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Castelli dell'Alto Adige

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Castelli dell'Alto Adige è un itinerario che si svolge attraverso il Trentino-Alto Adige.

Introduzione[modifica]

Castello di Tures

Il Trentino-Alto Adige è la regione più ricca di castelli d'Europa, circa 400.

Preparativi[modifica]

Informazioni sull'articolo sull'Alto Adige.

Autostrada A22 del Brennero: uscita a San Michele-Mezzocorona.

Dove iniziarlo[modifica]

Castello di Salorno
  • 1 Castello di Salorno — Il castello è ben visibile anche da lontano, in quanto è arroccato sopra uno spuntone roccioso, sopra al paese di Salorno. Fu costruito secondo alcuni nella prima metà del tredicesimo secolo, secondo altre tesi attorno al 1150 dai signori di Salorno. Successivamente il castello diventò del Conte Mainardo II di Tirolo-Gorizia, e poi, nel XIV secolo, della casata degli Asburgo. L'imperatore Federico III nel 1463 infeudò del castello e giudizio il nobile tirolese Hans von Spaur. Nell'anno 1514 l'Imperatore Massimiliano d'Asburgo decise di rafforzare le fortificazioni a monte del castello. Negli anni, il castello perse il suo significato strategico, e quindi fu abbandonato a se stesso già dopo la seconda metà del XVI secolo. Il castello nell'arco della sua storia ha ospitato alcuni illustri personaggi, come nel 1551, Melantone uno dei più stretti collaboratori di Martin Lutero, ed il pittore Albrecht Dürer. Nella sua pluricentenaria storia, il castello ha subito delle sostanziali modifiche, ampliamenti e vari rifacimenti. Interessante e particolare è la disposizione del castello, che è stato costruito su 2 pinnacoli rocciosi, che si vanno a distaccare dalla parete verticale del monte Gaier (Geiersberg). I due pinnacoli sono collegati tra di loro da un ponte levatoio. Raggiunto l'ampio parcheggio che si trova ai piedi del castello, si percorre il "Sentiero delle Visioni" (Weg der Visionen), di circa 890 metri di lunghezza, e percorribile in comodità in venti minuti. Il castello è visitabile solitamente tra aprile e ottobre, il venerdì, sabato e domenica, e nelle principali festività.

Tappe[modifica]

Castel d'Appiano
  • 6 Castel d'Appiano — Si tratta di una delle più importanti costruzioni difensive medievali dell'Alto Adige. Secondo i principali studiosi, lo sperone era occupato o anche fortificato già al tempo dei Reti, circa duemila anni fa. Per alcuni la fortezza medievale risalirebbe al 1125, costruita per volere del conte Ulrico II di Appiano come castello di offensiva; altri invece ritengono più verosimile una data di fondazione posteriore. La precedente sede dei conti d'Appiano era situata nelle vicinanze del paese di San Paolo-Appiano: non se ne conosce la localizzazione precisa, tuttavia è discussa la sua identificazione con Castel Altenburg presso San Paolo o Castel Freudenstein ad Appiano. Le ragioni del trasferimento risiederebbero nella poca sicurezza garantita dal vecchio castello, dal momento che era in corso il conflitto con i conti di Tirolo, dal quale i conti di Appiano alla fine uscirono sconfitti. Dopo che questi ultimi, infatti, nel 1158 fecero un'imboscata ad un'ambasceria papale diretta in Germania alla corte imperiale di Federico Barbarossa, il castello degli Appiano (non è però chiaro quale) fu oggetto di un attacco di ritorsione da parte del duca di Baviera e di Sassonia Enrico il Leone, a seguito del quale il castello venne distrutto. Più tardi il maniero venne rimesso in piedi e nel 1315 passò ai Tirolo che ne investirono poi diverse famiglie. Attualmente le rovine appaiono consolidate e sono anche state in parte oggetto di restauri. Negli spazi interni, ormai all'aperto, si trova un punto di ristoro, presso il quale si possono anche ottenere le chiavi della cappella romanica del castello, tuttora ben conservata. L'accesso al castello è guardato verso nord da una complessa serie di corpi di difesa e da torri di guardia risalenti al tardo medioevo. Le caratteristiche di queste le fanno risalire in massima parte al XVI secolo. Al di fuori della cinta muraria propriamente detta, una torre a pianta semicircolare, aperta verso l'interno, è stata costruita in modo da poter ospitare armi da fuoco. Abbastanza conservato è il palazzo, mentre su tutto domina l'alto mastio pentagonale, raro in Tirolo.
  • 7 Castel Neuhaus
  • 8 Castel Trauttmansdorff
  • 9 Castello Principesco
  • 10 Castello di Scena
Castel Tirolo
  • 11 Castel Tirolo — È il maniero da cui ebbero origine i conti del Tirolo. Il primo insediamento fortificato risale all'XI secolo, tracce del quale si trovano nei sotterranei del palazzo signorile e della annessa cappella. La seconda fase di costruzione è datata 1139-1140, epoca al quale risale il mastio. Della costruzione originaria rimangono solo i primi tre piani. Non è chiaro se la costruzione sia stata interrotta per l'edificazione del vicino refettorio o se sia stata danneggiata nell'incendio del 1302. È stato completato tra il 1902 e il 1904, con pietre recuperate da un vicino maso medievale andato distrutto per un incendio nel 1900. La terza grande fase di costruzione avviene sotto il conte Mainardo II, attorno alla metà del XIII secolo. Mainardo fece costruire un altro palazzo, sul versante est, di cui oggi non c'è più traccia: è stato "inghiottito" dalla sottostante forra dei castagni, le cui acque hanno eroso la roccia fino al crollo dell'edificio. L'attuale edificio e il camminamento risalgono al XIX secolo. Vi soggiornò per anni la contessa Margherita, ultima della sua dinastia. Il castello rimase la residenza principale della contea fino al 1420, quando Federico IV d'Asburgo trasferì la propria sede ad Innsbruck. Molto importanti sono i portali romanici del palazzo e della cappella, ricchi di bassorilievi. Tra gli storici non c'è accordo sulla data e sull'origine di questi portali: per alcuni sarebbero addirittura da far risalire alla chiesa a tre absidi i cui resti sono stati trovati poco distanti, per altri commissionati dal conte Alberto III di Tirolo. Oggi il castello ospita il Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano.
  • 12 Castel Juval

Punto 12 - Deviazione dall'itinerario principale[modifica]

Castel Coira
  • 13 Castel Coira — Raccoglie la più grande armeria privata europea. La costruzione fu iniziata intorno al 1260, per iniziativa del principe-vescovo di Coira, Heinrch von Montfort. Il nucleo del castello consisteva nella torre, nel muro di cinta e nel palazzo. Fu costruito per contenere l'espansione dei signori di Mazia. La diocesi di Coira soccombette a Mainardo II di Tirolo-Gorizia, che diede il castello nel 1297 proprio ai Mazia. Nel 1504 agli estinti Mazia subentrarono i conti Trapp. A loro si devono il rifacimento del palazzo e la cappella, ma anche gli affreschi rinascimentali (tra cui anche due alberi genealogici) e la loggia. Tutte le sale del castello sono arredate con mobili e suppellettili risalenti alle diverse epoche del maniero, a partire da una Madonna in legno risalente al 1270. Nella sala degli antenati, sono raccolti i ritratti di tutti i Trapp dal 1600 al 1800. La sala delle armature è probabilmente la più nota. Vi sono conservate circa 50 armature complete, oltre a spade e altre armi difensive, tutti in ottimo stato di conservazione. Si tratta delle armature appartenute ai Matsch, ai Trapp e al corpo di guardia del castello. Il pezzo più importante è un'armatura alta 2,10 metri risalente al 1450. L'armatura pesante 46 chili, è opera dell'armaiolo milanese Missaglia ed apparteneva a Ulrico Matsch.

Dal punto 14 al punto 21[modifica]

Punto 21 - Deviazione dall'itinerario principale[modifica]

Castel Tasso
  • 22 Castel Tasso — È uno dei più antichi, storicamente importanti e ricchi dell'Alto Adige. Sorge sopra a una collina che sovrasta una piana, ricavata da ex-palude bonificata, sulla quale è stato costruito anche un piccolo aeroporto militare. Il castello fu menzionato per la prima volta in documenti scritti nel 1100 come feudo dei Conti bavaresi Lechsgemünd, mentre dal 1140 la rocca fu data ai Signori di Stilfes. Nei secoli seguenti diversi conti e nobili vissero nel maniero, fino a che nel 1405 la proprietà passò alla famiglia dei Signori di Sabiona (Säben). Dopo la loro estinzione, il castello divenne un possedimento del duca Sigismondo d'Austria, il quale però nel 1470 lo vendette all’Ordine Teutonico, al quale si deve gran parte dell’aspetto attuale e dell’arredamento. Infine, dal 1813 è di proprietà dei Conti Thurn und Taxis di Ratisbona (da qui il nome italianizzato "Tasso" del castello, usato a partire dagli anni '30). Oggi castel Tasso è considerato uno dei castelli più preziosi della storia altoatesina. Dato che il castello non fu mai conquistato o devastato, ancora oggi è ben conservato ed all’interno troviamo moltissimi oggetti e mobili antichi. Della struttura fa parte anche la piccola cappella di San Zeno, presso la quale sono state ritrovate otto bare di legno baiuvare risalenti al IV e VIII secolo, due delle quali si possono vedere in una sala del castello, mentre le altre sei sono conservate nel Museo archeologico dell'Alto Adige con all'interno ancora dei resti umani. All’interno di castel Tasso si possono visitare ben 10 locali in perfetto stato di conservazione, tra le quali ricordiamo: una grande cucina duecentesca con un camino aperto, la vecchia torre d’abitazione, una prigione oscura profonda 5 metri ed anche la famosa e preziosa "Sala verde" (Grüner Saal), che nelle decorazioni dal caratteristico colore verde, nasconde anche diversi personaggi. Tutto questo è un suggestivo esempio di una fortezza medievale, quale castel Tasso era in tempi passati. Da Pasqua ai primi di novembre si effettuano visite guidate.

Dal punto 23 al punto 26[modifica]

Punto di arrivo[modifica]

Castello di Monguelfo
  • 26 Castello di Monguelfo — Il castello sorge su un'altura a pochi minuti di distanza dai centri abitati di Monguelfo e Tesido. La posizione impervia fu scelta appositamente dai padroni del castello per garantirsi una difesa naturale. Il nucleo originale del castello, l'alto mastio, fu fatto costruire tra il 1126 e il 1140; in seguito venne costruito anche il palazzo residenziale e una cappella romanica. Tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, il maniero fu notevolmente ampliato. Nel 1765 un incendio doloso distrusse gran parte del castello. Si procedette quindi a importanti lavori di restauro, come ad esempio l'abbassamento del palazzo all'altezza attuale, ma il maniero perse ben presto di importanza e non fu più abitato. Oggi il castello viene mantenuto e gestito dall'associazione "Kuratorium Schloss Welsberg", associazione culturale sorta nel 1987 che vi organizza concerti, esposizioni e cerimonie soprattutto nel periodo estivo. Il Kuratorium ha come obiettivo anche il restauro e la rivitalizzazione dei vari locali del castello e del mastio, la parte più antica, rispettando tradizione ed innovazione.

Ritorno[modifica]

Sicurezza[modifica]

Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]

  • Passi dolomitici — L'itinerario percorre i passi più scenografici delle Dolomiti, dove la roccia e la natura sono protagoniste.
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