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Cison di Valmarino

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Cison di Valmarino
Panorama
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Abitanti
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Cison di Valmarino
Cison di Valmarino
Sito istituzionale

Cison di Valmarino è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Sui primi rilievi della Marca trevigiana, il paese dista 16 km da Vittorio Veneto, 21 da Conegliano, 17 da Valdobbiadene, 41 da Treviso.

Cenni storici[modifica]

Fu certamente abitato fin dalla preistoria come testimoniano i ritrovamenti paleolitici a Follina, mesolitici a Valmareno e frammenti embrici dell’età del bronzo; pochi sono invece i reperti che testimoniano la presenza umana nel periodo precristiano. Forse in età romana di qui passava la via Claudia Augusta Altinate che collegava Altino alla Germania attraverso l'attuale passo di Resia. L'arteria, fondamentale sia dal punto di vista civile che militare, in questa zona valicava il passo di Praderadego e raggiungeva la Valbelluna. Degli abitati stabili dovettero svilupparsi solo durante le invasioni barbariche (a questo periodo risale il primo nucleo dell'attuale Castelbrando, poi sede della signorie locali) e in particolare sotto il dominio dei Longobardi, la cui influenza era molto forte vista la vicinanza alla sede del Ducato di Ceneda. Secondo la tradizione, proprio allora fu costituito il feudo della Valmareno che, oltre a Cison, comprendeva anche le attuali Miane e Follina; sarebbe stato poi concesso ai vescovi di Ceneda dalla regina Teodolinda (fine VI secolo) e rimase sotto la loro autorità sia sotto il Regno dei Franchi, che durante il Sacro Romano Impero.

Attorno all'XI secolo, ai vescovi succedettero le famiglie nobiliari. Il feudo passò ai conti di Porcia e, in seguito al matrimonio tra Sofia di Colfosco e Guecello Da Camino (XII secolo), ai Caminesi. Quando morì senza eredi Rizzardo VI, ultimo dei Caminesi "di Sopra" (1335), il territorio passò per un breve periodo di nuovo ai vescovi, i quali infine lo diedero alla Repubblica di Venezia. Solo nel 1421, tuttavia, Venezia poté imporre definitivamente la propria podestà a causa di una serie di eventi, come le rivendicazioni da parte dei Da Camino.

Il 18 febbraio 1436 il doge Francesco Foscari affidò il territorio a Erasmo da Narni (meglio conosciuto come Gattamelata) e Brandolino da Bagnacavallo, noti condottieri che combatterono per la causa di Venezia. Tuttavia i conti erano costretti a pagare una gravosa tassa per i diritti feudali, sicché nel 1439 il primo rinunciò ai suoi diritti cedendo tutta la signoria al secondo. I suoi discendenti, detti Brandolini e in seguito Brandolini D'Adda, tennero la Valmareno sino al 1797, quando la Serenissima cadde per mano di Napoleone.

Cison seguì le sorti di tutto il Veneto e, dopo essere passata dai francesi agli austriaci e viceversa, fu definitivamente austriaca divenendo parte del Regno Lombardo Veneto. Dal 1866 fu comune del Regno d'Italia.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Gai, Mura, Rolle, Tovena e le località Soller, San Boldo, Zuel.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

  • Autostrada A27 Casello autostradale di Vittorio Veneto sulla autostrada A27

In treno[modifica]

  • Stazione ferroviaria (a Conegliano).
  • Stazione ferroviaria (a Vittorio Veneto).

In autobus[modifica]

Linee di pullman per:


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa di San Giovanni Battista e Santa Maria Assunta. La chiesa originaria era una antica Pieve, che venne poi ricostruita nel 1683, con termine dei lavori nel 1740. Sarebbe stata progettata dall'architetto locale Paolo Crempsen. Il campanile non fu mai ultimato e rimane tuttora tronco. Cosa molto peculiare, presenta due facciate, una rivolta ad ovest (la più antica) e ornata da tre statue di Marco Casagrande (la Fede, la Speranza e la Carità) e l’altra ad est con la statua di San Giovanni attorniata dalla Prudenza, dalla Giustizia, dalla Fortezza e dalla Temperanza, disposte in coppia ai lati. C'è probabilmente in questo un significato allegorico, con riferimento alle virtù politiche di chi esercita il potere civile, visto che si affaccia sulla loggia, sede del potere amministrativo e giudiziario.
All'interno, a navata unica, si trovano altre statue del Casagrande (ancora Fede e Giustizia) e, presso l’altare maggiore, due angeli di Antonio Bianchi. Di Egidio Dall'Oglio, pittore locale, sono un'Assunzione (copiata da una pala del Piazzetta ora conservata al Louvre) e una Nascita e morte del Battista, mentre la pala con il Transito di San Giuseppe è attribuita a Francesco Fontebasso. Del primo Settecento è il monumento funebre a Guido VIII Brandolini, nella cappella della Beata Vergine del Rosario. Opera di Pietro Baratta, è completato da tre sculture raffiguranti la Religione, la Prudenza e la Pazienza.
  • Loggia. Già da fine Duecento su un lato della piazza è attestata la presenza di strutture provvisorie e mobili (una tenda o una tettoia in legno) per l’espletamento degli atti amministrativi; queste strutture diventano col tempo solide strutture in muratura che assumono il nome di Loggia. Viene costruita tra 1647 e 1648 su progetto dell’architetto Michel Zambianco di Farra di Soligo; oltre che da centro amministrativo, doveva funzionare da tribunale. Ai piani superiori aveva la sua residenza il Cancellier e il Cavalier di corte; nei sotterranei c’erano le carceri.
Castel Brando
Il palazzo signorile
  • Castelbrando. È la fortezza che si erge sopra il paese alle pendici del monte Castello da cui domina i borghi di Valmareno, di Cison e l'intera vallata; nel medioevo era chiamato Castello della Costa (Castrum Costae). Deve l'attuale nome all'antica famiglia forlivese dei Brandolini, che ne ebbe per secoli la signoria.
Il luogo su cui si trova Castelbrando era frequentato sin dal periodo paleoveneto e continuò ad ospitare insediamenti anche in epoca romana e ostrogota. Si ritiene che in questi secoli la popolazione fosse costretta a stabilirsi lungo le alture di "mezza costa" in quanto il fondovalle era occupato da un ambiente acquitrinoso. La costruzione di una vera e propria fortificazione si ebbe durante l'alto medioevo; si potrebbe collocare, più precisamente, nella prima metà del X secolo, durante le invasioni degli Ungari. Nel 962 l'imperatore Ottone I concesse al vescovo di Ceneda Sicardo le prerogative di conte, assegnandogli la giurisdizione della Valmareno e di Castelbrando. In seguito la fortezza passò di mano a vari feudatari, fra i quali i da Camino, i da porcia, i Colfosco, finchè nel Quattrocento fu soggetto a Venezia, sotto il cui dominio la fortezza perdette il suo carattere guerresco e nel XVI e XVII secolo fu trasformato dai Brandolini, che ne furono proprietari in toto dal 1436, in un palazzo signorile, applicandovi lo stile delle ville venete e creando un interessante nonché innovativo per l'epoca sistema di "riscaldamento". I conti tennero il castello sino al 1959, quando lo vendettero ai Salesiani che lo utilizzarono come seminario e luogo di ritiro. Rivenduto da questi nel 1997 ad un imprenditore, è stato restaurato e ospita oggi un albergo.
Dal 18 al 20 aprile 2009 è stato sede internazionale del primo G8 dell'agricoltura, presieduto dal ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia.
  • Museo delle radio (Teatro La Loggia). All'ultimo piano del teatro La Loggia la sala espositiva raccoglie 72 esemplari di radio d'epoca -periodo dal 1920 fino agli anni settanta- fra i quali pezzi particolarmente rari come la Sluchawscki Detefon Mod DT2, polacca (1920); una RCA Mod. Radiola 18 del 1928 – ’29 americana ed altre rarità.
  • Via dell'acqua. È un percorso naturale che costeggia il torrente Rujo; la strada si inoltra nel bosco e raggiunge i vecchi mulini che caratterizzavano un tempo la zona, oltre ad alcune opere di regimentazione idraulica. Il percorso è stato oggetto di recenti interventi di restauro e manutenzione che consentono di usufruire di questa passeggiata alla scoperta di antiche attività, immersi nella natura.

Di notevole interesse è la visita alle frazioni del territorio comunale, centri abitati che hanno conservato le loro caratteristiche abitazioni in sasso.

  • Tovena. Ha recuperato quasi tutte le vecchie case in sasso; da vedere la fontana ottagonale in pietra masegno e pietra rossa, settecentesca; la chiesa dei Santi Simone e Giuda, che custodisce un trittico sull'altare maggiore seicentesco; la canonica con gli stemmi dei brandolini e del vescovo Lioni; Casa Magagnin, tradizionale abitazione in sasso che conserva in facciata affreschi settecenteschi.
  • Mura. Anche Mura ha abitazioni tutte in sasso.
  • Rolle. L'interesse del paese sta tutto nella sua posizione soleggiata fra i boschi e i vigneti del prosecco; il torrente che lo attraversa forma qui una piccola cascata, e mostra ancora i lavatoi e gli abbeveratoi antichi che sono stati recentemente recuperati e restaurati.

Curiosità naturali

  • Platano monumentale. Nel giardino di Villa Brandolini sorge un grande Platanus orientalis, la cui circonferenza è di 6,2 metri, per un'altezza di 28; è classificato nella lista dei circa 22.000 alberi monumentali italiani tutelati dalla guardia forestale e uno dei 16 dislocati in provincia di Treviso.
  • Cedro del Libano monumentale. Nell'area del Castello sorge un grande Cedrus libani, la cui circonferenza è di 5,2 metri, per un'altezza di 22; è classificato nella lista dei circa 22.000 alberi monumentali italiani tutelati dalla guardia forestale e uno dei 16 dislocati in provincia di Treviso.


Eventi e feste[modifica]

  • Artigianato Vivo. Simple icon time.svg Ad agosto. Mercato dell'artigianato, con bancarelle dislocate in tutto il borgo che vendono ogni tipo di bene, alimentare e non.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

La zona di Cison è quella del Prosecco, e i vigneti della frazione Rolle producono uno dei migliori Prosecchi docg dell'area.

Come divertirsi[modifica]

  • Biorka, Via Italia ’61, 23, +39 0438 85800. Wine Bar e Caffetteria


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

A Cison come negli altri centri che si sviluppano fra pianura e montagna nella Marca trevigiana è diffusissima in cucina la cottura allo spiedo, con carni imbandite calde e croccanti ed accompagnate da contorni di verdure cotte, fagioli, radicchio di campo, patate.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, Piazza Brandolini 8, +39 0438 975107, fax: +39 0434 975580.


Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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