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Riofreddo
Piazza Donizetti
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
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Riofreddo
Sito istituzionale

Riofreddo è una città del Lazio.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il comune di Riofreddo fa parte della Comunità della Valle dell'Aniene confina a nord con Vallinfreda a est con l'Abruzzo e il comune di Oricola a sud-est con il comune di Arsoli, a sud con comune di Roviano, e a ovest con il comune di Cineto Romano.

Quando andare[modifica]

Riofreddo è una nota località di villeggiatura estiva. L'afflusso di villeggianti da Roma era presente già a partire dal XIX secolo. L'estate è quindi considerata l'alta stagione turistica. In estate infatti le temperature difficilmente raggiungono picchi torridi, l'aria salubre e ben ossigenata non permette la formazione di afa. Questo pregio ha come controparte il difetto di una relativa rigidità dell'inverno. Premesso ciò bisogna ricordare tuttavia che i principali servizi turistici di accoglienza e visita (il museo, i ristoranti, la Cappella dell'Annunziata) sono aperti durante l'intero arco dell'anno. Di particolare interesse a Riofreddo è la stagione autunnale, in quanto nel territorio comunale vi è uno dei più vasti castagneti del Lazio. Alla castagna è dedicata una delle sagre più importanti del paese che cade storicamente da oltre mezzo secolo i primi di novembre. Passeggiare per i viali alberati nelle ore fresche o durante il foliage autunnale, raggiungere i vicini paesi lungo sentieri storici, visitare mostre e sentire concerti dal vivo è un lusso che attira qualsiasi tipo di villeggiante a Riofreddo.

Cenni storici[modifica]

Si ipotizza che la formazione del castello intorno al quale venne costruito il borgo fosse intorno a un'antica fortezza equa e poi romana posta in quel luogo a guardia dell'asse romano della Via Valeria Antica. Questa strada ha origini molto antiche, probabilmente eque, e attraversa il territorio di Riofreddo divisa in vari tratti di tre epoche differenti. Della più antica sono presenti la tagliata nella roccia e le sostruzioni in pietra a secco, della via romana sono presenti alcuni tratti con il tipico lastricato romano, della strada medievale vi è presenza lungo il tracciato di chiese e oratori a servizio dei viaggiatori. Ben altra cosa è la Via Valeria Nuova sempre di epoca romana che lambisce il territorio di Riofreddo, costruita intorno al 97 d.C. e presenta i resti di un ponte attribuito al console Nerva. Il comune è stato quindi attraversato da oltre 3000 anni da vie di collegamento commerciale, militare e transumanza diretta tra Roma e l'Abruzzo. Non stupirà affatto quindi la presenza di altri siti archeologici in località Casal Rotondo, come tre necropoli risalenti ad altrettante epoche con la più interessante e la più antica risalente al 1000 a.C. È di epoca equa, dove sono stati riportati alla luce, con scavi abbastanza recenti, dei reperti molto interessanti tra i quali una daga di un guerriero Equo esposta insieme ad altri nel Museo delle Culture Villa Garibaldi del comune.

Riofreddo trae l'origine del suo nome nel medioevo dal Rivus frigidus odierno Torrente Bagnatore di Riofreddo, che attraversa e lambisce lo sperone di roccia dove venne costruito il borgo. Il suo territorio nell'alto medioevo apparteneva alla potente Abbazia di Subiaco e ha avuto un incastellamento tardivo rispetto ad altri avamposti, probabilmente tra il XII e il XIII secolo. Il territorio nell'Altomedioevo infatti gravitava e veniva controllato con ogni probabilità dal Monastero di San Giorgio (di origine longobardo-franca). San Giorgio all'epoca (tra VIII e XII secolo) era con ogni probabilità tra i maggiori monasteri del territorio di Subiaco, secondo per grandezza e importanza unicamente al Monastero di Santa Scolastica, centro propagatore dell'incastellamento Sublacense. A causa dell'arrivo dei Normanni nel Sud Italia nel XII secolo avvenne la conseguente conquista dell'Abruzzo da parte di questi guerrieri e vi fu la rottura di una lunga situazione di pax tra i territori della Chiesa e quelli della Marsica lungo il confine est del Ducato Romano li dove il territorio di Riofreddo divenne improvvisamente di confine e dogana e tale rimase fino all'Unità d'Italia. Per questo motivo sul luogo dell'ipotizzato antico avamposto equo-romano venne costruito e man mano ampliato un Maniero. Del castello abbiamo le prime notizie solo nel XIII secolo e probabilmente venne affidato dai papi fin dal principio del secolo XIII direttamente ai feudatari della famiglia Colonna con Landolfo che lo possedeva insieme ad altri abitati nei dintorni tra i quali Roviano, Vivaro e Pozzaglia, dando il nome ad uno dei rami di questa famiglia che lo tenne fino alla metà del secolo XV, tranne una breve parentesi durante il pontificato di papa Bonifacio VIII che lo confiscò ai Colonna per concederlo agli Orsini. Passata per matrimonio ai Caffarelli, questi, dopo un breve ritorno ai Colonna, la vendettero durante la prima metà del secolo XVI ai Del Drago che ancora ne mantengono il titolo di marchese.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

  • Arco di Santa Caterina, o j'Arcu de Santa Catirina (j è articolo e si legge "gl" e inflessione verso la i)
  • La Fonte, o La Fonde (passaggio da t a d, è un tratto linguistico tipico del dialetto, più di preciso sonorizzazione delle consonanti sorde)
  • Santa Maria
  • Il Colle, oppure ju Colle
  • I Villini, quartiere più recente rispetto al resto del paese situato a nord
  • Le Pantane, probabilmente deriva il suo nome dal terreno paludoso, appunto pantano, che c'era in passato prima dell'urbanizzazione scorreva infatti il fosso Bagnatore lungo tutta la superficie passando per il Monte Crocetta fino a Santa Maria
  • San Giorgio, zone limitrofe vicino al Monastero diruto oggi sito archeologico medievale.
  • La Piazzetta, rione storico proprio alle pendici del Castello Colonna.
  • Castiglione, oppure Castijone, abbreviato Castijo', probabilmente prende il nome dalla presenza di Villa Garibaldi e la sua importanza nel paesaggio del passato, a confronto delle umili dimore dei paesani, che lo chiamavano Castello Garibaldi.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Si atterra all'aeroporto di Roma-Fiumicino, a quello di Roma Ciampino e si raggiunge il borgo con mezzi propri o con mezzi pubblici.

In auto[modifica]

Lungo l'A24 da Roma si esce al casello di Vicovaro/Mandela si seguono prima la direzione Subiaco e poi Carsoli, superato il paese di Arsoli dopo circa tre chilometri si giunge ad un lungo rettilineo e si svolta a sinistra direzione Riofreddo, dopo due chilometri circa si è giunti nel borgo. Da l'Aquila lungo l'A24 si esce al casello di Oricola, si segue la direzione Roma dopo circa cinque chilometri si giunge al bivio dove seguire le indicazioni per Riofreddo. Il paese si trova lungo la Via Tiburtina Valeria Strada Statale 5 comodamente percorribile e priva di pedaggi per chi viene da Roma verso l'Abruzzo e viceversa.



Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Spada in ferro
  • 1 Museo delle Culture Villa Garibaldi (MUDECU), Via Costanza Garibaldi 10 (Dal centro del paese seguire le indicazioni "Museo"), +39 0774 929183, @ . Ecb copyright.svg 4 € intero, 2 € ridotto. Museo civico istituito all'interno della Villa costruita da Ricciotti Garibaldi, ultimo figlio del Generale Giuseppe Garibaldi e Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, meglio conosciuta come "Anita Garibaldi". Ricciotti Garibaldi partecipò a molte delle battaglie più famose del Risorgimento Italiano, alla Terza Guerra di Indipendenza e assieme il padre ha combattuto si durante la Battaglia di Monterotondo che nella Battaglia di Mentana. All'estero si distinse per la Vittoria della Battaglia Digione al comando dei battaglioni della cosiddetta Armata dei Vosgi, unica rivalsa della Repubblica Francese contro i prussiani nella Guerra Franco-Prussiana del 1870-1871. I cimeli raccolti su questo tema narrano le imprese di Ricciotti Garibaldi e la presenza della famiglia e i discendenti di Garibaldi fino ai nostri giorni nella medesima Villa che ospita il museo. Il museo occupa l'intero spazio della villa e ha al suo ingresso una collezione di oggetti che si dipana cronologicamente dal Pleistocene Ioniano (resti paleontologici di Elephas Antiquus e Hippopotamus Antiquus), giungendo alla sezione pre-romana che raccoglie le armi ritrovate nella necropoli del popolo degli Equi, passando per il periodo romano, la civiltà contadina e materiali medievali e così via, fino alla fine del 19° secolo. Il museo è dotato di servizi di visita guidata, bookshop e di biglietteria.
Oratorio della Santissima Annunziata
  • 2 Oratorio della Santissima Annunziata, Piazza Santissima Annunziata (Si trova nella piazza d'ingresso del paese (chiedere al Bar Rio)). Ecb copyright.svg Gratuito. Oratorio affrescato con dipinti rinascimentali datati al XV secolo nell'anno 1422 fatti eseguire da Antonio Colonna di Riofreddo il quale volle dipingere questo magnifico oratorio per onorare il ritorno del Papa a Roma e la fine dello Scisma d'Occidente. I rapporti del signore di Riofreddo con il pontefice Martino V Colonna, erano infatti molto solidi essendo tra di loro imparentati. Il Papa favorì la posizione politica di Antonio Colonna durante gli anni della realizzazione degli affreschi e in seguito della sua famiglia durante il suo pontificato con la proclamazione del controllo militare a vita del Signore di Riofreddo e dei suoi figli sulla cittadina di Calvi dell'Umbria. Gli affreschi commissionati da un nobile così vicino al Pontefice rendono la summa della dottrina cristiana dell'epoca su soggetti tipici della cultura pittorica tra basso medioevo e rinascimento (annunciazione alla Vergine, Cristo Pantocratore, crocifissione, Padri della chiesa ed Evangelisti). Ogni superficie dell'Oratorio voltato a botte è affrescata: questa caratteristica rende il luogo un prezioso scrigno di storia dell'arte certamente da visitare.
    Croce e panorama su Riofreddo
  • 3 La Madonnella. Conosciuta geograficamente come Monte Pisciato, La Madonnella si erge sul versante nord del territorio di Riofreddo a circa 860 metri sopra il livello del mare; in cima è stata costruita un'edicola religiosa dedicata alla Madonna ed è stata posta una croce ben visibile dal centro abitato, la quale sembra metaforicamente proteggere e vigilare il paese dall'alto. Dal giorno dell'inaugurazione il 12 Agosto 1989, ogni anno il popolo di Riofreddo e chiunque voglia partecipare organizza una tradizionale escursione fino in cima per ricordare ed onorare tanto coloro che hanno contribuito alla realizzazione quanto la continuità di questa tradizione, con il fine di mantenere in vita la memoria locale; solitamente, i più giovani partono il giorno prima della ricorrenza dell'anniversario e passano la notte nel rifugio lì situato, organizzandosi con tende e provviste, mentre il giorno seguente chiunque voglia partecipare si incammina di mattina presto dal paese e raggiunge in tarda mattinata la cima, dove si fa colazione tutti insieme. Nel corso degli anni, questa tradizione è divenuta sempre più importante per il paese e si è radicata nell'immaginario collettivo ed identitario della popolazione di Riofreddo.
La Croce
  • 4 Monte Sant'Elia. Conosciuto dagli abitanti di Riofreddo anche con il nome di Santo Rio, il Monte Sant'Elia raggiunge quasi i 1000 metri di altitudine (991 metri s.l.m.) e si erge rispettivamente sulla vallata del fiume Aniene a sud e in linea d'aria con il Monte Pisciato a nord, dando anche uno sguardo verso Vivaro Romano e parte dell'attuale Piana del Cavaliere; in epoca medievale, le montagne circostanti erano territorio di dominio da parte del Monastero di Subiaco, il quale godeva di vasti possedimenti in tutta la Valle dell'Aniene. Secondo testimonianze d'archivio negli Annali Benedettini di Subiaco, nel momento in cui il loro pacifico dominio fu messo a repentaglio dalle scorribande dei Longobardi l'ordine dei monaci consigliò ai discepoli di fuggire e rifugiarsi tra le montagne delle campagne limitrofe, in modo da poter perpetuare e dare seguito alla loro vocazione religiosa. Fu così che andò per l'abate Elia di Subiaco, unico con questo nome tra i suoi fratelli sublacensi: tra il VII e l'VIII secolo si ritirò sul monte posto tra i paesi di Roviano e Riofreddo e costruì un rifugio dove poter accogliere monaci, viaggiatori e pellegrini, i quali contribuirono a diffondere la conoscenza del romitorio di Sant'Elia; fungendo da spartiacque tra Riofreddo e Roviano, il piccolo chiostro è stato in tempi antichi anche meta di pellegrinaggio delle due popolazioni le quali, per decenni, hanno condiviso lo stesso immaginario religioso.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

Strade, sentieri naturalistici ed escursioni

Le Cascate di Rioscuro

Oltre ai già citati luoghi ed attrazioni culturali, il territorio di Riofreddo offre possibilità anche dal punto di vista naturalistico ed ambientale; fin dai tempi antichi, tutti i paesi presenti nella Valle dell'Aniene sono stati collegati da strade, sentieri e tratturi che permettevano la circolazione di genti e merci, favorendo un ambiente pieno di diversificazione sia culturale che sociale, dalla varietà dei lavori fino a quella di persone, rappresentata da coloro appartenenti a diverse classi sociali. Al giorno d'oggi, i sentieri sono ancora presenti e, grazie a progetti organizzati localmente, si cercherà in futuro di riqualificare e tutelare quei percorsi che necessitano manutenzione, in modo da poter creare una rete di sentieristica adatta ed attrezzata per accogliere turisti e viaggiatori. Riguardo Riofreddo, la strada provinciale attraversa trasversalmente il centro del paese e prosegue poi verso Vallinfreda a destra, mentre a sinistra si restringe e divaga verso l'albergo-ristorante-pizzeria Villa Celeste ed il quartiere Le Pantane; verso le estremità di quest'ultimo, la strada si ricongiunge all'antica Via Valeria e si arriva ad un bivio: a destra si raggiunge l'area attrezzata Pratarea, dedicata a chiunque voglia fare campeggio, e proseguendo è possibile raggiungere la località Santa Maria, dove anticamente si avanzava verso i paesi di Roviano e Cineto Romano ma, sfortunatamente, ad oggi il tratto è interrotto dalla vegetazione ed è stato realizzato un sentiero alternativo che porta al paese limitrofo di Roviano, situato a sud rispetto a Riofreddo, in attesa che l'amministrazione e gruppi di volontari potranno in futuro liberare il tratto in questione. Se si prende invece la Via Valeria che prosegue verso sinistra si arriva alla località di Fonte Limosa, dove è possibile rinfrescarsi con l'acqua rigenerante proveniente da una delle sorgenti di Riofreddo. Proseguendo oltre, si incontrano due sentieri che portano rispettivamente alla località Le Pacetta e al Monte Sant'Elia, posto a 991metri s.l.m. Spostandoci sul versante più occidentale, seguendo la strada provinciale verso Vallinfreda, incontriamo a sinistra il sentiero principale che porta alla località Cerreta, comunemente conosciuta dagli abitanti del posto anche con il nome di Carticetta, luogo storico e cruciale per i pastori che portavano a pascolare il loro bestiame in montagna e dove sono stati rinvenuti reperti archeologici alla fine degli anni '80 nella Necropoli di Casal Civitella; qui i percorsi si diramano e, come indicato anche dalla segnaletica sul posto, è possibile dirigersi verso i Lagustellii di Percile e il comune di Cineto Romano, avendo anche la possibilità di ammirare un luogo ameno come Rio Scuro, dove l'omonimo corso d'acqua scorre creando una serie di cascate di media altezza. Proseguendo invece sul versante opposto, pian piano si sale di quota e ci si incammina sul sentiero del Monte Pisciato, in dialetto locale Monte Pischiusu, o ancora meglio conosciuta come La Madonnella, posta a circa 860 metri s.l.m.

Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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