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Socchieve
Socchieve dalla pieve di Castoia
Stato
Regione
Territorio
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Socchieve
Sito istituzionale

Socchieve è un centro del Friuli-Venezia Giulia.

Da sapere[modifica]

Si tratta di un comune sparso in quanto la sede comunale non si trova nella località omonima, ma nella frazione Mediis. Fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia.

Cenni storici[modifica]

Il suo nome deriva da ‘’sub clivio’’, sotto il colle, intendendosi l’altura su cui sorge la Pieve di Castoia.

L’abitato si formò verosimilmente in epoca medievale su precedenti insediamenti che sfruttavano la posizione ‘’di vedetta’’ sulla valle del Tagliamento.

Tra il XII e il XIII secolo il borgo fu dotato di un castello, poi demolito per durante il dominio del Patriarcato di Aquileia per consentire l’edificazione della chiesa di San Martino.


Come orientarsi[modifica]

Il suo territorio comunale comprende i paesi di Dilignidis, Feltrone, Lungis, Mediis, Nonta, Priuso, Socchieve e Viaso, oltre alle località di Chiamesans e Siega.

Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Pieve di Castoia
  • 1 Pieve di Santa Maria Annunziata in Castoia. È situata sull'omonimo colle che sovrasta l'abitato di Socchieve. La prima chiesa di cui si abbia notizia sul colle di Castoia risale probabilmente al VI secolo: un piccolo edificio dedicato a Santo Stefano, costruito poiché la chiesa madre di Invillino era troppo lontana. Già un secolo dopo accanto a questa chiesa ne fu costruita un'altra, più piccola, dedicata a san Michele Arcangelo e probabilmente un cimitero. Attorno al IX o X secolo infine venne costruita sul colle una terza chiesa dedicata a santa Maria dell'Angelo che ebbe il titolo di pieve e perciò anche il suo fonte battesimale. :Le tre chiese continuarono a esistere, con numerose ristrutturazioni, fino al 28 luglio 1700 quando un forte terremoto danneggiò tutte e tre gli edifici. Fu allora deciso di ricostruire solamente la chiesa di Santa Maria che fu restaurata e ampliata raggiungendo le dimensioni attuali. Ulteriori modifiche furono appartate all'interno della chiesa alla metà dell'800. Nel 1940, in seguito ad un voto fatto dalla popolazione perché il signore li salvasse dalle "disgrazie" che si profilavano all'orizzonte, iniziarono i lavori per la realizzazione degli affreschi che adornano il soffitto della navata e il ciclo dei santi che decorano le pareti laterali (realizzati dal pittore Giovanni Moro, in vari punti firmati e datati). Infine per il giubileo del 2000, fu aperto un rosone, nella parete dell'abside che sovrasta l'altare maggiore, che rappresenta Cristo benedicente.
La chiesa presenta tre navate ed un'abside quadrangolare. L'altare maggiore, risalente alla prima metà del Settecento, presenta al centro una tela, realizzata da Nicolò Grassi, raffigurante la Madonna degli angeli ed ai lati sono poste due statue marmoree raffiguranti la stessa Maria e l'Arcangelo Gabriele (entrambe datate 1836). Il fonte battesimale, forse quello originario della chiesa antica, si trova a fianco del portone principale, nella navata destra; è sormontato da una complessa protezione in legno intarsiato del secolo XIX che copre parzialmente un affresco raffigurante il battesimo di Gesù.
Nella stessa navata si trovano un piccolo altare dedicato a san Francesco (che custodisce una statua lignea del XIX secolo raffigurante il santo di Assisi), una tela in cui è rappresentata la Madonna circondata dagli angeli (risalente al secolo XVII) e, sul fondo un altare recante un dipinto ottocentesco su tela raffigurante i santi Pietro, Michele e Antonio abate.
Nella navata di sinistra, partendo dall'ingresso principale si possono trovare un quadro del XIX secolo raffigurante san Giovanni Evangelista con le sante Lucia e Apollonia, un piccolo altare con la statua in pietra della vergine con il bambino e, sul fondo, un altare in cui è conservata una Madonna lignea del 1912 realizzata dallo scultore tirolese Ferdinando Demetz e tradizionalmente portata in processione durante la festa dell'Assunta. Accanto alla pieve si trovano il campanile ed un cimitero in uso fino ai primi anni del XX secolo ed ancora parzialmente intatto. All'imbocco della stradina che porta alla pieve si trova invece una piccola edicola votiva (chiamata Maina in somp da Cleva) completamente affrescata da Gianfrancesco da Tolmezzo.
Pieve di San Martino

Pieve di Castoia su Wikipedia pieve di Castoia (Q3904484) su Wikidata

  • 2 Chiesa di San Martino. La chiesa di San Martino sovrasta Socchieve dalla sommità di una collinetta presente al centro del paese. L'edificio deve la sua fama soprattutto al noto ciclo di affreschi, realizzato alla fine del XV secolo dal pittore Gianfrancesco da Tolmezzo (originario dello stesso luogo, nato nel 1450 circa).
Il primo edificio religioso presente sull'altura doveva probabilmente risalire al VII secolo oppure all'XI: venne poi ampliato in due fasi, rispettivamente neL XIV e NRL XV secolo. Anche in base al ciclo di affreschi risalente al XIII secolo, si può ritenere che la sagrestia corrispondesse al coro dell'antico edificio medievale. L'attuale presbiterio, in origine, doveva invece essere l'aula (questo aspetto viene confermato dai lacerti presenti). La maggior parte della decorazione interna è di epoca rinascimentale, opera di Gianfrancesco da Tolmezzo (appartengono alla sua mano tanto il ciclo di affreschi presenti nell'aula e nel coro quanto la pala d'altare). Elementi più recenti sono invece un orologio, risalente al XIX secolo e diversi arredi lignei, riconducibili alla stessa epoca o al XVIII secolo.
Come le altre chiesette della zona, anche San Martino ha sempre avuto un ruolo di filiale rispetto alla vicina pieve di Castoia. Per fortuna il terremoto del 1976 non ha rovinato in modo irreparabile le opere presenti nell'edificio: diverse campagne di restauro promosse dalla Soprintendenza si sono succedute nel corso degli anni: quello del ciclo di affreschi, svoltosi negli anni ottanta, e quello della pala, avvenuto nel 1990.
L'aspetto attuale della chiesetta di San Martino risale per la maggior parte al XV secolo, epoca in cui la struttura dell'edificio originale venne cambiata radicalmente. Sono generalmente considerate pressoché immutate dall'epoca rinascimentale le zone dell'aula, della sagrestia, e del coro della chiesetta. Risalgono invece al XVII secolo il porticato esterno e il campanile a vela. La facciata del piccolo edificio è completamente rivestita di pietra lasciata allo stato grezzo. Le pareti laterali e il retro invece risultano essere completamente bianche.
Il ciclo pittorico della chiesa è datato 1493 e firmato da Gianfrancesco da Tolmezzo stesso; suo è pure il famoso polittico conservato in questo stesso edificio e lasciato incompiuto dal pittore al momento della sua morte avvenuta nel 1511, poi completato da un altro autore nel 1513.
Il ciclo di San Martino ricopre la parte terminale delle pareti lunghe dell'aula, interamente tutto il contesto dell'arco di accesso al presbiterio e totalmente quest'ultimo ambiente. Il ciclo di San Martino viene ritenuto allusivo al Mistero della Redenzione. Andando con ordine, le prime raffigurazione che incontra colui che decide di visitare la chiesetta sono le due scene dell'aula, "San Nicola e la Trinità" (lato sinistro) e "San Martino con il povero" (lato destro). Alla base dell'arco sono rappresentati a sinistra "San Sebastiano" e a destra "San Rocco"; in alto, come di consueto, è raffigurata l'"Annunciazione". Nell'intradosso dell'arco sono invece rappresentate a mezzo busto otto sante martiri (sul lato sinistro: sant'Orsola, sant'Agata, santa Barbara, santa Dorotea; sul lato destro: santa Marta, santa Apollonia, santa Lucia, santa Caterina d'Alessandria). Nel registro più basso del coro sono rappresentati gli Apostoli, sovrastati in alto a sinistra dalla figura del Redentore. Sulla sommità della parete di fondo sono rappresentate a destra la "Natività" e a sinistra l'"Annuncio ai pastori". Sulla volta a crociera del coro sono rappresentati i quattro Dottori della Chiesa occidentale (Gregorio, Agostino, Ambrogio e Gerolamo) accompagnati in basso da diverse figure a mezzobusto, rappresentanti principalmente profeti. Al centro del coro troneggia il già citato polittico.
Risulta molto interessante anche la decorazione medievale presente all'interno dell'edificio: diversi lacerti si possono osservare in buona parte dello zoccolo del coro e nell'intero piccolo ambiente che attualmente funge da sagrestia. All'interno di quella stanza è rappresentata, lungo le pareti lunghe, una "Teoria di Apostoli". Sulla sommità della parete di fondo è rappresentato l'"Agnello mistico", con due figure di pavoni poste ai lati. Al centro della volta è rappresentato il Cristo racchiuso all'interno di una Mandorla e intorno ad esso sono raffigurati i simboli (solo in parte visibili, altrimenti intuibili) dei quattro evangelisti. Sul fronte dell'arco d'ingresso è inoltre presente un'ulteriore decorazione. Nello zoccolo del coro si può invece osservare parte delle raffigurazioni di alcuni santi e una lunga fascia decorativa caratterizzata dalla rappresentazione di girali e uccelli. In basso, sono infine presenti alcune onde, che ricorrono anche nell'ambito della sacrestia.
Altri elementi degni di essere ricordati sono il "Crocifisso" ottocentesco posto sulla sommità dell'arco di accesso al presbiterio e il "Paliotto" quattrocentesco che si può osservare alla base della pala.
Il polittico di San Martino è il fulcro decorativo della chiesa. È una struttura in legno di pioppo, composta da una cornice dorata e da sei scomparti con alcune figure. Le raffigurazioni sono di dimensioni diverse, più grandi nella parte bassa e più piccole nella zona alta. In basso sono raffigurati "San Sebastiano", "San Martino con il povero" e "San Rocco". Nella parte alta sono invece presenti le raffigurazioni di "San Michele arcangelo", della "Vergine con il Bambino" e di "San Lorenzo". Come consuetudine, le scene che risaltano di più sono quella riguardante la vita del santo titolare e la rappresentazione mariana che la sovrasta. Quelle raffiguranti gli altri santi sono invece più marginali, suddivise in due coppie di riquadri di uguali dimensioni. Chiesa di San Martino (Socchieve) su Wikipedia chiesa di San Martino (Q20735474) su Wikidata
  • 3 Chiesa di San Biagio (a Mediis). È accertato che a Mediis sorgeva una chiesa già all'inizio del XIV secolo. L'attuale venne costruita nel XV secolo. La sacrestia venne realizzata nel XVII secolo e nel 1872 si restaurò la chiesetta. Nel 1967 il tetto dell'edificio venne rifatto e la chiesa fu restaurata in seguito al terremoto del Friuli del 1976. Venne riconsacrata l'11 agosto 1989.
È a pianta rettangolare con presbiterio a pianta quadrata e una sagrestia a destra del medesimo. Per molti aspetti è simile a San Martino di Socchieve. L'elegante portico che la precede è del XVIII secolo, con copertura a tre spioventi, sostenuto da pilastri che poggiano su un muretto. A sinistra dei gradini di accesso ci sono due elementi in pietra, l'inferiore del quale porta la data del 1502. La facciata è completata dal campaniletto a bifora, di tipo barocco, di pietre lavorate. All'interno l'aula è separata dal coro da un arco in pietra e un arco la divide anche da una cappellina sulla destra. C'è un'acquasantiera in pietra lavorata, con vaschetta di pietra nera. Nel coro sono stati trovati degli affreschi rappresentanti i Padri della Chiesa, in alto; lungo le pareti altri soggetti poco riconoscibili, salvo due figure, a sinistra, a fianco della finestra. C'è inoltre un altare ligneo a sportelli, probabilmente di Michael Parth da Brunico, del 1545 circa. Racchiude statue a tutto tondo: la Madonna col Bambino, tra San Biagio e San Floriano. Gli sportelli invece recano bassorilievi raffiguranti Sant'Antonio Abate e San Mauro. Sulla predella dipinta, Cristo che risorge, tra la Madonna e San Giovanni. All'esterno gli sportelli recano due santi dipinti. Chiesa di San Biagio (Socchieve) su Wikipedia chiesa di San Biagio (Q61591994) su Wikidata
  • Chiesa di San Giacomo (a Priuso).
  • Chiesa di San Giovanni Battista.
  • Chiesa di San Giovanni Decollato (a Viaso).
  • Chiesa di San Maurizio (a Nonta).
  • Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia (a Feltrone).
  • (nei pressi di Caprizzi). Resti ancora ben visibili di un'enorme frana che secoli fa cancellò il paese di Borta e che, bloccando le acque del Tagliamento, produsse un lago naturale,
  • Diga sul Tagliamento. Capta gran parte delle acque del fiume Tagliamento e le invia al lago-serbatoio di Verzegnis, formando un lago a monte.
  • Cascata del torrente Grasia (poco a monte della diga).


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 1 Farmacia Danelon, Via Roma, 22/A, +39 433 80137.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]

  • Pievi della Carnia — Dieci antiche pievi che furono un tempo, oltre che centri di culto, sedi di potere civile.


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