Scarica il file GPX di questo articolo

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search

Niscemi
Niscemi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Reddot.svg
Niscemi
Sito istituzionale

Niscemi è una città della Sicilia.

Da sapere[modifica]


Come orientarsi[modifica]

L'assetto urbanistico del comune di Niscemi risale alla seconda metà del XVII secolo ed è caratterizzato da una maglia ortogonale che sviluppa attorno a piazza Vittorio Emanuele III, dove mancano due isolati e dove si affacciano i monumenti e gli edifici più prestigiosi della città. Gli assi principali della città si dipartivano dalla piazza, nelle direzioni nord-sud ed est-ovest. L'impianto urbanistico originale di Niscemi è a scacchiera regolare con isolati a spina.

Come arrivare[modifica]

In treno[modifica]

Stazione di Niscemi
  • 1 Stazione di Niscemi. Da maggio 2011 i collegamenti ferroviari tra la stazione di Niscemi e le stazioni di Caltagirone e Gela sono sospesi in seguito all'interruzione della tratta Niscemi-Caltagirone dovuta al crollo dell'arcata di un viadotto. Stazione di Niscemi su Wikipedia stazione di Niscemi (Q3970295) su Wikidata

In autobus[modifica]

L'unico mezzo pubblico è l'autobus, gestito da un'azienda di trasporti privata: è presente un'unica linea, la cui fermata principale è in via XX Settembre, in prossimità di Piazza Vittorio Emanuele III.

Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

Nei giorni festivi solitamente il traffico è minimo e forse è possibile parcheggiare vicino alla piazza principale.

  • 2 Parcheggio con sosta a tempo, via Regina Marcherita.


Cosa vedere[modifica]

Architetture religiose[modifica]

Chiesa di Santa Maria d'Itria
  • 1 Chiesa di Santa Maria D'Itria, piazza Vittorio Emanuele III, +39 0933 951007. Ricostruita dopo il terremoto del 1693 a partire dal 1742 con il contributo della popolazione e sotto la direzione dell'architetto messinese Giuseppe La Rosa, è una chiesa a croce latina con tiburio centrale, presenta quattro nicchie laterali con le statue degli evangelisti Giovanni e Marco e gli apostoli Pietro e Paolo. La facciata è incompleta nel fastigio terminale. Gli interni furono decorati tra il 1863 e il 1864. chiesa di Santa Maria d'Itria (Q27987649) su Wikidata
Chiesa dell'Addolorata
  • 2 Chiesa dell'Addolorata, Piazza Vittorio Emanuele, +39 0935 680113. Fondata nel 1753, sul sito di una rusticana aedicula, ad opera dell'architetto calatino Silvestro Giugliara. La sua architettura si sviluppa intorno ad uno spazio centrale a forma di ottagono allungata a navata unica con portale ad arco. All'esterno esibisce un raffinato prospetti settecentesco della Sicilia barocca. La facciata presenta una convessità rimarcata dalle quattro lesene, concluso dal profilo ondulato del coronamento della cella campanaria raccordata alla fabbrica da eleganti volute. Una mostra in pietra incornicia il portale d'ingresso e la finestra sovrastante. Sotto il livello del pavimento si apre una cripta con un altare, gli essiccatori, ossai e sepolture riservati in passato ai confrati e alle consorelle del SS. Crocifisso. chiesa dell'Addolorata (Q27987650) su Wikidata
Chiesa S. Antonio da Padova
Chiesa Maria SS delle Grazie
  • 3 Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Via Bellini, 69. Ricostruita anch'essa dopo il terremoto, a partire dal 1746, fu restaurata nel XX secolo. È una chiesa a navata unica, a pianta rettangolare, con campanile a torre (posto insolitamente nel lato posteriore dell'edificio) e sagrestia addossata. La facciata è in intonaco liscio, con fastigio terminale in forma di piccolo frontone triangolare. Il portale in conci di pietra è decorato a bassorilievo. Un imponente organo fu installato nel 1810 su un soppalco costruito sopra il portone di ingresso. chiesa di Sant'Antonio da Padova (Q27987651) su Wikidata
  • 4 Chiesa Maria SS. della Grazia, Ad ovest di piazza Vittorio Emanuele III. Edificata nel 1773, fu salvata dall'abbandono nel 1947. Fu edificata sui resti di una primitiva chiesetta rustica della Niscemi feudale per volontà del barone Iacona con il consenso del principe Ercole Michele Branciforte. La facciata fu completata nel XIX secolo ed è ripartita in tre ordini, di cui l'ultimo accoglie la cella campanaria ed il secondo un'edicola con la statua di San Gaetano. L'interno è ad un'unica navata, con volte a botte e ricca decorazione a fresco tipicamente barocca. Ci si riferisce ad essa, pur inappropriatamente, come Chiesa di Santa Lucia. chiesa di Maria Santissima della Grazia (Q27987652) su Wikidata
Chiesa di Maria Santissima del Bosco
Chiesa di San Giuseppe
  • 5 Santuario Maria SS. del Bosco, Via Madonna. Sorge su resti di una piccola cappella distrutta dal terremoto. Fu edificata tra il 1749 ed il 1758 sotto la direzione del capomastro e architetto Silvestro Gugliara. La chiesa è ad una sola navata con pianta ellittica allungata, la facciata è in stile barocco e presenta un'equilibrata compostezza e sobrietà nelle decorazioni. La chiesa conserva in una piccola nicchia le pietre costituite da due candelieri e dalla base che sosteneva la croce, rinvenute, secondo la tradizione, nel 1599 in occasione del rinvenimento del quadro della Madonna. L'altare maggiore raffigura angeli che, guidati dalla mano di Dio, reggono il sacro dipinto della Madonna nel gesto di portarlo verso la fonte del ritrovamento. Dietro la pala, una nicchia custodisce una copa del quadro, opera di un monaco di Caltagirone, perché l'opera originale si perse in occasione di un incendio verificatosi nel 1769 mentre si trovava presso la chiesa Santa Maria d'Itria. I due altari laterali sono dedicati a San Benedetto e San Giovanni Nepomuceno. La cripta sottostante conserva il pozzetto con la vena d'acqua in cui, si narra, venne trovato il sacro velo con l'immagine della Madonna: indicata come Cappella dell'acqua Santa, dal 1998 è anche battistero. chiesa di Maria Santissima del Bosco (Q27987653) su Wikidata
Chiesa delle Anime del Purgatorio
  • 6 Chiesa di San Giuseppe, Via Vincenzo Crescimone. Costruita grazie alla contribuzione volontaria di tutta la popolazione, con pietra e calce ricavate dalle cave locali. La facciata è semplice, ad un solo ordine e presenta una eleganza sobria. La pianta è rettangolare ad una sola navata. Rimasta a lungo trascurata, nel 1986 don Giuseppe Giugno, con la contribuzione volontaria di numerosi cittadini ne avviò i lavori di ristrutturazione. chiesa di San Giuseppe (Q27987654) su Wikidata
  • 7 Chiesa Anime del Purgatorio, Via Purgatorio. Presenta una pianta a forma di grossa tartaruga disposta in direzione ovest-nord-ovest. Il tetto poggia su archi a pieno sesto sorretti da otto colonne singole in stile toscano con basamento e plinto posti a perfetto cerchio all'interno dell'unica navata circolare. chiesa delle Anime del Purgatorio (Q27987655) su Wikidata
  • Chiesa Sante Croci. Edificata sul luogo in cui sorgeva in precedenza una piccola cappella senza altare, fu dotata di un piccolo cimitero. Restò lesionata dallo sconvolgimento tellurico che colpì Niscemi nel 1790. La frana dell'ottobre del 1997 lesionò gravemente l'immobile in maniera tale da richiederne la demolizione, avvenuta pochi anni dopo. L'altare maggiore era dedicato al Crocifisso ed era realizzato in marmo bianco con disegni a rilievo in stile barocco e intarsi in marmi colorati. Gli altri due altari erano rispettivamente dedicati a Sant'Alfonso dei Liquori ed a Santa Rita da Cace.
Chiesa di S.Francesco
  • Chiesetta Madonna dello Spasimo. Situata all'entrata meridionale del paese venne fondata con il contributo generoso e l'impegno attivo di diverse persone. La facciata delle chiesetta è molto semplice, ma armoniosa e movimentata, racchiusa dalle paraste laterali che contengono il portale centrale in pietra locale ben lavorata con arco a tutto sesto.
Convento San Francesco
  • 8 Chiesa San Francesco, Via Madonna. Costruita tra il 1732 ed il 1739, è caratterizzata da un'unica aula con volta a botte ed un presbiterio a crociera.
  • 9 Convento di San Francesco, piazza Martiri di Nassiryia. Oggi sede dell'ospedale civile, conserva il chiostro originale a pianta quadrilatera, un pozzo centrale ed è caratterizzato dalla presenza di una successione di arcate sorrette da colonne di ordine ionico. convento San Francesco (Q28016699) su Wikidata
  • 10 Chiesa San Giuseppe d'Atanasio, contrada Pilacane (a circa due chilometri dal centro abitato). Realizzata nel 1915, è caratterizzata da un severo stile neoclassico in cotto. chiesa di San Giuseppe d'Atanasio (Q27987656) su Wikidata

Architetture civili[modifica]

Palazzo di Città
  • 11 Palazzo di Città, Piazza Vittorio Emanuele. Costruito su di un precedente fabbricato adibito a Cancelleria comunale, fu progettato dall'architetto Rosario Crescimone e realizzato dai fratelli Barbagallo. Si presenta come un blocco compatto e ben definito, sobrio ed equilibrato è dotato di un portico a tre arcate. Tutte le decorazioni del prospetto sono state realizzate in pietra di Pilacane. palazzo di città (Q27989682) su Wikidata
  • 12 Palazzo Branciforte, Largo Malerba 4. Costruito nel 1824 è il più antico edificio civile sopravvissuto. Fu fatto realizzare da Margherita Branciforte, duchessa di Mondragone, giunta a Niscemi nel 1821. È ben definito, caratterizzato da paraste angolari ed a muri perimetrali lisci in pietrame informe.
  • 13 Palazzo Masaracchio, via Regina Margherita. Edificato nel 1840. È caratterizzato da una facciata scandita da un ordine unico di paraste su alti plinti, balconi sorretti da mensoloni con decorazione fitomorfa e un fregio sul portone di ingresso.
Terrazzo del Belvedere
  • 14 Palazzo Malerba, via Regina Margherita. Edificato nel 1835. Oggi è presente solo la facciata settentrionale, in quanto la parte dell'edificio che sporgeva su Via Regina Margherita, fu demolita nel 1966 per realizzare un parcheggio.
  • 15 Terrazzo del Belvedere (Tunnu). Il Terrazzo del Belvedere, è una terrazza panoramica, costruita nel 1803, che offre una magnifica vista sulla piana di Gela e sulla vallata del fiume Maroglio. Fu costruito in stile barocco, all'inizio del XIX secolo, ed è a forma rotondeggiante contornata da ringhiera e panche in ferro battuto. Rappresenta la meta finale della passeggiata nel centro storico. Fu ricostruito nel 1921 a seguito delle lesioni riportate nel corso di uno smottamento. Dalla terrazza si gore una veduta eccezionale sulla Piana di Gela. Gela e il suo complesso industriale si scorgono chiaramente. terrazzo del Belvedere (Q56258895) su Wikidata
  • 16 Cimitero monumentale. cimitero monumentale (Q28017538) su Wikidata
  • Museo civico, Presso la Chiesa di San Francesco. Ecb copyright.svg 4€. Simple icon time.svg Mar, Gio, Sab e Dom 9:00-13:00 e 16:00-18:00. Il museo contiene reperti precedentemente custoditi rispettivamente nel ex Museo della Civiltà Contadina oggi definitivamente chiuso. Una sezione del museo cataloga i pezzi provenienti dall'ex Museo Didattico di Storia Naturale, anch'esso oggi chiuso, allo scopo di rendere noti gli aspetti geografici e naturalistici dell'area della Sicilia centro-meridionale.


Eventi e feste[modifica]

  • Carnevale. Sfilata di carri allegorici con il coinvolgimento delle scuole di Niscemi e gruppi in maschera.
  • Festa di San Giuseppe. Simple icon time.svg 18-19 marzo. In occasione delle celebrazioni le famiglie devote allestiscono i codiddetti avutari ossia tavole imbandite con pietanze di ogni tipo e adornate da raffigurazioni del santo.
  • Sagra del Carciofo. Simple icon time.svg aprile.
  • Festa di Maria SS. Del Bosco. Simple icon time.svg 21 maggio. Festa patronale.
  • Festa della Madonna. Simple icon time.svg seconda domenica di agosto.
  • Festa di Santa Lucia. Simple icon time.svg 13 dicembre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Bar La Bussola, Piazza Vittorio Emanuele, +39 0933 954502. Bar della piazza principale.
  • 2 Gelateria Pasticceria KOALA, Via IV Novembre, 16, +39 333 249 2811.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Mansio
  • Mansio, contrada Petrusa (alle pendici di Niscemi). Sito di epoca tardo antica dove sono stati ritrovati i bolli su anfora dei Praedia Galbana, poderi che appartenevano allo stato e che al loro interno erano stanziati magazzini annonari. Rimangono i resti di una stazione di sosta di età imperiale, gestita dallo Stato per i viaggiatori. Accanto alla mansio sorgeva una stazione per il cambio dei cavalli. Si pensa esistesse un'antica strada, che portava alla contrada Piano Camera, altra zona archeologica. I recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce anche un complesso termale.
  • 4 Antenne del MUOS. Sistema di trasmissione militare con antenne ad alta frequenza. Dal 2011 la stazione radio è stata oggetto delle proteste da parte della popolazione di Niscemi, preoccupata per l'espansione della base, che si trova all'interno della Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, e i cui eventuali effetti nocivi di radiazioni elettromagnetiche dalle nuove stazioni di terra del MUOS potrebbero impattare sulla salute della fauna selvatica locale e sugli abitanti stessi. Stazione di trasmissione radio navale di Niscemi su Wikipedia Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) Niscemi (Q3936878) su Wikidata
  • Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi
  • Riserva naturale orientata Bosco di Santo Pietro

Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

  • Collabora a Wikipedia Wikipedia contiene una voce riguardante Niscemi
  • Collabora a Commons Commons contiene immagini o altri file su Niscemi
1-4 star.svg Bozza: l'articolo rispetta il template standard contiene informazioni utili a un turista e dà un'informazione sommaria sulla meta turistica. Intestazione e piè pagina sono correttamente compilati.