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Decimomannu
Chiesa di Sant'Antonio Abate
Stemma
Decimomannu - Stemma
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Decimomannu
Sito istituzionale

Decimomannu è una città della Sardegna.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Situata a pochi km da Cagliari, nella regione storica del Campidano di Cagliari, Decimomannu confina con Assemini, Decimoputzu (SU), San Sperate (SU), Uta, Villasor (SU) e Villaspeciosa (SU).

Cenni storici[modifica]

Preistoria e storia antica[modifica]

I primi stanziamenti umani nel territorio di Decimomannu si fanno risalire al neolitico-calcolitico. Tra Decimo e Assemini si sono trovate testimonianze di un villaggio nuragico, accanto ad un ristorante della zona.

Nel 1879 fu riportata alla luce, durante i lavori della stazione, una necropoli nella quale, in molte tombe, furono rinvenute monete puniche in bronzo di conio globulare.

L'abitato, come in altri esempi nel Campidano, deve essersi formato in un tessuto originariamente costituito da un castrum militare che si è evoluto in seguito a diversi processi economici di sviluppo succedutisi col passare del tempo. Secondo Francesco Cesare Casula nei pressi di Decimo si svolse la battaglia campale del 215 a.C., nell'ambito della seconda guerra punica, che coinvolse i romani, guidati da Tito Manlio Torquato, e i sardo-punici comandati da Ampsicora. Lo scontro si risolse con una schiacciante vittoria romana.

La più rilevante testimonianza del periodo romano è costituita da due ponti, la cui presenza ci conferma che Decimo, grazie alla sua posizione, aveva una grande importanza nel campo della comunicazione sin dal periodo della dominazione romana.

I resti di un ponte si trovano sul Riu Mannu, non lontano dalla statale 130. Dai ruderi e anche dalla larghezza del fiume nel punto in cui sorge la struttura, si desume che il ponte nelle sue origini fosse costituito da tredici arcate. I resti dell'altro ponte ad una sola arcata, che molti dicono di origine romana, si trovano in zona Su Meriagu, a meno di cento metri dalla superstrada Cagliari-Iglesias; vi scorreva il Riu Concias, di cui non v'è più traccia.

Altra opera, notevole del periodo romano, era l'acquedotto che da Villamassargia portava l'acqua a Cagliari. Anche di questa opera non sono quasi rimaste tracce.

Del periodo bizantino, Decimo non offre documenti o monumenti che sono invece rilevanti nel vicino paese di Assemini.

Storia medievale e moderna[modifica]

Nel medioevo il paese appartenne al Giudicato di Cagliari e fu il capoluogo della Curatoria omonima. Molti giudici fecero di Decimo la loro residenza. Con la distruzione di Santa Igia nel 1258, il territorio giudicale fu smembrato e la curatoria di Decimo fu assegnata a Ugolino e Gherardo della Gherardesca (dopo il 1272-1282 Decimo passò agli eredi di Gherardo).

Durante la conquista aragonese della Sardegna pisana si combatté il 29 febbraio 1324, non lontano dal territorio di Decimo, l'unico scontro campale tra eserciti Pisani e Aragonesi: la Battaglia di Lucocisterna. Tale scontro vide sconfitti i pisani e la conseguente nascita territoriale e giuridica del Regno di Sardegna e Corsica. Decimo rimase in mano aragonese fino al 1353 quando fu temporaneamente occupata dal superstite Giudicato di Arborea durante la guerra sardo-catalana; ritorno agli aragonesi due anni dopo, nel 1355.

Fece poi parte della Viscontea di Sanluri e, nel 1519, sotto gli Spagnoli, passò alla Baronia di Monastir, restandovi fino al 1839, quando, ormai in epoca sabauda, fu riscattata dagli ultimi feudatari, i Bou Crespi di Valdaura. Al periodo spagnolo risale il sarcofago di Violante Carroz, figlia di Giacomo, Viceré di Sardegna, ora custodito nel cimitero del paese. Il sarcofago di pietra che si trovava nella chiesa di San Francesco di Stampace, a Cagliari, fu portato a Decimo dalla famiglia Cao-Pinna, che aveva acquistato i resti della chiesa e l'area circostante.

Storia contemporanea[modifica]

La guerra alla malaria fu sostenuta dall'ERLAAS (Ente Regionale per la Lotta Anti-Anofelica in Sardegna) dal 1946 al 1950, con il contributo organizzativo della Fondazione Rockefeller.

La campagna di disinfestazione fu condotta irrorando tutte le zone paludose, i rigagnoli, le pozzanghere, tutti i luoghi in cui potevano annidarsi le zanzare del tipo Anopheles Labranchiae e le loro larve con il DDT. È stata un'impresa di enorme portata, dal momento che in Sardegna vi lavorarono per 4 anni ben 32000 persone. Da molte decine di migliaia di casi di malaria, nel 1946, si scese a quota zero nel 1952.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

Prendere la SS 130 Cagliari-Iglesias e uscire a Decimomannu.

In nave[modifica]

Dal porto di Cagliari.

In treno[modifica]

Stazione ferroviaria di Decimomannu
  • 39.30478.966111 Stazione ferroviaria di Decimomannu. È possibile arrivare in treno a Decimomannu da Cagliari, Iglesias, Oristano e Macomer. Stazione di Decimomannu su Wikipedia stazione di Decimomannu (Q3969517) su Wikidata

In autobus[modifica]

Decimomannu è collegata con Cagliari e i comuni limitrofi grazie agli autobus dell'ARST e del CTM.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Con gli autobus dell'ARST e del CTM è possibile spostarsi da e per Cagliari e comuni limitrofi.


Cosa vedere[modifica]

Ponte romano di Bingia Manna
Chiesa di Santa Greca

Chiese[modifica]

Architetture civili[modifica]

  • 39.3052788.9547223 Ponte romano di Bingia Manna.


Eventi e feste[modifica]

  • Santa Greca. Simple icon time.svg 12 gennaio, 1° maggio e dall'ultima domenica di settembre per 5 giorni.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]

Numeri utili[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]



Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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