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San Saba
(Roma)
Le Terme di Caracalla
Localizzazione
San Saba - Localizzazione
Stemma
San Saba (rione di Roma) - Stemma
San Saba (rione di Roma) - Stemma
Stato
Regione
Territorio

San Saba è il XXI rione della città di Roma.

Da sapere

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Fino alla presa di Roma del 1870 l'unico edificio del rione era la chiesa di San Saba. Il primo intervento urbano fu varato nel 1909 dall'Istituto Case Popolari e curato dall'architetto w:Quadrio Pirani che realizzò per la borghesia impiegatizia dell'epoca una piccola ma deliziosa città giardino sull'esempio di quelle inglesi del secolo precedente. Questa minuscola città giardino, tuttora esistente si estende tra l'ingresso principale della basilica e le mura aureliane (viale Giotto). Negli anni successivi furono realizzate magioni private con caratteristiche di lusso lungo la via di Villa Pepoli più alcuni istituti religiosi e edifici scolastici, secondo uno stile neo medioevale. Nel periodo antecedente la seconda guerra mondiale fu completata proprio fuori le mura la spkendida villa privata detta Osio (dal nome del fondatore della BNL), oggi sede della Casa del Jazz e più nota proprio con questo nome. Fu anche varato il mastodontico progetto del ministero delle colonie, oggi sede della FAO che però fu realizzato qualche anno dopo la fine della guerra. L'attività edilizia si fece più intensa nel secondo dopoguerra con la costruzione di condomini destinati alla medio-alta borghesia. Ciò nonostante ancora oggi la maggior parte del quartiere è costituita da zone verdi (parecchie inaccessibili al pubblico). La parte costruita è meno della metà della superficie complessiva del rione e più di 1/4 di questa è occupata dall'immenso palazzo della FAO.

Come orientarsi

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Map
San Saba (rione di Roma)


Come arrivare

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In treno

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Stazione di Roma Ostiense
  • 41.8726912.484461 Stazione di Roma Ostiense Se provenite in treno da località disposte sulla ferrovia Roma-Pisa-Genova-Ventimiglia (o anche d'oltre confine) potete scendere a questa stazione anziché proseguire per Roma Termini. Fuori troverete con facilità taxi con cui compiere l'ultimo tratto che è in salita e quindi scomodo da percorrere a piedi se si hanno valige ingombranti.
A questa stazione fermano anche i treni provenienti dall'aeroporto di Fiumicino e diretti a Orte, Fara Sabina, Stazione di Roma Tiburtina, ecc.
Infine, se siete sbarcati a Civitavecchia potete scendere qui se il vostro alloggio si trova a San Saba o nei quartieri limitrofi (Testaccio, Ostiense, Aventino), risparmiandovi così il trambusto del centro e della Stazione Termini. Tenete presente che la stazione Ostiense è collegata alla stazione Piramide della metropolitana linea B da un sottopassaggio non ben segnalato ma dotato di nastri mobili.
  • 41.87596812.4817672 Stazione di Roma Porta San Paolo. Questa stazione è il terminal della Linea . Tocca diverse borgate tra cui Acilia e in pratica vi servirà a poco. È utilizzata da pendolari ma anche da quanti d'estate vogliono farsi un bagno sulla spiaggia libera di Ostia. Stazione di Roma Porta San Paolo su Wikipedia stazione di Roma Porta San Paolo (Q3970710) su Wikidata

In metro

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  • 41.88361112.4880563 Circo Massimo. Circo Massimo (metropolitana di Roma) su Wikipedia Circo Massimo (Q740665) su Wikidata

In tram

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  • 41.88327712.4877274 Aventino/Circo Massimo. 3
  • 41.88066512.4843695 Aventino/Albania. 3
  • 41.8772112.4814296 Porta S. Paolo. 3


Come spostarsi

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Le uniche linee di autobus che attraversano il rione di San Saba Sono la 160 e la 715. La prima fa capolinea dentro villa Borghese, la seconda poco prima della scalinata del Campidoglio e piazza Venezia. Sarebbero linee ottime se fossero frequenti e regolari ma in realtà non lo sono affatto per cui farci affidamento potrebbe significare una perdita di tempo consuderevole. Se volete proprio usare i mezzi pubblici fareste meglio recarvi a piedi a una delle due stazioni della metro B Piramide e Circo Massimo che distano non più di 10 minuti a piedi ma attenzione ai borseggiatori.

Cosa vedere

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Palazzo FAO
  • 41.88273212.4885631 Palazzo FAO, Viale delle Terme di Caracalla. L'enorme immobile, inaugurato nel 1951, era stato commissionato e iniziato durante il fascismo (1938, architetti Vittorio Cafiero, che aveva steso il piano regolatore di Asmara, e Mario Ridolfi), come sede del Ministero dell'Africa italiana. L'attuale viale Aventino - aperto in quegli anni - era stato giustappunto denominato Viale Africa, denominazione poi passata a un viale dell'EUR. Palazzo FAO su Wikipedia Palazzo FAO (Q3890078) su Wikidata
  • 41.87863912.4855422 Basilica di San Saba, Piazza Gian Lorenzo Bernini 20, +39 0664580140. La basilica di San Saba prende nome dal monastero e relativa chiesa che furono per secoli, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, l'unica presenza abitata della zona. La tradizione li collega a san Gregorio Magno e a sua madre santa Silvia, che vi avrebbero dimorato nel VI secolo. Fra l'VIII e il IX secolo San Saba era considerato il monastero più importante di Roma, soprattutto perché in quei secoli i pontefici ne fecero il centro di irradiazione di una vivace attività diplomatica verso Costantinopoli e il mondo barbarico affidando ai suoi egumeni e abati importanti incarichi di ambasceria e negoziazione. Al XII-XIII secolo risale la ricostruzione della chiesa nelle forme odierne, soprelevata rispetto alla precedente (oggi nei sotterranei, chiusi al pubblico) e molto più ampia.
    Le architetture medievali della chiesa sono state almeno in parte ripristinate durante i restauri del 1900-1901 e del 1943, anche se la facciata originale è tuttora coperta da una disarmonica costruzione con portico settecentesco (i cui sgraziati pilastri hanno sostituito le colonne originarie), piano superiore con finestre rettangolari (al posto delle antiche bifore e monofore) e loggiato terminale del Quattrocento.
    Basilica di San Saba su Wikipedia basilica di San Saba (Q1729714) su Wikidata
  • 41.88052212.4896613 Basilica di Santa Balbina all'Aventino, Piazza Santa Balbina 8, +39 065780207. È una basilica paleocristiana e la più antica testimonianza della sua esistenza risale al sinodo del 595. Alla chiesa, attualmente semplice luogo di culto senza parrocchia e filiale della basilica vaticana, è annesso un vasto e antico convento fortificato. L'attuale facciata è il frutto di un rifacimento cinquecentesco. L'interno, invece, ha una pianta ad aula unica, non suddivisa in navate, ma con cappelle sulle pareti laterali, alternativamente a pianta rettangolare e semicircolare, delimitate da pilastri. Alcune di queste cappelle sono affrescate. Sul pavimento negli anni trenta sono stati collocati antichi mosaici romani provenienti dagli scavi di via dei fori imperiali. Sul fondo si trova l'abside, dotata di finestre, in cui è collocata una bella cattedra episcopale cosmatesca. Gli affreschi dell’abside con la Gloria di Cristo con i Santi Felicissimo, Balbina, Quirino e un Santo pontefice e quelli dell’arco trionfale con San Pietro e San Paolo furono realizzati da Anastasio Fontebuoni, su commissione del Cardinale Pompeo Arrigoni, nell'anno 1600, anno in cui il cardinale, titolare della chiesa dal 1597, vi aveva intrapreso alcuni lavori di restauro. Basilica di Santa Balbina all'Aventino su Wikipedia basilica di Santa Balbina all'Aventino (Q2354657) su Wikidata
Porta San Paolo
  • 41.876712.48154 Porta San Paolo (Stazione della metropolitana Piramide). Accanto alla Piramide, questa bella porta delle Mura Aureliane prende il nome da San Paolo, poiché la Via Ostiense conduce alla basilica di San Paolo fuori le Mura. Porta San Paolo su Wikipedia Porta San Paolo (Q1636207) su Wikidata
Plastico del museo
  • 41.87671912.4814465 Museo della Via Ostiense, Via Raffaele Persichetti 3 (vicino alla stazione ferroviaria Ostiense; linea B della metropolitana. Autobus 3, 23, 30, 75, 95, 118, 271, 280, 716), +39 06 574 3193, . gratis. Mar e Gio 09:30-13:30, 14:30-16:30; Mer e Ven 09:30-13:30. Si tratta di un piccolo museo ospitato all'interno di Porta San Paolo, che testimonia l'importanza per Roma della strada che la collegava al porto di Ostia. Sono presenti modelli dell'antica Ostia e del porto di Traiano. Museo della Via Ostiense su Wikipedia Museo della Via Ostiense (Q3329978) su Wikidata
Terme di Caracalla
L'Ercole Farnese rinvenuto alle terme
  • Attrazione principale 41.88026412.4927646 Terme di Caracalla (o antoniniane), . Costituiscono uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali a Roma, ancora conservate per gran parte della loro struttura e libere da edifici moderni. Furono fatte costruire dall'imperatore sul Piccolo Aventino tra il 212 e il 216 d.C. in un'area adiacente al tratto iniziale della via Appia. Queste terme pubbliche furono le più imponenti mai edificate nell'Impero romano fino all'inaugurazione delle terme di Diocleziano (306). Servivano principalmente i residenti della I, II e XII regione augustea (tutta l'area compresa tra il Celio, l'Aventino e il Circo Massimo). La pianta del complesso è ispirata al modello delle eleganti terme di Traiano sull'Esquilino, considerato il prototipo delle terme imperiali romane: un vasto recinto quadrangolare adibito a servizi vari racchiude un giardino e un corpo centrale contenente gli spogliatoi, le sale da bagno e le palestre. Le terme erano dotate di un complesso reticolo di ambienti sotterranei, dove si trovavano le stanze di servizio che permettevano una gestione pratica del complesso termale del tutto nascosta agli occhi dei frequentatori. In uno dei sotterranei presso l'esedra di nord-ovest venne installato un mitreo, il più grande ritrovato a Roma, al quale si accede dall'esterno del recinto.
    Numerose opere d'arte furono rinvenute nel corso degli scavi avvenuti in varie epoche, ma soprattutto nel XVI secolo: le tre gigantesche sculture Farnese, il Toro, la Flora e l'Ercole, ora al Museo archeologico nazionale di Napoli; il mosaico policromo con ventotto figure di atleti, scoperto nel 1824 nell'emiciclo di una delle palestre, ora ai Musei Vaticani. E inoltre busti degli Antonini, statue di Minerva, di Venere, una vestale, una baccante, e altre opere minori. Oltre alle già citate vasche di piazza Farnese, altre vasche recuperate dal complesso si trovano ora nel cortile del Belvedere (Musei Vaticani); a Firenze la colonna della Giustizia proviene dalla natatio.
    Terme di Caracalla su Wikipedia Terme di Caracalla (Q502098) su Wikidata
  • 41.879812.4837 Monumento a Giorgio Castriota Scanderbeg, Piazza Albania. Monumento a Giorgio Castriota Scanderbeg su Wikipedia monumento a Scanderbeg (Q13043055) su Wikidata

Viale delle terme di Caracalla/via di porta San Sebastiano

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Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo
Navata della Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo
  • 41.88022212.4947788 Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo, Viale delle Terme Di Caracalla. Costruita nel IV secolo e dedicata ai santi martiri romani Nereo e Achilleo. La basilica ha una struttura a tre navate divise da pilastri ottagonali, che sostituirono nel XV secolo le colonne originali. L'interno è riccamente affrescato. La navata centrale è dedicata alla vita e al martirio dei santi titolari e di santa Domitilla. Le navate laterali contengono un ampio ciclo raffigurante, con vivida enfasi, scene di martirio tratte dal Martirologio Romano. L'ambone medioevale è posto su di un'urna in porfido proveniente dalle Terme di Caracalla, il coro è delimitato da pareti di spoglio decorate in stile cosmatesco, mentre il ciborio, risalente al XVI secolo, è costruito con marmi africani. L'arcone dell'abside è decorato con mosaici del IX secolo raffiguranti l'Annunciazione, la Trasfigurazione e la Theotokos, raffigurata con il Bambino. Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo (Roma) su Wikipedia chiesa dei Santi Nereo e Achilleo (Q2223492) su Wikidata
Chiesa di San Cesareo de Appia
L'interno della chiesa di San Cesareo de Appia
  • 41.87867812.4971179 Chiesa di San Cesareo de Appia (detta comunemente ed erroneamente San Cesareo in Palatio), via di Porta S. Sebastiano (presso la porta San Sebastiano). Questa chiesa è di origini antiche: risale all'VIII secolo e fu costruita su resti di strutture romane preesistenti, che oggi si possono osservare nei sotterranei (resti di un pavimento musivo, con scene marine del II secolo d.C.). Nel corso dei secoli la chiesa passò di mano diverse volte e fu più volte ristrutturata: nel XIV secolo fu affidata ai crociferi per fondarvi un ospedale che dava asilo ai pellegrini entrati dalla vicina porta San Sebastiano; a loro subentrarono le monache benedettine; nel XV secolo fu affidata alle cure della vicina chiesa di San Sisto Vecchio e poi a quelle della chiesa dei Santi Nereo e Achilleo; venne completamente restaurata nel XVI secolo ad opera del Cavalier d'Arpino, e poi affidata ai padri somaschi. In questa occasione furono qui trasferiti i mosaici del XIII secolo e altri arredi architettonici che si trovavano nel transetto della basilica di San Giovanni in Laterano, a quell'epoca in fase di ristrutturazione. Il 25 aprile del 1960, nella chiesa di San Cesareo sull'Appia Antica, l'attrice Virna Lisi sposò l'architetto romano Franco Pesci. Il 26 giugno 1967, Karol Wojtyła, il futuro papa Giovanni Paolo II, fu creato e pubblicato cardinale di San Cesareo in Palatio, titolo che insiste appunto sulla chiesa di San Cesareo de Appia. Il cardinale Wojtyla, quando scendeva a Roma per più giorni, al mattino presto radunava i preti polacchi residenti nella capitale e con loro concelebrava Messa in San Cesareo in Palatio. L'interno si presenta a navata unica. Alle pareti laterali, tra le finestre, vi sono dei mosaici opera del Cavalier d'Arpino, con scene della vita di san Cesareo. Nel catino absidale un mosaico che raffigura Dio Padre fra gli angeli. Chiesa di San Cesareo de Appia su Wikipedia chiesa di San Cesareo de Appia (Q1439551) su Wikidata
Arco di Druso
  • 41.87379412.50140610 Arco di Druso. È un fornice dell'acquedotto antoniniano, situato proprio all'inizio dell'Appia antica, di fronte alla Porta San Sebastiano. In quanto parte dell'acquedotto Aqua Antoniniana, l'arco di Druso non è un arco di trionfo, sebbene per secoli sia stato creduto tale, ed erroneamente identificato con un arco che secondo alcune fonti sarebbe stato eretto sull'Appia antica in onore di Druso maggiore nel 9 a.C. In realtà quel che è conosciuto come arco di Druso è di molto posteriore, essendo stato Caracalla a disporre la realizzazione di una diramazione dell'Aqua Marcia (l'Aqua Antoniniana, appunto) al fine di approvvigionare d'acqua le sue nuove terme. Arco di Druso su Wikipedia Arco di Druso (Q1107952) su Wikidata
Porta San Sebastiano
Sala del museo delle mura
L’Arcangelo Michele e l’iscrizione medievale
  • 41.87349912.50181411 Porta San Sebastiano (Museo delle mura), Via di Porta San Sebastiano, 18. gratis. Mar-Dom 10:00-16:00. È la più grande e tra le meglio conservate delle porte nella cinta difensiva delle Mura Aureliane di Roma. Il nome originario era Porta Appia perché da lì passava la via Appia. La struttura originaria d'epoca aureliana, edificata quindi verso il 275, prevedeva un'apertura con due fornici sormontati da finestre ad arco, compreso tra due torri semicilindriche. La copertura della facciata era in travertino. Sul lato interno, scolpita sulla chiave di volta del fornice, vi una croce greca inscritta in una circonferenza, con un'iscrizione, in greco, dedicata a San Conone e San Giorgio, risalente al VI-VII secolo. Ancora, sullo stipite destro della porta è incisa la figura dell'Arcangelo Michele mentre uccide un drago, a fianco della quale si trova un'iscrizione, in un latino medievale in caratteri gotici, in cui viene ricordata la battaglia combattuta il 29 settembre 1327 (giorno di San Michele, appunto) dalle milizie romane ghibelline dei Colonna guidate da Giacomo Ponziani (o de' Pontani) contro l'esercito guelfo del re di Napoli Roberto d'Angiò, guidato da Giovanni e Gaetano Orsini:
    (LA) «ANNO D(omi)NI MCCCXXVII INDICTIONE XI MENSESEPTEMBRIS DIE PENULTIMA IN FESTO S(an)C(t)I MICHAELISINTRAVIT GENS FORESTERIA IN URBE ET FUIT DEBELLATA A POPULOROMANO QUI STANTE IACOBO DE PONTIANIS CAP(i)TE REGIONIS»(IT) «Nell'anno del Signore 1327, indizione XI, mese di settembre, penultimo giorno, nella festa di San Michele, entrò in città gente straniera e fu sconfitta dal popolo romano proprio qui. Giacomo de' Ponziani, capo del rione.»
    Il 5 aprile 1536, in occasione dell'ingresso in Roma dell'imperatore Carlo V, Antonio da Sangallo trasformò la porta in un vero e proprio arco di trionfo, ornandola di statue, colonne e fregi, e predisponendo, anche con l'abbattimento di edifici preesistenti, una via trionfale fino al Foro Romano.
    Attualmente le torri ospitano il Museo delle Mura, nel quale sono tra l'altro visibili modelli della costruzione delle mura e delle porte nelle varie fasi. La terrazza ed il camminamento sono accessibili direttamente ed unicamente dalla sala VII del museo. Il camminamento è lungo circa 350 metri. NB: Il tempo massimo di permanenza nel museo è di 50 minuti.
    Porta San Sebastiano su Wikipedia Porta San Sebastiano (Q1234193) su Wikidata
  • 41.8782512.49747212 Casina del Cardinal Bessarione, Via di Porta San Sebastiano, 8. Casina del Cardinal Bessarione su Wikipedia Casina del Cardinale Bessarione (Q60234145) su Wikidata
  • 41.8823112.4937913 Chiesa di Santa Maria in Tempulo, via Valle delle Camene (alle pendici del Celio). È una chiesa sconsacrata, storicamente parte di un monastero. La storia successiva della chiesa e del monastero in Tempulo fu alquanto singolare: da monastero divenne abitazione civile, il complesso venne saccheggiato nel XIV secolo, e nel XVII secolo fu trasformato in un ninfeo della Villa Mattei e persino in un fie nile. Chiesa di Santa Maria in Tempulo su Wikipedia chiesa di Santa Maria in Tempulo (Q3674146) su Wikidata


Cosa fare

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Acquisti

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Come divertirsi

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Dove mangiare

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Prezzi modici

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  • 41.88165412.4861411 Court Delicati, Viale Aventino 43, +39 06 5746108. In una città non famosa per i suoi ristoranti cinesi, questo è uno dei migliori. I proprietari sono cinesi malesi e, oltre ai classici piatti cinesi, offrono molti piatti malesi interessanti, oltre ad alcuni piatti thailandesi.

Prezzi medi

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  • 41.8773912.482242 Taverna Cestia, Via Piramide Cestia, 65 (metro Piramide), +39 065743754. Ottimo ristorante tradizionale romano. I camerieri non parlano molto inglese. Hanno una buona selezione di frutti di mare e gli spaghetti allo scoglio.

Prezzi elevati

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  • 41.88053212.4846833 Marco Martini, Viale Aventino, 121 (A pochi passi dalle fermate autobus 75 e tram 3), +39 06 4559 7350. Lun-Sab 19:00-00:00. Segnalato dalla guida Michelin, il ristorante Marco Martini è ricavato da un palazzetto d'angolo in stile liberty e si dispone su due livelli. Il piano superiore è costituito da una terrazza panoramica sistemata in parte a giardino e adorna di statue che, secondo il proprietario conferiscono un'aura alla "Grande Gatsby". I prezzi sono alti ma i piatti sono preparati ad arte.


Dove alloggiare

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Come restare in contatto

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Poste

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Ufficio postale di Roma Ostiense
  • 41.87793312.4803811 Ufficio postale di Roma Ostiense, Via Marmorata 4, +39 06 57018228, fax: +39 06 5783037. Lun-Ven 8:20-19:05, Sab 8:20-12:35. Edificio del XX secolo (1933-35). Progetto dell'architetto Adalberto Libera con la collaborazione di Mario De Renzi. Edificio postale di Roma (via Marmorata) su Wikipedia Ufficio postale di Roma Ostiense (Q28322881) su Wikidata


Nei dintorni

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Altre zone di Roma
Ripa Campitelli Celio
Testaccio
Ostiense Ardeatino Appio-Latino


Altri progetti

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