due Santi, opera di autore sconosciuto. Un miracolo del 1653 - la guarigione di una donna sordomuta - rinvigorì ulteriormente la devozione popolare che già da secoli si rivolgeva alla cappelletta, tanto che si edificò una chiesa che funzionò fino alla fine dell'Ottocento e nel primo decennio del Novecento, quando fu soppiantata dal nuovo Santuario. Ora la vecchia costruzione raccoglie i numerosissimi ex voto che si sono accumulati nei secoli, testimonianza di una fede popolare mai venuta meno.

Nel quartiere di Borgo Ponte

  • Chiesa parrocchiale di Santa Caterina. La primitiva chiesa parrocchiale risalente al Cinquecento sorgeva in riva al Tanaro; le frequenti alluvioni a cui era soggetta consigliarono l'edificazione di un nuovo tempio in luogo più riparato, cosa che avvenne fra il 1723 ed il 1740.
Edificata in forme tipiche dell'architettura sacra piemontese dell'epoca, con facciata in cotto, la chiesa ha una sola navata con tre altari laterali per parte; le cappelle laterali centrali ospitano due sontuosi altari in marmi locali del settecento; gli stalli del coro in legno con intarsi sono seicenteschi e provengono dalla soppressa chiesa del convento di San Domenico. Sono pure di pregio le statue dell'Angelo custode, dell'Immacolata, ed il fonte battesimale. La quadreria raffigura episodi della vita della Santa titolare
  • Portale della Chiesa di S. Giovanni. La chiesa di San Giovanni fu edificata nel 1121; rimane il pregevole portale in pietra con piccoli colonnati e resti di un affresco del Cristo risorto; in facciata resti di affreschi di San Giovanni; il campanile è a vela. Nell'Ottocento l'edificio fu ceduto per ospitare l'asilo infantile.

Nel quartiere di Borgo Poggiolo

  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova. La chiesa ad una sola navata è stata costruita fra il 1651 ed il 1668; ospita nel presbiterio un imponente ed elaborato altare di marmo; l'interno conserva opere ed affreschi ottocenteschi.

A Garessio

  • Castello di Garessio. I Savoia comperarono il complesso dell'antica Certosa ed iniziarono i lavori di adattamento e di recupero. La parte del monastero non rientrò nel piano di recupero e andò presto in rovina. La cappella e la foresteria vennero riattati e sono ancora oggi visitabili.
Il Castello rimase proprietà della famiglia reale dal 1837 al 1881 quando venne venduto a privati. Carlo Alberto fu il primo ad iniziarne il recupero per utilizzarlo come castello di caccia e residenza estiva. Vittorio Emanuele II ne fece un uso più frequente con tutta la famiglia.

A Barchi Sottana

  • Torre dei Saraceni. Ad una altitudine di 893 metri si erge la Torre, alta nove metri e con un diametro interno di tre metri. Ora è scoperchiata; probabilmente in passato era anche più alta.
Nacque prima del Mille, quando nei secoli Nono ed inizio del Decimo i Saraceni, fatta base a Frassineto (Saint Tropez), compivano scorrerie dalla Liguria fino ad invadere il basso Piemonte; si servivano della torre come luogo di vedetta e di ricovero.. Secondo alcuni studiosi la torre invece va addirittura collegata agli ultimi anni dell'Impero romano, quando nel VI secolo gli imperatori di Bisanzio, per contrastare l'invasione dei Barbari, fecero approntare una linea di difese di torri di avvistamento nella valle del Tanaro sulla sponda destra del fiume. La torre è stata restaurata nel 2000 ed è ora accessibile.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa della castagna garessina. Simple icon time.svg Nel mese di ottobre. Manifestazione che promuove il prodotto tipico di garessio.


Cosa fare[modifica]

Gli impianti di risalita sono 4 di cui 3 sciovie ed una seggiovia biposto con una portata oraria di 1200 persone. Le piste sciistiche tuttora servite da sciovie si sviluppano sui versanti dei monti Berlino, Mussiglione e Grosso che guardano verso la Val Casotto. Altimetricamente si passa dai 1300 metri circa ai quasi 2000 metri che si toccano nei pressi del Monte Mussiglione. Si tratta in totale di dieci piste sei delle quali sono classificate come facili, due medie e due difficili.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

  • Pizzeria Ristorante Aleramo, Via Lepetit 30, +39 0174 803078. 1,
  • Pizzeria Ristorante Fabbrica del Cotone, Via Nazionale 10 (In frazione Trappa), +39 377 1730681.
  • Pizzeria Ristorante Il Farinello, Viale Casimiro Marro, +39 0174 81365.
  • Ristorante La Selva Oscura, Via Nazionale 11 (In frazione Trappa), +39 0174 89254.
  • Pizzeria Ristorante La Margherita, Via Lepetit 121, +39 0174 678061.
  • Ristorante Borgo Antico, Piazza Carrara 140, +39 174809851.


Dove alloggiare[modifica]

Area di sosta camper

  • Area camper (di fianco al campo sportivo). Ecb copyright.svg Accesso libero. Illuminato, con acqua potabile e vicino al centro


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, via Garibaldi 26 (a Borgo Ponte), +39 0174 81003, fax: +39 0174 81682.
  • Poste italiane, via Cavour 111 (a Borgo Piave), +39 0174 81124, fax: +39 0174 81124.


Nei dintorni[modifica]

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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