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Talsano

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Talsano
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Talsano
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Talsano è una frazione della città di Taranto.

Da sapere[modifica]

Talsano è il più importante e popoloso quartiere di Taranto, dopo la Salinella. Il territorio di Talsano rappresenta la punta nord-occidentale della Penisola Salentina, a sud-est del capoluogo, tuttavia, culturalmente parlando, il suo forte legame con la città di Taranto ha fatto sì che il dialetto fosse quasi identico a quello cittadino.

Cenni storici[modifica]

La nascita del primo nucleo abitativo può essere fatta risalire intorno al 1300 d.C.: all'epoca delle scorrerie dei famigerati Turchi le nostre coste erano meta continua di incursioni da parte dei Saraceni che distruggevano e saccheggiavano tutto ciò che apparteneva agli infedeli (considerazioni che avevano dei non appartenenti alla religione Musulmana); per questo gli abitanti (generalmente agricoltori e pastori) dapprima isolati cominciarono a riunirsi in gruppi dando vita alle prime piccole comunità, preferendo insediarsi in fortificazioni (le famose masserie provviste di alte mura) nell'entroterra a debita distanza dal mare. Un gruppo di monaci d'origine greca dell'ordine di San Basilio, per ovviare a questi ripetuti attacchi da parte dei Saraceni, s'insediò ed edificò un tempio (ingrandito e ristrutturato nel 1844 con una spesa di 1.138 ducati per volere dell'allora Re di Napoli e tuttora esistente) dedicato alla madre di Dio nei pressi dell'attuale Cimitero, zona detta allora "Talassano" (termine greco indicante una zona paludosa vicina al mare) che anticamente tramite la Salina Grande era collegata al Mar Piccolo.

Intorno a questo insediamento sorsero le prime case, dando vita ad un piccolo villaggio (verso il 1400 si contavano più di duecento abitanti) che prese il nome dalla zona e cioè Talsano. Ma Talsano acquisì altro appellativo da parte degli abitanti dei paesi del circondario, San Giorgio Ionico, Roccaforzata e Faggiano e cioè "Le Torri" con riferimento alle molte masserie-torri presenti sul territorio.

Le "Masserie-Torri“, presenti anche su Lama e San Vito, erano circondate da casupole abitate da contadini fissi e stagionali ed erano dei nuclei abitativi quasi del tutto autosufficienti che sfruttavano, trasformavano e commerciavano le risorse agricole del territorio (oliveti, vigneti, cereali, mandorleti e pastorizia).

Alcune delle denominazioni delle suddette masserie sono giunte sino a noi, talvolta derivanti dal nome della famiglia proprietaria, altre volte dalla zona d'ubicazione; quelle più importanti: Ospedalicchio (D'Ayala Valva), Abateresta, Rapillo, Pizzariello (contessa Carducci), Lucignano, La Fica Piccola, Nisi, Troccoli, Giangrande, Capitignano, Lecutrane, Sanguzza, Lo Jucco, San Domenico, La Battaglia.

Tutto ruotava intorno alle masserie, uniche fonti di lavoro dell'epoca e per questo richiamo della gente di fuori.

Con la spartizione del latifondo, all'inizio del 1800, i contadini in prevalenza provenienti dal basso Salento, che prestavano la loro opera in queste masserie, ricevettero delle terre da coltivare in mezzadria o in affitto sulle quali i più fortunati tra loro ebbero la possibilità di costruirsi una propria casa, che si componeva: di una "rimessa" dove dimorava il mulo, una grande stanza che fungeva da dormitorio per tutta la famiglia, la cucina e l'orto con "'u rummat" (letamaio).

Le abitazioni erano al quanto piccole ma in compenso erano dotate di ampie e fresche cantine scavate nel carparo dove avveniva la preparazione del vino (vi si pigiava e poi si lasciava a fermentare il mosto), che lì veniva conservato assieme ad altre provviste: olio, ceci, lenticchie, fagioli, fave, grano ed altro.

Con il tempo questi centri agricoli si incrementarono e verso la metà del 1800 divennero un vero e proprio agglomerato assumendo le caratteristiche dei classici paesini del meridione: case basse, pitturate a calce con richiami architettonici alle popolazioni dominanti del passato come gli Spagnoli, gli stessi Arabi, i Normanni che avevano influito anche sul dialetto intercalato da termini linguistici stranieri.

L'avvento dell'era industriale nella provincia di Taranto, con l'insediamento dell'Arsenale Militare prima e dell'Italsider (ora Ilva) poi, ha portato cambiamenti radicali anche a Talsano che da borgata prevalentemente agricola si è trasformata in circoscrizione carente di una sua propria identità.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Appartengono a Talsano anche le contrade di San Donato, Palumbo e Sanarica.

Come arrivare[modifica]

In autobus, da Taranto, con i mezzi AMAT tramite le linee: 23,29,21,20,28,27.


Come spostarsi[modifica]

Per spostarsi nel paese di Talsano bisogna affidarsi al servizio AMAT

Cosa vedere[modifica]

  • Chiesa Madonna di Fatima.
  • Chiesa del Carmine.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa Madonna di Fatima. Simple icon time.svg 13 maggio.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • Pizzeria Asterix.

Prezzi medi[modifica]

  • Donna Lucia.
  • Masseria San Donato.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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